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PIERO AMBROGIO BUSNELLI

 

BIOGRAFIA

FONDA NEL 1973 LA B&B, AZIENDA DEL MOBILE CHE TRAE LE PROPRIE ORIGINI DALLA C&B. SIN DALL’INIZIO CHIAMA A COLLABORARE DE PAS, D’URBINO E LOMAZZI E CASTIGLIONI. SUCCESSIVAMENTE AFRA E TOBIA SCARPA, MARIO BELLINI, RICHARD SAPPER, PAOLO PIVA, ANTONIO CITTERIO, PAOLO NAVA. L’AZIENDA CONQUISTA VARI PREMI “COMPASSO D’ORO”, UNO DEI QUALI, NEL 1989, PER L’INSIEME DELL’ATTIVITÀ.

INTERVISTA


D: LEI È STATO UNO DEGLI ARTEFICI DELLA NASCITA DEL MOBILE ITALIANO, QUELLO CHE È STATO DEFINITO L'ITALIAN DESIGN, COME RICORDA QUEI TEMPI? SONO STATI EROICI?


R: BEH, NEGLI ANNI '50-60 NOI ARTIGIANI, PICCOLI IMPRENDITORI, GUARDAVAMO LA SCANDINAVIA, DANIMARCA, SVEZIA, FINLANDIA, I MAESTRI DEL DESIGN. NOI ABBIAMO VISTO QUELLA QUALITÀ CHE LORO HANNO PORTATO AVANTI, COME L'INDUSTRIA È SEGUITA, E POI CI SIAMO INSERITI NOI NEL '60-70, ABBIAMO CERCATO L'ABBINAMENTO DELL'INDUSTRIA O DEGLI ARTIGIANI CON I GRANDI DESIGNER, E QUINDI È NATO IL DESIGN ITALIANO.


D: LEI HA PORTATO DELLE MODIFICHE SOSTANZIALI PROPRIO ALL'INTERNO DELL'INDUSTRIA, CIOÈ COME MEZZI DI PRODUZIONE, COME PRODUZIONE.


R: BEH, QUESTO È STATO UN PO' IL MIO PALLINO, AVENDO FATTO TANTI MESTIERI PRIMA DI ARRIVARE A FARE L'IMPRENDITORE DI POLTRONE, DIVANI E MOBILI, VEDEVO CHE IL LAVORO ERA LENTO, ERA SEMPRE ARTIGIANALE, HO CERCATO DI FARE UN PO' UN'INDUSTRIA, DI MODERNIZZARE, DI FARE INVESTIMENTI. HO FATTO LA SOCIETÀ CON I CASSINA, CHE ERANO I PIÙ GRANDI CHE C'ERANO ALLORA, E COSÌ È NATA UNA GRANDE INDUSTRIA CHE HA POTUTO FARE DEI PRODOTTI DI ALTO DESIGN, E ANCHE CONTENERE UN PO' IL PREZZO, PERCHÉ ERANO FATTI IN QUANTITÀ. COSÌ ABBIAMO INCOMINCIATO ANCHE A FARE MOLTA ESPORTAZIONE.


D: E COM'ERA VISSUTO QUEL MOMENTO DI TRASFORMAZIONE?


R: MAH, IL METODO È PARTITO DALL'IDEA DI USARE IL POLIURETANO DELLA BAYER, CHE HO SCOPERTO PER CASO, E NON ERA MAI STATO APPLICATO ALL'ARREDAMENTO, E ALLORA MI SONO MESSO A CERCARE. PURTROPPO ERO PICCOLO E LA BAYER NON MI AIUTAVA, PERÒ HO TROVATO QUALCUN ALTRO CHE MI HA AIUTATO, E ABBIAMO FATTO UNA MACCHINA CON DELLE CATENE DA MOTOCICLETTE, CON DELLE STELLE PRESE DALLE BICICLETTE, E ABBIAMO FATTO UNA MACCHINA E SIAMO RIUSCITI A FARE IL POLIURETANO, E A FARE LE PRIME POLTRONE CON UNA STRUTTURA IN METALLO ANNEGATA DENTRO AL POLIURETANO. COSÌ DOPO DI NOI SONO VENUTI TUTTI, NEL 66 È SUCCESSO, NEL 67 È ARRIVATA LA CITROEN CHE HA FATTO LE IMBOTTITURE. DA ALLORA TUTTO IL MONDO FA LE POLTRONE COSÌ.


