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MASSIMO IOSA GHINI

 

BIOGRAFIA

DESIGNER, NATO A BOLOGNA NEL 1959.
VIVE LE TEMATICHE DEL RADICAL FREQUENTANDO LA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DI FIRENZE, LAUREANDOSI POI A MILANO NEL 1988. DISEGNATORE DI COMICS PER RIVISTE QUALI ‘FRIGIDAIRE’, FONDA CON ALTRI ARCHITETTI IL MOVIMENTO DEL ‘BOLIDISMO’ NEL 1986.

INTERVISTA


D: CI PUÒ PARLARE DEGLI ESORDI?


R: IO HO COMINCIATO IL MIO LAVORO - PERCHÉ LO RITENGO TALE - LAVORANDO APPUNTO SULLE TEMATICHE DELL'IMMAGINE. QUINDI, NON MI CONSIDERO E NON MI SONO MAI CONSIDERATO UN PITTORE, NÉ UN ILLUSTRATORE, MA IL FATTO DI LAVORARE CON L'IMMAGINE MI HA MOLTO AIUTATO PER POI ARRIVARE AL DISEGNO DI QUELLO CHE CONSIDERO ESSERE IL PRODOTTO CONTEMPORANEO, QUINDI IL DESIGN DELL'OGGETTO.
C'È UN RAPPORTO NEL SENSO CHE IO, FACENDO FUMETTI, CIOÈ LAVORANDO CON GIORNALI TIPO ALTER, FRIGIDAIR, DICIAMO CHE NON HO AVUTO LO STESSO APPROCCIO CHE PUÒ AVERE O CHE HANNO POTUTO AVERE I DESIGNER CONTEMPORANEI IN QUANTO MI SONO SEMPRE RIFATTO, APPUNTO, A UN’ICONOGRAFIA ASTRATTA. IO NON SONO PARTITO DALLA MATERIA DELLE COSE, MA DALL'IMMAGINE, DALL'ICONA.
E QUESTO, CHIARAMENTE, HA DETERMINATO UNA DIFFERENZA NEI RISULTATI PERCHÉ I MIEI OGGETTI INIZIALI SONO DEGLI OGGETTI ASSOLUTAMENTE LIBERATI DA QUELLE CHE SONO LE PROBLEMATICHE FORMALI E COSTRUTTIVE E SONO APPUNTO ESTREMAMENTE GESTUALI, FORTI, COME SEGNALE.


D: CHE COS’È IL BOLIDISMO?


R: IL BOLIDISMO È UN MOVIMENTO CREATO DA UN GRUPPO DI CIRCA 20 ARCHITETTI. HA UNA GENESI DI CARATTERE UNIVERSITARIO, NEL SENSO CHE CI SIAMO CONOSCIUTI QUASI TUTTI ALL'UNIVERSITÀ DI FIRENZE. DA QUESTO GRUPPO SONO NATE DELLE SINTESI DI QUELLO CHE POTEVA ESSERE IL MODO DI OPERARE DI QUEGLI ANNI. E UNA DI QUESTE SINTESI È STATA L'ASSUNZIONE DELLA VELOCITÀ COME TEMA CHE DOMINA LA REALTÀ CONTEMPORANEA, LA NOSTRA REALTÀ CONTEMPORANEA. E, QUINDI, SONO STATI FATTI RAGIONAMENTI ATTORNO AL CONCETTO DI UBIQUITÀ, AL CONCETTO OVVIAMENTE DI VELOCITÀ.
DICIAMO CHE IN SINTESI C'È LA COSCIENZA CHE LA VELOCITÀ È UN ELEMENTO MOLTO PRESENTE NELLA NOSTRA SOCIETÀ, CON CUI FACCIAMO I CONTI QUOTIDIANAMENTE SIA QUANDO ANDIAMO A PRENDERE LA METROPOLITANA, SIA QUANDO VIAGGIAMO IN AUTO. MA NELLO STESSO TEMPO UN QUALCOSA ANCHE DI, APPUNTO, MOLTO TEORICO E LEGATO ANCHE ALLA COMPUTERIZZAZIONE CHE SI STA VERIFICANDO ADESSO NEL MONDO; ALLA SCOMPARSA DELLA DISTANZA E AL FATTO CHE IL COMPUTER HA RESO IMMATERIALE QUELLO CHE UNA VOLTA ERA IL CONCETTO DELLO SPOSTAMENTO.
NEL ‘BOLIDISMO’ SONO STATE FATTE QUESTE CONSIDERAZIONI E ALLA FINE SIAMO ARRIVATI A RAPPRESENTARE QUELLO CHE ERANO QUESTE CONSIDERAZIONI. QUINDI GLI OGGETTI DEL ‘BOLIDISMO’ SONO DEGLI OGGETTI ESTREMAMENTE DINAMICI, FLUIDI, LIBERI PROPRIO PERCHÉ TENDONO A RAPPRESENTARE UNA COMPLESSITÀ LEGATA APPUNTO ALL'IDEA DELLA VELOCITÀ.


