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MAKIO HASUIKE

 

BIOGRAFIA

DESIGNER NATO A TOKYO NEL 1938.
LAUREATO A TOKYO NEL 1962 INIZIA L’ATTIVITÀ PROGETTUALE ALLA SEIKO. NEL 1964 SI TRASFERISCE A MILANO, COLLABORANDO CON RODOLFO BONETTO. NEL 1968 APRE UNO STUDIO A MILANO E COLLABORA CON NUMEROSE AZIENDE DEL SETTORE. HASUIKE È L’ESEMPIO LAMPANTE DELL’INSERIMENTO IN ABITO EUROPEO DELLA CULTURA E DELLA FORMA NIPPONICHE. NEL 1982 FONDA MH WAY (AZIENDA CHE CONTROLLA L’INTERO CICLO DEL PRODOTTO). GUADAGNA DIVERSI RICONOSCIMENTI: MEDAGLIE D’ORO ALLA TRIENNALE, COMPASSO D’ORO (RICORDIAMO QUELLO PER LA LUNGA COLLABORAZIONE CON ARISTON). IL PORTASCOPINO ‘CUCCIOLO’ PER GEDY È ESPOSTO AL MOMA.

INTERVISTA


D: LEI RAPPRESENTA UNA FIGURA TIPICA NEL MONDO DEL DESIGN ITALIANO: QUELLO DEL PROGETTISTA IMPRENDITORE. PERÒ, IN PIÙ, LEI STUDIA ANCHE L'ESPOSIZIONE E LA VENDITA DEGLI OGGETTI CHE DISEGNA. COSA SIGNIFICA O COSA HA SIGNIFICATO SVOLGERE QUESTO LAVORO, PARTICOLARMENTE IN ITALIA?


R: MA, IO SONO PRIMA DI TUTTO INDUSTRIAL DESIGNER PER DIVERSE AZIENDE E POI A UN CERTO PUNTO HO FATTO QUESTA IMPRESA. POI PERÒ HO LASCIATO TUTTO A MIA MOGLIE PER LA GESTIONE. QUINDI IO PERSONALMENTE PROGETTO, DECIDO, PARTECIPO ANCHE COME DICE LEI ANCHE A ESPOSIZIONI ECC., PERÒ SOSTANZIALMENTE IO SONO RIMASTO PIENO DESIGNER, NON SONO PROPRIO UN IMPRENDITORE. E QUINDI LA DIFFERENZA FORSE PIÙ GROSSA TRA IL LAVORO PER ALTRE AZIENDE E QUESTO LAVORO PER LA NOSTRA IMPRESA, È CHE CON LE ALTRE AZIENDE, DICIAMO, BISOGNA TROVARE ACCORDO, BISOGNA RISPETTARE ESIGENZE, STORIA, PENSIERO DELL’AZIENDA, INVECE IN QUESTO CASO BISOGNA PRENDERE TUTTE LE RESPONSABILITÀ. FORSE IN QUESTO SENSO SENTO DI ESSERE IMPRENDITORE.

((NUOVI MATERIALI))


D: IL DESIGN VA SEMPRE LEGATO A UN CONCETTO DI INNOVAZIONE, RIFERITA IN PARTICOLAR MODO AI MATERIALI. IL SUO LAVORO DI DESIGNER PROPRIO HA SVILUPPATO DIVERSI MATERIALI, NON ULTIMO QUELL'OGGETTO CHE VEDIAMO LÌ. CI PUÒ DIRE QUALCOSA RISPETTO A QUESTO RAPPORTO TRA DESIGN E MATERIALE?


