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ALDO CIBIC

 

BIOGRAFIA

ARCHITETTO E DESIGNER NATO A VICENZA NEL 1956, CONOSCE SOTTSASS NEL 1979 E NEL 1980, CON MARCO ZANINI E MATTEO THUN FONDA SOTTSASS ASSOCIATI. NELLO STUDIO SI OCCUPA PRINICIPALMENTE DI INDUSTRIAL DESIGN. PARTECIPA ATTIVAMENTE A MEMPHIS. DAL 1989 HA APERTO UN PROPRIO STUDIO CON ANTONELLA SPIEZIO. DAL 1989 È DOCENTE PRESSO LA DOMUS ACADEMY.

INTERVISTA


D:COME È AVVENUTO IL SUO INCONTRO CON ETTORE SOTTSASS E QUINDI CON IL GRUPPO MEMPHIS?


R: SOTTSASS L'HO CONOSCIUTO NEL 1977 PER UN PURO CASO, È STATO FORSE UN SEGNO DEL DESTINO, IN QUANTO IO VIVEVO A VICENZA, LAVORAVO A VICENZA, AVEVO UN PICCOLO STUDIOLO DOVE FACEVO DEGLI ARREDAMENTI. HO CONOSCIUTO LA NIPOTE DI BARBARA RADICE, CHE A QUEL TEMPO ERA LA COMPAGNA DI ETTORE, ED ERA OSPITE DI MIO FRATELLO A VICENZA. AVENDO UNA GRANDE STIMA E CONSIDERANDO SOTTSASS UN MAESTRO DEL DESIGN, HO CHIESTO CHIESTO DI POTERLO CONOSCERE. LEI ME L'HA FATTO CONOSCERE, SONO VENUTO A MILANO E DUE SETTIMANE DOPO FACEVO L'APPRENDISTA DELLO STUDIO DI VIA MANZONI. A QUEL TEMPO LO STUDIO ERA IN VIA MANZONI AL 14, DOVE SOTTSASS LAVORAVA ANCHE PER I PROGETTI DELL'OLIVETTI.


D: E MEMPHIS COME NASCE?


R: A QUEL TEMPO C'ERA GIÀ MARCO ZANINI, CHE ERA PRATICAMENTE IL FIGLIO DI ETTORE. MARCO ZANINI SI È PRESO CURA DI ME, MI HA OSPITATO A CASA SUA, NELLO STESSO PERIODO È ARRIVATO MATTEO THUN, E DICIAMO NEL GIRO DI DUE ANNI, CIOÈ NELL'80, SOTTSASS HA DECISO CHE POTEVAMO FONDARE UNO STUDIO INSIEME, IN SOCIETÀ. IL NOME ERA SOTTSASS ASSOCIATI. NELLO STESSO PERIODO NASCEVA MEMPHIS. MEMPHIS PER SOTTSASS ERA LA CONTINUAZIONE DELLA SUA STORIA, PER ME ERA UN SALTO DALLA PROVINCIA, DAI PICCOLI LAVORETTI CHE AVEVO IN PROVINCIA, A UNA SITUAZIONE ESTREMAMENTE ECCITANTE, E FONDAMENTALE PER LA MIA VITA.
PER ME ESSERE ARRIVATO A MILANO ALL'INIZIO DEGLI ANNI '80 È STATO UN CAMBIAMENTO RADICALE DI VITA, PERCHÉ IN EFFETTI L'INIZIO DEGLI ANNI '80 È STATO IL MOMENTO IN CUI UN SACCO DI COSE STAVANO SUCCEDENDO E CREDO DI ESSERMI TROVATO NEL POSTO GIUSTO, AL MOMENTO GIUSTO, CON UNA GRANDE RESPONSABILITÀ DATACI DA SOTTSASS.


D: COSA RICORDA DI QUEL GRUPPO DI LAVORO?


