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DENIS SANTACHIARA

 

BIOGRAFIA

NATO A CAMPAGNOLA (REGGIO EMILIA), NEL 1951, DESIGNER E ARTISTA. AUTODIDATTA, INIZIA L'ATTIVITÀ PROGETTUALE NEL CAMPO DELLA CORROZZERIA AUTOMOBILISTICA. DAL 1975 SI OCCUPA DI NEOIMMAGINE E NEODESIGN. PARTECIPA A NUMEROSE TRIENNALI E COLLABORA CON NUMEROSE AZIENDE DEL MOBILE ITALIANE E STRANIERE. E' AUTORE DI ARTICOLI PER VARIE RIVISTE DEL SETTORE.

INTERVISTA


D: MI PUÒ RACCONTARE LA SUA STORIA DI DESIGNER? COME HA INIZIATO?


R: ECCO, LA MIA STORIA DI DESIGNER È INIZIATA IN UN MODO ABBASTANZA ANOMALO RISPETTO AL PERCORSO TIPICO DI CHI PRATICA QUESTO LAVORO. IO SONO SOSTANZIALMENTE AUTODIDATTA, HO COMINCIATO DA RAGAZZINO A DISEGNARE AUTOMOBILI PER LE AZIENDE DELLA MIA REGIONE, CIOÈ VICINO ALLA MIA CITTÀ CHE È TRA REGGIO E MODENA, QUINDI CON QUESTE ‘DREAM CAR’, COME LA FERRARI, LA MASERATI E LA DE TOMMASO E LA LAMBORGHINI. COME TUTTI I RAGAZZINI DI QUELLA GENERAZIONE DISEGNAVO AUTOMOBILI E HO COMINCIATO A LAVORARE ALL'INTERNO DI UNA CARROZZERIA DEL GRUPPO DE TOMMASO. PRATICAMENTE QUESTA È STATA LA MIA PRIMA SCUOLA DI PROGETTO, NEL SENSO CHE AUTOMOBILE È UN PO' TUTTO: È TECNOLOGIA, È UN SALOTTO, PROBLEMI DI VELOCITÀ, PROBLEMI DI ERGONOMIA ECCETERA, E QUINDI QUESTA È STATA LA MIA PRIMA IMPOSTAZIONE SU QUESTO LAVORO.
IN UN SECONDO TEMPO, CON L'EVENTO - COSÌ - DEGLI ANNI SETTANTA, C'È STATA UNA SPECIE DI CRISI VERSO QUESTO TIPO DI LAVORO. SI DISEGNAVANO SOPRATTUTTO MACCHINE DA SOGNO. SI COMINCIAVA A CAPIRE CHE QUESTO MONDO-AUTOMOBILE AVREBBE AVUTO DEI CAMBIAMENTI E QUINDI MI SONO OCCUPATO DI ARTI VISIVE E HO COMINCIATO A FARE DEI LAVORI ALL'INTERNO DI GALLERIE, IL COSIDDETTO SISTEMA DELL'ARTE, CIOÈ GALLERIE, MUSEI. IN QUEL PERIODO PERÒ HO COMINCIATO A FARE DELLE OPERE, DICIAMO, CHE AVEVANO MOLTO A CHE FARE CON IL PROGETTO, NEL SENSO CHE ERANO COMUNQUE OPERE PROGETTATE E RISENTIVANO MOLTO DELL'IDEA DI UN LAVORO DI PROGETTO, DA DESIGNER.
POI SONO ARRIVATO FINO ALLA BIENNALE DI VENEZIA, NELLA QUALE HO PRESENTATO UN LAVORO APPUNTO DI TIPO PROGETTUALE E A QUEL PUNTO NEL MONDO DELL'ARTE COMINCIAVA A SENTIRSI IL RITORNO ALLA PITTURA, ALLA SUPERFICIE, ALLA DECORAZIONE E IO AL CONTRARIO SENTIVO QUESTA ESIGENZA INVECE DI INTERPRETARE QUESTE NUOVE TECNOLOGIE CHE NEL FRATTEMPO STAVANO SVILUPPANDOSI, TECNOLOGIE LEGATE AL MONDO DEI MEDIA, PERCHÉ SECONDO ME SI SVILUPPAVA UN DISCORSO POETICO, SENZA PER FORZA RITORNARE ALLA DECORAZIONE O AL LAVORO SU SUPERFICIE E QUINDI SI POTEVA RECUPERARE UNA CERTA SENSORIALITÀ DEL LAVORO E DELL'ESTETICA SENZA RITORNARE APPUNTO - COME DICEVO PRIMA - ALLA DECORAZIONE.
