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OMAR CALABRESE

 

BIOGRAFIA

NATO A FIRENZE, NEL 1949, LAUREATO IN STORIA DELLA LINGUA, SVOLGE ATTIVITÀ DI CRITICO ED ESPERRTO DELLA COMUNICAZIONE. SVOLGE ATTIVITÀ DIDATTICA DI TEORIA DELLA COMUNICAZIONE PRESSO ATENEO SENESE E DI SEMIOTICA IN QUELLO MILANSESE. PRIMO PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE MEDIATECA, SVOLGE INTENSA ATTIVITÀ GIORNALISTICA CON I MAGGIORI QUOTIDIANI ITALIANI. TRA LA PUBBLICAZIONI: “L'ETÀ NEOBAROCCA”, “MILLE DI QUESTI ANNI”, “COMO SE LEE UNA OBRA DE ARTE” E “SERIO LUDERE” E “IL MODELLO ITALIANO, LE FORME DELLA CREATIVITÀ” (1999).

INTERVISTA


D: PROFESSOR CALABRESE, LEI HA PARTECIPATO ALLA REDAZIONE DELLA RIVISTA CASABELLA...


R: QUELLA ERA LA CASABELLA DI TOMÁS MALDONADO, CHE NE ERA IL DIRETTORE. QUINDI, AVEVA UN IMPIANTO ABBASTANZA RAZIONALISTA, O NEORAZIONALISTA. QUANDO CAPITAVA DI ANALIZZARE IL DESIGN (PERCHÉ PERLOPIÙ LA RIVISTA ERA DI ARCHITETTURA), IL PROBLEMA ERA DI COLLEGARE IL DESIGN, CIOÈ LA PROGETTAZIONE DEGLI OGGETTI, ALLA COSIDDETTA CULTURA MATERIALE.
CULTURA MATERIALE È QUELL'INSIEME DI FATTI COSTITUITI DA OGGETTI, MA ANCHE DA COMPORTAMENTI E OGGETTI DI TUTTE LE DIMENSIONI CHE COSTITUISCONO IL NOSTRO AMBIENTE QUOTIDIANO, IL MICROAMBIENTE DI CIASCUNA PERSONA E DI CIASCUN GRUPPO.
QUANTO A IDEOLOGIA, C'ERA UNA IDEOLOGIA (IN SENSO POSITIVO, IN SENSO ANTROPOLOGICO DEL TERMINE), C'ERA UNA IDEOLOGIA CHE ERA CHIARAMENTE QUELLA DEL FUNZIONALISMO. CIOÈ SI ANALIZZAVANO LE FUNZIONI A CUI GLI OGGETTI SONO DEDICATI E, SU QUELLA BASE, SI DAVANO DELLE INDICAZIONI DI PROGETTO. QUESTO NON SIGNIFICAVA, PERÒ, L'ABBANDONO DELLA PARTE ESTETICA DEL DESIGN. IN QUELL'EPOCA, INFATTI, TRA IL '76 E LA METÀ DEGLI ANNI OTTANTA C'È STATA UN PO' DI POLEMICA TRA I FAUTORI DEL COSIDDETTO MOVIMENTO MODERNO, DAGLI ANNI TRENTA IN AVANTI, E QUELLI CHE GIÀ POTEVANO QUASI CHIAMARSI I POSTMODERNI, ANCHE SE IL TERMINE NASCE NEL '79.
QUANTO AL FUTURO, SI PENSAVA CHE, APPUNTO, SOLO RISCOPRENDO GLI ASPETTI ANTROPOLOGICI DELLA CULTURA MATERIALE SI POTESSE INDIRIZZARE IN MODO GIUSTO IL DESIGNER. COSA CHE, FORSE, NON È TANTO AVVENUTA.
(…)
NON LO SO SE CI SIA STATA DAVVERO QUESTA CRISI. CI SONO STATE DELLE CRISI DI CERTI SISTEMI IDEOLOGICI. STAVO DICENDO POCO FA CHE NEGLI ANNI SETTANTA CI SONO DEI GRUPPI, CHE PRODUCONO LA COSIDDETTA ARCHITETTURA RADICALE E IL DESIGN RADICALE. POI, SAREBBERO DIVENTATI I FAUTORI DEL POSTMODERNO.
