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GILLO DORFLES

 

BIOGRAFIA

NATO A TRIESTE, NEL 1910, FILOSOFO E CRITICO, COMPIE GLI STUDI A ROMA E MILANO. SI OCCUPA DI ESTETICA, PSICOLOGIA E PSICHIATRIA. MOLTISSIMI I SAGGI SCRITTI DAL CRITICO: "OSCILLAZIONI DEL GUSTO", "IL DIVENIRE DELLE ARTI", "SIMBOLO, COMUNICAZIONE, CONSUMO", "NUOVI RITI, NUOVI MITI", "ARTIFICIO E NATURA", "DAL SIGNIFICATO ALLE SCELTE". PER QUANTO RIGUARDA PIÙ PROPRIAMENTE IL DESIGN, OCCORRE RICORDARE: "IL DISEGNO INDUSTRIALE E LA SUA ESTETICA" 1963, POI AMPLIATO IN "INTRODUZIONE AL DISEGNO INDUSTRIALE". TRA I PROMOTORI DELL'ADI, DEL MAC, LIBERO DOCENTE.

INTERVISTA

DALLA METÀ ALLA FINE DELL'OTTOCENTO SONO STATI ANNI CRUCIALI PER TRASFORMAZIONI CHE POI DOVEVANO RIPERCUOTERSI IN TUTTO IL NOSTRO SECOLO. PERCHÉ CON L'AVVENTO DELLA MECCANIZZAZIONE, CON L'INDUSTRIALIZZAZIONE DELL'EUROPA CAMBIA COMPLETAMENTE IL PANORAMA DI CIÒ CHE SI DEFINIVA “ARTI APPLICATE”, “ARTI DECORATIVE” E COMINCIA A SORGERE UN PRIMO EMBRIONE DI QUELLO CHE SAREBBE DIVENTATO POI IL DISEGNO INDUSTRIALE, IL DESIGN.
INFATTI, NON BISOGNA DIMENTICARE CHE L'ARTIGIANATO ERA FINO ALLORA L'UNICO MODO PER CREARE UN OGGETTO D'USO, UN OGGETTO UTILE, QUALCHE COSA CHE SERVISSE PER LA VITA DI RELAZIONE DI TUTTI I GIORNI.
CON L'AVVENTO INVECE DELLA INDUSTRIALIZZAZIONE, DELLA MECCANIZZAZIONE UN PO' PER VOLTA SCOMPARE QUELLO CHE ERA L'OGGETTO ARTIGIANALE E VIENE SOSTITUITO DALL'OGGETTO INDUSTRIALMENTE PRODOTTO. PERÒ BISOGNA TENER CONTO CHE, PRIMA DI QUESTA GRANDE TRASFORMAZIONE, ABBIAMO UNA RIPRESA DI INTERESSE PER QUELLO CHE ERA L'ARTIGIANATO E, SOPRATTUTTO IN INGHILTERRA CON LE “ARTS AND CRAFTS”, CON LA GRANDE LEZIONE DI WILLIAM MORRIS E, POI, DI MAX BURNE E DI TUTTI I GRANDI ARTISTI DELL'ART NOUVEAU, ABBIAMO UN PERIODO IN CUI L'ARTIGIANATO, IN UN CERTO SENSO, ASSIMILA ALCUNE DELLE CARATTERISTICHE CHE POI SAREBBERO DIVENUTE QUELLE DEL DISEGNO INDUSTRIALE VERO E PROPRIO.
(...)
DOPO LA GRANDE RIVOLUZIONE, CREATA DALL'AVVENTO DELL'ART NOUVEAU O JUGEND STIL O SECESSIONE, A SECONDA DEI PAESI, UN PO' ALLA VOLTA DIVIENE DI DOMINIO COMUNE L'IDEA CHE L'OGGETTO D'USO POSSA ESSERE EFFETTIVAMENTE COSTRUITO ATTRAVERSO MEZZI MECCANICI E NON PIÙ SEMPLICEMENTE MANUALMENTE. E ALLORA SI SVILUPPANO NEI VARI PAESI D'EUROPA, SOPRATTUTTO IN INGHILTERRA E IN GERMANIA, I PRIMI ESEMPI DI OGGETTI COMPLETAMENTE REALIZZATI ATTRAVERSO L'INDUSTRIA, ATTRAVERSO LA MECCANIZZAZIONE.