D: E COME VEDE A DISTANZA DI TRENT'ANNI QUEL MOMENTO? QUELL'INVENZIONE?


R: MA ADESSO SONO TRENT'ANNI CHE ANDIAMO AVANTI COSÌ, SAREBBE ORA DI CAMBIARE, SAREBBE BENE TROVARE QUALCOSA DI NUOVO. NOI ABBIAMO UN CENTRO RICERCHE CHE STUDIA, CONTINUA A PROVARE, A INVESTIRE, PERCHÉ È UN COSTO LA RICERCA, PERÒ SI FAN DEI PASSI AVANTI MA NON SIAMO ANCORA A UN MATERIALE NUOVO, NON C'È PER ORA.


D: C'È UN PARTICOLARE, UN ANEDDOTO RISPETTO A QUEL MOMENTO, CIOÈ ALL'INCONTRO CON LA BAYER O LA NON ACCETTAZIONE DELLA BAYER ALL'INIZIO, C'È UN PARTICOLARE, UN QUALCOSA CHE RICORDA?


R: SÌ, LO CHIAMAVANO SCINTILLA - SI È SVILUPPATA IN UNA VISITA ALL'EUROPLASTICA A LONDRA, QUELLE FIERE SPECIALIZZATE - E C'ERA UN SIGNORE CHE PRESENTAVA UNA PICCOLA GIOSTRA, DOVE C'ERANO DEGLI STAMPI CHE ERANO COME DI UN PAPERINO. QUESTA GIOSTRA GIRAVA E POI ANDAVA SOTTO AD UN'ALTRA CHE SPRUZZAVA DENTRO DEL MATERIALE, POI QUESTO STAMPO VENIVA CHIUSO, GIRAVA, E MENTRE GIRAVA SI APRIVA ED ERA UN PAPERINO GIALLO, PROPRIO PICCOLO, CHE REGALAVA. IO L'HO PRESO IN MANO E HO DETTO: “MA QUESTO È UN MATERIALE ECCEZIONALE, PERCHÉ NOI FACEVAMO LE POLTRONE CON LA GOMMA PIUMA, NON PER DENIGRARE LA PIRELLI, MA LA USAVAMO DA 20 ANNI: POI CON IL SOLE, GLI ULTRAVIOLETTI SI OSSIDAVA, E DOPO VENTI-VENTICINQUE ANNI LA POLTRONA DIVENTAVA POLVERE. NON ERA POSSIBILE ANDARE AVANTI COSÌ. QUANDO HO VISTO QUESTO PRODOTTO SONO ANDATO A CHIEDERE DOVE ERA ANDATO A COMPERARE IL MATERIALE, E LUI MI HA INDICATO LA DITTA, SONO ANDATO LÀ E MI SONO COMPRATO DUE BIDONI, SONO ARRIVATO ALL'AEROPORTO DI LINATE E LA FINANZA ME LI HA SEQUESTRATI, PERCHÉ NON C'ERANO DOCUMENTI, C'ERANO DEI POLIOLI, ISOCIANATI, MATERIALI UN PO' PERICOLOSI. RISULTATO: HO FATTO I DOCUMENTI, LI HO PORTATI A CASA E POI CON UN TRAPANO ABBIAMO FATTO LE MESCOLE, CON QUELLE CATENE, CON QUELLE STELLE E ABBIAMO CERCATO DI FARE LA MACCHINA CHE MESCOLAVA, IL SEGRETO DI COME METTERE INSIEME IL POLIOLO E L'ISOCIANATO NELLO STESSO MOMENTO, LIEVITANO, COME UN SUFFLÉ, E COSÌ È NATA LA POLTRONA.


D: QUANDO HA CAPITO CHE QUELLA ERA PROPRIO LA STRADA GIUSTA?


