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DOMENICO DE MASI

 

BIOGRAFIA

NATO NEL 1938…

INTERVISTA


D: BUONASERA PROF. DE MASI PIACERE DI AVERLA CON NOI. COME RICORDA LEI PERSONALMENTE GLI ANNI DELLA RICOSTRUZIONE IN ITALIA?


R: IO SONO NATO NEL 1938, AL MOMENTO DELLA RICOSTRUZIONE AVEVO 7-8 ANNI. COSA RICORDO? QUELLO CHE CHIUNQUE PUÒ VEDERE GUARDANDO I FILM DELL'EPOCA, "LADRI DI BICICLETTE" DEL 1947. L'ANNO SUCCESSIVO ARRIVARONO IN ITALIA I PRIMI GADGET AMERICANI E SI COMINCIAVA A RESPIRARE UN'ARIA COMPLETAMENTE DIVERSA DA QUELLA DEGLI ANNI PRECEDENTI CHE ERANO STATI ANNI DI GUERRA. ERANO ANNI IN CUI DA UNA PARTE C'ERA UN FORTE ENTUSIASMO PER LA RICOSTRUZIONE, TUTTI PARLAVANO DEL FUTURO, TUTTI AVEVANO PAURA, PERCHÉ ERANO STATI ABITUATI PER VENT'ANNI AD AVERE TUTTO CODIFICATO, TUTTO ORDINATO E DALL'ALTRA PERÒ C'ERA ANCHE LA PAURA DI DOVER AFFRONTARE UNA SITUAZIONE COMPLETAMENTE NUOVA E ALLA QUALE NON ERANO ABITUATI. IO RICORDO CHE SIA IN CASA CHE IN PAESE REGNAVA QUESTO DOPPIO SENTIMENTO: DA UNA PARTE PAURA E DALL'ALTRA ENTUSIASMO.


D: QUAL ERA LA SITUAZIONE SOCIOLOGICA E CULTURALE DEL PAESE IN QUEGLI ANNI?


R: IN QUEGLI ANNI LA POPOLAZIONE ERA INTORNO AI 45 MILIONI DI ABITANTI, C'ERA UNA POVERTÀ DIFFUSA MOLTO FORTE, L'ANALFABETISMO ARRIVAVA INTORNO AL 60% DELLA POPOLAZIONE, COME ANALFABETISMO REALE. PER 20 ANNI ERAVAMO STATI CHIUSI AL MONDO PRATICAMENTE, QUINDI TUTTA UNA SERIE DI TECNOLOGIE, DI MODI DI VIVERE, DI MODI DI PENSARE, ERANO COMPLETAMENTE INEDITI. C'ERA UNA POVERTÀ DIFFUSA, IO HO UNA FOTOGRAFIA DELLA MIA CLASSE DI III O IV ELEMENTARE, ERAVAMO IN 27 E PIÙ DELLA METÀ ERANO SCALZI. TENGA CONTO CHE NEL 1951 AL CENSIMENTO CHE FU FATTO SI CHIEDEVA A TUTTI GLI INTERVISTATI ITALIANI SE AVEVANO LE SCARPE O NO E POI SI CHIEDEVA ANCORA SE LE SCARPE ERANO INTERE, SE ERANO RISUOLATE O SE ERANO BUCATE, QUINDI SIAMO A SITUAZIONI COMPLETAMENTE DIVERSE DA QUELLE ATTUALI.


D: QUALI OGGETTI, SECONDO LEI, RAPPRESENTAVANO LA REALIZZAZIONE DEL SOGNO DI RINASCITA?


R: IL FILM "LADRI DI BICICLETTE" METTE L'ACCENTO APPUNTO SULLA BICICLETTA. LA BICICLETTA ERA UNO STRUMENTO ANTICO, SE VOGLIANO, PERÒ ERA UN PRIMO APPROCCIO ALLA MOBILITÀ. NEL 1947 SE RICORDO BENE, O NEL 1948, ARRIVARONO IN ITALIA DAGLI STATI UNITI LA COCA COLA E SELEZIONE DEL READER’S DIGEST. RICORDO CHE ENTRAMBI MI FECERO UNA GRANDE IMPRESSIONE, SI TRATTAVA DI UN MODO NUOVO DI BERE E DI UN MODO NUOVO DI APPROVVIGIONARSI DI INFORMAZIONI. POI CI FU LA VESPA, OVVIAMENTE. LA VESPA CHE OGGI È PER I RAGAZZI ALLORA ERA PER GLI ADULTI. RICORDO LE PUBBLICITÀ DI LONGANESI CHE DICEVANO: RAGGIUNGETE I TRAMONTI IN VESPA. E C'ERANO DUE SIGNORI VESTITI IN ABITO DA SERA, QUINDI ERA QUASI UN OGGETTO DI LUSSO. E DI LÌ A POCO ARRIVERÀ LA SEICENTO.