POI, FORSE, C'È STATA UNA CRISI ANCHE DEL COSIDDETTO DESIGN POVERO O PAUPERISTICO, CIOÈ RIUSCIRE A PRODURRE OGGETTI DI BASSISSIMO COSTO PER UNA LARGA DIFFUSIONE DI MASSA.
QUESTI POSSONO ESSERE EVENTUALMENTE DEGLI ELEMENTI DI CRISI, MA NON C'È CRISI, SECONDO ME, NEL DESIGN PERCHÉ ANZI, AL CONTRARIO, MI SEMBRA CHE L'OGGETTO DI BEL DISEGNO STIA DIVENTANDO ORMAI UNA PRATICA COMUNE. INFATTI, NON A CASO, È DIVENTATA UN'ESTETICA DI MASSA AL PARI DI QUELLA DELLA MODA.
(…)
INNANZI TUTTO, NON MI SONO RIFATTO A UNO STILE DEL PASSATO. NOI CHIAMIAMO BAROCCO CIÒ CHE AVVENIVA DALLA SECONDA METÀ DEL SEICENTO IN AVANTI, MA QUESTA ERA UNA DEFINIZIONE SETTECENTESCA DI COLORO CHE ERANO CONTRO IL BAROCCO. I BAROCCHI NON SAPEVANO DI ESSERE BAROCCHI NEL PERIODO, APPUNTO, TRA IL SEICENTO E IL SETTECENTO. POI, PERÒ, C'È UN'ALTRA DEFINIZIONE: IL BAROCCO COME CONTRAPPOSTO AL CLASSICO. SONO DUE ATTEGGIAMENTI: O QUELLO, IL CLASSICO, PER LA REGOLARITÀ DELLE FORME O IL BAROCCO PER LA LORO DISSOLUZIONE, SCOMPAGINAZIONE, PER LA FRAMMENTARIETÀ, PER LA DIFFERENZA, E COSÌ VIA.
QUINDI, IO MI SONO LIMITATO A DIRE CHE OGGI C'È UN RITORNO NON DEL BAROCCO SECENTESCO, MA DEL CONCETTO DI BAROCCO PERCHÉ PIACCIONO LE COSE CHE EVADONO DALLO STANDARD, DALLA SCHEMATIZZAZIONE DELLA REALTÀ.
(…)
LA REALTÀ VIRTUALE NON È NIENT'ALTRO CHE UNA CERTA APPLICAZIONE DI CARATTERE TOPOLOGICO DI TECNOLOGIE, DI PRODUZIONE PROGETTUALE. SI POTREBBE QUASI DIRE CHE LO STESSO PROGETTO SIA REALTÀ VIRTUALE, NEL SENSO CHE IMMAGINA DEGLI ELEMENTI CHE ANCORA NON CI SONO E, PER L'APPUNTO, LI FA ANCHE VEDERE PERCHÉ LI DISEGNA.
(…)
SE LA REALTÀ È VIRTUALE, NON LA RITENIAMO AFFATTO COME REALTÀ IMMAGINARIA. È SEMPLICEMENTE UNA REALTÀ NON ANCORA MATERIALIZZATA, NON ANCORA MATERIALE. MA NON PER QUESTO È PRIVA DI ESISTENZA. DIFATTI, CON IL MIO COMPUTER IO NON CAMMINO IN UNA STANZA CON I MIEI SENSI, MA COMUNQUE CAMMINO IN UNO SPAZIO, MI MUOVO IN UN CERTO SPAZIO, CHE È VIRTUALE SOLO IN QUESTO SENSO, CHE TECNICAMENTE È REALIZZATO IN UN ALTRO MODO SENSORIALE.
PERTANTO QUESTI VALORI DEL DESIGN RIMANGONO ASSOLUTAMENTE PROIETTATI VERSO IL FUTURO, PERCHÉ CON LA REALTÀ VIRTUALE IO FACCIO COSE CHE POTREI FARE.
