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ERNESTO GISMONDI

 

BIOGRAFIA

IMPRENDITORE E DESIGNER, NATO A SANREMO NEL 1931.
LAUREATO IN INGEGNERIA AERONAUTICA A MILANO NEL 1957 E NEL 1959 ALLA SCUOLA SUPERIORE DI INGEGNERIA DI ROMA. NEL 1959 FONDA ARTEMIDE. DAL 1981 SVILUPPA MEMPHIS, LABORATORIO DI RICERCA DEL DESIGN D’AVANGUARDIA. È STATO VICEPRESIDENTE DELL’ADI, HA RICOPERTO CARICHE ALL’ASSOLOMBARDA, HA PARTECIPATO AI LAVORI DI VARIE COMMISSIONI MINISTERIALI E HA FATTO PARTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA TRIENNALE.

INTERVISTA


L’IDEA DELLA PLASTICA NELL'ARREDAMENTO MI È VENUTA PERCHÉ IO DA GIOVANE FACEVO MISSILI, FACENDO MISSILI SI UTILIZZAVA UN MATERIALE PLASTICO PER COSTRUIRE LA CONSOLE DI COMANDO DI LANCIO DEI MISSILI, PERCHÉ VENIVANO MOLTO BENE. ERA UNA TECNICA MOLTO AVANZATA, E QUINDI AVENDO NELLO STESSO PERIODO INVENTATO ARTEMIDE, ABBIAMO PENSATO DI FARE DEI MOBILI DI PLASTICA, MOLTO SEMPLICI, CON QUESTA TECNOLOGIA CHE INIZIALMENTE ERA L'UTILIZZO DELLA RESINA POLIESTERE CON FIBRA DI VETRO, GERCOTTATA. QUINDI USCIVA UNA SUPERFICIE COLORATA MOLTO LISCIA, MOLTO LUCIDA, UN MATERIALE TERMOINDURENTE, QUINDI MOLTO SECCO, CON UNA BUONISSINA SENSIBILITÀ ALLA MANO, PERCHÉ NON È VISCIDO COME CERTE MATERIE PLASTICHE, E DA LÌ ABBIAMO COMINCIATO.
FORSE ABBIAMO COMMESSO UN ERRORE, SIAMO ARRIVATI ADDIRITTURA A PRODURRE IL 50% DI MOBILI DI PLASTICA E IL 50% DI LAMPADE, IL CHE IN QUALCHE MODO HA SQUILIBRATO IL FATTURATO DELL'AZIENDA.


D: QUALI SONO STATE LE DIFFICOLTÀ E IL SUCCESSO NELL'USARE QUESTO MATERIALE?