HO COMINCIATO A FARE DEI LAVORI, DEI PROGETTI CHE NON ERANO PIÙ UNA SUPERFICIE, NON ERANO PIÙ SU UN QUADRO IN SOSTANZA, MA ERANO DEGLI OGGETTI. L'UNICA DIFFERENZA È CHE NON ERANO OGGETTI FATTI IN SERIE, MA ERANO OGGETTI FATTI IN PICCOLISSIMA SERIE, CON UNA FUNZIONE PIÙ CHE ALTRO DI INTRATTENIMENTO, CHE VOLEVANO DIMOSTRARE QUESTO RAPPORTO ESTETICO E LUDICO ATTRAVERSO UN EVENTO TECNICO O TECNOLOGICO.
PER CITARE UNO DEI LAVORI IN QUESTO SENSO, AVEVO FATTO UNA SERIE DI CANNOCCHIALI CHE SERVIVA PER VEDERE LE STELLE A COLORI, PER DIRE. PER CUI LA RAGIONE SINTETICA DEL CANNOCCHIALE ERA RISPETTATA, NEL SENSO CHE UTILIZZAVA IL SISTEMA DI GALILEO PER COSTRUIRE UN CANNOCCHIALE, PERÒ DICIAMO IL SUO UTILIZZO FINALE NON ERA DI TIPO SCIENTIFICO MA DI TIPO PURAMENTE ESTETICO, CIOÈ POTER VEDERE LE STELLE A COLORI O DARE DEI COLORI ALLE STELLE CON UN PICCOLO TRUCCO ECC.
ECCO, SEGUENDO QUESTO GENERE DI LAVORO DI PROGETTI - COSÌ - DEGLI OGGETTI SPECIALI, A UN CERTO PUNTO SONO STATO COINVOLTO IN QUELLE RIVISTE D'AVANGUARDIA DEL DESIGN, A QUEI TEMPI AD ESEMPIO C'ERA ‘MODO’, CON IL DIRETTORE ALESSANDRO MENDINI CHE HA COMINCIATO A PUBBLICARE LE MIE COSE E QUINDI HA COMINCIATO A FARSI CONOSCERE QUESTO GENERE DI LAVORO, QUESTO GENERE DI ATTENZIONE, CIOÈ DI CREARE OGGETTI USANDO LA TECNOLOGIA COME POTENZIALITÀ LUDICA E NON COME HI-TECH, NON COME EVENTO PURAMENTE TECNICO-STRUMENTALE. DA QUI HA COMINCIATO A VENIRE L'AZIONE CON L'INDUSTRIA E QUINDI HO COMINCIATO A CHIEDERMI DELLE COSE, HO COMINCIATO A FARE DELLE COSE, PER POI ENTRARE NELLA PRODUZIONE E FARE GLI OGGETTI. E TUTTO QUESTO DISCORSO DI CUI HO PARLATO, POI ALLA FINE SI È MATERIALIZZATO IN UNA MOSTRA, UNA MOSTRA-MANIFESTO - SI CHIAMAVA ‘NEOMERCE’ - LA QUALE ERA UN PO' LA MOSTRA CHE RACCHIUDEVA TUTTI QUESTI CONCETTI DELLA POSSIBILITÀ DI USARE LA TECNOLOGIA COME ELEMENTO LUDICO PER FARE DESIGN.
QUESTA MOSTRA AVEVA COME SOTTOTITOLO ‘IL DESIGN DELL'INVENZIONE DELL'ESSERE ARTIFICIALE’, ED È UN PO' - COME DIRE - ERA UN PO' UN MANIFESTO CON DENTRO TUTTE LE PAROLE CHIAVE CHE SONO POI STATE LE PAROLE CHIAVE DEL MIO LAVORO IN SEGUITO.