NON DIMENTICHIAMO CHE ANCHE NEL NOSTRO PAESE, PRIMA DELLA GUERRA, IL DISEGNO INDUSTRIALE ERA ANCORA COMPLETAMENTE IGNOTO, ANCHE SE ALCUNI DEI FAMOSI PROTOTIPI, COME LA PHONOLA, DEGLI ANNI TRENTA, TRENTA/QUARANTA, È QUALCOSA DI ASSOLUTAMENTE ECCEZIONALE. PERFINO LE PRIME AUTOMOBILI NON VENGONO CONSIDERATE ANCORA COME DISEGNO INDUSTRIALE. MOLTO SPESSO L'INDUSTRIA STESSA NON SI RENDE CONTO CHE ESISTE UNA PARTICOLARE PERSONALITÀ, QUELLA DEL DESIGNER, CHE DEVE DIVENTARE IL PROGETTISTA DEGLI OGGETTI, APPUNTO, DI SERIE. IL CONCETTO DI SERIE, DI GRANDE SERIE E DI PICCOLA SERIE, ENTRA PER LA PRIMA VOLTA NEL DOMINIO DELLE ARTI APPLICATE, DELL'ARCHITETTURA E DEL DISEGNO INDUSTRIALE.
PRIMA D'ALLORA L'ARTIGIANATO AVEVA USATO SOLTANTO DELLE SERIE MOLTO MODESTE. NON SOLO, MA DELLE SERIE NELLE QUALI OGNI ESEMPLARE ERA LEGGERMENTE DIVERSO DAL PRECEDENTE. CON L'AVVENTO DEL VERO E PROPRIO DESIGN ABBIAMO L'ITERAZIONE ASSOLUTA DELL'ESEMPLARE, DEL PROTOTIPO, CHE CREA UNA SERIE DI OGGETTI TUTTI UGUALI TRA DI LORO.
IN ITALIA DOBBIAMO SUBITO CITARE ALCUNI CASI, QUELLO SOPRATTUTTO DI ADRIANO OLIVETTI, CHE È STATO UNO DEI PRIMI A RENDERSI CONTO DELL'IMPORTANZA DELL'OGGETTO INDUSTRIALE E DELLA NECESSITÀ PER IL MONDO E PER LA SOCIETÀ MODERNA DI ARRIVARE ALLA PRODUZIONE DI OGGETTI D'USO CHE FOSSERO PRODOTTI IN SERIE.
(...)
BISOGNA TENER CONTO SOPRATTUTTO DI ALCUNI GRANDI MOVIMENTI ARCHITETTONICI PER SPIEGARE MEGLIO IL SORGERE DEL DESIGN VERO E PROPRIO. NON DIMENTICHIAMO CHE, APPUNTO NEGLI ANNI CHE VANNO DAL 30 AL 40, SI SVILUPPA IN TUTTA L'EUROPA E NELL'AMERICA QUEL MOVIMENTO ARCHITETTONICO CHE VA SOTTO IL NOME DI MOVIMENTO MODERNO O DI RAZIONALISMO.
IL RAZIONALISMO IN UN CERTO SENSO È LA FACCIA UNIVERSALE, LA FACCIA INTERNAZIONALE DI ALTRI MOVIMENTI MINORI COME IL FUTURISMO IN ITALIA, IL CUBISMO IN FRANCIA, TUTTI SORTI TRA IL '10 E IL '15, CHE IN UN CERTO SENSO AFFRONTAVANO IL PROBLEMA DELLA MECCANIZZAZIONE NON SOLO NELL'INDUSTRIA, MA ANCHE NELLE ARTI.
IL FUTURISMO, PER ESEMPIO, INNEGGIAVA ALLA VAPORIERA, INNEGGIAVA AL TRENO, ALLA POSSIBILITÀ DI AVERE DEI VEICOLI AEREI E QUINDI PORTAVA NEL MONDO DELL'ARTE UNA NUOVA FASE, DICIAMO COSÌ, DI INTERESSE E DI PASSIONE PER LA MECCANIZZAZIONE.
QUANTO POI AL RAZIONALISMO E, IN SEGUITO, AL FUNZIONALISMO, ATTRAVERSO L'OPERA DEI GRANDI ARCHITETTI, DEI QUATTRO GRANDI (LE CORBUSIER, MIES, GROPIUS E LLOYD WRIGHT), FINALMENTE L'ARCHITETTURA SI SPOGLIAVA DELL'ORNAMENTO E DELLA DECORAZIONE E, DI PARI PASSO, ANCHE L'OGGETTO INDUSTRIALE CHE VEDEVA APPENA L'ALBA DELLA SUA VITA, PRENDEVA DELLE CARATTERISTICHE CHE ERANO MOLTO IN SINTONIA CON QUELLE DELL'ARCHITETTURA RAZIONALE.