D: I VEICOLI ERANO DEGLI OGGETTI IMPORTANTI PER LA MOBILITÀ INDIVIDUALE?


R: CERTO, IL VEICOLO PER DEFINIZIONE È UN OGGETTO IMPORTANTE PER LA MOBILITÀ INDIVIDUALE E IN PARTE COLLETTIVA, QUANDO SI TRATTA DI AUTOBUS E DI TRENI. MA LA MOBILITÀ INDIVIDUALE SIGNIFICAVA LIBERTÀ, SIGNIFICAVA POSSIBILITÀ DI ANDARE DA UNA PARTE ALL'ALTRA, SIGNIFICAVA LA POSSIBILITÀ DI APPARTARSI PER I GIOVANI, E QUINDI UN PRIMO PRESUPPOSTO DI LIBERTÀ SESSUALE. SIGNIFICAVA ANCHE LA POSSIBILITÀ DI ESSERE PROFESSIONISTI. IO MI SONO LAUREATO NEL 1959 E RICORDO CHE UN SOLO MIO COLLEGA AVEVA LA 500. AVERE ALLORA LA 500 PER UN GIOVANE SIGNIFICAVA APPARTENERE ASSOLUTAMENTE A UNA ÉLITE. POCHISSIMI AVEVANO LA VESPA, IO STESSO AVEVO UNA VESPA CON LA QUALE FECI UN VIAGGIO IN TUTTA EUROPA NEL 1958. MA SI TRATTAVA COMUNQUE DI UNA ÉLITE, LA MASSA NON AVEVA MEZZI DI LOCOMOZIONE, AVEVA LA BICICLETTA.


D: CHE INFLUENZA HANNO AVUTO SUL COSTUME E SUL COMPORTAMENTO?


R: È STATO IL PRIMO APPROCCIO ALLA UBIQUITÀ, QUELLO CHE POI PROSEGUIRÀ CON IL TELEFONO, CON IL FAX, CON IL TELEFONINO, CON INTERNET, CHE CI DARÀ L'IMPRESSIONE DI ESSERE CITTADINI DEGLI SPAZI, E CITTADINI DEL TEMPO. LA VESPA E L'AUTOMOBILE SONO APPUNTO UN PASSO STRAORDINARIO DI ESTENSIONE A UNA MASSA PRIMA IMPENSABILE DI QUESTI MEZZI DI TRASPORTO. PER I GIOVANI, RIPETO, IL POSSESSO DI QUESTI MEZZI SIGNIFICA CAMBIAMENTO COMPLETO DEL COSTUME SESSUALE, PERCHÉ FINO A QUEL MOMENTO PER UN GIOVANE IN ITALIA APPARTARSI ERA DI UNA DIFFICOLTÀ ENORME.


D: QUALE SONO STATE, SECONDO LEI, LE VOCI PIÙ SAGGE E QUELLE PIÙ IMPRUDENTI AD INTERVENIRE NELLA DISCUSSIONE E NELLA PIANIFICAZIONE DEL SISTEMA DEI TRASPORTI NAZIONALE?


R: A ME PARE CHE ALLORA CI FOSSERO TRE POSIZIONI. QUELLA DI SAGGEZZA PERÒ PROGRESSISTA, CHE VOLEVA QUESTI MEZZI PERÒ SI PREOCCUPAVA ANCHE DI CONIUGARE QUESTI MEZZI CON I MEZZI PUBBLICI, CIOÈ UN MODELLO DI FUTURO CHE CONSENTISSE CHE SI DIFFONDESSERO LE AUTOMOBILI PERÒ CONSAPEVOLE DEI DANNI CHE QUESTE POTEVANO PORTARE, DI INQUINAMENTO, DI INTASAMENTO DEL TRAFFICO ECCETERA. POI C'ERA INVECE UNA PARTE DELLA POPOLAZIONE CHE ARRIVATA DA POCO ALL'USO DELL'AUTOMOBILE NE ERA TALMENTE INFATUATA CHE AVREBBE VOLUTO SOLTANTO AUTOMOBILI DOVUNQUE, IN QUALCHE MODO È LA FAZIONE CHE HA VINTO. POI NATURALMENTE C'ERANO I RETROGRADI PER I QUALI QUALUNQUE INNOVAZIONE TECNOLOGICA ERA DIABOLICA. MA DOBBIAMO TENER CONTO CHE QUESTO C'È STATO ANCHE QUANDO ARRIVÒ LA LUCE ELETTRICA, C'È ANCHE PIÙ DI RECENTE PER TUTTE LE BIOTECNOLOGIE. SEMPRE LE INNOVAZIONI FINISCONO PER SPACCARE L'OPINIONE PUBBLICA TRA QUELLI CHE NE HANNO PAURA E QUELLI CHE NE SONO ENTUSIASTI.