D: QUALI SONO LE PAROLE CHIAVE NEL SUO LAVORO E POI COME SI RAPPORTA TUTTO QUESTO COME ALL'ARREDAMENTO?


R: ALLORA, LE PAROLE CHIAVE DEL MIO LAVORO RISIEDONO IN UN GLOSSARIO CHE HO PREPARATO E CHE PER ME È IL MENÙ SUL QUALE MI MISURO CONTINUAMENTE, ANCHE NEL DISEGNO DI MOBILI E DI OGGETTI PER L'ARREDO. PAROLE COME ‘FINZIONE’ PER ESEMPIO, COME ‘ARTIFICIALE’, COME ‘ANIMAZIONE’.
PER ESEMPIO ‘ANIMAZIONE’, PER ME È UNA PAROLA IMPORTANTE PERCHÉ IL PROBLEMA DEL DESIGNER È COME GESTIRE QUESTE ANIMAZIONI. ANIMAZIONE PUÒ ESSERE UN EFFETTO LUMINOSO, COME PUÒ ESSERE UN OGGETTO CHE TRASFORMI IN QUALCOS'ALTRO PER ESEMPIO, UN OGGETTO MULTIUSO. UN ALTRO TERMINE SECONDO ME MOLTO IMPORTANTE È L'IDEA DI ‘FINZIONE’. LA FINZIONE È UN ELEMENTO CULTURALE CHE È ENTRATO NELLA NOSTRA SOCIETÀ E QUINDI NEL PROGETTO COME UN ELEMENTO FORTE INSOMMA DEL PROGETTO, PERCHÉ ATTRAVERSO LA FINZIONE NOI POSSIAMO ELABORARE DEI LINGUAGGI CHE DIVENTANO MOLTO PIÙ AMICHEVOLI O MOLTO PIÙ COMUNICATIVI, SPECIALMENTE NEI PRODOTTI DI ARREDO.
POI UN ALTRO CONCETTO SICURAMENTE IMPORTANTE CHE DERIVA DALLA PERFORMANCE DEI PRODOTTI, È SICURAMENTE ‘L'INTERAZIONE’. SE C'È UN'AZIONE PERFORMATIVA, SE I PRODOTTI FANNO QUALCOSA, SI MUOVONO, SI ANIMANO, PARLANO, ASCOLTANO ECC., VUOL DIRE CHE C'È UNA INTERAZIONE DIVERSA CON L'UTENTE, PIÙ DI TIPO SEMPLICEMENTE VISIVO. CIOÈ MI PIACE O NON MI PIACE, MA DIVENTA ANCHE DI TIPO SENSORIALE PIÙ AMPIO; CIOÈ SE UN OGGETTO MI PARLA, IO DEVO USARE LE ORECCHIE PER ASCOLTARLO E SE UN OGGETTO È PROGRAMMABILE PARLANDO, IO HO UNA RELAZIONE CHE USA LA VOCE O USO IL RUMORE O USO DEI SUONI, E QUINDI C'È UNA RELAZIONE MOLTO PIÙ COMPLESSA IN CUI IL DESIGN, SECONDO ME, DEVE SEMPRE DI PIÙ TENERE CONTO E SPECIALMENTE IN MODO PARTICOLARE NELLA SCENA DOMESTICA, NELLA CASA, DOVE STA ENTRANDO PESANTEMENTE ANCHE NEGLI ARREDI, NON SOLO NEGLI ELETTRODOMESTICI, TUTTO UN MONDO LEGATO A QUESTE NUOVE TECNOLOGIE, CHE PERMETTONO DELLE INTERAZIONI, DELLE PERFORMANCE E DELLE TRASFORMAZIONI NELLA CASA INCREDIBILMENTE NUOVE E ABBASTANZA INEDITE. QUINDI POSSIAMO GESTIRE IL COLORE DELLA LUCE ALL'INTERNO DELLA CASA ATTRAVERSO UN TELECOMANDO PER ESEMPIO CON UNA LAMPADA O OGGETTI CHE SI TRASFORMANO IN ALTRI OGGETTI D'USO COMPLETAMENTI DIVERSI. E QUINDI TUTTO QUESTO GLOSSARIO, QUESTE PAROLE A CUI VI ACCENNAVO PRIMA, IO CERCO IN QUALCHE MODO DI FARLE ENTRARE NELLA ELABORAZIONE DI PRODOTTI PER LA CASA.

(…)
AD ESEMPIO SE C'È PERFORMANCE E C'È TRASFORMABILITÀ, C'È UN ALTRO ELEMENTO CHE NEL PROGETTO SECONDO ME È MOLTO IMPORTANTE, CHE È IL TEMPO. CIOÈ DI SOLITO NEL PROGETTO IL TEMPO VIENE SEMPRE CONSIDERATO COME QUALITÀ DELL'INVECCHIAMENTO DI UN MATERIALE PER ESEMPIO. AD ESEMPIO CI SONO ALCUNI MATERIALI COME IL MARMO, IL LEGNO, CHE SI DICE ‘INVECCHIANO BENE’, È UNA CONSIDERAZIONE SULL'INVECCHIAMENTO; PER ME INVECE IL TEMPO È UN ELEMENTO ATTIVO, COME IL MONTAGGIO DI UN FILM O COME NELLA MUSICA, CIOÈ IL TEMPO È UN ELEMENTO CREATIVO IN CUI ENTRI A PIENO TITOLO QUANDO C'È UN OGGETTO CHE SI TRASFORMA. SE C'È TEATRALITÀ, C'È PERFORMANCE, C'È TRASFORMAZIONE, VUOL DIRE CHE C'È UN PROBLEMA DI GESTIRE IL TEMPO IN CUI AVVIENE QUESTO E QUINDI DA QUESTO PUNTO DI VISTA IO DO MOLTA ATTENZIONE ALLA TEMPISTICA IN CUI UN OGGETTO SI TRASFORMA IN UN ALTRO OGGETTO, CIOÈ LE MODALITÀ ALL'INTERNO DEL SUO RITMO, PROPRIO TEMPORALE, DI COME UN OGGETTO SI TRASFORMA, PERCHÉ SECONDO ME È UN FATTORE ESTETICO QUESTO, È UN FATTORE IMPORTANTE. PERCHÉ PER ESEMPIO COME SI APRE UNA SEDIA, SE È UNA SEDIA PIEGHEVOLE, PER IL SUO MODO DI APRIRSI PUÒ ESSERE UN MODO MOLTO BANALE, MOLTO SCONTATO O PUÒ ESSERE UN MODO CASO MAI PIÙ INTERATTIVO, PIÙ DIVERTENTE, PIÙ COERENTE CON UN RAPPORTO PIÙ AMICHEVOLE COL PRODOTTO. E IN QUESTO SI INSERISCE AD ESEMPIO LA QUESTIONE DEL TEMPO, CHE IN QUESTO MODO NON È PIÙ SEMPLICEMENTE INVECCHIAMENTO DEL MATERIALE, ESTETICA DELL'INVECCHIAMENTO, MA È UN ELEMENTO ATTIVO, PROPRIO DI PROGETTO.