(...)
QUEI GERMI DI NASCITA E DI SVILUPPO DEL DISEGNO INDUSTRIALE, CHE AVEVANO VISTO IL LORO ALBORE NEGLI ANNI TRENTA E QUARANTA, NELL'IMMEDIATO DOPOGUERRA EBBERO FINALMENTE UNO SVILUPPO VERAMENTE TUMULTUOSO. LE INDUSTRIE AVEVANO FATTO IL LORO INGRESSO MASSICCIO ANCHE IN ITALIA.
E L'ITALIA, CHE ERA RIMASTA INDIETRO RISPETTO ALLA GERMANIA O ALL'INGHILTERRA, COMINCIÒ AD AVERE IL SUO RUOLO DI NAZIONE INDUSTRIALIZZATA. E COSÌ SI VIDERO, NEL GIRO DI UN DECENNIO PRATICAMENTE, DAGLI ANNI CINQUANTA AGLI ANNI SESSANTA, SORGERE UNA QUANTITÀ DI INDUSTRIE CHE SFORNAVANO OGGETTI PROGETTATI PER ESSERE PRODOTTI IN SERIE.
SI TRATTÒ DI MOLTI MOBILI. SI TRATTÒ DI MOBILI IMBOTTITI, DI MOBILI IN LEGNO COMPENSATO, DI MOBILI METALLICI CHE FECERO LA LORO PRIMA APPARIZIONE IN QUESTO PERIODO E POI TUTTA UNA SERIE DI OGGETTI D'USO, COME LAMPADE, PER ESEMPIO, COME I PRIMI OGGETTI ELETTRONICI, RADIO, TELEVISORI, ECCETERA. E, IN UN CAMPO COMPLETAMENTE DIVERSO, I PRIMI MOTOCICLI, LE PRIME LAMBRETTE E LE PRIME VESPE E NATURALMENTE LE AUTOMOBILI CHE AVEVANO PRESO UNO SVILUPPO COMPLETAMENTE NUOVO RISPETTO AL PASSATO.
TUTTI QUESTI OGGETTI, SIA VEICOLI, SIA MOBILI, SIA OGGETTI D'USO, SIA, DOPO POCHISSIMI ANNI, ELETTRODOMESTICI (FRIGORIFERI E ALTRI GADGETS PER LA CASA) DOVEVANO COSTITUIRE UN ENORME PANORAMA VISIVO CHE CAMBIAVA COMPLETAMENTE IL MODO DI ESSERE DEL CITTADINO. NON SOLO, MA ANCHE IL MODO DI APPARIRE DELL'INSIEME DELLA VITA COMUNITARIA.
(...)
CREDO CHE BISOGNA TENERE CONTO, CON MOLTA ATTENZIONE, DEL SORGERE IN ITALIA DI UN ORGANISMO COME LA TRIENNALE MILANESE. ANZI, PRIMA CHE MILANESE, POTREMMO DIRE LA TRIENNALE DI MONZA, LA GRANDE ESPOSIZIONE DELLE ARTI DECORATIVE E DELL'ARCHITETTURA, CHE INIZIÒ IL SUO CAMMINO A MONZA PER POI TRASFERIRSI IN UN SECONDO TEMPO A MILANO, DOVE PRESE UN ITER TRIENNALE, APPUNTO, COME LA SUA DENOMINAZIONE.
ORA, LA TRIENNALE È STATA VERAMENTE LA BASE DELL'INTERESSE E DELLA COSCIENZA DEL DESIGN, POSSIAMO DIRE, PER L'ITALIA. PRIMA ANCORA CHE SORGESSE L'ASSOCIAZIONE PER IL DISEGNO INDUSTRIALE, L'ADI, PRIMA ANCORA CHE LA PRIMA RIVISTA DEDICATA AL DESIGN “STILEINDUSTRIA” (DI ROSSELLI) FACESSE LA SUA APPARIZIONE, LA TRIENNALE CON LE SUE MOSTRE RAPPRESENTÒ UNA SPECIE DI CONTROLLO E DI TERMOMETRO DI QUELLA CHE ERA LA SITUAZIONE DELL'ARCHITETTURA, PRIMA DI TUTTO, E DELLE COSIDDETTE ARTI DECORATIVE. E A QUESTO PROPOSITO BISOGNA SUBITO TENER CONTO DELLA TRASFORMAZIONE CHE AVVENNE PROPRIO NEL CONCETTO DI ARTI DECORATIVE.