D: COME APPROCCIA IL MONDO INDUSTRIALE LA SUA RICERCA FORMALE?


R: È UN RAPPORTO MOLTO STRETTO QUELLO CHE C'È FRA LA MIA RICERCA FORMALE E IL MONDO DELLA PROGETTAZIONE INDUSTRIALE. RITENGO CHE CI SIA STATO UN AVVICINAMENTO, DA PARTE DEL MONDO DELLA PRODUZIONE, A UNA RICERCA DI TIPO ARTISTICO-CREATIVO, PER CUI DA UNA PARTE I DESIGNER, CHE SONO RIUSCITI A CREARE UN PROPRIO MONDO, UNA PROPRIA ICONOGRAFIA, SONO STATI IN QUALCHE MODO COOPTATI DALL'INDUSTRIA. PER QUESTA RAGIONE ANCHE L'INDUSTRIA SI È EVOLUTA, PROPONENDO PIÙ CHE OGGETTI DI GRANDE SERIE, MONDI E ATMOSFERE. E QUINDI È L'INDUSTRIA CHE SI EVOLVE E CAMBIA LA PROPRIA OFFERTA. IL DESIGNER IN UN CERTO SENSO HA STIMOLATO QUESTA PRODUZIONE, MA CONTINUA A PROPORRE QUESTO TIPO DI SUPERPROGETTAZIONE, NON LEGANDOSI ESCLUSIVAMENTE A UN PRODOTTO, MA A SISTEMI DI PRODOTTI, QUINDI A SITUAZIONI PIÙ GLOBALI, PIÙ MONDIALI.
(…)
QUANDO SI PARLA DI INDUSTRIA NEL DESIGN IN ITALIA, SI PARLA SOPRATTUTTO DI INDUSTRIA DEL MOBILE, QUINDI SI PARLA DI UN'INDUSTRIA CHE DETERMINA LA CREAZIONE DI SISTEMI, DICIAMO, D'ARREDAMENTO.
UN SISTEMA DI ARREDAMENTO IN QUESTO MOMENTO VIENE APPREZZATO NON TANTO PER LE SUE CARATTERISTICHE DI QUALITÀ COSTRUTTIVA O QUALITÀ PRODUTTIVA (IN QUANTO QUESTE SI DANNO PER SCONTATE) MA PER LA CAPACITÀ DI PROPORRE UN’ATMOSFERA, UN MONDO, UNA SITUAZIONE CHE SIA IN QUALCHE MODO CONGRUENTE, LEGATA AL NOSTRO SPIRITO DI ACQUISITORI. QUINDI SE NOI VEDIAMO, SENTIAMO UNA SITUAZIONE VICINA AL NOSTRO MODO DI PERCEPIRE, L'APPREZZIAMO.
CREDO CHE IN QUESTO MOMENTO L'INDUSTRIA VADA IN CERCA DI QUESTI LINK, DI QUESTI COLLEGAMENTI E TRASMETTA IL PRODOTTO TRAMITE, APPUNTO, LA CREAZIONE DI QUESTI MONDI, CHE VENGONO POI RICONOSCIUTI DAL CONSUMATORE.
(…)
IL MIO MODELLO È SENZ'ALTRO RICONOSCIBILE E, CONSEGUENTEMENTE, PROVOCA DELLE REAZIONI DI VARIO TIPO, NEL SENSO CHE È UN MODELLO CHE HA PROVOCATO CRITICHE, MA HA PROVOCATO, OVVIAMENTE, ANCHE ADESIONI. QUESTO SUCCEDE PIÙ FACILMENTE SU MERCATI MENO DOMESTICI.
ADESSO SAPPIAMO CHE UN MERCATO DOMESTICO È QUELLO EUROPEO. DICIAMO CHE, SOPRATTUTTO IN GERMANIA, IO HO AVUTO IN PASSATO E TUTTORA, ANCHE, UN OTTIMO SUCCESSO. COLLABORO ANCHE CON DIVERSE INDUSTRIE TEDESCHE. E RITENGO CHE SIA STATO APPREZZATO E CHE SIA APPREZZATO.
IL DISCORSO CHE VOLEVO FARE È UN PO' QUESTO.
QUANDO SI HA UN SEGNO PIUTTOSTO VISIBILE, BISOGNA IMPARARE INTANTO A MODULARLO E, COMUNQUE, BISOGNA FARE I CONTI CON LA DIFFERENZA DI GUSTO CHE C'È NEL MONDO. PER CUI, APPUNTO, UNA COSA PUÒ PIACERE O PUÒ NON PIACERE. È CHIARO CHE L'ASETTICITÀ È PIÙ SDOGANABILE. PERÒ IO NON HO QUESTO TIPO DI CARATTERE, QUINDI CONTINUO A FARE PRODOTTI COMUNQUE RICONOSCIBILI.


