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STEFANO MARZANO

 

BIOGRAFIA

NATO A MILANO, NEL 1950.
ARCHITETTO, DESIGNER E DESGIN MANAGER.
DAL 1978 LVAORA IN PHILIPS, PRIMA IN OLANDA COME RESPONSABILE DELLA DIVISIONE DATA SYSTEMS, POI, DAL 1982, IN ITALIA, COME RESPONSABILE DELLA PROGETTAZIONE DEGLI ELETTRODOMESTICI, QUINDI, ANCORA IN OLANDA, COME RESPONSABILE DEL DESIGN PHILIPS. FRUTTO DI QUESTA RICERCA ANCHE LA FAMIGLIA DI OGGETTI DEL FUTURO PRESENTATA IN UNA MOSTRA AL SALONE DEL MOBILE 1999, PRESSO IL PADIGLIONE SATELLITE.

INTERVISTA


GLI ANNI NOVANTA HANNO COINCISO, ANCHE, CON UN MOMENTO MOLTO IMPORTANTE PER LA PHILIPS E HANNO COINCISO CON UN CAMBIAMENTO DEL MANAGEMENT MOLTO RADICALE, A SEGUITO DI UNA CRISI MOLTO IMPORTANTE, FORSE LA CRISI PIÙ IMPORTANTE DEL GRUPPO PHILIPS, DOPO TUTTI I SUCCESSI DEI DECENNI PASSATI IN CUI HA STABILITO UNA GRANDE LEADERSHIP MONDIALE PER QUANTO RIGUARDA LA TECNOLOGIA, SOPRATTUTTO NELLE AREE DELL'INFORMAZIONE, DELLA COMUNICAZIONE E DELL'INTRATTENIMENTO.
QUESTO CAMBIAMENTO È STATO SEGNATO CON LA PRESA DELLA PRESIDENZA DA PARTE DI JAN TIMMER, UN UOMO MOLTO DINAMICO E CON UNA MANAGERIALITÀ MOLTO DETERMINATA, MA ANCHE CON UNA CAPACITÀ VISIONARIA.
NEL NOVANTA LUI INIZIÒ UN PROGRAMMA DI RISTRUTTURAZIONE, CHE È CIÒ CHE QUASI TUTTE LE GRANDI AZIENDE FANNO IN UN MOMENTO DI CRISI, MA QUESTO PROGRAMMA PREVEDEVA UNA PRIMA FASE DI RISTRUTTURAZIONE, CHE È QUELLA CHE È STATA AMPIAMENTE PUBBLICATA DA TUTTI I MEDIA, E UNA PARTE DI RIVITALIZZAZIONE, CHE FORSE È QUELLA CHE HA AVUTO MENO RISONANZA IN TERMINI DI COMUNICAZIONE IN QUEGLI ANNI.
QUESTO PROGRAMMA DI RIVITALIZZAZIONE SI RPOPONEVA DI MODIFICARE LA CULTURA DELL'AZIENDA E QUINDI IL MODO DI AVERE IL RAPPORTO E LA RELAZIONE CON LA TECNOLOGIA.
IN QUEGLI ANNI MOLTO PROBABILMENTE, ANCHE A CAUSA E A SEGUITO DI QUESTA VISIONE, MI È STATO DOMANDATO DI PRENDERE LA RESPONSABILITÀ DEL DESIGN ALLA PHILIPS. E FORSE ANCHE QUESTO È UN INSIEME DI CIRCOSTANZE: MOLTO PROBABILMENTE IL FATTO CHE IO AVESSI AVUTO IN PASSATO, ANCHE IN PASSATO RELAZIONI CON PHILIPS, CON COLUI CHE ERA IL DIRETTORE DEL DESIGN DELLA PHILIPS IN PASSATO, E MOLTO PROBABILMENTE ANCHE PER IL TIPO DI PENSIERO E PER IL TIPO DI CULTURA PROGETTUALE CHE RAPPRESENTAVO, AVENDO LE MIE RADICI IN ITALIA E AVENDO PASSATO UN CERTO NUMERO DI ANNI ANCHE IN QUEL BACINO CULTURALE DEL DESIGN CHE È STATO DOMUS ACADEMY NEGLI ANNI OTTANTA.