R: LE DIFFICOLTÀ SONO DI ORDINE TECNICO ED ECONOMICO. TECNICO PERCHÉ SONO STAMPI MOLTO COMPLESSI, IN ACCIAIO LEGATO, CHE DEVONO ESSERE COSTRUITI PER POTER LAVORARE CON MACCHINE CHE ARRIVANO FINO A 2000 TONNELLATE DI FORZA AD ALTA PRESSIONE, ED ECONOMICHE PERCHÉ SONO STAMPI ESTREMAMENTE COSTOSI, CENTINAIA DI MILIONI NEL 1960. QUINDI ERANO TANTI SOLDI. NON ERA AMMESSO L'ERRORE, GLI STAMPI NON POSSONO ESSERE MODIFICATI E QUINDI LEI FA IL PEZZO, FA LO STAMPO. UNA VOLTA CHE HA CREATO LO STAMPO E CHE PRODUCE I PRIMI PEZZI, È QUELLO, E SE CI SONO ERRORI - COME DIRE - SE LI TIENE, NON HA NESSUNA POSSIBILITÀ. LA BELLEZZA È CHE INVECE OTTIENE DEGLI OGGETTI MERAVIGLIOSI, SE IL MATERIALE È USATO BENE.
QUESTO DIVENTA L'ALTRO PROBLEMA. COME USARE LA MATERIA PLASTICA. E CREDO CHE QUESTO SIA IL PUNTO FONDAMENTALE.
NEGLI ANNI '60 C'È STATO IL BOOM. PIÙ O MENO TUTTE LE AZIENDE DI ARREDAMENTO VOLEVANO AVERE QUALCHE PEZZO DI PLASTICA. ABBIAMO ASSISTITO QUINDI ALLA NASCITA DEGLI ORRORI PIÙ TREMENDI, LE COSE PIÙ IMPOSSIBILI, PERCHÉ SEMBRAVA CHE BISOGNASSE AVERE UN OGGETTO DI PLASTICA. INSOMMA, NOI CE LA SIAMO CAVATA, NEL SENSO CHE ABBIAMO FATTO DEI PEZZI, TIPO ‘SELENIA’, TIPO ‘GAUDINI’, ‘CARIO’, PARECCHI MOBILETTI PICCOLI, CHE SONO PRATICAMENTE IN TUTTI I MUSEI DEL MONDO, DISEGNATI DA GRANDI ARCHITETTI, VICO MAGISTRETTI PER ESEMPIO. SONO PEZZI MOLTO BELLI, SAREBBERO TUTTORA ANCORA VALIDI.
LEI MI POTRÀ CHIEDERE PERCHÉ NON SONO NEL CATALOGO DI ARTEMIDE QUESTI MOBILI. NON SONO NEL CATALOGO DI ARTEMIDE PERCHÉ QUESTO TIPO DI MATERIA PLASTICA, CON QUESTA MANO, CON QUESTA DUREZZA DEL MATERIALE, CON QUESTA ALTISSIMA RESISTENZA, HA UN PREZZO, HA UN COSTO MOLTO ALTO, E OGGI SI TENDE A DIRE: PLASTICA UGUALE ECONOMIA, E QUINDI NON SI CERCA UN CERTO TIPO DI QUALITÀ O PER MEGLIO DIRE NON SI È DISPOSTI A PAGARE PER AVERE UN CERTO TIPO DI QUALITÀ.
LE FACCIO L'ESEMPIO PIÙ SEMPLICE, LEI PUÒ FARE UN MOBILE DI LEGNO, PERÒ PUÒ FARLO IN PINO, IN ABETE O LO PUÒ FARE IN MOGANO, LO PUÒ FARE IN EBANO. IL PREZZO È MOLTO DIVERSO, ALLORA PUÒ DARSI CHE CI SIANO MOLTI CLIENTI PER IL PINO E POCHI CLIENTI PER L'EBANO. QUESTA È LA RAGIONE NOSTRA PER CUI ABBIAMO CESSATO LA PRODUZIONE DI QUESTI MOBILI IN PLASTICA.


D: QUALE PERCENTUALE DI QUELLO CHE SI PRODUCE NELLA SUA AZIENDA SI COSTRUISCE ANCORA IN MATERIE PLASTICHE?


R: NOI ABBIAMO FATTO UN'OPERAZIONE, CREDO QUELLA GIUSTA, NEL MOMENTO IN CUI SI È DECISO CHE I MOBILI DI PLASTICA NON AVEVANO PIÙ UN EFFETTIVO AVVENIRE, IN QUANTO CON LA CRISI DEL PETROLIO È CRESCIUTA DA PARTE DEL PUBBLICO UNA CERTA AVVERSIONE PER LA MATERIA PLASTICA IN CASA, PER I PEZZI GRANDI, PER I MOBILI, QUINDI NON VOLENDO PIÙ AVERE QUESTI GROSSI PEZZI DI PLASTICA E NON ESSENDO DISPOSTI A PAGARE PER CERTI PRODOTTI ALTAMENTE QUALIFICATI, PRATICAMENTE LE VENDITE SONO PRIMA DIMINUITE E POI CROLLATE. PER CUI ABBIAMO DECISO DI ABBANDONARE LA PRODUZIONE DEI MOBILI DI PLASTICA.
NOI USIAMO LA PLASTICA NEL FARE LE LAMPADE. MA QUI NASCE UN ALTRO CRITERIO. NASCE IL CRITERIO DELLA MASSIMA EFFICIENZA POSSIBILE, CIOÈ QUINDI IL MATERIALE VIENE SCELTO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SE È IL MATERIALE MIGLIORE DA UTILIZZARE PER COSTRUIRE QUEL DETERMINATO PARTICOLARE DI LAMPADA. IL CHE VUOLE ANCHE DIRE CHE ALCUNI PEZZI DI STRUTTURA, POSSONO ESSERE IN PLASTICA, MOLTI DEGLI ELEMENTI CHE SONO GLI ELEMENTI LUMINOSI, POSSONO ESSERE IN PLEXIGLASS, QUINDI IN MATERIALE SEMITRASPARENTE, MATERIALI DIVERSI CHE VENGONO UTILIZZATI TUTT'OGGI, INSOMMA DI ALTISSIMA QUALITