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ROSSELLA COLOMBARI

 

BIOGRAFIA

GALLERISTA E COLLEZIONISTA (IL PADRE ERA ANTIQUARIO), POSSIEDE PARECCHI OGGETTI DI CARLO MOLLINO

INTERVISTA


D: IN CHE MODO E QUANDO HA COMINCIATO A COLLEZIONARE GLI OGGETTI DI MOLLINO?


R: HO COMINCIATO A COLLEZIONARE GLI OGGETTI DI MOLLINO A 19 ANNI. ANDAVO PER CASO DA UN COLLEGA DI MIO PADRE, ANTIQUARIO, PER VEDERE LE SUE NOVITÀ DATO CHE LO RITENEVO UN PERSONAGGIO DIVERTENTE E CURIOSO, E VIDI QUESTO MOBILE COSIDDETTO "SERVANT", DIVISORIO DA UNA SALA DA PRANZO A UN SALONE, CHE IL COMMERCIANTE MI DISSE DI ESSERE DI CARLO MOLLINO. IO NON CONOSCEVO CARLO MOLLINO, MA RIMASI FOLGORATA DALLA LINEA DEL MOBILE, AL PUNTO TALE CHE ANDAI DA MIO PADRE E LO PREGAI DI VENIRE A FAR LUI LA TRATTATIVA COL SUO COLLEGA PERCHÉ IN REALTÀ VOLEVO LO SCONTO, PERCHÉ NON POSSEDEVO L'INTERA CIFRA DELLA RICHIESTA DEL PREZZO. E QUESTA È STATA LA PRIMA VOLTA CHE HO ACQUISTATO UN MOBILE DI MOLLINO.


D: MA PERCHÉ E COME SI È INNAMORATA DI QUESTO MOBILI DI QUESTO AUTORE, DI MOLLINO?


R: MOLLINO HA UN'ANIMA, UN'ANIMA MOLTO FEMMINILE MISTA A UN ANIMO MOLTO SENSIBILE. GLI OGGETTI PARLANO E QUINDI DEGLI OGGETTI DI MOLLINO CI SI INNAMORA PER LE FORME SOPRATTUTTO. DICIAMO CHE I MOBILI CHE AMO MAGGIORMENTE DI MOLLINO SONO QUELLI CHE SI RIFANNO O ALLE FORME FEMMINILI O ALLE FORME AERODINAMICHE, CIOÈ QUESTI MOBILI CHE ESPRIMONO QUESTA LEGGEREZZA E QUESTA DINAMICITÀ, CHE AMO MOLTO E QUINDI - DICIAMO PER ESEMPIO - IL TAVOLO SERVANT CHE CITAVO PRIMA CHE COMPRAI A 19 ANNI, LA SCRIVANIA DEL CONTE GARGNANO DELLA FAMOSA CASA VERSO LA COLLINA, UN MOBILE ASSOLUTAMENTE CHE SEMBRA QUASI UNA PISTA DI DECOLLO TANTO È AEREO. QUESTI SONO I MOBILI CHE IO AMO.
LE FORME DI MOLLINO SONO SVARIATE E SI RIFANNO A DIVERSI STUDI DELL'ARCHITETTO, STUDI DI ANATOMIA PER QUANTO RIGUARDA I MOBILI CHE DICEVAMO AVERE FORME CHE FANNO RIFERIMENTO AL CORPO UMANO, POI ABBIAMO INVECE MOBILI CHE FANNO RIFERIMENTO AI TACCHI A SPILLO E ALLA FORMA FEMMINILE, ALTRI CHE FANNO RIFERIMENTO ALLO SCHELETRO DEGLI ANIMALI, VEDI IL FAMOSO TAVOLO BALENA, COSÌ CHIAMATO CON QUESTO SCHELETRO PORTANTE. QUINDI SONO MOBILI CHE HANNO DIVERSI FILONI, ECCO. DIREI CHE PERÒ TUTTI QUANTI VANNO POI A SCONFINARE NEL SURREALISMO.


D: ALLORA, IL RAPPORTO DI MOLLINO CON L'AMBIENTE TORINESE QUAL ERA?


R: CONFLITTUALE AL MASSIMO. E POSSO DIRLO DA TORINESE CHE HO AVUTO GLI STESSI CONFLITTI. TORINO È UNA CITTÀ CHE SI DIVIDE IN DUE.
UNA FORMALE E UNA ASSOLUTAMENTE DI FANTASIA. LUI AMAVA QUELLA E RIFIUTAVA QUELLA ISTITUZIONALE, QUINDI LUI AVEVA DEI CARISSIMI AMICI ARTISTI CON CUI CONDIVIDEVA LE ESPERIENZE NOTTURNE E LA PARTE LUDICA, FACEVA DIFFICOLTÀ INVECE A INSERIRSI IN QUELLA CHE ERA LA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DI TORINO, MOLTO ISTITUZIONALE, MOLTO RIGIDA, ALLA QUALE ERA ASSOLUTAMENTE ESTRANEO, INFATTI LUI FACEVA RIFERIMENTO A PARIGI E AL MONDO INTERNAZIONALE. LUI CON IL SUO AEROPLANO FACEVA LE PICCHIATE SULLA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA, FACEVA LE PIROETTE, QUASI IN SEGNO DI SCALFITTURA DELLA FACOLTÀ, DI SDRAMMATIZZARLA.


D: QUESTO PERSONAGGIO COSÌ POLIEDRICO E COSÌ BIZZARRO ANCHE PER L'EPOCA, ECCO, COME ME LO PUÒ DESCRIVERE?


R: MOLLINO FREQUENTAVA LA GALLERIA DI MIO PAPÀ A TORINO. NOI SIAMO UNA DINASTIA DI ANTIQUARI E MOLLINO AMAVA MOLTO L'ARTE ANTICA E ANDAVA SPESSO IN GALLERIA DA MIO PADRE A VEDERE I MECCANISMI DEI MOBILI. RICORDAVA MOLTO EDUARDO DE FILIPPO SE LO GUARDIAMO FISICAMENTE, UN UOMO MOLTO NERVOSO, SCATTANTE, UN UOMO MOLTO IRONICO, CON TANTISSIMA ENERGIA E SOPRATTUTTO UN UOMO TRASGRESSIVO, UN UOMO DI ROTTURA. ECCO, QUESTO ERA CARLO MOLLINO. PERÒ ERA ANCHE UN UOMO CAPACE A STARE NELLE ISTITUZIONI, PERCHÉ IN FONDO GLI FU COMMISSIONATO IL REGIO, GLI FURONO COMMISSIONATE ANCHE - DICIAMO - OPERE IMPORTANTI, PER CUI NON ERA COSÌ POI ESTRANEO A QUELLA REALTÀ TORINESE, CHE PERÒ SOFFRIVA.


D: MOLLINO POTEVA TRARRE UN'ISPIRAZIONE DA QUELLO CHE ERANO GLI OGGETTI DELL'AREONAUTICA, I MODELLI DICIAMO MECCANICI DI QUALCHE AUTOMOBILE O ALTRE COSE PER I SUOI MOBILI?


R: SÌ, ASSOLUTAMENTE. MOLLINO HA SPERIMENTATO MOLTISSIMO NEL CAMPO DELLA TECNOLOGIA, NON DIMENTICHIAMO CHE IL PADRE ERA INGEGNERE. MOLLINO HA PARECCHI BREVETTI AL SUO ATTIVO, MOLTI TENTATI, MOLTI RIUSCITI E QUINDI IN TUTTO QUELLO CHE LUI HA FATTO, LA COMPONENTE TECNOLOGICA È FONDAMENTALE. BASTI PENSARE ALLA LAMPADA CADMA, DOVE GLI SNODI SONO STATI STUDIATI DA MOLLINO, CIOÈ IL MECCANISMO DELLO SNODO. IDEM VALE PER I MOBILI, MECCANISMI DI APERTURA E DI CHIUSURA; HA TENTATO DI BREVETTARE - E ABBIAMO TUTTO UNO STUDIO - IL COMPENSATO PER I LEGNI PERCHÉ NON SI IMBARCASSERO. QUINDI DICIAMO CHE ERA UN GRANDE SPERIMENTATORE.


