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termine italiano durata non proviene direttamente dal latino, ma si è formato in epoca
volgare dal verbo durare derivato dal durare latino. Anche altri verbi di prima coniugazione hanno dato origine - dal participio
passato - a sostantivi femminili con significato astratto: ad esempio da
entrare deriva entrata, da gelare, gelata.
Queste forme ed altre simili - come andata o
ballata - compaiono in italiano fin dal XIII secolo: si tratta di un modello di creazione
delle parole molto antico, che è rimasto produttivo fino ad oggi.
Nel Quattrocento, ad esempio, entra in uso il vocabolo
cascata, nel Cinquecento appare ritirata, nel Seicento si affermano fermata e mangiata,
mentre colata è ottocentesco e rimpatriata emerge nel Novecento.
Con durata si intende il permanere
nel tempo di un determinato fenomeno, dal momento del suo inizio a quello della sua
fine, e questo carattere di continuità viene associato al mondo fisico, agli oggetti materiali e al loro
movimento.
Ma la durata è anche una proprietà fondamentale
dellumanità: solo la persistenza e lo sviluppo di determinate relazioni collettive consente la
crescita di una società o di una cultura.
Il corso della storia
comporta sempre il permanere di alcune forme e il modificarsi di altre nelle diverse epoche.
Anche le attività psichiche - che sembrano così mutevoli
nel tempo - presuppongono una
continuità temporale: la facoltà della memoria,
ad esempio, si fonda sulla permanenza delle percezioni nella nostra mente.
Allo stesso modo lintelligenza comporta la capacità
di collegare tra loro esperienze
differenti, lontane nel tempo. Dallesperienza del rapporto tra momenti diversi del
passato - o tra passato e presente - la nostra mente riesce a spingersi nel futuro con
previsioni, speranze,
timori.
Con il progredire della psicologia sperimentale tra
lOtto e il Novecento, il rapporto tra coscienza psichica e durata è diventato un
oggetto dindagine particolarmente interessante per la filosofia.
Fu soprattutto il filosofo francese Henri Bergson a
contrapporre allidea
scientifica e oggettiva di tempo quella interiore di durata reale ovvero un fluire ininterrotto degli stati della coscienza.
Se la fisica
moderna intende il tempo come una successione di attimi misurabili e determinabili, la
nostra mente - osservava Bergson - percepisce soltanto lo scorrere continuo di sensazioni,
aspettative, ricordi.
Questo concetto di durata ha avuto una grande influenza
sulla cultura del nostro secolo: nella critica letteraria il termine durata si è
affermato con il significato specifico di tempo interiore. In
storiografia, grazie al francese Ferdinand Braudel, la parola durata è diventata la
chiave di un metodo di lavoro.
Braudel ha distinto infatti la storia tradizionale, fondata
sulla ricostruzione di eventi
puntuali - avvenuti in una breve durata - dalla storia della lunga durata che indaga i mutamenti profondi di una civiltà: la lingua, la cultura, il
sistema di produzione e di scambio, le condizioni materiali e le malattie.
LEGENDA
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