R: GLI ANNI '80 SONO STATI VERAMENTE UN MOMENTO DI GRANDE CAMBIAMENTO. ALL'INIZIO, DEVO DIRE SINCERAMENTE, CHE IO NON SAPEVO DOVE MI TROVAVO, NON SAPEVO BENE COSA FACEVO, ARRIVAVO DALLA PROVINCIA E, DICIAMO, TUTTO QUESTO FERMENTO PER ME ERA IN PARTE SCONOSCIUTO E HO IMPIEGATO DEL TEMPO PER CAPIRE COSA STAVO FACENDO E DOV'ERO. PERÒ INDUBBIAMENTE È STATO UN MOMENTO MOLTO FECONDO. LE MIE PRIME REALIZZAZIONI DELLA MEMPHIS, VEDENDOLE ANCHE A POSTERIORI, MI RAPPRESENTANO IN QUANTO IO PER CERTI VERSI ERO IL LATO MENO ESTREMO, PIÙ CLASSICO, DICIAMO, DI QUELLA CHE È STATA LA PRODUZIONE MEMPHIS. NEL SENSO CHE LA MIA PERSONALITÀ IN QUEI PEZZI LA RICONOSCO COME ARMONIA DEL SEGNO RISPETTO ALLA FORZA E ALLA DUREZZA DEL SEGNO DI SOTTSASS O DI DE LUCCHI QUELLO CHE SOTTSASS HA SPINTO MOLTO, È STATA L'IDEA, IL PROGETTO DI TRASPORTARE MEMPHIS OLTRE IL DESIGN, E CIOÈ TRASPORTARE MEMPHIS NELL'ARCHITETTURA DI INTERNI E NELL'ARCHITETTURA. E QUESTA È LA PARTE PIÙ IMPORTANTE DELL'ESPERIENZA DELLA SOTTSASS ASSOCIATI DI QUEGLI ANNI.
LA SOTTSASS ASSOCIATI ERA STATA FONDATA NEL 1980 E I SOCI ERANO SOTTSASS, MARCO ZANINI, MATTEO THUN E MARCO MARABELLI, CHE LASCIAVA LO STUDIO L'ANNO DOPO. LA SOTTSASS ASSOCIATI COMINCIAVA IN UN PICCOLO SCANTINATO. NEL GIRO DI QUALCHE ANNO LO STUDIO ERA DIVENTATO SEMPRE PIÙ GROSSO, ERAVAMO NOI GIOVANI A GESTIRLO, ETTORE ERA IL NOSTRO MAESTRO E IL NOSTRO INCITATORE. DEVO DIRE CHE L'ENERGIA CHE SOTTSASS È RIUSCITO A PRODURRE CON NOI GIOVANI, VISTA A POSTERIORI, PUÒ FARE UNA CERTA IMPRESSIONE.


D: PERCHÉ INVECE È FINITA UNA ESPERIENZA COSÌ FORTE E COSÌ PIENA DI SPINTE? PERCHÉ QUESTO ERA PROPRIO LEGATO A UN PERIODO STORICO?