((NUOVE TECNOLOGIE))


D: ECCO, ALLORA MI DICA ADESSO A PROPOSITO DEL TEMPO E DELLA TRASFORMAZIONE, CHE RELAZIONE ESISTE TRA LE SUE CREAZIONI E LA TRASFORMAZIONE E LA MAGIA.


R: ECCO, UNO DEI PUNTI SU CUI TORNO SPESSO NEL MIO LAVORO, È IL RAPPORTO APPUNTO CON LA TECNOLOGIA. LA DIFFERENZA DICIAMO DEL PERIODO MECCANICISTICO DELLA TECNOLOGIA DEL MODERNO. NOI VEDIAMO UN MOVIMENTO MECCANICO E POSSIAMO CAPIRE CHE DA QUESTO MOVIMENTO POSSIAMO CAPIRE IL SUO EFFETTO, PERCHÉ EFFETTO E CAUSA COINCIDONO, SONO AMBEDUE LÌ PRESENTI. CON QUESTE NUOVE TECNOLOGIE DI FRONTIERA, DICIAMO, QUESTE ULTIME TECNOLOGIE COME APPUNTO L'ELETTRONICA, L'INFORMATICA ECC., C'È UNA SCISSIONE TRA LA CAUSA E L'EFFETTO, CIOÈ NOI POSSIAMO VEDERE DEGLI EFFETTI, COME PUÒ ESSERE LA TELEVISIONE O LA RADIO, COSÌ, MA NON CAPIRE LA CAUSA, CIOÈ NON ESSERE EVIDENTE LA CAUSA. LA CAUSA È COME OCCULTATA E QUESTO TI ARRIVA ANCHE NONOSTANTE DOPO ANNI CHE GUARDIAMO LA TELEVISIONE E SENTIAMO LA RADIO, CI ARRIVA COME UNA PICCOLA MAGIA. PROPRIO PERCHÉ C'È QUESTA NUOVA TECNOLOGIA SCISSIONE DELLA CAUSA E DELL'EFFETTO, NON È ALTRO QUELLA CHE APPUNTO IO DEFINISCO LA PRATICA DEL PRESTIGIATORE, PIÙ LA CAUSA È LONTANA DALL'EFFETTO CHE GENERA, PIÙ C'È L'EFFETTO MAGICO E PIÙ IL PRESTIGIATORE MOSTRA LA SUA CAPACITÀ MAGICA. ECCO, QUELLO CHE IO CERCO DI FARE, APPUNTO CON L'USO DELLA TECNOLOGIA NEI MIEI OGGETTI, È QUELLO DI OCCULTARE LA RAGION TECNICA, COME DIRE, CIOÈ LA TECNICITÀ È UNO STRUMENTO PER ARRIVARE A UN EFFETTO FINALE CHE TENDE A NASCONDERE, CHE TENDE A NON RENDERLA EVIDENTE, MA AL CONTRARIO È - COME DIRE - NON MOSTRARE MAI IL TRUCCO IN SOSTANZA, CHE È L'OPPOSTO A QUELLO CHE FA PER ESEMPIO CERTO TIPO DI HI-TECH, CHE AL CONTRARIO USA LA PRESENZA FORTE DELL'ELEMENTO TECNICO COME ELEMENTO ESTETICO INVECE, ANZI LO MOSTRA CON GRANDE ENFASI. IO NON CI TENGO E CREDO ANCHE CHE SIA PIÙ INTERESSANTE PER LA CASA DEL TERZO MILLENNIO, CHE NON DEBBA MAI FAR VEDERE - COME DIRE - I MUSCOLI. D'ALTRA PARTE LE NUOVE TECNOLOGIE COME L'ELETTRONICA, RIFERITA ALLA MECCANICA, LA POSSIAMO NASCONDERE IN OGGETTI CHE HANNO DEGLI STILI COMPLETAMENTE DIVERSI DALLA TECNOLOGIA... IN UN TAVOLO BAROCCO POSSIAMO NASCONDERE DEI CIP PER FARLO PARLARE, PER DIRE, NO? NON NECESSARIAMENTE DEVE ESSERE UN TAVOLO STILE ‘STAR TREK’.