D:SÌ, MA PROPRIO LEGATI A QUESTI MODELLI DEGLI AEREI, QUALCOSA LEGATO ALLE FORME ABBASTANZA AVVENIRISTICHE PER ALLORA. C'È UN LEGAME, ME LO PUÒ DESCRIVERE?


R: SÌ, SÌ, QUESTO LEGAME C'È ASSOLUTAMENTE. NON DIMENTICHIAMO CHE MOLLINO HA BREVETTATO LA CLOCHE.
MA ANCHE, SOPRATTUTTO, NELLE FORME, NELLE FORME DELLE ALI DELL'AEROPLANO. BASTI PENSARE AD ALCUNE SCRIVANIE CHE LUI HA PROGETTATO, NELL'AEREICITÀ PROPRIO DEI MATERIALI STESSI, CIOÈ NELLA RICERCA DI ESSERE PIÙ LEGGERO POSSIBILE. LUI ERA MOLTO ATTRATTO DAL COMPENSATO CURVATO A CALDO, TECNICA CHE SI USA IN MARINA PER COSTRUIRE LE BARCHE, QUINDI LA RICERCA È ANDATA IN QUELLA DIREZIONE.


D: CHE C'ERA DI ONIRICO LEGATO ANCHE AL MOVIMENTO DEL SURREALISMO O AD ALTRI MOVIMENTI CULTURALI?


R: MOLLINO ERA UN UOMO CHE VIAGGIAVA MOLTO. IL PUNTO DI RIFERIMENTO DI MOLLINO, COME TUTTI I TORINESI ANCORA OGGI È PARIGI, QUINDI LUI FREQUENTAVA ALLA FINE DEGLI ANNI '40 HA AVUTO MODO DI VEDERE, CONOSCERE, INSTAURARE RAPPORTI CON I GRANDI PERSONAGGI DELL'EPOCA PARIGINA. A TORINO VANTAVA AMICIZIE CON ITALO CREMONA, CON GRANDI ARTISTI INTELLETTUALI CHE TENEVANO UN FILO DIRETTO CON PARIGI. NON A CASO NEGLI ARREDI DI MOLLINO, NOI TROVIAMO OPERE DI MATTIA MORENI, ARTISTA PIEMONTESE CHE POI È EMIGRATO IN FRANCIA. MOLLINO POI AVEVA ANCHE UNA GRANDE PASSIONE PER LA FOTOGRAFIA CHE LUI STESSO INTERPRETA IN MANIERA SURREALISTA, IMMORTALA LE SCENOGRAFIE CHE LUI REALIZZA PER GLI ARREDI E QUINDI È LUI STESSO QUASI UN OPERATORE, LASCIA TRACCIA DI QUESTO ASPETTO SURREALISTA NELL'OPERA FOTOGRAFICA. SI PUÒ VEDERE SE SI È VISTA NELLE MOSTRE, QUINDI IL SUO LEGAME È VERAMENTE MOLTO FORTE CON IL SURREALISMO.


D: ALLORA, QUESTI MOBILI IN FONDO CHE LEI HA AMATO E CHE LEI AMA IN QUALCHE MODO, HANNO DATO INIZIO ANCHE A UNA MODA O - DICIAMO - A UNA RICERCA, CHE È QUELLA CHE RIGUARDA IL MODERNARIATO. COSA MI DICE A PROPOSITO?