R: IL SUCCESSO ALLA FIERA DI MILANO. ALLORA NON C'ERA ANCORA IL SALONE, E TUTTI LE TOCCAVANO, TUTTI ERANO INTERESSATI, COSÌ, ABBIAMO AVUTO UN SUCCESSO CHE HA SPRONATO L'AZIENDA. HO AVUTO UN SUCCESSO PROPRIO UNANIME, PERCHÉ ERA UNA NOVITÀ ASSOLUTA E TUTTI VOLEVANO LA POLTRONA, PERCHÉ LÌ L'ULTRAVIOLETTO NON FACEVA NIENTE E QUINDI IL MATERIALE RESISTEVA IN ETERNO. PERÒ TUTTI DOPO L'HAN FATTO. LA BAYER L'HA BUTTATO IN TUTTO IL MONDO, E QUINDI NEL ‘68 TUTTI PRODUCEVANO LE POLTRONE COSÌ.


D: NON CI PUÒ ANTICIPARE NULLA SU UN NUOVO MATERIALE SUL QUALE STATE LAVORANDO NEL VOSTRO CENTRO STUDI?


R: NOI INVESTIAMO MOLTO SUL CENTRO RICERCHE DA SEMPRE. ABBIAMO 24 PERSONE NEL CENTRO RICERCHE. ABBIAMO DI TUTTI, DAL FABBRO, AL FALEGNAME, AL LACCATORE, AL VERNICIATORE, A QUELLO CHE LAVORA IL POLIURETANO, LE RICERCHE SULLA PLASTICA. UN PO' DI TEMPO FA ABBIAMO FATTO UN PANNELLO CHE STA OTTENENDO GRANDE SUCCESSO MONDIALE PER LE NAVI DA CROCIERA. È LÌ CHE STIAMO LAVORANDO PER LE NAVI, RICERCANDO PER LE NAVI, PERCHÉ LE NAVI HANNO BISOGNO DI PESARE POCO, RESISTERE ALLA SALSEDINE, ALL'UMIDITÀ, E QUINDI VENGONO PORTATE AVANTI CON DELLE NUOVE RICERCHE. PER ABBATTERE I PESI, ADESSO STIAMO SULL'ALLUMINIO RICOPERTO DI LAMINA, DI IMPIALLACCIATURA DI LEGNO, CHE QUINDI NESSUNO CAPISCE CHE È ALLUMINIO E TUTTI PENSANO CHE SIA LEGNO.
MA CI SONO TANTE ALTRE RICERCHE CHE STIAMO PORTANDO AVANTI. UNA CHE STA DANDO UN PO' DI FRUTTI SONO I TESSUTI, INSIEME AD ALTRE TESSITURE, RIFILATURE. È UN TESSUTO CHE NON SI MACCHIA, CHE NON SI PIEGA, NON SI STRAPPA: SIAMO SU UNA STRADA BUONA, MA SI VA AVANTI ANCORA.


D: LEI PARLAVA DEL CENTRO RICERCHE, UN CENTRO RICERCHE CHE HA SEMPRE COLLABORATO IN MANIERA MOLTO STRETTA SIA CON L'AZIENDA, MA CON I DESIGNER, CE NE SONO STATI VERAMENTE TANTISSIMI, C'È UNA RICERCA IN PARTICOLARE CHE RICORDA?


R: IL PROBLEMA DEI DESIGNER, È MOLTO DELICATO. È CHIARO CHE DA NOI VENGONO IN TANTI, PERCHÉ SIAMO ANCHE UN'AZIENDA, NEL CAMPO DEL DESIGN, DICIAMO, FRA LE PRIME. I DESIGNER SI PAGANO A ROYALTIES E QUINDI SE IL PRODOTTO VIENE MESSO IN PRODUZIONE DALLA B&B. LE ROYALTIES AUMENTANO, E QUINDI ARRIVANO IN TANTI, PERÒ NON POSSIAMO TENERLI TUTTI. È UN PROBLEMA. CI SONO I GIOVANI, I GIOVANI NOI CERCHIAMO DI AIUTARLI, ABBIAMO UNA DECINA DI GIOVANI CHE CERCHIAMO DI AIUTARE, FAR CAPIRE LORO CERTE COSE. PERÒ È UN PO' UN PROBLEMA. IL PIÙ GIOVANE È IL CITTERIO, PASSATI I 45, QUINDI TROVARE UN GIOVANE DI 30 ANNI, NON SO UNO SCARPA CHE A 22 ANNI HA FATTO IL BASTIANO… DOVE ANDIAMO A TROVARLO? PERCHÉ NON SUCCEDONO QUESTE COSE? QUESTO È UN MISTERO, NON SI RIESCE A CAPIRE IL PERCHÉ.