R: OGGI SI PARLA MOLTO DI MATERIALI, RICERCA DEI MATERIALI. IO SONO D'ACCORDISSIMO, PERÒ FORSE TROPPO, SI PARLA TROPPO DI QUESTA RICERCA DI MATERIALI. IN REALTÀ IL MATERIALE È CONSEGUENZA DI QUELLO CHE VOGLIAMO INFINE OTTENERE. IO, PER ESEMPIO CON QUESTO OGGETTO, COME AVVIENE PER QUALSIASI DESIGNER, VOLEVO ENTRATE NELLA ZONA NON FREQUENTATA DA NESSUNO ANCORA. QUESTA TECNOLOGIA AIUTA SICURAMENTE: SOLO CON LA FORMA È DIFFICILE ENTRARE IN QUESTO DISCORSO, QUINDI LA RICERCA DELLA TECNOLOGIA, PUÒ ESSERE UN NUOVO MODO DI OTTENERE QUALCOSA. È QUESTO IL CASO, PER ESEMPIO, DEL TESSUTO: VOLEVO FARE OGGETTO TRIDIMENSIONALE DI TESSUTO, PERCHÉ È UN MATERIALE MOLTO VICINO A NOI, DA QUANDO UNO NASCE FINO ALLA MORTE È PRATICAMENTE È AVVOLTO DA QUESTO MATERIALE. QUINDI MATERIALE CHE RITENGO MOLTO MOLTO VICINO A NOI TUTTI. FARE OGGETTO TRIDIMENSIONALE COME QUESTO, IN PLASTICA È FACILISSIMOÒ. IL TESSUTO PRIMA NON ERA IMPIEGATO. QUESTO RISALE A 15 ANNI FA CIRCA, ALLORA HO COMINCIATO A CERCARE, CERCARE E CERCARE E POI TROVATO UN'AZIENDA CHE FACEVA REGGISENO PER MERCATO MEDIORIENTALE E ALLORA SIAMO ANDATI LÌ, ABBIAMO CHIESTO DI FARE PIÙ GRANDE, PIÙ ROBUSTO E INFINE È USCITO QUESTO. QUINDI SONO ARRIVATO A QUESTO SCOPO DI UTILIZZARE IL TESSUTO CON NUOVO PROCEDIMENTO, SPINTO DA QUESTO DESIDERIO DI TROVARE QUALCOSA DI INEDITO, POI INFINE È USCITO QUESTO (ZAINETTO).


D: MA NON È L'UNICO ESEMPIO, PERCHÉ NELLA CARTELLA PIUMA LEI HA PIEGATO UN FOGLIO DI POLIPROPILENE E QUI CI SONO DUE FOGLI DI POLIESTERE ELASTICO, QUINDI C'È UNA RICERCA, C'È UNA FORZA.


R: SÌ, PERÒ DIETRO C'È SEMPRE NON SOLO UN DISCORSO ESPRESSIVO, MA FATTO DI ANCHE UN PO' TUTTO INSIEME DI COSE. NEL CASO DI POLIPROPILENE, AD ESEMPIO, LEGGEREZZA E RESISTENZA ALL'ACQUA, PERCHÉ PRIMA DI QUELLO HO PROVATO A FARLO CON CARTONE MA CON ACQUA NON ANDAVA BENE E QUINDI HO DOVUTO FARE QUELLO. QUINDI SÌ, ADATTARE MATERIALE CORRETTAMENTE ALL’USO E ALLA FORMA, È SICURAMENTE UN NOSTRO LAVORO, ALL'INTERNO DEL NOSTRO LAVORO È UN ARGOMENTO MOLTO IMPORTANTE.

((ITALIA-EUROPA))

D: PERCHÉ SECONDO LEI IL DESIGN ITALIANO ALL'ESTERO CONSERVA SEMPRE, MALGRADO LA PERMANENTE CRISI POLITICA, CULTURALE DEL NOSTRO PAESE, UN'IMMAGINE, UN'ATTRATTIVA COMMERCIALE FORTISSIMA?