IL MIO ARRIVO IN PHILIPS HA ANCHE COINCISO CON L'INIZIO DELLO SVILUPPO DI UN NUOVO POSIZIONAMENTO E, QUINDI, LA CREAZIONE DI QUESTO QUADRO ALL'INTERNO DEL QUALE IL CAMBIAMENTO CULTURALE AVREBBE DOVUTO DARE FORMA AI PRODOTTI E AI SERVIZI, CHE SAREBBERO STATI POI OFFERTI SUL MERCATO.
QUESTO POSIZIONAMENTO E, SE VOGLIAMO, QUESTA VISIONE È IN SÉ ABBASTANZA SEMPLICE. FONDAMENTALMENTE PONEVA LA CONCENTRAZIONE NON PIÙ SULLA TECNOLOGIA, MA LA CONCENTRAZIONE SUGLI UOMINI, SUL SOCIALE E, SOPRATTUTTO, CONSIDERAVA - E CONSIDERA - LA TECNOLOGIA CIÒ CHE IN REALTÀ È E DEVE ESSERE: UNO STRUMENTO. IL POSIZIONAMENTO, QUINDI, È STATO QUELLO DI DIRE CHE PHILIPS DEVE ESSERE IN GRADO DI TRASFORMARE LA SUA SUPERIORITÀ TECNOLOGICA IN PRODOTTI E SERVIZI CHE SIANO IN GRADO DI AVERE UN IMPATTO POSITIVO SULLA QUALITÀ DELLA VITA DI TUTTI NOI.
LA MIA SFIDA È STATA QUELLA DI DARE UN SIGNIFICATO A QUESTO STATEMENT PERCHÉ QUASI TUTTE LE AZIENDE CHE RIPROPONGONO LA PROPRIA IMMAGINE E LA PROPRIA VISIONE NEGLI ANNI NOVANTA PARLANO DEL CONSUMATORE. PERÒ FORSE LO FANNO UTILIZZANDO QUASI UNO SLOGAN, CHE È ENTRATO MOLTO DI MODA NELLE CULTURE DEL MARKETING E NELLE CULTURE DEL MANAGEMENT SOPRATTUTTO NELLA SECONDA PARTE DI QUESTO SECOLO.
QUASI TUTTI PARLANO DI ESSERE ORIENTATI AL CONSUMATORE, DI ESSERE GUIDATI DAL CONSUMATORE. MA QUESTO STATEMENT SI È TRADOTTO POI NELLE AZIONI E, SE GUARDATO NEI PROPRI RISULTATI, MANCA DI UNA CERTA PROFONDITÀ, POICHÉ NON SEMPRE È RICONOSCIBILE. QUINDI, PER ME È STATO IMPORTANTE PRIMA DI TUTTO POTER DEFINIRE CHE NOI AVREMMO DOVUTO ESSERE LA PRIMA SCELTA DEL CONSUMATORE. QUINDI, ESSERE IN GRADO DI GENERARE DELLE OPZIONI E DELLE SCELTE, CHE AVESSERO IN SÉ DELLE GRANDI QUALITÀ ATTRATTIVE PER CUI IL CONSUMATORE AVREBBE SCELTO LE NOSTRE, E SOLTANTO LE NOSTRE FRA MOLTE ALTRE.
QUESTO CAMBIA MOLTO IL RAPPORTO CHE ESISTE TRA NOI E IL CONSUMATORE. QUINDI NON GUARDIAMO AL CLIENTE, ALL'UTILIZZATORE, MA VERAMENTE LO PONIAMO IN UNA POSIZIONE MOLTO IMPORTANTE DI ASSOLUTA AUTONOMIA: DELLA POSSIBILITÀ DI SCEGLIERE IL MEGLIO.