R: LA COSA INTERESSANTE, È COME SOTTSASS È RIUSCITO AD ATTIRARE A SÉ DEGLI AMICI CHE IN TUTTO IL MONDO PENSAVANO E SENTIVANO LA STESSA COSA NELLO STESSO MOMENTO. E QUESTA È STATA L'ENORME ENERGIA SCATENATA DA MEMPHIS. MEMPHIS, DUE ANNI DOPO ESSER STATA FONDATA, ERA UNA PAROLA CHE RIENTRAVA NEL VOCABOLARIO, NELLO SLANG AMERICANO, COME PER UN SIGNIFICATO DI TRASGRESSIONE DI QUALCOSA DI ALLA MODA, DI PARTICOLARE, DI SPECIALE.
PER CUI, QUELLO CHE È SUCCESSO IN QUEGLI ANNI, È CHE CI SIAMO TROVATI, ABBIAMO VISSUTO INSIEME CON TANTI ALTRI AMICI, PROFESSIONISTI, DESIGNER E ARCHITETTI PIÙ O MENO GIOVANI DI TUTTO IL MONDO, UNA VISIONE COMUNE. QUELLO CHE È SUCCESSO NEL TEMPO È CHE MAN MANO SONO VENUTI SU ALTRI MOVIMENTI, MAN MANO CHE LA COSA SI È DIFFUSA...
MEMPHIS HA RAPPRESENTATO, È STATA UNA AVANGUARDIA VISIBILE CHE HA DICHIARATO CERTE COSE. HA DICHIARATO TRA L'ALTRO QUESTA IDEA DI PLURALITÀ E DI POSSIBILITÀ, DI QUESTA LIBERAZIONE DALLE RIGIDITÀ DEL SISTEMA FUNZIONALISTA. UN'ALTRA CULTURA DEL DESIGN. E QUESTO, DI FATTO, HA SCATENATO DELLA REAZIONI A CATENA, PER CUI NON SONO CRESCIUTE DELLE ALTRE MEMPHIS, MA È STATO IL CROLLO DEL MURO DI BERLINO, CIOÈ DA LÌ TUTTI QUANTI HANNO CONSIDERATO LA POSSIBILITÀ DI MUOVERSI SECONDO UN CODICE PIÙ VICINO A QUELLO DELLE EMOZIONI CHE NON A UN CODICE STRUTTURATO, ECC., ECC.
VIVEVO IN UN LOFT A MILANO, MI ERO MESSO A POSTO UN LOFT, E MI RICORDO CHE AVEVO DECISO DI METTERE UN PAVIMENTO MOLTO MODESTO DI LEGNO E SOTTSASS AVEVA AVUTO QUALCOSA DA RIDIRE: DICEVA CHE ERA TROPPO BORGHESE UN PAVIMENTO DI LEGNO.
POI COSA È SUCCESSO? NEL GIRO DI POCHI ANNI OGNUNO È TORNATO AL SUO PERCORSO. ED È FORSE IN QUESTA COSA QUI, CHE IO VEDO IL DECLINO DI MEMPHIS E DELLA FORZA ORIGINARIA DI MEMPHIS, CHE ERA LA VERA, IL VERO CAPITALE DI MEMPHIS.
QUANDO PARLO DI SIMILITUDINE CON IL CROLLO DEL MURO DI BERLINO, È PERCHÉ MEMPHIS HA PRATICAMENTE APERTO LA STRADA A TUTTE LE POSSIBILITÀ, AL PUNTO CHE OGGI VIVIAMO, ABBIAMO A DISPOSIZIONE TANTE STORIE DIVERSE, MA DELLE QUALI È DIFFICILE AVERE IL CORAGGIO DI DIRE CHE UNA È L'UNICA...


D: RILEGGENDO, APPUNTO, A DISTANZA DI 15 ANNI, 20 ANNI, CHE COSA ERA LA COSA PIÙ IMPORTANTE? IL COLORE, LA FORMA, LO STILE, IL MATERIALE UTILIZZATO, IL LAMINATO? CIOÈ CHE COS'ERA CHE IN REALTÀ RENDEVA DIVERSO, NUOVO, STRABORDANTE IL SEGNO DI MEMPHIS LEGGENDOLO ADESSO?


R: CI SONO DEI MOBILI CHE PER ME RAPPRESENTANO L'ESSENZA DELLA MEMPHIS. C'È UN MOBILE CHE IO RICORDO DI SOTTSASS, CHE AVEVA TUTTI GLI ELEMENTI PER RACCONTARE LA MEMPHIS. ERA UNO SCAFFALE NORMALE, IN UN LAMINATO BEIGE CON DELLE PORTE IN LAMINATO LUCERTOLA GIALLE E VERDI. AVEVA UNO SCAFFALINO IN RADICA INCLINATO, CHE SALIVA DAL PIANO DELL'ARMADIO E POI AVEVA UN TUBO CROMATO CON LA LAMPADINA ROSSA. PER ME È STATO UNO DEI MOBILI CHE RICORDO DI PIÙ E CHE PER ME RAPPRESENTANO IL MOMENTO DELL'INIZIO DI MEMPHIS.
L'IDEA DI UNA NUOVA IDENTITÀ DI CERTI MATERIALI, CIOÈ LA GRANDE DIMENSIONE DI SOTTSASS SUI LAMINATI CHE ANCORA ADESSO, 20 ANNI DOPO, SI VENDONO, È L'IDEA DI DARE UNA IDENTITÀ NUOVA A UN MATERIALE. C'ERA UNO CHE SI CHIAMAVA BATTERIO CHE AVEVA COME DEI VERMICELLI NERI. CE NE ERA UN ALTRO CHE ERA UN FINTO SPUGNATO, CHE SI CHIAMAVA SPUGNA CREDO, E TUTTA LA RICERCA FATTA INTORNO A QUELLA COSA LÌ, UNA STORIA DEI LAMINATI.
L'ALTRA COSA INTERESSANTE ERA L'ACCOSTAMENTO IMPREVISTO DI MATERIALI, NON SO, LA PIETRA CON IL LAMINATO, IL TESSUTO DECORATO COME SE FOSSERO DELLE PIETRE, COMUNQUE TUTTO QUESTO PER DIRE CHE IL GRANDE CAMBIAMENTO ERA PROPRIO, DICIAMO DALL'IDEA DEL BIANCO O DEL GRIGIO, DELLE FORME PULITE O DELLA FORMA CHE SEGUE LA FUNZIONE, A UNA STORIA MOLTO PIÙ DIRETTA SULLE EMOZIONI.


