| La parola
italiana tempo presenta una grande varietà di significati. Tempo indica una successione di istanti ma
anche un intervallo, che può essere compreso tra due eventi o estendersi
parallelamente alla durata di
qualcosa.
Il vocabolo tempo determina quindi unepoca, unetà, o semplicemente un momento storico
caratterizzato da elementi
particolarmente significativi: pensiamo a espressioni come il
tempo di Luigi XIV.
Questo primo gruppo di significati legati alla cronologia,
era già presente nella parola latina tempus, da cui deriva
la forma italiana attuale.
Tutti i derivati di tempus presenti nelle lingue romanze ammettono
anche un significato meteorologico, cioè un valore di condizioni
generali dellatmosfera: oltre allitaliano tempo pensiamo al francese
temps, allo spagnolo tiempo e al portoghese tempo.
Le lingue germaniche hanno invece due vocaboli distinti per
indicare il tempo cronologico e quello meteorologico: in inglese troviamo rispettivamente
time e weather, in tedesco Zeit e Wetter.
Anche in latino cera questa distinzione che si
esprimeva con la coppia di termini tempus e tempestas, una parola questultima che in
epoca classica significava genericamente un tempo meteorologico buono o cattivo.
Da quando il termine tempo è comparso nellitaliano
antico, fino ai nostri giorni, tutti questi valori si sono conservati.
Lunica innovazione di rilievo ha avuto luogo nel
Novecento, e si usa indicare con tempo una delle fasi regolamentari
di una partita sportiva, o una delle parti
di uno spettacolo o di un film.
Ciò che è cambiato maggiormente nella storia del termine tempo è
linsieme di esperienze
concrete e di concezioni astratte alle quali il significato cronologico è stato
progressivamente associato.
Lintuizione del tempo è influenzata dai cicli
biologici, dallalternarsi del giorno e della notte e delle stagioni, ma è anche
collegata ai modi in cui la successione degli eventi viene misurata in una collettività e
vissuta nelle relazioni
sociali.
Il concetto di tempo cambia con levoluzione della
storia: per luomo
del Medioevo europeo, la giornata era scandita dalle campane che suonavano per ricordare i
momenti canonici di devozione e preghiera.
Lidea di tempo che si affermò nella cristianità del
primo millennio
era invece soltanto interiore, e si fondava sul confronto dellesperienza del ricordo
del passato - la memoria -
con quella dellaspettativa del futuro.
Nellantichità non esisteva un calendario unificato
per tutta lEuropa, e anche nella sola penisola italiana convivevano vari sistemi
cronologici nei quali la data di inizio di un anno cambiava a seconda delle diverse aree.
In seguito, i mercanti italiani entrarono in contatto con i
sistemi di misurazione del tempo in uso nel mondo arabo e bizantino: vennero così
introdotti gli astrolabi, le clessidre e in particolare alcuni meccanismi che sfruttavano
il gioco di forze tra pesi e molle.
Con la rivoluzione tecnica e scientifica del
Seicento, in Europa si diffusero gli orologi personali e, soprattutto, una nuova
concezione del tempo fondata sul metodo sperimentale.
Per Galileo Galilei e Isaac Newton il tempo non è
unintuizione interiore della coscienza, ma una dimensione oggettiva della realtà che
costituisce, insieme allo spazio,
un parametro misurabile del movimento.
Nel nostro secolo lidea di tempo ha subito ulteriori
cambiamenti: nella grande industria
meccanica i singoli gesti del lavoro
sono codificati e cronometrati, e il ritmo
è sempre più preciso e rapido.
Infine, nel 1954, lunità di misura del tempo è stata fissata per la
prima volta non in rapporto al moto apparente del sole, o ad altri fenomeni astronomici,
ma in riferimento a una particolare radiazione atomica.
LEGENDA
 |