D: PERCHÉ LE INTERESSA TANTO LA TECNOLOGIA?


R: BEH, LA TECNOLOGIA MI INTERESSA SOPRATTUTTO PERCHÉ CREDO CHE LA TECNOLOGIA, COME ALTRI HANNO PENSATO PRIMA DI ME, SIA UN PO' L'ESSENZA DEL NOSTRO VIVERE, CIOÈ SIA L'ESSENZA, NEL BENE E NEL MALE NATURALMENTE, SIA L'ESSENZA DELLA NOSTRA NATURA UMANA. PRIMA DI ALTRE COSE CREDO CHE LA TECNOLOGIA SIA L'ESSENZA BASE SULLA QUALE NOI CI MISURIAMO O CI CONFRONTIAMO O CI FACCIAMO ANCHE LA GUERRA, MA CHE COMUNQUE SIA UN PERNO IMPORTANTE. E CREDO ANCHE CHE DI QUESTO SE NE STA ACCORGENDO UN PO' TUTTO IL MONDO OCCIDENTALE, IL QUALE SULLA TECNOLOGIA, SE NON ALTRO PER CRITICARLA, SI STA IMPEGNANDO MOLTO, PERÒ PER ARRIVARE A QUESTO RICONOSCIMENTO DELL'IMPORTANZA NEL BENE O NEL MALE, CI SONO VOLUTE DELLE GROSSE INVENZIONI CHE VANNO A TOCCARE PER ESEMPIO L'ETICA, COME LE BIOTECNOLOGIE O CHE VANNO A TOCCARE DELLE QUESTIONI CHE PRIMA ERANO PERTINENTI SOLO ALLA FILOSOFIA E ALLA MORALE. MENTRE ADESSO, INVECE, SE UNO VA A TOCCARE - NON SO - IL SENSO DELLA VITA ADDIRITTURA CON LE BIOTECNOLOGIE, SE NE PARLA MOLTO, SE NE PARLERÀ SEMPRE DI PIÙ. ECCO, CREDO CHE LA TECNOLOGIA APPUNTO SIA L'ESSENZA DELLA NOSTRA VITA, SIA UN ELEMENTO SUL QUALE NOI POSSIAMO INNESCARE DEI PROCESSI CREATIVI MOLTO FORTI E QUINDI INEVITABILMENTE INSOMMA IO CREDO CHE UN PROGETTISTA SE NE DEBBA OCCUPARE CON GRANDE ATTENZIONE, ECCO.


D: QUINDI, SECONDO LEI, LA SCIENZA STA TORNANDO A RIUNIRSI ALLE ARTI, ALLA FILOSOFIA, COME NELL'ANTICHITÀ?