D: QUANDO DECISE DI DIVENTARE IMPRENDITORE DI SE STESSO, CIOÈ QUANDO PENSÒ A STANDARDRD, OGGETTI QUOTIDIANI CON STANDARDRD DI QUALITÀ, CREDO SI DICESSE COSÌ.


R: IL DISTACCO DA SOTTSASS È AVVENUTO UFFICIALMENTE NELL'89, MA ERA COMINCIATO UN PO' PRIMA.
PER ME, DICIAMO, È COME SE AVESSI FATTO INDIGESTIONE DI FORME. LA MEMPHIS TRASPORTATA NEGLI INTERNI D'ARCHITETTURA L'HO SENTITA SEMPRE PIÙ LONTANA DALLA MIA INDOLE, PERCHÉ RACCONTAVA SE STESSA E NON ERA UN RAPPORTO DI DIALOGO CON CHI CI VIVEVA INSIEME. E PER ME ERA COME SE IO DOVESSI CONTINUARE A LAVORARE IN QUEL MODO LÌ, FACENDO INDIGESTIONE DI TORTE ST. HONORÉ.
NEL 1987-88, HO COMINCIATO A PENSARE A UNA COLLEZIONE FATTA DA ME E PER ME. QUESTA COLLEZIONE VOLEVA RAPPRESENTARE ESATTAMENTE QUELLO CHE MI PIACEVA, IL MODO IN CUI MI PIACEVA VIVERE E QUELLO DI CUI MI VOLEVO CIRCONDARE NELLA MIA CASA. E L'IDEA, RISPETTO A MEMPHIS ERA, CHE RISPETTO A UN OGGETTO SCULTURA, UN OGGETTO ARTISTICO, L'OGGETTO CHE VOLEVO FARE ERA UN OGGETTO MOLTO NORMALE, ANZI ERANO DEGLI OGGETTI MOLTO NORMALI, DI NATURA MOLTO DIVERSA FRA DI LORO E CHE FOSSERO OGGETTI MISCHIABILI CON ALTRI OGGETTI, CIOÈ NON OGGETTI CHE FOSSERO IN SÉ DEI PROTAGONISTI ASSOLUTI, DECLINATO NON SOLO NEGLI OGGETTI DI ARREDO, MA ANCHE NEGLI ACCESSORI PER LA CUCINA, PER CUI AVEVO DISEGNATO UNA SERIE DI CERAMICHE. L'IDEA DELLE CERAMICHE ERA L'IDEA NON TANTO DI NUOVO DI UN OGGETTO SUPER DISEGNATO, MA DEL PIACERE D'USO DELL'OGGETTO.
IO VIVEVO A CASA DA SOLO. NON MI PIACEVA AVERE LA TAVOLA PIENA DI QUELLO CHE TROVAVO IN GIRO, DI OGGETTI CHE TROVAVO IN GIRO, VOLEVO MANGIARE DA SOLO DIGNITOSAMENTE E MI ERO COSTRUITO UN OGGETTO DOVE METTERE IL PROSCIUTTO O IL FORMAGGIO PERCHÉ FOSSE MOLTO BELLO DA VEDERE. DELLE CIOTOLE PROFONDE PERCHÉ MI PIACEVA MANGIARE L'INSALATA IN UNA CIOTOLA PROFONDA PER MISCHIARE MEGLIO L'INSALATA. E DA LÌ L'IDEA - CHE SO - DI AVERE UN DIVANO MOLTO PROFONDO PERCHÉ MI PIACEVA RICEVERE GLI AMICI STRAVACCATO, INVECE CHE SULL'IMBOTTITO TIPICO B&B O SULL'OGGETTO ESASPERATO STILE MEMPHIS. PER CUI, MI SONO COSTRUITO PRATICAMENTE UNA STORIA A MIA IMMAGINE E SOMIGLIANZA E NON TROVANDO NESSUNO, O NON AVENDO TROVATO SUBITO O PENSANDO CHE FOSSE DIFFICILE TROVARE QUALCUNO CHE POTESSE REALIZZARE ESATTAMENTE QUELLO CHE IO VOLEVO, HO AVUTO LA BUONA O LA CATTIVA IDEA DI DIVENTARE IO STESSO IMPRENDITORE PER REALIZZARE IL MIO SOGNO PRODUTTIVO.