L'ALTRA GRANDE SFIDA ERA, PER ME, QUELLA DI DARE SIGNIFICATO A QUESTA IDEA DI QUALITÀ DELLA VITA. PERCHÉ, QUANDO PARLIAMO DI DARE, DI CREARE PRODOTTI O SERVIZI CHE ABBIANO UN IMPATTO POSITIVO SULLA QUALITÀ DELLA VITA, BISOGNA DARE UN SIGNIFICATO A QUESTO CONCETTO DI QUALITÀ DI VITA, CHE HA MOLTE E DIVERSE INTERPRETAZIONI A SECONDA DI CHI ENUNCIA QUESTO STATEMENT. CI SONO MOLTE IMMAGINI MENTALI CHE NELL'IMMAGINARIO COLLETTIVO DANNO FORMA A QUESTA IDEA DI QUALITÀ DELLA VITA. QUESTO È STATO PER ME SIGNIFICATIVO PER QUANTO RIGUARDA IL CAMBIAMENTO CULTURALE DEL CENTRO DI DESIGN DELLA PHILIPS, CHE DAGLI ANNI NOVANTA AD OGGI HA VISTO UN CAMBIAMENTO DEL MIX DELLE SKEWS MOLTO, MOLTO IMPORTANTE, MOLTO GRANDE.
DALLE CAPACITÀ, DALLE COMPETENZE, RELATIVE A QUELLO CHE PUÒ ESSERE IL DESIGN STORICO E AL DESIGN DELLA GRAFICA E DEL PACKAGING, SI È PASSATI ANCHE AL DESIGN DELL'INTERATTIVITÀ, AL DESIGN DELLA MULTIMEDIALITÀ E POI SI È FORMATO UN GRANDE GRUPPO DI HUMAN SCIENTIST, CIOÈ DI PERSONE CHE VENGONO DA UNA FORMAZIONE DELLE SCIENZE UMANE: SOCIOLOGI, CULTUROLOGI, L'ANTROPOLOGO CULTURALE E GLI PSICOLOGI COGNITIVI. E, QUINDI, UN GRUPPO CAPACE DI CREARE UN'INTERFACCIA FRA IL SOCIALE E I CAMBIAMENTI SOCIOCULTURALI E LE CULTURE DEL DESIGN, CHE SONO A LORO VOLTA ANCHE UN'INTERFACCIA CON LA CULTURA TECNOLOGICA.
QUESTO CAMBIAMENTO HA SIGNIFICATO ANCHE UN GRANDE CAMBIAMENTO NEI PROCESSI DI SVILUPPO, CHE SONO DIVENTATI DEI PROCESSI TIPICAMENTE MULTIDISCIPLINARI E DEI PROCESSI CHE HANNO CERCATO DI DARE UNA STRUTTURA CAPACE DI PERMETTERE LA RIPETIZIONE, E QUINDI TUTTO CIÒ CHE FA PARTE DELLE CULTURE, DEL MANAGEMENT DELLA QUALITÀ CHE CERCA NON SOLO DI CAPIRE COME SI OTTIENE IL SUCCESSO IN UN PROCESSO DI SVILUPPO, MA CHE CERCA DI DOCUMENTARLO, IN MODO TALE CHE IL SUCCESSO SIA RIPETIBILE.
QUESTO PER QUANTO RIGUARDA LA STRUTTURA DELLE CONOSCENZE E LA STRUTTURA DEI METODI E DEI PROCESSI CHE HANNO CARATTERIZZATO IL NOSTRO CAMBIAMENTO, CHE IO HO DEFINITO HIGH DESIGN FORSE SOLO PER DIFFERENZIARLO DA PROCESSO DI DESIGN CHE VENIVA INTERPRETATO E VIENE INTERPRETATO NELLA CULTURA INDUSTRIALE SECONDO DEGLI STEREOTIPI DEL PASSATO. HO VOLUTO CREARE QUESTA DEFINIZIONE PER INDICARE UNA DIFFERENZA CHE FOSSE UNA DIFFERENZA MOLTO PIÙ SOFISTICATA BASATA FONDAMENTALMENTE SULLA RICERCA E CON AL CENTRO DI QUESTO PROCESSO, ANZICHÉ IL PROGETTO, IL PRODOTTO O IL SERVIZIO, GLI UOMINI NELLA LORO DIMENSIONE DI UTILIZZATORI, NELLA LORO DIMENSIONE DI PERSONE CHE ACQUISTANO E NELLA LORO DIMENSIONE DI PERSONE CHE USANO E CHE HANNO QUESTO RAPPORTO ESTREMAMENTE IMPORTANTE CON GLI OGGETTI, CON I SERVIZI IN UN CONTESTO CHE È UN CONTESTO ARTIFICIALE, IN UN CONTESTO NATURALE CHE PONE DELLE RICHIESTE SPECIFICHE ALLO SVILUPPO DEL PROGETTO.