D: E QUINDI QUALE FUTURO VEDE PER IL DESIGN ITALIANO?


R: BEH, NOI ABBIAMO UNA SICUREZZA, UNA SICUREZZA MONDIALE, NOI ANDIAMO AL MERCATO AMERICANO, AL MERCATO TEDESCO, ORMAI NON SIAMO LA MODA ITALIANA, MA QUASI. UNO CHE VUOLE AVERE UNA BELLA CASA DEVE AVERE IL MOBILE ITALIANO, SE NO NON È “IN”. ADESSO ABBIAMO UN GRANDE SUCCESSO IN AMERICA, E PROPRIO PER QUESTO, NOI ABBIAMO UNA NICCHIA IN AMERICA DI ARCHITETTI, CHE FANNO LE CASE O GLI APPARTAMENTI E METTONO I NOSTRI PRODOTTI. NON SOLO I NOSTRI, PERCHÉ C'È UNA BELLA GAMMA DI PRODOTTI ITALIANI PER FARE UNA BELLA CASA IN AMERICA. E STA PENDENDO QUOTA QUESTA TENDENZA.


D: SE LEI SI METTESSE AD UNA FINESTRA E VEDESSE LA STORIA DELLA B&B, COME VEDREBBE IL PASSAGGIO ANCHE DEL SEGNO, DELL'IMMAGINE…, CIOÈ COME LEGGEREBBE LA B&B DEGLI ANNI '60, DEGLI ANNI 70 E QUELLA ODIERNA? MOLTO PIÙ LEGGERA MI SEMBRA...


R: GUARDO FUORI DELLA FINESTRA E VEDO TUTTI GLI ERRORI, VEDO TUTTI GLI SBAGLI, E QUELLO CHE HO FATTO BENE NON MI DÀ NESSUNA SODDISFAZIONE. È NORMALE, LAVORIAMO PER FARE BENE, E NON SEMPRE CI RIUSCIAMO. PERÒ SE SI POTESSE TORNARE INDIETRO, CREDO CHE EVITEREI TANTI ERRORI, QUINDI POTREI VEDERE UNA B&B PIÙ GRANDE, PIÙ SPAZIOSA. IL PROBLEMA ADESSO È DI DISTRIBUIRE. STIAMO FACENDO DELLE PROVE, A FARE NOI I NEGOZI IN FRANCHISING, MA QUELLO CHE È PIÙ IMPORTANTE ADESSO È COME PRESENTARE I PRODOTTI, PERCHÉ SONO PRESENTATI MOLTO MALE.


D:COM'È LAVORARE CON LEI?


R: MA, NON DOVREI RISPONDERE IO, DICONO CHE SONO UN DURO, CHE SONO UN ROMPIBALLE, ESIGENTE, PERÒ INSOMMA HO UN BUON RAPPORTO CON I MIEI COLLABORATORI, NE ABBIAMO TANTI, DOVETE CHIEDERLO ALLA MIA SEGRETARIA.
VOLEVO DIRE UNA COSA, E QUESTO MI DISPIACE. PURTROPPO DA NOI CI SONO TANTI ARRIVI E TANTE PARTENZE. ARRIVANO, IMPARANO E POI VANNO DA TUTTE LE PARTI, DAI MIEI CONCORRENTI. FORSE QUALCUNO L'HA ANCHE INTERVISTATO. IL MESSINA, ERA UNO DEI MIEI ALLIEVI, ERA UN COMMESSO. LUI NON L'HA MAI DETTO, ERA UN COMMESSO ALLA RINASCENTE A CATANIA, QUINDI L'HO PRESO PERCHÉ HO VISTO COME FACEVA A VENDERE. ADESSO È UN TITOLARE IMPRENDITORE. QUINDI, ABBIAMO MOLTE NOSTRE CREATURE CHE FANNO ANDARE AVANTI ALTRE AZIENDE, PERCIÒ È UNA PUNTA DI ORGOGLIO.