LA PRIMA PRESENTAZIONE UFFICIALE ERA AVVENUTA NEL 92 IN UNO SPAZIO APPOSTA PER ME IN UN NEGOZIO DI HI-TECH E DEVO DIRE CHE DAL PUNTO DI VISTA DELLA STAMPA, DEL RISCONTRO DEGLI AMICI E DI CHI ERA VENUTO, ERA STATO MOLTO POSITIVO. L'IDEA MIA ERA DI FARE UNA DE PADOVA PIÙ FACILE, PIÙ ECONOMICA O UN'IKEA PIÙ RICCA, CIOÈ COMUNQUE ERA L'IDEA DI UNO STILE DI VITA. ERA L'IDEA CHE AVENDO IN QUEL TEMPO, ANCHE PER VIA DI UNA FIDANZATA CHE AVEVO E CHE PURTROPPO NON C'È PIÙ, CONOSCIUTO IL MONDO DELL'ARTE, QUELLO CHE MI ERA SUCCESSO È CHE L'ESSERE A CONTATTO CON LE OPERE MI HA ALLONTANATO IN PARTE DALLA MEMPHIS. ESSENDO VISSUTO INCUBATO PER MOLTI ANNI IN QUESTO MONDO DI MEMPHIS, NEL MOMENTO IN CUI HO CONOSCIUTO L'ARTE, HO CONOSCIUTO UN ALTRO LINGUAGGIO MOLTO FORTE, VICINO AL QUALE LA MEMPHIS QUASI SCOMPARIVA.
PER CUI, QUELLO CHE È SUCCESSO UN PO' NELLA MIA FORMAZIONE, È STATO QUELLO DI NON VIVERE PIÙ PER UN DESIGN, E PIÙ SPECIFICATAMENTE PER UN DESIGN VICINO ALL'IDEA DI MEMPHIS, MA DI LAVORARE DI PIÙ SU UNA COSTRUZIONE DI UN MONDO INTORNO A ME CHE FOSSE CORRISPONDENTE A TUTTO QUELLO CHE A ME POTEVA PIACERE, PER CUI PIÙ RICCO DI CONTRIBUTI ESTERNI, CHE CONSIDERAVA DI PIÙ QUANTE ERANO LE COSE CHE POTEVANO VENIRE A CONTATTO TRA DI LORO E CON L'IDEA DI ESSERE IO LA PERSONA CHE POTEVA ARMONIZZARE TUTTI QUESTI CONTRIBUTI DIVERSI.
STANDARD RAPPRESENTAVA IN QUALCHE MODO QUESTA IDEA, IN QUANTO PER ME ERA NEI MIEI SOGNI LA ZONA IN CUI IO AVREI POTUTO FAR TUTTO, COME FANNO GLI STILISTI OGGI, PER CUI, FACEVO I PIATTI E IL MODO DI MANGIARE CHE VOLEVO IO. FACEVO I TAVOLI E LE SEDIE CHE VOLEVO IO, FACEVO GLI ELETTRODOMESTICI CHE AVREI VOLUTO IO. LA IMMAGINAVO COME UN MARCHIO CHE AVREBBE COINVOLTO TUTTA LA PRODUZIONE SECONDO UN MIO MODO DI PENSARE. QUINDI, SECONDO UN'IDEA PIÙ DI STILE DI VITA CHE DI CONCENTRAZIONE SULL'INTENSITÀ DEL DESIGN DELL'OGGETTO SINGOLO.
E TI PARLO DI UN'ALTRA COSA CHE MI STA A CUORE.
IL PROBLEMA RELATIVO AL DESIGN DI OGGI E A COME MI DISSOCIO DA QUELLO CHE STA SUCCEDENDO.
PER ME LA VITALITÀ È UN PUNTO FONDAMENTALE, CIOÈ È QUESTA IDEA TRA QUELLO CHE SUCCEDE, DICIAMO, TRA UN OGGETTO CHE RACCONTA LA SUA STORIA DA SOLO E CHE SI PONE, DICIAMO, COME OGGETTO FINITO, È IL FATTO DI QUELLA CHE È L'INTERAZIONE O IL DIALOGO CHE QUESTO OGGETTO STABILISCE CON QUELLO CHE GLI SUCCEDE INTORNO. PERSONALMENTE NON AMO L'OVER-PROTAGONISMO DEL DESIGN.
