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testi a cura di Stefano Gensini e Giancarlo Schirru

LEGENDA

DURATA
 

sostantivo
femminile

LA CITAZIONE 

"L'amore è eterno finché dura."

dalle Leggi di Murphy di Arthur Bloch

IL FILM

"IL FAUSTO DI MARLOWE"  

Leandro Castellani

(1977)

Il termine italiano durata non proviene direttamente dal latino, ma si è formato in epoca volgare dal verbo durare derivato dal durare latino.

Anche altri verbi di prima coniugazione hanno dato origine - dal participio passato - a sostantivi femminili con significato astratto: ad esempio da entrare deriva entrata, da gelare, gelata.

Queste forme ed altre simili - come andata o ballata - compaiono in italiano fin dal XIII secolo: si tratta di un modello di creazione delle parole molto antico, che è rimasto produttivo fino ad oggi.

Nel Quattrocento, ad esempio, entra in uso il vocabolo cascata, nel Cinquecento appare ritirata, nel Seicento si affermano fermata e mangiata, mentre colata è ottocentesco e rimpatriata emerge nel Novecento.

Con durata si intende il permanere nel tempo di un determinato fenomeno, dal momento del suo inizio a quello della sua fine, e questo carattere di continuità viene associato al mondo fisico, agli oggetti materiali e al loro movimento.

Ma la durata è anche una proprietà fondamentale dell’umanità: solo la persistenza e lo sviluppo di determinate relazioni collettive consente la crescita di una società o di una cultura.

Il corso della storia comporta sempre il permanere di alcune forme e il modificarsi di altre nelle diverse epoche.

Anche le attività psichiche - che sembrano così mutevoli nel tempo - presuppongono una continuità temporale: la facoltà della memoria, ad esempio, si fonda sulla permanenza delle percezioni nella nostra mente.

Allo stesso modo l’intelligenza comporta la capacità di collegare tra loro esperienze differenti, lontane nel tempo. Dall’esperienza del rapporto tra momenti diversi del passato - o tra passato e presente - la nostra mente riesce a spingersi nel futuro con previsioni, speranze, timori.

Con il progredire della psicologia sperimentale tra l’Otto e il Novecento, il rapporto tra coscienza psichica e durata è diventato un oggetto d’indagine particolarmente interessante per la filosofia.

Fu soprattutto il filosofo francese Henri Bergson a contrapporre all’idea scientifica e oggettiva di tempo quella interiore di durata reale ovvero un fluire ininterrotto degli stati della coscienza.

Se la fisica moderna intende il tempo come una successione di attimi misurabili e determinabili, la nostra mente - osservava Bergson - percepisce soltanto lo scorrere continuo di sensazioni, aspettative, ricordi.

Questo concetto di durata ha avuto una grande influenza sulla cultura del nostro secolo: nella critica letteraria il termine durata si è affermato con il significato specifico di tempo interiore. In storiografia, grazie al francese Ferdinand Braudel, la parola durata è diventata la chiave di un metodo di lavoro.

Braudel ha distinto infatti la storia tradizionale, fondata sulla ricostruzione di eventi puntuali - avvenuti in una breve durata - dalla storia della lunga durata che indaga i mutamenti profondi di una civiltà: la lingua, la cultura, il sistema di produzione e di scambio, le condizioni materiali e le malattie.

LEGENDA

verdemedio.jpg (646 byte) durare


significato

forma

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permanere nel tempo

mondo, movimento
relazione
cultura

storia
epoca
tempo
memoria, percezione

intelligenza, esperienza
speranza

 

 


 

verdechiaro.jpg (646 byte)idea








fluire ininterrotto degli stati della coscienza

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fisica

 

tempo interiore

lavoro
evento

breve durata
lunga durata
civiltà
lingua
malattia