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testi a cura di Stefano Gensini e Giancarlo Schirru

LEGENDA

MEMORIA
 

sostantivo
femminile

LA CITAZIONE 

"Ammirava la terribile potenza creatrice della sua memoria. "

Marcel Proust

IL FILM

"ATTO DI FORZA"  

Paul Verhoeven

(1990)

La parola memoria indica un insieme di attività psichiche che consente di fissare e richiamare le percezioni nella coscienza o nell’inconscio, e quindi di riprodurre nozioni, comportamenti ed esperienze vissute nel tempo.

Con la memoria possiamo riportare alla mente singole percezioni, e in tal caso si parla di memoria sensoriale - oggetto di studio anche della medicina - che si suddivide in memoria acustica e visiva.

Oppure, si possono rievocare fatti, parole, ragionamenti.

Quando i dati richiamati dalla memoria fanno parte del bagaglio stabile delle conoscenze di una persona, si parla di memoria a lungo termine, mentre se si tratta di informazioni che non superano la durata del discorso o dell’attività che si sta svolgendo parliamo di memoria di lavoro o a breve termine.

Una parola che definiva sia l’atto del ricordare sia l’oggetto del ricordo era presente già in latino: è il sostantivo memoria che fu poi accolto - come prestito intellettuale - nell’italiano del Duecento.

Anticamente il vocabolo memoria era esteso anche all’intero complesso delle facoltà della mente, e diventava a volte sinonimo di intelletto e coscienza.

Memoria poteva indicare inoltre la parte posteriore della testa, dove si credeva fosse posta la capacità del ricordare.

Questi usi del termine memoria sono poi caduti, o sono rimasti solamente nei dialetti rurali, mentre maggiore resistenza hanno dimostrato le accezioni di memoria in riferimento alla sfera dei ricordi collettivi, come sinonimo di notizie o tradizioni di epoche passate.

Per ritrovare l’origine della maggior parte degli attuali significati secondari di memoria, bisogna risalire al Rinascimento, con il pieno fiorire della cultura umanistica fondata sullo studio del passato e della storia.

Nel Rinascimento il plurale memorie viene utilizzato per definire una narrazione o cronaca di fatti storici, e il singolare memoria acquista anche il senso di scritto autobiografico che rievoca eventi vissuti in prima persona.

Sempre nel periodo rinascimentale, la parola memoria viene impiegata per indicare una breve dissertazione monografica su un determinato argomento, e questo uso del termine sopravvive nell’italiano odierno, in particolare nei titoli di alcuni periodici scientifici o nel linguaggio giuridico.

Al Cinquecento risale anche l’espressione arte della memoria, con cui si intendeva la capacità di ottenere ricordi attraverso una specifica tecnica di memorizzazione che si avvaleva di sistemi di associazione verbale e di immagini.

Nuovi rilevanti significati del vocabolo memoria si ritrovano soltanto nel nostro secolo, e sono legati soprattutto alla cibernetica.

Nei computer è presente infatti un particolare dispositivo chiamato memoria, che conserva e rende continuamente disponibili dati e programmi, e può contenere una enorme quantità di informazioni.

E’ questa la nuova veste assunta dalla memoria artificiale che svolge oggi un ruolo decisivo nella gestione di tanti settori della vita umana, quali l’industria, la ricerca, i servizi.

LEGENDA


verdemedio.jpg (646 byte) insieme di attività psichiche che consente di fissare e richiamare le percezioni nella coscienza o nell’inconscio

esperienza
tempo
percezione


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memoria sensoriale
verdescuro.jpg (646 byte) medicina

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memoria acustica
memoria visiva
memoria a lungo termine



informazione
durata

memoria di lavoro
memoria a breve termine

atto del ricordare
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parte posteriore della testa

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significato
cultura
storia

 

 

 

 

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