L'OVER-PROTAGONISMO DEL DESIGN È PER ME QUESTA IDEA LEGATA ALL'EGOCENTRISMO DEL DESIGNER CHE DEVE AD OGNI COSTO AFFERMARSI FACENDO RUMORE. L'APPROCCIO MIO È PIÙ VICINO A UN'IDEA... CIOÈ IL DISCORSO MIO DELLA VITALITÀ È UN DISCORSO PIÙ VICINO AL FATTO DI COME IO MIGLIORO LA QUALITÀ DELLA MIA VITA IN GENERALE. POI SONO IO A DECIDERE SE L'INTENSITÀ LA RICERCO IN UN OGGETTO DI DESIGN, IN UN PEZZO D'ARTE, NELLA MUSICA, NELL'INTENSITÀ DEI COLORI. CIOÈ UNA CASA LA POSSO FARE COLORANDO I MURI DI ROSSO E L'HO GIÀ RIEMPITA. UNA CASA LA POSSO FARE METTENDO UN'OPERA D'ARTE CHE NON MI PERMETTA DI METTERE DENTRO PIÙ NESSUN'ALTRA COSA. PER CUI, MI SENTO QUASI PIÙ VICINO A GIO PONTI IN QUESTO SENSO, CIOÈ MI PIACE L'IDEA CHE UNA LIBRERIA SIA BELLA QUANDO È PIENA DI LIBRI, NON MI PIACE L'IDEA DI UNA LIBRERIA CHE NEL MOMENTO IN CUI METTO UN LIBRO NON ESISTE PIÙ LA LIBRERIA.
LA MEMPHIS, IN UN CERTO MOMENTO, PER ME, VERSO LA FINE RAPPRESENTAVA QUELLA COSA LÌ, CIOÈ RAPPRESENTAVA UNA COSA CHE RACCONTAVA SE STESSA, IN UN CERTO SENSO PIÙ VICINA ALL'ARTE CHE AL DESIGN, INTENDENDO QUELLO CHE INTENDO IO PER DESIGN E CIOÈ DI OPERAZIONI IN CUI UN OGGETTO NON È CHE SVOLGE LA SUA FUNZIONE E IL TERMINE FUNZIONE DI RAPPORTO TRA FORMA E FUNZIONE, MA DICIAMO QUELLO CHE IO CHIAMO, IN TERMINI NAIF, UN FUNZIONALISMO PIACEVOLE, CIOÈ IL PIACERE DELL'USO DI UNA COSA. LA VITALITÀ HA A CHE FARE CON QUESTO, CIOÈ QUANDO IO DICO IL PIACERE D'USO DI UNA COSA, NON STO PARLANDO DI UN RAPPORTO FREDDO TRA FORMA E FUNZIONE, MA PARLO DEL PIACERE, DEL RITUALE CHE IO POSSO VIVERE AVENDO VICINO A ME QUESTO OGGETTO.
(…)
MENTRE SOTTSASS HA SEMPRE LAVORATO METTENDO INSIEME DELLE COSE E LAVORANDO SU UNA AGGIUNTA DI COSE, IL MIO LAVORO È SEMPRE STATO DI SOTTRAZIONE, TANTO CHE VERSO LA FINE DEL MIO LAVORO CON LA SOTTSASS ASSOCIATI, ERO TACCIATO DI ESSERE UN MINIMALISTA.
(…)
SULLA VITALITÀ HO DETTO QUELLO CHE SERVIVA? È CHIARO IL CONCETTO.
POI BISOGNA CONSIDERARE CHE IO MI SONO PORTATO DIETRO 'STA ROBA, È STATA ANCHE QUESTA EREDITÀ, CHE LA STORIA DELLA MEMPHIS E LA STORIA DELLA SOTTSASS ASSOCIATI È UNA STORIA DI CHI URLAVA PIÙ FORTE, CIOÈ DI UN DICHIARARE LA PROPRIA IDENTITÀ ATTRAVERSO UNA PRESENZA SUPER INGOMBRANTE. È LÌ DOVE PERSONALMENTE, CREDO DI ESSERMI DISSOCIATO, PERCHÉ L'ATTEGGIAMENTO A QUEL PUNTO LÌ, RISPETTO A ME STESSO E RISPETTO AL MOMENTO IN CUI VIVEVO, SENTIVO DI NON AVER PIÙ DELLE CORRISPONDENZE.