IL PROCESSO, CHE POI È STATO INSTAURATO PER CERCARE DI DARE FORMA A QUESTA IDEA, A QUESTA IDEA DELLA QUALITÀ DELLA VITA E SOPRATTUTTO AD ACCOGLIERE UN CONTRIBUTO SOCIALE, È STATO QUELLO DI DARE FORMA A UN'IPOTESI, UNA VISIONE (E, QUANDO PARLO DI IPOTESI E DI VISIONE, PARLO DI COSE MOLTO SPECIFICHE), DI DARE FORMA A UN'IDEA DI BENEFICI PER IL CONSUMATORE (BENEFICI CHE POSSONO ESSERE BENEFICI RICHIESTI NEI PROSSIMI CINQUE O DIECI ANNI) E DA QUESTI BENEFICI CERCARE DI COMPRENDERE QUALI SONO LE COMPETENZE NECESSARIE PER UN'INDUSTRIA, PER UNA GRANDE INDUSTRIA, A REALIZZARE DEI PRODOTTI E DEI SERVIZI, CAPACI DI PORTARE QUESTI BENEFICI AL CONSUMATORE.
E PER TERZO, E NON ULTIMO, ANCHE COMPRENDERE QUALE DEBBA ESSERE LA NUOVA INTERFACCIA CON IL CONSUMATORE, CIOÈ CAPIRE COME QUESTI NUOVI BENEFICI PORTATI DA QUESTI NUOVI PRODOTTI, DA QUESTI NUOVI SERVIZI DEBBANO ESSERE PORTATI DALLA FABBRICA ALLA CASA DI CHI UTILIZZERÀ IL PRODOTTO. QUINDI L'ARTICOLAZIONE DI UN'IPOTESI, DI UNA VISIONE NON È UN'ARTICOLAZIONE ASTRATTA E POCO STRUTTURATA E CONFUSA, MA È UN'ARTICOLAZIONE ESTREMAMENTE PRECISA.
QUESTI PROGETTI CHE SONO STATI MOLTI, HANNO PROPRIO AVUTO QUESTO TIPO DI SEQUENZA. PRIMA DI TUTTO UN PROCESSO DI GRANDE ENGINEERING DELL'IMMAGINAZIONE FRA TUTTO CIÒ CHE DERIVA DA DATI DEI CAMBIAMENTI SOCIO CULTURALI, FRA TUTTO CIÒ CHE È NELL'AREA DELLE OPPORTUNITÀ DELLA TECNOLOGIA, CONFRONTATE ANCHE CON LE REGOLAMENTAZIONI, CHE CHIARAMENTE PERMETTONO, POI, E DANNO LA POSSIBILITÀ ALLA PIATTAFORMA INDUSTRIALE DI CREARE CIÒ CHE, POI, È ANCHE IMPLEMENTABILE, ALLORA, DA QUESTI DATI, CHE TRA L'ALTRO SONO A DISPOSIZIONE DI CHIUNQUE ORMAI, PERCHÉ FANNO PARTE DI UNA RICERCA CHE AVVIENE UN PO' IN TUTTE LE GRANDI AZIENDE.
IL PROCESSO DI ENGINEERING DELL'IMMAGINAZIONE È PROPRIO UN PROCESSO, COME DICEVO, MULTIDISCIPLINARE CHE CERCA I PUNTI DI INCONTRO, LE AGGREGAZIONI E CHE ARRIVA A GENERARE DELLE IPOTESI DI BENEFICI, CHE VENGONO DESCRITTI IN SCENARI, IN SCENARI DI VITA QUOTIDIANA E, QUINDI, NON STACCATI DALLA LIBERTÀ QUOTIDIANA DI TUTTI I GIORNI.