R: SÌ, UNA DELLE ALTRE PAROLE CHIAVE CHE IO USO NEL MIO LAVORO, È LA PAROLA ‘TECNÉ’. NELL'ANTICA GRECIA ‘TECNÉ’ ERA SINONIMO DI ‘POIESIS’, CIOÈ ‘POIESIS’ E ‘TECNÉ’ ERANO LA STESSA COSA, CHE VUOL DIRE PRATICAMENTE TECNOLOGIA E POESIA. IO CREDO CHE DOPO IL SUPERAMENTO DELL'ERA MODERNISTA DELLA TECNOLOGIA, CIOÈ MECCANICISTICA, DETERMINISTICA, IN QUESTA NUOVA ERA ELETTRONICA, MORBIDA, FLUIDA, CI SIA LA POSSIBILITÀ DI RICUCIRE QUESTI DUE TERMINI, DI RIMETTERE INSIEME QUESTI DUE TERMINI, CIOÈ ‘TECNÉ’ E ‘POIESIS’. CREDO CHE OGGI LA TECNOLOGIA VIAGGIA MOLTO VERSO LA ‘TECNÉ’ E QUINDI DI CONSEGUENZA VERSO LA ‘POIESIS’ O VICEVERSA. MA QUESTA NON È UNA COSA CHE È SUCCESSA IN QUESTI ULTIMI 20 ANNI, QUESTO È SEMPRE SUCCESSO, APPUNTO DAI GRECI CHE SONO STATI I PRIMI A CAPIRE QUESTA RELAZIONE ED È SUCCESSO ANCHE NELLA STORIA, ANCHE DURANTE IL PENSIERO POSITIVISTA. AD ESEMPIO GLI AUTOMI DELLA SCUOLA DI ALESSANDRIA, GLI AUTOMI DEL SETTECENTO, CHE ERANO DELLE MACCHINE PERFETTE DAL PUNTO DI VISTA MECCANICO, CHE ANCHE I ROMANTICI, IL MOVIMENTO ROMANTICO BENCHÉ ODIASSE LA TECNOLOGIA, VEDEVA IN QUESTI AUTOMI UNA SORTA DI TENSIONI ESOTERICHE, QUINDI UN GRANDE RISPETTO. QUESTA CONTRADDIZIONE È CHE DA UNA PARTE ERANO CONTRO AL TRENO A VAPORE E DALL'ALTRA PERÒ VEDEVANO CON GRANDE RISPETTO ESOTERICO INVECE QUELLO CHE ERA IL MEGLIO DELLA TECNOLOGIA DI ALLORA. PERÒ QUESTO PASSAGGIO È DIVENTATO EVIDENTE CON LE TECNOLOGIE COSIDDETTE MORBIDE, CIOÈ CON L'INFORMATICA, I MEDIA ECC., UNICO SUPERAMENTO DEL MECCANICISMO.
DICIAMO CHE QUESTO ASPETTO NON MECCANICISTICO DELLA TECNOLOGIA NON È MAI SALTATO FUORI PERCHÉ NON È MAI SERVITO UFFICIALMENTE ALL'UOMO COME ELEMENTO CREATIVO, ANZI ERA COMPLETAMENTE AGLI OPPOSTI, NELL'OTTOCENTO GLI STRUMENTI ERANO GLI STRUMENTI, GLI STRUMENTI DI LAVORO STAVANO DA UNA PARTE - PER DIRE - E GLI STRUMENTI DELL'ANIMA STAVANO DA UN'ALTRA PARTE. CON I NUOVI MEDIA SPESSO SI SOVRAPPONGONO, TANT'È CHE NEL MIO GLOSSARIO PER ESEMPIO HO INTRODOTTO QUESTA PAROLA CHE È ‘FUNZIONOIDE’. COSA SONO GLI OGGETTI FUNZIONOIDI? SONO OGGETTI CHE CHIUDONO IN SÉ SIA L'ASPETTO FUNZIONALE CHE D'INTRATTENIMENTO, CHE È TIPICO DEL NOSTRO TEMPO. UN ESEMPIO EMBLEMATICO E QUOTIDIANO È IL PERSONAL COMPUTER. COL PERSONAL COMPUTER POSSIAMO, CIOÈ CON LO STESSO STRUMENTO POSSIAMO CALCOLARE L'IVA O FARE I CALCOLI DI INGEGNERIA O NELLO STESSO TEMPO GIOCARE, FARE UN VIDEO GAME O VEDERE ATTRAVERSO INTERNET UN MUSEO, ECCETERA. CIOÈ LA STESSA MACCHINA PORTA DENTRO CON SÉ SIA L'ASPETTO FUNZIONALE CHE L'ASPETTO LUDICO E DI INTRATTENIMENTO E QUESTO NON ERA MAI SUCCESSO PRIMA NELLA STORIA DEGLI OGGETTI. IN QUESTO SENSO IO CREDO CHE SIA GIUSTO DEFINIRLI ‘FUNZIONOIDI’, CIOÈ SONO OGGETTI CHE HANNO LE FUNZIONI CHE NOI DIAMO, SONO PIÙ OGGETTI CHE HANNO UNA FUNZIONE PREDETERMINATA E SOPRATTUTTO INTEGRANO IN SÉ SIA L'ASPETTO LUDICO CHE L'ASPETTO FUNZIONALE.


D: ECCO, E TUTTO QUESTO È LA SUA POETICA. LA TECNOLOGIA È UNO STRUMENTO, IN FONDO NE HA GIÀ PARLATO, PERÒ C'È QUALCHE COSA IN PIÙ RISPETTO A QUESTO TIPO DI OGGETTI ANCHE D'ARREDAMENTO CHE HANNO TUTTO UN ASPETTO LUDICO APPUNTO.