D: ECCO, APPUNTO, NON C'È SODDISFAZIONE AD AVER COMUNQUE LAVORATO ANCHE CON DESIGNER QUALI GIO PONTI, JOE COLOMBO, GAETANO PESCE. ANDREA BRANZI, E TANTI ALTRI?


R: QUESTI CONTATTI AIUTANO, AIUTANO MOLTO. ANCH'IO HO IMPARATO NON AVENDO STUDIATO NIENTE, PERCHÉ HO INCOMINCIATO A LAVORARE A 11 ANNI, E CON QUESTI CONTATTI, CON QUESTI GRANDI ARCHITETTI HO IMPARATO TANTO. SONO LORO CHE MI INSEGNAVANO LE COSE. PERÒ, INSOMMA, SE MI DEVE CHIEDERE DA CHI HO AVUTO MOLTO, SICURAMENTE DAGLI SCARPA. ADESSO DA CITTERIO CHE POI È NATO AL MIO PAESE, È AMICO DEI MIEI FIGLI QUINDI, LEGHIAMO BENE.


D: A PROPOSITO DI CITTERIO, CON IL DIVANO SITY, ANZI, CON UN NUOVO GIOCO COMPONIBILE PER LA CASA MODERNA, COSÌ FU DEFINITO, CHE HA VINTO ANCHE UN COMPASSO D'ORO, IN REALTÀ SI È REINVENTATO IL DIVANO. IN QUALCHE MODO, ERAVATE CONSAPEVOLI?


R: CON SITY CITTERIO HA PORTATO UN NUOVO MODO DI ABITARE NELLA CASA, PERCHÉ QUANDO VENGONO GLI ARCHITETTI NON DICIAMO LORO DI FARE UN PRODOTTO PER L'AMERICA, UN PRODOTTO PER LA GERMANIA. UN PRODOTTO CHE MIGLIORI IL MODO DI VIVERE IN CASA, PERCHÉ IL NOSTRO LAVORO, TUTTI I LAVORI, TUTTI EH, SONO STRESSANTI E QUANDO SI VA A CASA LA SERA, AVERE UNA BELLA CASA FUNZIONALE, CHE NON DIA FASTIDIO, CHE NON STANCHI, CHE SIA COMODA E RILASSANTE È IMPORTANTE. QUESTO È IL MESSAGGIO CHE DIAMO NOI AGLI ARCHITETTI, LAVORARE PER FARE CHE SI STIA MEGLIO. IL SITY HA SEGNATO UN'EPOCA. HA APERTO UN'EPOCA: QUELLA DI SDRAIARSI. IL SITY È PROPRIO FATTO PER SDRAIARSI. E ADESSO IN OGNI COLLEZIONE DI QUALSIASI DITTA C'È UN PRODOTTO SIMILE CHE PARTE DAL PRESUPPOSTO DEL SITY, QUESTA COMPONIBILITÀ PER POTERSI SDRAIARE, ECCO, QUESTO È MOLTO IMPORTANTE, PERCHÉ BISOGNA CONTINUAMENTE DIRGLIELO AGLI ARCHITETTI, BISOGNA ANDARE IN CASA A RIPOSARE, A RILASSARSI.


D: LEI COME ACCETTA UN PROGETTO NUOVO O INNOVATIVO?


R: BEH, QUANDO LO VEDO IN PARTENZA MI ENTUSIASMA SUBITO, POI DOPO DEVO FARLO DECANTARE UN MOMENTINO, VEDERLO QUALCHE GIORNO DOPO, QUALCHE MESE DOPO, PERCHÉ SE NO SI FANNO TANTI ERRORI, SE NON SI MEDITA SOPRA SI FANNO DELLE BELLE CAPPELLATE.


D: SENTA, NOI ABBIAMO UNA PUNTATA DEDICATA ALLA MOSTRA DI NEW YORK DEL 1972, QUELLA AL MOMA, DOVE PARTECIPÒ ANCHE CON QUALCHE COSA, HA QUALCHE ANEDDOTO, QUALCHE RICORDO?