(…)
UNO DEI PROGETTI CHE RAPPRESENTANO QUESTO PROCESSO DI RICERCA È ‘VISION OF THE FUTURE’. VISION OF THE FUTURE SI PROPONE COME UN PASSAGGIO OBBLIGATO PER RIUSCIRE A COMPRENDERE QUALI SIANO I DESIDERI E I BISOGNI DELLA NOSTRA SOCIETÀ NEL PROSSIMO FUTURO, NEI PROSSIMI QUINDICI O VENT'ANNI. NASCE DA QUESTO PROCESSO DI IMMAGINAZIONE E DI ELABORAZIONE DEI DATI CHE ARRIVANO DALL'AREA DEL SOCIO CULTURALE, DALL'AREA DELLE OPPORTUNITÀ TECNOLOGICHE E CREA UNA QUANTITÀ DI SCENARI, SCENARI CHE HANNO INIZIALMENTE UNA FORMA DI PICCOLA STORIA. QUESTI SCENARI SONO STATI DIVISI IN QUATTRO AREE DI GRANDE APPLICAZIONE. E QUATTRO PERCHÉ SONO STATE UNA DECISIONE DI DARE, IN MODO CONVENZIONALE, UNA STRUTTURA ALLA COMPLESSITÀ DELLA VITA.
LA PRIMA AREA È QUELLA DEL PERSONALE, CIOÈ TUTTO CIÒ CHE ACCADE ATTORNO ALL'AREA DEL CORPO. LA SECONDA AREA È L'AREA DELLA DOMESTICITÀ, TUTTO CIÒ CHE AVVIENE ALL'INTERNO DELLE MURA DOMESTICHE. LA TERZA AREA È L'AREA DEL PUBBLICO E CON QUESTO SI È INTESO CIÒ CHE AVVIENE PER LA STRADA E CIÒ CHE AVVIENE NEI LUOGHI PUBBLICI, NEI LUOGHI DI LAVORO. E LA QUARTA AREA È QUELLA DELLA MOBILITÀ, TUTTO CIÒ CHE AVVIENE IN UNO SPAZIO CHE SI MUOVE. CON UN PARTICOLARE INTERESSE, QUESTO, ALLE TECNOLOGIE LEGATE AL MONDO DELL'INFORMAZIONE, DELL'INTRATTENIMENTO E DELLA COMUNICAZIONE.
QUESTE QUATTRO AREE HANNO, QUINDI, RAPPRESENTATO L'IDEA DI APPLICAZIONE. QUESTI SCENARI, CHE SONO STATI PIÙ DI 370, SONO STATI MESSI IN UN PROCESSO DI VALIDAZIONE. UN PROCESSO DI VALIDAZIONE CHE, COME PRIMO PASSO, HA AVUTO QUELLO DI PORTARE L'INFORMAZIONE CONTENUTA IN QUESTI 370 SCENARI A UN CERTO NUMERO DI OPINION LEADER DEL MONDO CHE, DAL LORO PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO, DAL LORO PUNTO DI INTERESSE E DI OPINIONE, STUDIANO IL MONDO E STUDIANO L'IDEA DEL FUTURO.
LA LORO OPINIONE È STATA POI RACCOLTA IN UN UNICO DOCUMENTO CHE È STATO ANCORA UNA VOLTA RIDISTRIBUITO FRA QUESTI OPINION LEADER, CHE HANNO ANCORA UNA VOLTA DATO UN'ULTERIORE OPINIONE SU CIÒ CHE ERA IL CONTENUTO DEL DOCUMENTO. IL RISULTATO È STATO CHE 60 DEI 370 SCENARI HANNO AVUTO UN RUOLO DOMINANTE E HANNO RACCOLTO LA SIMPATIA DI QUESTI OPINION LEADER COME SCENARI POSSIBILI.