ALL'INIZIO, LA GRANDE MOSTRA DI MONZA ERA DEDICATA ALL'ARCHITETTURA E, APPUNTO, A QUELLA FORMA DI ARTIGIANATO A CUI SI DAVA IL NOME DI ARTI DECORATIVE. TRASFERENDOSI A MILANO, SEMPRE DI PIÙ IL PROBLEMA DELL'ARTIGIANATO VENNE SOSTITUITO DA QUELLO DEL DISEGNO INDUSTRIALE. PER CUI SI EBBERO, GIÀ NELLE PRIME EDIZIONI DELLA GRANDE RASSEGNA, DEGLI IMPORTANTI EPISODI, COME IL CONVEGNO SUL DISEGNO INDUSTRIALE, APPUNTO, IL CONVEGNO SUL NUMERO D'ORO, CHE IN UN CERTO SENSO SANCIRONO LA NASCITA UFFICIALE DEL DESIGN, MESSO A CONFRONTO, IN UN CERTO SENSO IN OPPOSIZIONE, A QUELLO CHE FINO AD ORA ERA L'ARTIGIANATO.
(...)
PARLARE DEL FUTURO DEL DESIGN NATURALMENTE È UNA COSA ESTREMAMENTE AZZARDATA. ANZI, DIREI CHE FARE I PROFETI DEL FUTURO È QUALCOSA DI ESTREMAMENTE PERICOLOSO, CHE NON DOVREBBE ESSERE MAI AFFRONTATO. PERÒ, SE GUARDIAMO A QUELLO CHE È SUCCESSO NEGLI ULTIMI TEMPI NEL DESIGN INTERNAZIONALE, CI ACCORGIAMO DI ALCUNI FENOMENI CHE PROBABILMENTE POTRANNO RIPETERSI ANCHE IN UN PROSSIMO FUTURO.
IL DESIGN, DOPO AVER AVUTO IL SUO BATTESIMO CON IL RAZIONALISMO, DOPO AVER ATTRAVERSATO DEI PERIODI DI RAPPORTO CON L'ARTIGIANATO, PER ESEMPIO NEL CASO DEL DESIGN SCANDINAVO, SVEDESE E FINLANDESE, È DIVENTATO SEMPRE DI PIÙ IL TIPICO ESEMPIO DI BINOMIO FORMA/FUNZIONE.
PER MOLTI ANNI SI È CREDUTO CHE LA BELLEZZA DI UN PRODOTTO FOSSE LEGATA NECESSARIAMENTE ALLA SUA FUNZIONE. E SI EBBE COSÌ UN LUNGO PERIODO DI UN DESIGN STERILIZZATO, DI UN DESIGN ESTREMAMENTE FUNZIONALE, ERGONOMICO DOVE ERA BANDITA LA DECORAZIONE, DOVE ERA BANDITO L'ORNATO E SI PENSAVA SOLTANTO ALL'UTILITÀ PRATICA. MA, NEGLI ULTIMI TEMPI O, PERLOMENO, GIÀ DA UNA QUINDICINA D'ANNI, ANCHE IL DESIGN COMINCIA A PERDERE UN PO' DEL SUO RIGORISMO, DELLA SUA ESTREMA SEVERITÀ E RICOMPARE IN MOLTI OGGETTI D'USO, A COMINCIARE DAI MOBILI NATURALMENTE, DEI TENTATIVI DI ORNAMENTAZIONE PER RENDERE QUESTI OGGETTI PIÙ GRADITI, PIÙ GRADEVOLI. SI HANNO COSÌ DEI FENOMENI ANCHE PARADOSSALI CHE POSSIAMO VEDER ESEMPLIFICATI, PER ESEMPIO, IN CERTI PRODOTTI DI RON ARAD E DI ALTRI DESIGNER MOLTO NOTI OVUNQUE.
ORA RITENGO CHE IN UN FUTURO ABBASTANZA PROSSIMO QUESTA FASE DECORATIVA MOLTO SPINTA SIA DESTINATA A REGREDIRE, NON DEL TUTTO MA PARZIALMENTE. IN ALTRE PAROLE, CREDO CHE UN QUOZIENTE DI ORNAMENTAZIONE PROBABILMENTE CONTINUERÀ AD ESISTERE ANCHE IN UN DESIGN DEL PROSSIMO FUTURO, PERÒ RIDOTTO E NON ECCESSIVO IN MODO DA SOFFOCARE QUELLA CHE È LA LINEA COSTRUTTIVA DELL'OGGETTO

GILLO DORFLES

 

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