R: C'ERA ANCHE UN ALTRO ASPETTO CHE STA CAMBIANDO MOLTO: PER ESEMPIO LA GENTE È PIÙ NOMADE PER VARI MOTIVI, CIOÈ CAMBIA CASA SPESSO. IN AMERICA CAMBIA CASA, IO CREDO, 12-13 VOLTE NEL CORSO DELLA VITA; IN EUROPA SIAMO A 6-7 VOLTE, PER CUI C'È QUESTO CAMBIAMENTO DEFINITIVO, CIOÈ CAMBIA CASA IN MODO DEFINITIVO, IN PIÙ CI SONO I CAMBIAMENTI CASA NON DEFINITIVI, PERCHÉ PER LAVORO UNO STA VIA UN MESE O CAMBIA RESIDENZA PER ALTRE NECESSITÀ, LA SECONDA CASA ECCETERA, PER CUI C'È UN NOMADISMO CHE SI STA SVILUPPANDO DA ALCUNI DECENNI E CHE SI STA ALLARGANDO MOLTO. LA GENTE SI SPOSTA SEMPRE DI PIÙ E QUINDI ANCHE LA CASA NON È PIÙ LA CASA PATERNA, CHE FORMERÀ LE GENERAZIONI - I NIPOTI, IL NONNO, LO ZIO ECC. - MA DIVENTA UNA COSA CHE SI EVOLVE NEL TEMPO, CHE VIENE CONTINUAMENTE CAMBIATA DAI NUOVI SOGGETTI CHE VANNO AD ABITARE E QUESTO NUOVO NOMADISMO, SECONDO ME, CI DÀ L'OPPORTUNITÀ DI PENSARE A DEGLI OGGETTI PIÙ AGILI, IN CUI LA CASA NON HA PIÙ L'IMPOSTAZIONE DI ESSERE INGESSATA, DEFINITIVA PER TRE GENERAZIONI COME SUCCEDEVA PRIMA, MA LA CASA HA SOPRATTUTTO OGGETTI CHE PIACCIONO SINGOLARMENTE, CIOÈ UNO COMPRA LE COSE CHE GLI PIACCIONO COME FA CON I VESTITI E NEL METTERLI INSIEME SI CREA UN SUO METRO DI GUSTO, COME DIRE, E QUINDI NON È PIÙ UNA COSA COORDINATA. DENTRO ALLA CASA OGGI POSSIAMO TROVARE LA COSA PIÙ DI TENDENZA, LA COSA PIÙ DI TENDENZA E IL SOUVENIR UN PO' KITSCH PRESO A VENEZIA, PER DIRE, E CONVIVONO INSIEME. E CONVIVONO PERCHÉ NON È PIÙ UNA SCELTA A PRIORI, MA È UNA SCELTA PIÙ SENSITIVA, MOLTO PER ISTINTO DEL SOGGETTO CHE LA ABITA E CHE LA VIVE E QUINDI NON HA PIÙ SENSO PENSARE A DEGLI OGGETTI CHE SI COORDINANO TRA LORO, MA PENSARE A DEGLI OGGETTI CHE ABBIANO UN’INTELLIGENZA E UN RISPETTO PER LA SENSIBILITÀ DEL COMPRATORE DA SOLI, IN MODO AUTONOMO, IN QUANTO TALI.


D: COME NASCE IL NOME DEI SUOI OGGETTI?


R: MA, DUNQUE, IN GENERALE C'È UNA PRETESA, A VOLTE INFONDATA CHE GLI OGGETTI SIANO QUASI DEI SOGGETTI E QUINDI IL TENTATIVO È DI DAR DEI NOMI CHE ABBIANO UN SIGNIFICATO RELATIVAMENTE AL LORO CORPO DICIAMO, ALLA LORO ANIMA, PER CUI UNA COSA CHE CI COCCOLA CI FA PENSARE ALLA MAMMA PER DIRE, E QUINDI LA MAMMA HA UN PICCOLO BAMBINO CHE SI CHIAMA TATO PER ESEMPIO, POI UN'ALTRA COSA LEGATA ALLE SUE MULTIFUNZIONALITÀ, PER ESEMPIO UN APPENDIABITO CHE È ANCHE UN PULISCI-SCARPA E QUINDI VIENE CHIAMATO ‘SCIUSCIÀ’. E QUINDI SI USA UNA CATEGORIA, NON SEMPRE MA QUASI SEMPRE QUANDO HO LA POSSIBILITÀ DI DARE IO DEI NOMI, CHE HA A CHE FARE CON L'UMANITÀ NEL SUO COMPLESSO, CON LE ARTI E MESTIERI DELL'UMANITÀ O LE COSE PERSONALI. PERCHÉ CI SONO ANCHE DEI NOMI COSÌ - CHE SONO FRUTTO DI UN TESTO POETICO, PER ESEMPIO ‘NOTTURNO ITALIANO’. TENDO A NON DARE DEI NOMI DI TIPO TECNICO-FUNZIONALE IN SOSTANZA, MA PIÙ PERSONALIZZABILI, COME FOSSERO APPUNTO NON SOLO DEGLI OGGETTI MA ANCHE DEI SOGGETTI.


D: LEI SI CONSIDERA UN DESIGNER, MA SI CONSIDERA ANCHE UN PO' UN INVENTORE, GIOCOLIERE? CHE RAPPORTO ESISTE TRA LE SUE INVENZIONI, LE SUE CREAZIONI E IL GIOCO?