D: QUALI SONO I MATERIALI IN QUESTO MOMENTO, IN CUI PREFERISCE LAVORARE?


R:IL MATERIALE CON CUI MI INTERESSA DI PIÙ LAVORARE È IL MATERIALE UMANO, È UN MATERIALE IN CUI L'OGGETTO, IL PROGETTO, LA SITUAZIONE DI INTERNI E DI DESIGN DERIVA DA UNA STORIA. IL LAVORO CHE HO FATTO CON IL MANICOMIO, PER AIUTARE I MATTI A FARE IL BAR, ERA UN LAVORO IN CUI LA CRITICA NON ERA SULLA QUALITÀ DEL PROGETTO, MA SUL FATTO CHE LA COSA FOSSE SUCCESSA IN QUEL MODO. QUELLO CHE MI INTERESSA DI PIÙ, IO LA CHIAMO PROBABILMENTE IN UN MODO CHE NON SO SE SIA CORRETTO, PUÒ ESSERE UN MODO NAIF, MA QUELLO CHE MI INTERESSA È L'ESTETICA DELLE RELAZIONI, CIOÈ DI COME LE COSE SUCCEDONO.
PER ME, POI, QUALSIASI MATERIALE È INTERESSANTE. IL MIO APPROCCIO NON È - DICIAMO - DI SPECIALIZZAZIONE SU UN MATERIALE, QUANTO SULL'IDEA DI CAPIRE CHE TIPO DI SITUAZIONE O CHE TIPO DI EFFETTO RIESCO A CREARE ALLA FINE. NON MI VIENE BENE MA NON SO COME DIRTELO, PROPRIO NON MI INTERESSA NIENTE IL MATERIALE. QUANDO DICO ESTETICA, CAPISCI COSA VOGLIO DIRE? ESTETICA DELLE RELAZIONI, VOGLIO DIRE CHE MI INTERESSA DI PIÙ CAPIRE COME UNA COSA PUÒ SUCCEDERE. MI INTERESSA DI PIÙ CAPIRE COME SI STA MUOVENDO IL MONDO DEL CONSUMO OGGI, PERCHÉ LÌ È IL PUNTO PIÙ CRUCIALE, OGGI COME OGGI, IN QUANTO UNO COMINCIA GIÀ A FARSI DEI PROBLEMI SUL CAPIRE SE È MEGLIO DISEGNARE DELLE COSE O NON DISEGNARLE. SENZA FARE, SENZA PARLARE PER FALSI MORALISMI, MI INTERESSA DI PIÙ CAPIRE SE IL MATERIALE CHE ADOPERI È UN MATERIALE CHE HA SENSO ADOPERARE IN QUESTO MOMENTO, SE PUÒ CREARE DEI PROBLEMI


D: LEI È MOLTO CRITICO, MA COME VEDE IL FUTURO DEL DESIGN? C'È UN FUTURO? QUAL È LA STRADA?