POI, UN'ALTRA PICCOLA CORREZIONE ANDREBBE FATTA SULLA PAROLA PROGRESSIVO PERCHÉ NON È DETTO CHE IL DESIGN, PER ESEMPIO, DEBBA ESSERE PROGRESSIVO. CI PUÒ ESSERE UN DESIGN REGRESSIVO ANCHE, UN DESIGN CHE SI RICHIAMI ALLA TRADIZIONE. AD ESEMPIO, QUESTO. MA IL POSTMODERNO NON È STATO FORSE APPLICAZIONE DI CITAZIONI DEL PASSATO, RITORNO ALLE FACCIATE, ALLA DECORAZIONE? QUINDI QUEL DESIGN, SE VOGLIAMO USARE QUESTE CATEGORIE, È REGRESSIVO.
(…)
L'ANTICO HA UNA CARATTERISTICA, CHE NON AVENDO LE STESSE VELOCITÀ DEL PRESENTE, DELLA MODERNITÀ, DICIAMO, CHE CI OFFRE DEGLI SCHEMI MOLTO COERENTI DAL PUNTO DI VISTA STILISTICO, FUNZIONALE, E COSÌ VIA, DELL'AMBIENTE UMANO. IN QUESTO QUADRO, QUINDI, DI FORTE COERENZA, APPUNTO PROGETTUALE, È POSSIBILE INSERIRE ANCHE IL MODERNO, IN MODO CHE RAPPRESENTI O UNA DISCONTINUITÀ, SE SI VUOLE ESSERE PROVOCATORI, O UNA CONTINUITÀ. MA, IN OGNI CASO NON LA CASUALITÀ. COSA CHE, INVECE, QUESTO SECOLO HA PRODOTTO MOLTISSIMO CON TUTTE LE STANDARDIZZAZIONI DELLE NOSTRE PERIFERIE IN ARCHITETTURA, OPPURE DEL NOSTRO PACCO DEGLI OGGETTI PLETORICO E INUTILE NELL'AMBITO DELL'AMBIENTE DOMESTICO.
(…)
DI IDEE PROGETTUALI, AHIMÉ, FORSE NON CE NE SONO MOLTISSIME, OGGI. TROVO UN CERTO INTERESSE PERÒ, AL DI FUORI DELLA VULGATA, PER LA COSIDDETTA BIOARCHITETTURA, CHE TENTA DI INQUADRARE IL PROBLEMA DELLA PROGETTAZIONE ALL'INTERNO DEL COSIDDETTO SVILUPPO COMPATIBILE.
PER ESEMPIO, ECCO, DIVENTA UN FATTO DI BIOARCHITETTURA ANCHE LA RIDUZIONE DEL PACCO DEGLI OGGETTI, CHE È ESAGERATO. DIVENTA BIOARCHITETTURA PENSARE A COME SI SMALTISCONO GLI OGGETTI, PERCHÉ NOI NON SAPPIAMO COME SMALTIRE CIÒ CHE BUTTIAMO VIA. CHE NON È SOLO LA SPAZZATURA: SONO GLI OGGETTI CHE NON FUNZIONANO PIÙ. E POI È BIOARCHITETTURA ANCHE L'INSERIMENTO DI MATERIALI E PROGETTI ALL'INTERNO DI UN AMBIENTE CHE NON È SOLO QUELLO COSTRUITO, MA È ANCHE QUELLO NATURALE.
ECCO, QUESTO MI PARE CHE SIA UN ORIZZONTE ABBASTANZA INTERESSANTE.
L'ALTRO, CHE PERÒ FORSE MANCA ANCORA DI TEORIZZAZIONE, SE NON QUELLE UN PO' COSÌ E COSÌ DEL RECENTE PASSATO, È QUELLO DELLA PRODUZIONE DELL'ESTETICA DI MASSA. QUESTO AVVIENE, COME CONSAPEVOLEZZA, FORSE SOLO NEL MONDO DELLA MODA. L'IDEA DI UNA DIFFUSIONE DEL GUSTO COME VOLEVANO I SETTECENTESCHI, I FILOSOFI SETTECENTESCHI, NELLA POPOLAZIONE PIÙ VASTA. O COME VOLEVA MAJAKOVSKIJ, INSOMMA, CHE ERA PIÙ FELICE QUANDO LEGGEVA LE POESIE SULLE SCATOLE DEI FIAMMIFERI.

 

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