R: SECONDO ME UNO DEI PUNTI IMPORTANTI, A CUI IO TENGO MOLTO, È UN PO' L'INVENZIONE DEL PRODOTTO PRIMA CHE DEL SUO CORPO. C'ERA UNO SLOGAN CHE IO OGNI TANTO NELLE INTERVISTE E NELLE RIVISTE CI TENGO A DIRE, CHE È QUELLA CHE IL DESIGNER SECONDO ME NON DEVE DISEGNARE SOLO IL PERSONAGGIO, MA ANCHE LE SUE GAG E QUINDI A PRIORI C'È UN PENSIERO CHE HA A CHE FARE MOLTO COL PRODOTTO, PIÙ CHE COL SUO DISEGNO. NON È CHE IL DISEGNO DEL CORPO NON VENGA CONSIDERATO, MA VIENE CONSIDERATO IN RELAZIONE AL PRODOTTO, A QUELLO CHE DEVE ESSERE SECONDO ME UN BUON PRODOTTO, INTELLIGENTE E RISPETTOSO DEL MONDO IN CUI VIVIAMO. QUESTO FA SEMBRARE CHE SIA VICINO ALL'INVENTORE, IN REALTÀ SONO DELLE PICCOLE INVENZIONI, SONO DELLE PICCOLE TROVATE, CHE PERÒ SPOSTANO UN ATTIMO LA CREATIVITÀ NON SOLO NELLA FORMA PLASTICA DEL PRODOTTO, MA ANCHE NEL SUO MODO D'ESSERE, NEL SUO SPIRITO PROPRIO.
QUINDI INEVITABILMENTE DIVENTANO DEI PRODOTTI CHE CAMBIANO USO, CIOÈ UN PUFF CHE DIVENTA UN LETTO PER ESEMPIO, COME IL ‘PISOLÒ’, O UN APPENDIABITI APPUNTO CHE DIVENTA ANCHE PULISCI-SCARPA E QUINDI QUA ENTRA IN GIOCO UN ALTRO TERMINE, CHE È LA ‘MULTIFUNZIONALITÀ’. LO STESSO OGGETTO CHE PUÒ FARE PIÙ COSE.
E QUINDI IN QUESTO SENSO MI VIENE ATTRIBUITO A VOLTE QUESTA INDICAZIONE DI INVENTORE, PERCHÉ APPUNTO SEMPLICEMENTE SI PENSA PRIMA ALLA POTENZIALITÀ D'USO DEL PRODOTTO, PRIMA ANCORA CHE ALLA SUA LINEA, ANCHE SE POI PARTENDO DALLE POTENZIALITÀ D'USO O DI USI DEL PRODOTTO, NATURALMENTE IL DISEGNO, CIOÈ LA LINEA, PROGETTA IL SUO DESIGN E NE VERRÀ COINVOLTA OVVIAMENTE.

(…)
IO CREDO CHE NELLA CASA CONTEMPORANEA E NELLA CASA DEL FUTURO SICURAMENTE SI LAVORERÀ PIÙ SULLE SENSORIALITÀ E SULLE SENSAZIONI CHE SULLE COSE ESTREMAMENTE STRUMENTALI E IN QUESTO SENSO CREDO NELLA STRATEGIA, QUELLA CHE IO CHIAMO LA STRATEGIA DEL PRESTIGIATORE. LA STRATEGIA DEL PRESTIGIATORE NON È ALTRO CHE QUELL'ATTEGGIAMENTO IN CUI SI TENDE A OCCULTARE LA CAUSA TECNICA IN FAVORE DELL'EFFETTO, PER DIMOSTRARE AL PUBBLICO IL SUO EFFETTO LUDICO DI INTRATTENIMENTO. IN QUESTO POI ENTRA UN ALTRO ELEMENTO SECONDO ME MOLTO IMPORTANTE, CHE È LA SORPRESA. SECONDO ME GLI OGGETTI DEVONO AVERE ANCHE SEMPRE DELLE PICCOLE SORPRESE, DELLE PICCOLE SORPRESE CHE POSSANO COINVOLGERE LA SENSIBILITÀ E L'IMMAGINAZIONE DELL'UTENTE, OLTRE CHE QUELLA DEL SUO CREATORE OVVIAMENTE, E QUINDI L'ELEMENTO SORPRESA CHE FACCIA RACCONTARE ALL'UTENTE QUALCOSA IN PIÙ DELLA SUA FORMA.
ECCO, PER ME È IMPORTANTE ANCHE CHE GLI OGGETTI ABBIAMO QUALCOSA DA RACCONTARE. QUANDO UNO DICE ‘SAI, C'È UN PUFF CHE PUÒ ANCHE DIVENTARE UN LETTO’, DA UNA COSA COSÌ PICCOLA UNA COSA COSÌ GRANDE, E QUINDI DAL PUNTO DI VISTA NEL LIMITE DEL DOMESTICO È UNA PICCOLA SORPRESA CHE CREA UN QUALCOSA DA RACCONTARE, NON SOLO IL DIRE ‘HA UNA FORMA ELEGANTE O MENO’, MA CHE HA QUALCOSA IN PIÙ DA POTER RACCONTARE COME SI FA APPUNTO IN TUTTE LE COSE CHE CREANO SORPRESA E MAGIA.

 

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