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testi a cura di Tullio De Mauro e Luca Lorenzetti

LEGENDA

ESPLORAZIONE

sostantivo femminile

LA CITAZIONE

"Quand’ero ragazzino avevo una passione per le carte geografiche, le contemplavo per ore e mi perdevo in tutti gli splendori dell'esplorazione."

Joseph Conrad

IL FILM

"LA TENDA ROSSA"

Mikhail K.Kalatozov

(1969)

La parola esplorazione è un vocabolo di origine colta, che proviene dal latino exploratio, a sua volta derivato dal verbo exploro.

Il significato generale di esplorazione è quello di indagine su cose sconosciute. Di solito si parla di esplorazione per indicare un’indagine con obiettivi concreti: l’esplorazione di una foresta vergine, di una miniera, di una città che non si conosce.

L’esplorazione tipica è una ricognizione sul campo, fatta alla ricerca di qualcosa che si presume di poter trovare nelle zone esplorate. L’immagine romantica dell’esploratore ci è stata consegnata dalla letteratura di viaggio e dal cinema: James Cook che esplora la Nuova Zelanda e l’Australia, Henry Morton Stanley e David Livingstone che risalgono il corso dei grandi fiumi africani, il comandante Umberto Nobile che vola fino al Polo coi dirigibili Norge e Italia.

Ma a parte i libri e i film, la passione per la scoperta scientifica è stata solo raramente il movente principale delle esplorazioni. Un personaggio come Marco Polo ci ricorda che nel Medioevo i più grandi esploratori erano mercanti e non scienziati.

Al ritorno dalle loro spedizioni questi personaggi dovevano riportare balle di mercanzie, non semplici relazioni di viaggio. Ma proprio grazie a quelle relazioni di viaggio, i nomi di frutti, piante e animali esotici, parole che poi sarebbero diventate comuni, come ananas o bambù, banana o giaguaro, sono entrate per la prima volta nelle lingue dell’Europa coloniale.

Una forma di moderna esplorazione è la ricerca che possiamo svolgere attraverso il mezzo informatico, navigando in rete come si dice in gergo. Le reti di computer infatti ci stanno abituando ad avere molte informazioni in più di quel che ci servirebbe.

Nel giro di una ventina d’anni il problema primario dello scienziato, la raccolta dei dati, si è trasformato nel problema opposto, quello di selezionare i dati migliori dentro una massa di notizie poco controllabili.

Ma per settori come la geografia, la zoologia, la botanica e in generale per tutte le scienze della terra, Internet non ha ancora sostituito l’esperienza diretta, e l’esplorazione è ancora una fase indispensabile della ricerca scientifica, cioè il mezzo più naturale per chi voglia conoscere.

Oltre che per le indagini geografiche o naturalistiche, si parla di esplorazione anche in medicina, quando si esamina un organo per scoprire eventuali malattie. In certi casi l’esame è diretto, come l’esplorazione della pelle di un bambino per vedere se ha il morbillo. In altri casi servono strumenti adeguati.

Ciò che per gli antichi Romani era l’exploratio, è diventata oggi l’esplorazione per i nostri soldati: un momento importante dell’arte della guerra e un vocabolo centrale nel linguaggio militare. Tra militari, esplorazione si usa per indicare una spedizione fatta di nascosto, per raccogliere informazioni sul nemico, sulle sue postazioni e sulle sue capacità di difesa e di attacco.

La parola esplorazione ha anche un significato tecnologico. Nell’ingegneria televisiva, ad esempio, l’esplorazione è il procedimento attraverso il quale l’immagine ripresa dalla telecamera, per poter essere trasformata in un segnale elettrico, viene prima scomposta in una quantità di elementi piccolissimi, che vengono poi ricomposti sullo schermo del televisore che li riceve.

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