D: COSA PENSA DEL FUTURISMO?


R: IL FUTURISMO IN ITALIA CREDO CHE SIA UNO DEI MOVIMENTI VERAMENTE IMPORTANTI, ANCHE SE PURTROPPO, POI, LA STORIOGRAFIA LO HA DOVUTO TRATTARE CON UNA CERTA DISTANZA PER CERTE SUE PRESE DI POSIZIONE, CHE RASENTAVANO POSIZIONI DI TIPO POLITICO. PERÒ CREDO CHE SIA MOLTO IMPORTANTE. È L'UNICO MOVIMENTO ITALIANO DEL SECOLO CHE ABBIA UNA FORZA - ALMENO, SEMBRA A ME - A LIVELLO INTERNAZIONALE. NORMALMENTE VIENE RAPPRESENTATO COME IL MOVIMENTO CHE HA LAVORATO ATTORNO AL CONCETTO E ALL'IDEA DI VELOCITÀ.
A ME, PER ESEMPIO, VIENE IN MENTE IL SECONDO FUTURISMO; SOPRATTUTTO CERTE IMMAGINI DI AEREOPITTORI ESTREMAMENTE INTERESSANTI. NATURALMENTE MI VIENE IN MENTE BOCCIONI E QUESTA SUA CAPACITÀ DI RAPPRESENTARE LA MATERIA E LA VELOCITÀ.
QUINDI, IL TEMA È LA VELOCITÀ. SUL TEMA ‘LA VELOCITÀ’ HO LAVORATO MOLTO ANCH'IO. TROVO CHE SIA IL TEMA DELLA NOSTRA SOCIETÀ E, QUINDI, CONSIDERO I FUTURISTI DEI GRANDI PRECURSORI IN QUESTO SENSO.
LORO LAVORAVANO SU UN'IDEA DI VELOCITÀ MATERIALE. NOI, INVECE, DOBBIAMO LAVORARE, STIAMO LAVORANDO TUTTI - CREDO - SU UN'IDEA DI VELOCITÀ NON MATERIALE. QUINDI, L'UBIQUITÀ, IL FATTO DI POTER SPOSTARE LA NOSTRA IMMAGINE IN GIRO PER IL MONDO, IL FATTO DI POTER DIALOGARE CON IL PIANETA. SONO TUTTE TEMATICHE DI QUESTI GIORNI. CREDO CHE IN QUALCHE MODO LORO LE ABBIANO ANTICIPATE ATTRAVERSO LE LORO FIGURAZIONI.


D: CHE VALORE HA NEL PROGETTO L’ARTIGIANATO?