R: MAH, IO SONO QUI DA TANTI ANNI, CHIARAMENTE LA MIA FORMAZIONE DI ORIGINE È UN PO' DIVERSA DALLA CULTURA ITALIANA. LAVORANDO QUI HO IMPARATO TANTISSIME COSE. QUELLO CHE MI AFFASCINA DI PIÙ DELL’AMBIENTE MILANESE È QUESTA PLURALITÀ DI PENSIERO E POI UN'ALTRA CARATTERISTICA È CHE IL DESIGN ITALIANO NON È SEMPLICE RICERCA DI SOLUZIONE DI DESIGN, MA METTERE IN DUBBIO PRIMA QUELLO CHE È ESISTITO E DOMANDARCI UN'ALTRA VOLTA, POI AFFRONTARE IL PROBLEMA PER TROVARE LA SOLUZIONE. QUESTO PROCESSO, SECONDO ME, È DOVUTO ALLA CARATTERISTICA DI ESSERE TUTTI QUANTI LIBERI PROFESSIONISTI, NON APPARTENERE A UNA GROSSA ORGANIZZAZIONE, PER ESEMPIO L’AZIENDA, ECC.; QUINDI QUESTA LIBERTÀ (QUESTA IN UN CERTO SENSO ANCHE DISPERAZIONE), È RICERCA DI AFFRONTARE FONDAMENTALMENTE QUESTO PROBLEMA DELLA VITA, QUESTO RISALIRE, PARTIRE DA LONTANO.


D: LEI, APPUNTO, DAL 1964 È QUI A MILANO. CREDO ABBIA INIZIATO IL SUO LAVORO CON LO STUDIO DI RODOLFO BONETTO. POI INVECE HA DEDICATO MOLTO DEL SUO LAVORO AD AZIENDE PER CUI HA DISEGNATO CUCINE, LAVATRICI, SCALDABAGNI. CI VUOL FARE QUEL PERCORSO STORICO?


R: IO HO STUDIATO DESIGN IN UN PERIODO SICURAMENTE RAZIONALISTA, QUANDO C'ERA ANCHE LA SCUOLA DI ULM IN GERMANIA. IO CREDO CHE QUESTA FORMAZIONE INIZIALE, PER LA QUALE IL DESIGN È QUALCOSA CHE SERVE ALLA SOCIETÀ MI ABBIA INFLUENZATO. GLI ORGANI PRODUTTIVI, CIOÈ LE INDUSTRIE, SONO IL NOSTRO PATRIMONIO, CHE SERVE ALLA SOCIETÀ PER OFFRIRE UN PRODOTTO DEMOCRATICO. QUINDI IMMAGINAVO DI POTER ANCHE MODIFICARE, CONTRIBUIRE A MODIFICARE, MIGLIORARE QUESTO MONDO. CON QUESTA IDEA IO SONO PARTITO E POI NATURALMENTE, VENENDO IN ITALIA, DOVE C'ERA QUESTO MONDO DI BELLEZZA E DI FASCINO, DI RICERCA DI QUALCOSA ANCHE DI ETERNO, SEBBENE VISTO DA ME ANCHE COME UN PO' AL SERVIZIO DEI RICCHI, HO IMPARATO TANTISSIMO. IL DESIGN È FONDAMENTALMENTE RICERCA DI NUOVO VALORE, NUOVA QUALITÀ, QUESTO FATTORE APPARENTEMENTE ESCLUSIVO, IN REALTÀ SERVE MOLTISSIMO A ELABORARE LA NOSTRA INDOLE. IN QUESTO SENSO È STATO MOLTO IMPORTANTE L'ESPERIENZA A MILANO. SONO RIMASTO SEMPRE A MILANO E QUINDI È COSÌ.
PERÒ RITORNANDO ALLA SUA DOMANDA, DI QUESTI ELETTRODOMESTICI ECC., IO CREDO CHE LA FOSSE LA PRIMA PASSIONE, PRIMA VISIONE DELLA VITA - CHE DIFFICILMENTE CAMBIA. SONO RIMASTO COSÌ ABBASTANZA FEDELE A QUESTA ATTIVITÀ DI SERVIZIO, DI DESIGNER CHE SERVE IL LARGO MERCATO, UNA LARGA FASCIA DI SOCIETÀ, NON SO COME DIRE, QUINDI QUESTO SPIRITO DEMOCRATICO TUTTORA CONTINUA.


D: ED È PER QUESTO CHE HA POI INVENTATO UNA CUCINA UNI-BLOCK?