R: IL FUTURO LO VEDO PIÙ CHE COME DESIGNER, LO VEDO, DICIAMO, PER CERTI VERSI COME CREATIVO, OVVIAMENTE AVENDO DELLE CONOSCENZE PIÙ VICINE ALLA ZONA DEL PROGETTO, PERÒ NON SONO ASSOLUTAMENTE INTERESSATO A QUELLO CHE SUCCEDE OGGI GENERALMENTE SIA NEL DESIGN IPER TECNOLOGICO, CHE NEL DESIGN DEL MOBILE IN GENERALE, PERCHÉ LO CONSIDERO STILIZZAZIONE PURA. VOGLIO DIRE, PREFERISCO L'IKEA AL SALONE DEL MOBILE, PERCHÉ DA UNA PARTE TROVO QUELLO CHE MI SERVE TEORICAMENTE O POTREI TROVARE QUELLO CHE MI SERVE SE DEI BRAVI DESIGNER LAVORASSERO PER L'IKEA, DI PIÙ DI QUANTO NON FACCIANO OGGI. LA TECNOLOGIA NON MI INTERESSA PARTICOLARMENTE DAL PUNTO DI VISTA DEL DESIGN, PERCHÉ È PIÙ FORTE L'IDEA DEL PROGETTO TECNOLOGICO RISPETTO AL DESIGN FINALE, MI INTERESSANO DI PIÙ LE SITUAZIONI CHE SI PRODUCONO. MI INTERESSA DI PIÙ CAPIRE, PIÙ CHE QUELLO CHE C'È DA DISEGNARE PER FARE LA PRODUZIONE, MI INTERESSA DI VEDERE CHE DESERTO C'È, DI QUANTE COSE SI POSSONO FARE CHE NON RIENTRANO NELL'OMOLOGAZIONE CHE IL SISTEMA PRODUCE.
CIOÈ NEL SENSO CHE OGGI COME OGGI SIAMO ASSOGGETTATI A UN SISTEMA CHE È SEMPRE PIÙ PRESENTE, PIÙ PRESSANTE E PIÙ PESANTE, CHE VUOLE COSTRUIRE UN CONSUMATORE POSSIBILMENTE STUPIDO, PER CUI TUTTO IL LAVORO CHE FACCIO ANCHE CON LA SCUOLA, E CHE MI DIVERTE DI PIÙ COME LAVORO DI RICERCA, È DI FAR VEDERE QUANTA VITA ESISTE AL DI LÀ DI QUELLI CHE SONO I BISOGNI DICHIARATI COME FONDAMENTALI O PIÙ DIRETTI.


D: E QUINDI IN CHE MODO?


R: I PROGETTI A ME INTERESSA MOLTO DI PIÙ, OGGI COME OGGI, IL DESIGN DEI SERVIZI, SE COSÌ SI PUÒ CHIAMARE E CIOÈ DI COME FAR FUNZIONARE MEGLIO LE COSE. CIOÈ, IL MODO IN CUI IO MI SENTO DI POTER ESSERE PIÙ UTILE IN QUESTO MOMENTO È DI FAR VEDERE CHE ESISTONO MODI DIVERSI DI FARE LE COSE E DI FAR VEDERE CHE SI POSSONO FAR FUNZIONARE MEGLIO DELLE COSE CHE LO STATO, L'IMPRESA PRIVATA O CHICCHESSIA NON HA INTERESSE DI FAR FUNZIONARE PERCHÉ NON RIENTRA IN UNA LOGICA DI PROFITTO DIRETTO. E LÌ, SECONDO ME, TUTTA LA GRANDE ZONA È SULLE MINORANZE QUALSIASI ESSE SIANO, I VECCHI, I BAMBINI, GLI EXTRA COMUNITARI, DOVE SE UNO SI PONE IL PROBLEMA DI COSA SI PUÒ FARE, SI ACCORGE CHE C'È TANTISSIMO DA FARE. C'È QUALCHE AMICO CHE HA FATTO DEI LAVORI ECCEZIONALI SULLE CARCERI, C'È QUALCHE AMICO CHE HA FATTO DEI LAVORI ECCEZIONALI SUGLI OSPEDALI PSICHIATRICI. PERSONALMENTE NON MI INTERESSA LA ZONA DELLA PRODUZIONE COME SI PRESENTA IN QUESTO MOMENTO, MA MI INTERESSA INVESTIGARE SU QUELLO CHE PUÒ SUCCEDERE.

 

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