R: MA, DICIAMO CHE È CURIOSO. L'INIZIO DI TUTTE LE MODE PARTE SEMPRE DA PARIGI, LONDRA, CHE SONO INNOVATIVE, QUINDI LO STESSO MODERNARIATO È PARTITO DI LÌ. È STATO ALL'INIZIO UN FENOMENO DI MODA, MA POI, VICEVERSA, COME IN TUTTE LE RICERCHE, SI È APPROFONDITO IL PERIODO E QUINDI SONO EMERSI GRANDI AUTORI ITALIANI COME GIO PONTI, MOLLINO, PARISI. QUINDI AL DI LÀ DI UN FENOMENO MODA, POI È DIVENTATO UN VERO FENOMENO DI COLLEZIONISMO. OGGI SI BATTONO REGOLARMENTE ASTE A LONDRA E NEW YORK CON RISULTATI PARTICOLARMENTE INTERESSANTI.


D: HA QUALCHE RICORDO LEGATO A UN EPISODIO TORINESE, UN EPISODIO LEGATO APPUNTO A MOLLINO?


R: ORMAI SONO 20 ANNI CHE MI OCCUPO DELL'OPERA DI MOLLINO, SICURAMENTE TORINO, CHE È UNA CITTÀ CHE HA RISVOLTI DI MAGIA, HA RISVOLTI, COSÌ, APPUNTO DI ESOTERISMO… MOLLINO SICURAMENTE MI HA PORTATO A FARE UN VIAGGIO ALL'INTERNO DI UN MONDO CHE IN PARTE NON CONOSCEVO. SONO GIRATE MOLTE FAVOLE SU MOLLINO, SOPRATTUTTO SUL FATTO CHE AVESSE UNA FORTE PRESENZA, CIOÈ CHE ALEGGIASSE ANCORA IL SUO SPIRITO NONOSTANTE LUI NON CI FOSSE PIÙ E QUINDI, PER ESEMPIO, ANDANDO IN UNA CASA DOVE STAVO DISCUTENDO L'ACQUISTO DI UN MOBILE CON MIA SORELLA, MENTRE STO PARLANDO CON I SIGNORI IL MOBILE È CADUTO IN AVANTI E SI È ROTTO IN TRE PEZZI E QUESTI SIGNORI SI SONO COSÌ SPAVENTATI CHE HANNO DECISO DI NON PIÙ VENDERE IL MOBILE. SEMBRAVA QUASI CHE LUI NON VOLESSE USCIRE DALLA FAMIGLIA, INFATTI IL MOBILE È ANCORA LÌ.


D: COSA PUÒ DIRE SU QUELLA LAMPADA?


R: QUESTA È LA LAMPADA "CADMA", CHE È STATA PROGETTATA NEL '47 DA MOLLINO. PER CADMA SI INTENDE UNA DITTA DI ESPORTAZIONI, DICIAMO UNA SOCIETÀ CHE SI SAREBBE DOVUTA OCCUPARE ANCHE DEGLI ARREDI DI MOLLINO ESPORTANDOLI NEGLI STATI UNITI. È REALIZZATA IN OTTONE SPAZZOLATO. I GIUNTI SONO STATI BREVETTATI DA MOLLINO. LA LAMPADA QUINDI ASSUME MOLTE POSIZIONI. IL CAPPELLO COSIDDETTO A SUORA È UN CAPPELLO REALIZZATO IN PERGAMENA, CUCITA A MANO SU UNA STRUTTURA DI ALLUMINIO, E POI HA UNA BASE IN TRAVERTINO.
(…)
QUESTO È INVECE IL COMODINO DI CASA MILLER DEL 1933, IN LEGNO E LACCA NERA. LA COSA INTERESSANTE DI QUESTO COMODINO È NON SOLO LA FORMA, CHE RIECHEGGIA UN PO' ANCHE QUESTE FORME BAROCCHE, PERCHÉ NON DIMENTICHIAMO CHE TORINO È UNA CITTÀ BAROCCA E CHE TORINO ADORAVA IL BAROCCO; LA NOVITÀ STA NELL'INTERNO DEL CASSETTO, CHE È VERAMENTE STRAORDINARIO. VE LO FACCIO VEDERE. QUESTO CASSETTO CHE SCORRE È DIVISO IN DUE SCOMPARTI E VIAGGIA SU QUESTO BINARIO. QUESTA È UNA RARITÀ PERCHÉ È UNO DEI PRIMISSIMI PEZZI DI MOLLINO.