R: L'ARTIGIANATO È UNA COMPONENTE ESTREMAMENTE ATTIVA IN QUELLA CHE È STATA LA GENERAZIONE DELL'INDUSTRIA STESSA ITALIANA. QUINDI, IL FATTO CHE POI ATTUALMENTE ESISTA ANCORA QUESTA GRANDE AREA DI REALIZZATORI MANUALI SIGNIFICA SEMPLICEMENTE CHE IN ITALIA C'È, EVIDENTEMENTE, QUESTA MODALITÀ CHE, APPUNTO, HA GENERATO L'INDUSTRIA STESSA. QUASI TUTTI GLI IMPRENDITORI ITALIANI SONO GRANDI PRODUTTORI DI OGGETTI, E SONO EX ARTIGIANI.
IO CREDO CHE NELL'ARTIGIANALITÀ CI SIA UN PO' LA RADICE DEL NOSTRO MODO DI PENSARE ALL'OGGETTO, QUINDI LA CAPACITÀ DI TRASFORMARE, DI FARE UNA PROGETTAZIONE, COME SI POTREBBE DIRE, IN PROGRESS; NON DI PENSARE TUTTO PRIMA, MA DI VEDERE IN CORSO DI LAVORAZIONE COME SI PUÒ MIGLIORARE IL PRODOTTO. È INSITA NELL'ARTIGIANALITÀ L'IDEA DI MIGLIORAMENTO. QUESTA CONTINUA RICERCA DEL MIGLIORAMENTO CREDO CHE SIA UN ELEMENTO FORTE DELLA NOSTRA ARTIGIANALITÀ.
TROVO CHE QUESTA IDEA SI SPOSI MOLTO BENE ANCHE - ALMENO ME LO AUGURO - CON IL PASSAGGIO CHE STIAMO VIVENDO IN QUESTI ANNI DALL'ARTIGIANALITÀ A UN'ARTIGIANALITÀ DI TIPO ELETTRONICO. QUINDI A UNA GESTIONE DEL PRODOTTO PER POCHI NUMERI, QUINDI NON SERIALE, ATTRAVERSO L'USO DEL COMPUTER.
E CREDO CHE NEI PROSSIMI ANNI AVREMO DELLE SORPRESE IN QUESTO SENSO.
(…)
IO, FRANCAMENTE, IN ITALIA FACCIO FATICA A VEDERE (PROBABILMENTE ANCHE PER RAGIONI ANAGRAFICHE) IN EPOCA ANTERIORE AGLI ANNI QUARANTA O TRENTA UN REALE COLLEGAMENTO TRA ARTIGIANATO E QUELLA CHE NORMALMENTE NOI DEFINIAMO INDUSTRIA. PERCHÉ SE SI PARLA DI ARTIGIANATO ANTE LITTERAM E DELLA SUA TRASFORMAZIONE IN QUALCOSA DI INDUSTRIALE, MI VIENE IN MENTE L'INGHILTERRA, MI VENGONO IN MENTE LE ‘ARTS AND CRAFTS’.
CREDO CHE L’ITALIA ABBIA UNA RADICE FORTEMENTE ARTIGIANALE PROPRIO PER VIA DI QUESTO SUO RITARDO DI TRASFORMAZIONE INDUSTRIALE. QUESTA MENTALITÀ È UN PATRIMONIO, MA NELLO STESSO TEMPO È ANCHE UN QUALCOSA CHE HA CREATO E CREA UNA DIFFERENZA RISPETTO AD ALTRE REALTÀ INDUSTRIALI.
(…)
SE DOVESSIMO PARLARE IN TERMINI COMMERCIALI, IN QUESTO MOMENTO, VENDEREI PIÙ L'ATMOSFERA DEL PRODOTTO STESSO. NEL SENSO CHE È SEMPRE PIÙ DIFFICILE TROVARE DELLE AREE DI PROBLEMATICHE, SU CUI APPLICARE DELLE SOLUZIONI DETERMINATE CON LA PROGETTAZIONE DI UN OGGETTO.
ALLORA, SE ERA FACILE NEGLI ANNI VENTI CONCEPIRE UNA SEDIA PERCHÉ UN GRAN NUMERO DI PERSONE NON AVEVA LA SEDIA, E QUINDI IL PROBLEMA D’IMPOSTAZIONE DI MARKETING VENIVA IMMEDIATAMENTE DEFINITO E IMPOSTATO, APPUNTO, IN MANIERA CORRETTA, ADESSO L'IMPOSTAZIONE DELLA DEFINIZIONE DI MARKETING DEL PRODOTTO È ESTREMAMENTE COMPLESSA. NEL SENSO CHE, VOLENDO TROVARE DELLE REALI ESIGENZE, BISOGNA FARE DELLE PREPROGETTAZIONI MOLTO ACCURATE, PER CUI PARADOSSALMENTE LA PARTE DI RISOLUZIONE, CIOÈ LA CREAZIONE DEL PRODOTTO FISICO, DIVENTA, SE VOGLIAMO, LA MENO DIFFICILE, LA MENO COMPLESSA.
E QUESTO NELL'AREA DEL PRODOTTO FISICO.
SE, INVECE, PARLIAMO DI PRODOTTI CHE METTONO INSIEME LA CAPACITÀ DI GESTIRE LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI ATTRAVERSO DEI SOFTWARE, QUINDI DELLE STRUTTURE DI RISPOSTE INTELLIGENTI AL PROBLEMA, ACCOPPIATE CON DEGLI OGGETTI FISICI, ECCO CHE ALLORA TROVIAMO UN'AREA ASSOLUTAMENTE INTERESSANTE.
PER USARE UN ARCHETIPO, POTREMMO DIRE: LA STESSA DIFFERENZA CHE CI PUÒ ESSERE TRA PROGETTARE UN PIATTO E UN ROBOT.
ECCO, NELL'AREA DEL ROBOT, NON INTESA COME ROBOT IN SENSO TRADIZIONALE, MA COMUNQUE NELL'ACCOPPIAMENTO DI TECNOLOGIE INTELLIGENTI E DI MATERIA, FORSE POSSIAMO TROVARE UN QUALCOSA IN CUI L'ITALIA PUÒ SENZ'ALTRO AVERE UN RUOLO ANCHE IN FUTURO.
(…)
DIREI CHE DELLA TECNOLOGIA ORMAI NON SI PUÒ PENSARE DI FARNE A MENO. SI PUÒ DISCUTERE SUL FATTO CHE SIA ETICO O MENO ANDARE IN QUESTA DIREZIONE, PERÒ È INNEGABILE CHE NE SIAMO ESTREMAMENTE AFFASCINATI. PERCHÉ, PUR CAPENDONE I LIMITI, PUR CAPENDONE, ANCHE, IN ALCUNI CASI LA DANNOSITÀ, NE PERCEPIAMO QUOTIDIANAMENTE TUTTI I VANTAGGI. QUINDI, SENZ'ALTRO, L'OGGETTO SI EVOLVE VERSO UNA ‘COMPLESSIFICAZIONE’ DEL PROPRIO APPARATO TECNOLOGICO.
SE POI IN QUESTO MOMENTO STO PENSANDO ALL'ARREDAMENTO, È CHIARO CHE IN ALCUNI MOMENTI, INVECE, CI SONO DEI RIFIUTI DI QUESTO TIPO DI APPROCCIO E, MAGARI, DA UN PUNTO DI VISTA DEL SEGNALE, SI VA VERSO UNA SEMPLIFICAZIONE.
PERÒ IO TROVO CHE SIANO COMUNQUE ELEMENTI CONVERGENTI. SONO CONVINTO CHE, MENTRE IL SEGNALE VA VERSO LA SEMPLIFICAZIONE, LA STRUTTURA E IL CONTENUTO DEL PRODOTTO VADA VERSO UNA COMPLESSITÀ MAGGIORE.