R: SÌ, SÌ, QUESTO ANNI E ANNI FA, SÌ.
UNI-BLOCK…, BEH, QUEL CASO NON È TANTO PER DEMOCRAZIA, MA È UN FATTO DI FUNZIONALITÀ, RAZIONALITÀ, QUINDI IL RISULTATO È STATO COSÌ.
È STATO UN PERCORSO LOGICO IL FARE QUEL TIPO DI PRODOTTO: TUTTI QUANTI QUESTI PRODOTTI VANNO IN CUCINA, ALLORA PERCHÉ DEVONO RESTARE SEPARATI? NON DEVONO ESSERE IN FONDO UNITI? E QUINDI DI CONSEGUENZA È NATO SEMPLICEMENTE COSÌ.


D: PERÒ A VOLTE L'IDEA È SEMPLICE MA HA ANCHE DEI GROSSI RISULTATI.


R: È VERO. SECONDO ME TANTE VOLTE NOI COMPLICHIAMO TROPPO, QUALCHE VOLTA È QUESTO PRIMO PENSIERO CHE INFINE DEVE ESSERE RISPETTATO FINO IN FONDO.

((CONTAMINAZIONE))

D: UNA DELLE NOSTRE PUNTATE È DEDICATA ANCHE ALLA CONTAMINAZIONE TRA I DIVERSI MONDI, E SPESSO I SUOI OGGETTI SONO A CAVALLO DI PIÙ GENERI: SONO OGGETTI, SONO GADGET, SPESSO SONO DRESS-OBJECTS, CIOÈ SONO DELLE COSE CHE SI POSSONO ANCHE INDOSSARE. COME LI DEFINIREBBE?


R: MAH, IO SONO PARTITO CON UN OGGETTO DURO, INDUSTRIALE, ELETTRODOMESTICI, QUINDI - NON SO - MACCHINE, POI APPUNTO 15-16 ANNI FA, CASUALMENTE HO TOCCATO IL TESSUTO, CON GRANDE IMBARAZZO DA PARTE MIA, PERCHÉ QUESTO MATERIALE COSÌ INCERTO (NOI SIAMO ABITUATI A MILLIMETRI PRECISI). INVECE IN QUESTO CASO, UN LAVORO QUASI ARTIGIANALE, ANZI ARTIGIANALE, MATERIALE FONDAMENTALMENTE NON COSÌ PRECISO CHE HA CREATO UN PO' DI IMBARAZZO. PERÒ, SUPERATO QUESTO IMBARAZZO, HO SCOPERTO QUESTO FARE QUALCOSA… VICINO A NOI, NEL SENSO DEL CORPO UMANO, UNA COSA IMPORTANTISSIMA E MOLTO INTERESSANTE, MOLTO INTERESSANTE QUINDI HO CONTINUATO.


D: POTREBBE ESSERE ANCHE CONSIDERATO UN CREATORE DI MODA? CIOÈ UNO STILISTA?


R: ECCO, QUI BISOGNA PUNTUALIZZARE. NON SO ESATTAMENTE DOVE SIA LA DIFFERENZA. QUANDO HO FATTO LE PRIME BORSE HO PENSATO INVECE DI USARE QUELLA BORSA DERIVATA DA 007, CON MECCANISMO FORTE, IN PELLE DURA, AGGRESSIVA, SIMBOLO DI EFFICIENZA, POI APRENDO DENTRO C’ERA POCA ROBA. ALLORA, SE INVECE DI FARE QUELLE COSE, SI FOSSE PENSATO A QUALCOSA DI MOLTO PIÙ SEMPLICE E LEGGERO PER LAVORO E TEMPO LIBERO, PER UOMO O DONNA? DA QUESTA IMMAGINAZIONE SONO PARTITO, NON TANTO PER UNA QUESTIONE DI MODA, MA PER DARE UN OGGETTO GIUSTO A ME, POI SE FOSSE ANDATO BENE ANCHE AGLI AMICI, NON AVEVO PRETESA DI FARLO PER LA GRANDE MASSA. IN REALTÀ LA RISPOSTA È STATA ABBASTANZA COERENTE A QUEL PENSIERO, QUINDI MI HA DATO FIDUCIA E HO CONTINUATO, SENZA TRADIRE QUESTI AMICI CHE HANNO COMPRATO LE COSE, HO INCOMINCIATO AD AGGIUNGERE ALTRE COSE. QUINDI, PIÙ CHE ALTRO L’ATTIVITÀ DI SINTONIZZARE SENSIBILITÀ CON SENSIBILITÀ CHE VIENE DA CERTA FORMAZIONE, ESPERIENZA ECC. E QUINDI CREA UN PENSIERO SIMILE INTORNO A QUESTO OGGETTO E MI BASTA QUESTO TIPO DI CLIENTELA, QUESTO TIPO DI AMICI.