QUESTI SCENARI ERANO ANCORA A UN LIVELLO ASTRATTO, QUINDI ERA NECESSARIO PORTARLI A UN LIVELLO DI MAGGIORE TANGIBILITÀ PER POTER ESSERE PORTATI NEL SECONDO PASSO DI VALIDAZIONE, QUELLO CON UN PUBBLICO PIÙ AMPIO. QUINDI SONO STATI REALIZZATI DEI PROTOTIPI, DEI PROTOTIPI NON FUNZIONANTI, MA PROTOTIPI IN GRADO DI COMUNICARE UNA MATERIALITÀ E UNA NUOVA FORMA DI UN OGGETTO INESISTENTE E SONO STATI RACCONTATI ALL'INTERNO DI PICCOLI FILM, PROPRIO PERCHÉ SONO TUTTI PRODOTTI ALTAMENTE INTERATTIVI CHE NON RIESCONO A COMUNICARE CIÒ CHE SONO, CIÒ CHE FANNO E COME LO FANNO, SE NON SONO VISTI E SE NON SONO VISSUTI COME ESPERIENZA ALL'INTERNO DI UNA PICCOLA STORIA.
QUESTI PROTOTIPI SONO STATI POI MESSI ALL'INTERNO DI UNA MOSTRA PERMANENTE CHE, TRA L'ALTRO, FRA POCO SARÀ ANCHE ITINERANTE. E SONO STATI MESSI, PORTATI SU INTERNET, CON DEI COLLOQUI IN UN SALOTTO VIRTUALE CON GLI UTILIZZATORI DELLA WEB, AI QUALI È STATA POSTA LA DOMANDA E LE VARIE DOMANDE RIGUARDO AI DIVERSI CONCETTI, AI DIVERSI SCENARI, IN MODO DI COMPRENDERE QUALI DI QUESTI SCENARI IN REALTÀ FOSSE IN GRADO DI RAPPRESENTARE UN'IDEA DI QUALITÀ DELLA VITA E, SECONDO, DI CAPIRE QUALI DI QUESTI SCENARI AVESSE UNA MAGGIORE POTENZIALITÀ.
QUESTO PROCESSO È PER ME ASSOLUTAMENTE IMPORTANTE. PRIMA DI TUTTO PERCHÉ, PER DARE FORMA A UNA QUALITÀ DELLA VITA, È NECESSARIO POTER INSTAURARE UN RAPPORTO PARTECIPATIVO DI CO-DESIGN CON IL GRANDE PUBBLICO. SECONDO, PERCHÉ NON TUTTO CIÒ CHE È TECNOLOGICAMENTE POSSIBILE È ANCHE DESIDERABILE. GLI ULTIMI 40 ANNI CI HANNO INSEGNATO CHE SONO STATI PRODOTTI TANTISSIMI OGGETTI PORTATORI DI FUNZIONALITÀ, CHE NON SI SONO VERIFICATI UTILI ED INTERESSANTI NEPPURE DA UN PUNTO DI VISTA NON SOLO FUNZIONALE, MA ANCHE EMOTIVO, PER IL GRANDE PUBBLICO. TERZO ANCHE PERCHÉ ALLA FINE DI QUESTO SECOLO CI TROVIAMO IN UNA SITUAZIONE MOLTO PARTICOLARE, CHE È DESCRITTA COME IL QUADRO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE, IN CUI, DA UNA PARTE, CI DEVONO ESSERE DELLE SCELTE MOLTO CHIARE PER QUANTO RIGUARDA LA QUALITÀ DELLA VITA CHE VOGLIAMO CERCARE DI STRUTTURARE, COSTRUIRE PER IL NOSTRO FUTURO, MA ANCHE LA NECESSITÀ DI FARE UN UTILIZZO MOLTO CORRETTO DELLE RISORSE CHE ABBIAMO A DISPOSIZIONE.
QUANDO PARLO DI RISORSE, NON PARLO SOLTANTO DELLE RISORSE NATURALI, MA PARLO ANCHE DELLE RISORSE CHE UNA GRANDE INDUSTRIA HA A DISPOSIZIONE, CHE SONO LE RISORSE ECONOMICHE, CHE SONO LE RISORSE DEGLI UOMINI, CHE È L'ENERGIA INTELLETTUALE, CHE NON DEVE ESSERE UTILIZZATA NEL GENERARE CIÒ CHE È NON NECESSARIO.