D: PUÒ DESCRIVERE UNA QUALITÀ DI MOLLINO NELLA PROGETTAZIONE, AD ESEMPIO, DI QUESTE CASE DI MONTAGNA, LA SUA OSSERVAZIONE DELL'ARTIGIANATO LOCALE?


R: DICIAMO CHE MOLLINO ERA UNA GRANDE APPASSIONATO SCIATORE E UN GRANDE APPASSIONATO DI MONTAGNA, PERALTRO A TORINO È ABBASTANZA ABITUALE E NELLE SUE FREQUENTAZIONI C'È STATA MOLTO LA VAL D'AOSTA. LUI SI È INNAMORATO DELLA VAL DI GRESSONEY E A CERVINIA HA REALIZZATO LA "CASA DEL SOLE" E NEGLI ARREDI DELLA CASA DEL SOLE, OLTRE A UNA RICERCA STILISTICA SUA PERSONALE, C'È NELL'USO DEI MATERIALI E ANCHE NELLE FORME, UN CHIARO RIFERIMENTO ALL'ARCHITETTURA VALDOSTANA. QUESTO È MOLTO INTERESSANTE, LO SGABELLO PER ESEMPIO CHE UTILIZZANO I CONTADINI PER MUNGERE. LUI RICREA QUESTE TRE GAMBE CON QUESTO SCHIENALE IN MASSELLO. MOLTI ARREDI DELLA CASA SONO ANDATI VENDUTI E QUINDI QUESTI ESEMPLARI DI PEZZI GIRANO OGGI SUL MERCATO E SONO GLI ARREDI DEL RISTORANTE PAVIA.


D: QUESTO GUSTO PER IL LEGNO, DICIAMO COSÌ, PER IL LEGNO MASSELLO DI MOLLINO, CHE TIPO DI GUSTO ERA? COME NASCEVA?


R: LEGNO, VETRO, OTTONE SPAZZOLATO, SONO I MATERIALI DICIAMO USATI QUASI SEMPRE DA MOLLINO. PER QUANTO RIGUARDA I MOBILI DI GRANDE LEGGEREZZA, UTILIZZAVA L'ACERO PERCHÉ L'ACERO DAVA QUESTO EFFETTO DI AEREICITÀ. PER QUANTO INVECE RIGUARDA QUESTI ARREDI DELLA MONTAGNA, USAVA ROVERE MASSELLO O NOCE MASSELLO, PERÒ TENDENTE AL BIONDO, NON TENDENTE ALLO SCURO. QUESTI ERANO I MODI DI REALIZZARE DI MOLLINO.


D: DA COSA GLI VENIVA L’AMORE PER QUESTI MATERIALI?


R: BEH, DICIAMO CHE NEGLI ANNI '40-50 COSTRUIRE CON IL LEGNO ERA SICURAMENTE PIÙ SEMPLICE, NONOSTANTE POI LA SUA SETE DI RICERCA NEL COMPENSATO CURVATO. USCIVAMO DA UNA SECONDA GUERRA MONDIALE E QUINDI L'USO DEI MATERIALI E LA RICERCA SUI MATERIALI INIZIAVA ALLORA E LUI IN QUESTO SENSO HA FATTO DELLA RICERCA.
È UN PO' UNA NECESSITÀ PER LUI, PERCHÉ INIZIA ALLORA LA RICERCA SUI MATERIALI, INIZIA ALLORA LA PICCOLA MEDIA INDUSTRIA NELLA BRIANZA E QUINDI LUI INIZIA COME ATTIVITÀ DI SPERIMENTATORE, MA PER REALIZZARE I SUOI MOBILI UTILIZZA SOSTANZIALMENTE IL LEGNO, CHE È UN MATERIALE TRADIZIONALE.

 

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