((HI-TECH))

D: SENTA, SA CHE IN ITALIA METTIAMO SPESSO DELLE ETICHETTE. SE LE DICESSERO CHE LEI È UN DESIGNER HI-TECH?


R: MAH, MI FA PIACERE DA UNA PARTE, NON MI FA PIACERE DALL’ALTRA. CIOÈ, IO UTILIZZO TECNOLOGIA QUANDO SERVE, MA NON MI ACCANISCO SULLA TECNOLOGIA; PER ME È PIÙ IMPORTANTE QUESTO TIPO DI PENSIERO O GENTILEZZA, PERCHÉ L’OGGETTO UNA VOLTA NATO, SPERO TANTO CHE DIA SODDISFAZIONE A CHI LO USA, CHE NON VENGA BRUCIATO SUBITO, MA CI SIA UNA LUNGA CONVIVENZA FELICE TRA OGGETTO E UTENTE. ALLORA QUESTO NON DIPENDE DA TECNOLOGIA, MA DIPENDE DA ANTE COSE.

((MUSEO))

D: UN'ULTIMA DOMANDA, MA VORREI CAMBIARE OGGETTO. VICINO A LEI C'È UN OGGETTO ESPOSTO IN UN MUSEO IMPORTANTISSIMO, DA MOLTI ANNI VIVE IN ITALIA, PERCHÉ SECONDO LEI NON ESISTE ANCORA UN MUSEO DEL DESIGN IN ITALIA?


R: MI CHIEDO ANCH'IO COME MAI. È VERAMENTE UN PECCATO. QUESTA MANCANZA DI UFFICIALITÀ IN ITALIA, MI FA PENSARE MOLTO, È QUELLO CHE HA ARRICCHITO MAGARI DESIGN ITALIANO, PUÒ DARSI, E QUINDI NON SAPREI SE SIA DEL TUTTO NEGATIVA LA NON ESISTENZA DI UN MUSEO.


D:E COME LO VEDREBBE?


R:MAH, IO HO VISTO ALLA TRIENNALE UN TENTATIVO, MI È PIACIUTO MOLTO, MI HA QUASI COINVOLTO EMOTIVAMENTE, NEL SENSO DI VEDERE FINALMENTE QUALCOSA. QUINDI, A ME PIACEREBBE MOLTO UN MUSEO IN TRIENNALE, MA FATTO SUL SERIO. CREDO CHE SIA COMUNQUE NECESSARIA A MILANO UNA COSA DEL GENERE. NON SEMPLICEMENTE PER IL PIACERE DI NOI DESIGNER. HO VISTO IL MUSEO DI LONDRA… MI PARE CHE GIÀ QUELLO CHE È STATO FATTO IN TRIENNALE, QUALCHE ANNO FA, SIA NETTAMENTE SUPERIORE A MIO MODO DI VEDERE. QUINDI, MILANO PUÒ ESPRIMERE MOLTO E PUÒ ANCHE CREARE INTERESSE DI TANTI TURISTI. VERAMENTE IO NON SO DOVE MANDARE MIEI AMICI PER VEDERE LE COSE DEL DESIGN. QUINDI, A PARTE QUESTO DISCORSO FONDAMENTALE DI MANCANZA DI UFFICIALITÀ CHE CREA VANTAGGIO AL DESIGN MILANESE, CREDO CHE IL MUSEO DI DESIGN SIA NECESSARIO.

MAKIO HASUIKE

 

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