E, PER ULTIMO, PENSO CHE SIA ANCHE UN MODO DI COMUNICARE E DI CREARE UNA CAPACITÀ UN PO' CRITICA NEI CONFRONTI DEL FUTURO. QUINDI, NON ESSERE COINVOLTI CON IL FUTURO SOLTANTO AL MOMENTO IN CUI ARRIVA, PERCHÉ ARRIVA NELLE NOSTRE CASE QUANDO NON SI PUÒ PIÙ TORNARE INDIETRO, MA PARTECIPARE AL FUTURO IN MODO CRITICO PROPRIO NEL MOMENTO IN CUI IL FUTURO SI PROGETTA E INCOMINCIARE, FORSE, UN PROCESSO, CHE IO CREDO SARÀ MOLTO IMPORTANTE NEI PROSSIMI DECENNI, CHE È FORSE QUELLO DI ENTRARE NELL'IDEA DELL'AVERE A CHE FARE CON LE ASSICURAZIONI SULLA VITA. CIOÈ, IN UN CERTO SENSO, BISOGNA INCOMINCIARE A INVESTIRE OGGI PER GARANTIRSI UNA QUALITÀ DELLA VITA DOMANI E, QUINDI, PENSARE AI PRODOTTI, AGLI OGGETTI OGGI, NON SOLO PONENDOSI LA DOMANDA RIGUARDO ALLE QUALITÀ DELLA PRESTAZIONE, CHE DEVONO OFFRIRE A COLUI CHE UTILIZZERÀ QUESTI OGGETTI, QUESTI PRODOTTI OGGI, MA A CHIEDERSI ANCHE QUALI SARANNO GLI IMPATTI SU COLORO CHE VERRANNO DOPO COLORO CHE UTILIZZANO I PRODOTTI OGGI.
SE PENSIAMO ALL'INVENTORE DELLA BOMBOLETTA SPRAY, FU OSANNATO COME UN EROE; OGGI, MOLTO PROBABILMENTE, C'È QUALCUNO CHE LA PENSA IN MODO DIVERSO. QUINDI, QUESTO MI SEMBRA UN TEMA ESTREMAMENTE IMPORTANTE.
(…)
IL CENTRO DEL DESIGN DELLA PHILIPS IN REALTÀ È UN GRUPPO. L'HEAD CORPS SI TROVA A EINDHOVEN IN OLANDA, MA HA 25 BRANCHES ATTORNO AL MONDO: A HONG KONG, SINGAPORE, TAI PEI, IN INDIA, IN AUSTRIA, IN FRANCIA, IN INGHILTERRA E NEGLI STATI UNITI DA NEW YORK AD ATLANTA, WASHINGTON, PALO ALTO. QUINDI È VERAMENTE UNA NETWORK CAPACE DI ESSERE SENSORE DI UNA CULTURA MONDIALE.
CONTA 23 NAZIONALITÀ. È UN GRUPPO MULTIDISCIPLINARE, QUINDI NON SOLTANTO CON LE DISCIPLINE STORICHE DEL DESIGN, MA CON LE DISCIPLINE RELATIVE ALLE SCIENZE UMANE: ESTREMAMENTE IN GRADO DI ESSERE PONTE FRA CIÒ CHE È LA SOCIALITÀ E CIÒ CHE È IL PENSIERO TECNOLOGICO. È QUINDI UN'ORGANIZZAZIONE CAPACE DI ESSERE UNA GRANDE INTERPRETE DEL PROGETTO SOCIO TECNICO.
PER QUANTO RIGUARDA IL FUTURO E LA CASA DEL FUTURO, HO UN'IDEA CHE FORSE È ANCHE SEMPLICE, MA CHE A MIO AVVISO CONTIENE UNA PROVOCAZIONE MOLTO PROFONDA.