IL DESIGN ITALIANO, APPUNTO, ESSENDO BASATO COMUNQUE ANCORA SU UNA STRUTTURA DI PRODUZIONE CHE HA COME PUNTO DI FORZA LA FLESSIBILITÀ (QUINDI, HA QUESTA RADICE ARTIGIANALE), RICERCA UNA DIFFERENZIAZIONE DEL PRODOTTO, NON UNA MASSIFICAZIONE, O UNA DEFINIZIONE ‘MONOSEGNICA’ DEL PRODOTTO.
LA FORZA DEL SISTEMA ITALIA È QUELLA DI DARE VARIE RISPOSTE, NON UNA RISPOSTA. IL SISTEMA INGLESE, INVECE, ANCHE DA UN PUNTO DI VISTA FILOSOFICO, PENSO CHE RAGIONI COME MONORISPOSTA. NON A CASO DALLA PROPOSTA DEGLI ULTIMI ANNI DEL SISTEMA ANGLOSASSONE È VENUTO FUORI - VEDO ANCHE NELLA MODA E SOPRATTUTTO NEL DESIGN - QUESTA IDEA DI SEMPLIFICARE QUANTO PIÙ POSSIBILE LA FISICITÀ DELL'OGGETTO.
ECCO, IO TROVO CHE SIA PIÙ INTERESSANTE IL SISTEMA ITALIANO CHE INVECE È IN GRADO DI PROPORRE TANTE RISPOSTE PIÙ ATTAGLIATE ALL'INDIVIDUALITÀ DEL SINGOLO SENZA COSTRUIRE DELLE MACRORISPOSTE, QUINDI DELLE COSE CHE VANNO BENE PER TUTTI.

MASSIMO IOSA GHINI

 

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