R: ABBIAMO PRESENTATO LA UP 5 DI GAETANO PESCE, E LÌ HA AVUTO UN GRANDE SUCCESSO. LA COSA PIÙ STRANA È CHE ERA UNA DONNA ERANO LE COSCE, GLI HANNO TIRATO FUORI LA PARTE PIÙ IMPORTANTE DEL CORPO E GLI HANNO FATTO DUE MAMMELLE ENORMI E QUI STRANAMENTE LE DONNE VOLEVANO SEDERSI DENTRO IN SE STESSE, È QUESTO LA COSA CHE MI HA COLPITO DI PIÙ. LÌ AL MOMA C'ERA LA GENTE COSÌ, UN CASINO, PERÒ IN QUELLA POLTRONA LÌ ABBIAMO DOVUTO METTERE I CORDONI PER IMPEDIRE CHE TUTTI SI SEDESSERO.


D: E C'È STATA ANCHE UNA SPERIMENTAZIONE CON UN'AUTO? CON UN'AUTOMOBILE PARTICOLARE?


R: BEH, NE ABBIAMO FATTE TANTE...


D: NO, IN QUELL'OCCASIONE, IN QUELLA MOSTRA.


R: AH, BELLINI. È STATO IL PROTOTIPO CHE DOPO È USCITO ALLA RENAULT CON QUEL TIPO DI AUTOMOBILE LÌ, ADESSO CE L'HANNO TUTTI, LA MONOVOLUME.
MARIO BELLINI NEL 72, HA ANTICIPATO UN'IDEA CHE ADESSO ORMAI... SOLAMENTE CHE LUI L'HA CHIAMATA CON IL NOME "CAR-A-SUTRA" PERCHÉ NON CI SONO I SEDILI CON GLI SCHIENALI COME TUTTE LE AUTOMOBILI, LORO HAN FATTO DEI GRANDI - CHIAMIAMOLI PUFF - CON DENTRO DEL MACINATO DI POLIURETANO, UNO SI SEDEVA E FACEVA POI LA PROPRIA NICCHIA CHE VOLEVA, SI SDRAIAVA. LÌ CI SONO DEI DISEGNI FATTI PER DIMOSTRARE CHE SI POTEVA FAR TUTTO, COME SE FOSSE A LETTO. DOPO TUTTI HANNO FATTO LE MONOVOLUME E COMPAGNIA BELLA. PERÒ MARIO È STATO BRAVO FIN D'ALLORA, HA ANTICIPATO LE COSE, È MOLTO BELLO.


D: SENTA, UN'ULTIMA DOMANDA, PERCHÉ IL DESIGN ITALIANO, UN PO' ME L'HA GIÀ DETTO PRIMA INSOMMA, PERCHÉ IL DESIGN ITALIANO ALL'ESTERO CONSERVA SEMPRE, MALGRADO LA PERMANENTE CRISI CULTURALE, ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE, UN'IMMAGINE, UN'ATTRATTIVA COMMERCIALE FORTISSIMA?


R: MAH, È UN VECCHIO DISCORSO, MOLTO DISCUSSO. SIAMO ALL'AVANGUARDIA, NOI SIAMO DEI CREATIVI NATI. IL PROBLEMA È CHE NESSUNA NAZIONE AL MONDO HA UN GRUPPO DI ARCHITETTI CHE LAVORANO PER LE INDUSTRIE. CITTERIO HA LAVORATO PER 20 ANNI SOLO PER LE INDUSTRIE DEL MOBILE. DOPO HA COMINCIATO A FARE ARCHITETTURA, MA PER 20 ANNI, APPENA LAUREATO, CONTINUAVA SEMPRE A FARE PRODOTTI, PRODOTTI. ADESSO NOI STIAMO AMPLIANDO, COME B&B, APRENDO LE PORTE A MOLTI STRANIERI. ABBIAMO COMINCIATO L'ANNO SCORSO, PERÒ È DURA, È PIÙ FATICOSO RISPETTO AI DESIGNER ITALIANI. CON GLI ITALIANI CI SI CAPISCE SUBITO. QUELLI STRANIERI SONO MOLTO DURI, NON RIESCONO AD AVERE QUELLA FLESSIBILITÀ CHE HANNO I DESIGNER ITALIANI.

PIERO AMBROGIO BUSNELLI

 

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