D: QUALE IMPLICAZIONI HA AVUTO LA CONCENTRAZIONE DEL SISTEMA PRODUTTIVO DELLE AUTOMOBILI AL NOR
D: CASO FIAT?


R: PRODURRE AUTOMOBILI, FINO ALLA METÀ DEL SECOLO XX È STATO UN INDICE DI PROGRESSO. L'AUTOMOBILE APPARIVA COME IL FUTURO, ERA PRATICAMENTE IL CONGEGNO MECCANICO PIÙ RICCO DI TECNOLOGIE E QUINDI DI SAPIENZA, DI SCIENZA CHE CI FOSSE, PER CUI PRODURRE AUTOMOBILI ERA UNA QUESTIONE CENTRALE, CHE VENIVA ACCAPARRATA DALLE REGIONI CENTRALI. CHI PRODUCEVA AUTOMOBILI ERA PRATICAMENTE IL CENTRO DELL'UNIVERSO. OGGI NON È PIÙ COSÌ, OVVIAMENTE, E INFATTI LE AUTOMOBILI SI PRODUCONO A MELFI, SI PRODUCONO ADDIRITTURA NEL TERZO MONDO, MA ALLORA CHE A TORINO SI PRODUCESSERO AUTOMOBILI CHE A DETROIT SI PRODUSSERO AUTOMOBILI ERA SUFFICIENTE PER FARE DI QUESTE CITTÀ DELLE CITTÀ CAPITALI, IN QUALCHE MODO, DELLA ECONOMIA. POI NON SARÀ PIÙ COSÌ, CON L'AVVENTO DELLA SOCIETÀ POST-INDUSTRIALE LA PRODUZIONE DI BENI IMMATERIALI, COME LE INFORMAZIONI, SIMBOLI, VALORI, L'ESTETICA, DIVENTERANNO PIÙ IMPORTANTI E QUINDI CALERÀ L'IMPORTANZA DI AVERE LE FABBRICHE DI AUTOMOBILI, TUTTA DETRIOT SARÀ SMANTELLATA SOTTO QUESTO ASPETTO E ANCHE TORINO MANO A MANO DECENTRERÀ LA SUA PRODUZIONE.


D: CHE COSA DIFFERISCE, OGGI RISPETTO AD ALLORA, NEL RAPPORTO TRA UTENTE E VEICOLO?


R: ALLORA AVERE UN’AUTOMOBILE SIGNIFICAVA OSTENTARE UN SIMBOLO DI STATUS DI GRANDE IMPORTANZA, PERCHÉ POCHISSIMI CE L'AVEVANO, E QUINDI L'AUTOMOBILE ERA GESTITA COME SE FOSSE UN MEZZO DI LUSSO E UN MEZZO RARO. OGGI CI SIAMO ABITUATI AD AVERE L'AUTOMOBILE, AVERE L'AUTOMOBILE È UN FATTO DI TUTTI E QUINDI L'AUTOMOBILE È VERAMENTE UNO STRUMENTO. ALLORA ERA PIÙ UN FINE, OGGI È PIÙ UN MEZZO.


D: UNA MIGLIORE COSCIENZA ECOLOGICA, UNA MAGGIORE ATTENZIONE ECONOMICA SONO SEMPRE UN VECCHIO STATUS SIMBOL?


R: L'AUTOMOBILE È UNA QUESTIONE ECONOMICA, È UNA QUESTIONE DI SIMBOLO DI STATUS MA SE SI TRATTA DI AUTOMOBILI PRODOTTE PER QUESTO, CIOÈ FUORISERIE, FERRARI TESTAROSSA, E COSÌ DI SEGUITO, OPPURE COLLEZIONISMO. IN EFFETTI L'AUTOMOBILE OGGI È UNO STRUMENTO ALLA PORTATA DI TUTTI COME LO È DEL RESTO IL TELEFONO, COME LO È PRENDERE L'AEREO. ORMAI CI SIAMO ABITUATI A TUTTO QUESTO E LO STATUS SIMBOL SONO ALTRI. LO STATUS SIMBOL OGGI È AVERE TEMPO, AVERE SPAZIO, AVERE TRANQUILLITÀ, AVERE SILENZIO. SONO QUESTE LE COSE RARE CHE SI POSSONO PERMETTERE IN POCHI.


D: ARRIVEDERCI PROFESSORE, GRAZIE.


R: ARRIVEDERCI A VOI, BUONE COSE E BUONA TRASMISSIONE

 

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