((FUTURO, PUNT 1))
IO PENSO CHE LA CASA DEL FUTURO SARÀ MOLTO PIÙ SIMILE ALLA CASA DEL PASSATO DI QUANTO SIA OGGI LA CASA ATTUALE SIMILE ALLA CASA DEL FUTURO. IO CREDO CHE LE NUOVE TECNOLOGIE, PORTATRICI SOPRATTUTTO DELL'INFORMAZIONE, DELLA COMUNICAZIONE E DELL'INTRATTENIMENTO, STANNO RAGGIUNGENDO UNA DEMATERIALIZZAZIONE TALE PER CUI GLI OGGETTI, CHE NE SONO PORTATORI, SONO DEGLI OGGETTI IRRILEVANTI. E CHE GLI OGGETTI CHE CARATTERIZZERANNO LA CASA DEL FUTURO SARANNO GLI OGGETTI CHE HANNO UNA SIGNIFICANZA ANTROPOLOGICA E UNA SIGNIFICANZA CULTURALE. E QUESTO NON SOLTANTO ALL'INTERNO DELLA CASA, MA ANCHE NELL'AMBITO DEL PERSONALE. CIÒ CHE LE CULTURE HANNO SCELTO, PER LA CULTURA OCCIDENTALE SEDERSI SU UNA SEDIA È UNA SCELTA CULTURALE. LAVORARE SU UN TAVOLO, AVERE UNA CASA CON UN DECORO, AVERE UNA CASA CON DEI MATERIALI PARTICOLARI, UNA CASA CHE HA PARETI E CHE HA TETTI SONO DELLE SCELTE CHE HANNO UNA PENETRAZIONE ESTREMAMENTE PROFONDA.
COSÌ ANCHE PER QUANTO RIGUARDA LA SFERA DEL PERSONALE. LA NOSTRA SOCIETÀ HA SCELTO DI CAMMINARE PER STRADA CON DEI VESTITI. QUALSIASI SIA LA FORMA DI QUESTI ABITI, ESSI COSTITUIRANNO SEMPRE UNA SECONDA PELLE. HANNO NON SOLTANTO UNA RAGIONE FUNZIONALE, MA C'È ANCHE UNA RAGIONE CHE FORSE HA PROPRIO LE SUE RADICI NELLA SESSUALITÀ E NELLA DIFFERENZA DEI SESSI.
QUINDI, IO CREDO CHE TUTTI GLI OGGETTI CHE SONO STATI MOLTO PRESENTI, POTREI CITARE ANCHE IL CASO DELLA TELEVISIONE CHE È UN OGGETTO CHE HA AVUTO UN IMPATTO MOLTO FORTE SUL SOCIALE ED È UN OGGETTO CHE HA 75 ANNI DI VITA. LA TELEVISIONE MOLTO PROBABILMENTE AVRÀ ANCORA 25 O 30 ANNI DI VITA, COSÌ COME LA CONOSCIAMO. DOPO DI CHE, CIÒ CHE RESTERÀ E CHE AVRÀ SENSO DI RESTARE È L'IMMAGINE, CIÒ CHE PORTA, L'INTRATTENIMENTO, LA COMUNICAZIONE E QUESTA IMMAGINE SI INTEGRERÀ IN TUTTI GLI OGGETTI CHE HANNO UNA RILEVANZA CULTURALE E UNA RILEVANZA ANTROPOLOGICA.
PER CUI IO PENSO CHE, PARADOSSALMENTE, IN UN MONDO CHE SI DEMATERIALIZZA CRESCE UNA NUOVA GRANDISSIMA IMPORTANZA DEI MATERIALI, MA DI MATERIALI CHE SIANO IN GRADO DI DARE FORMA A QUESTI OGGETTI DI RILEVANZA SOCIO CULTURALE E ANTROPOLOGICA, MA, ALLO STESSO TEMPO, DI INTEGRARE LA POSSIBILITÀ DI DARE DELLE NUOVE GRANDI PERFORMANCES. PERCHÉ, COSÌ, GLI OGGETTI DEL PASSATO AVRANNO UNA STRATIFICAZIONE DI FUNZIONALITÀ CHE SARÀ SEMPRE L'AGGIUNTA A TUTTE LE FUNZIONALITÀ NOTE DELLE NUOVE FUNZIONALITÀ DEL NUOVO GRANDE MONDO DIGITALE.

STEFANO MARZANO

 

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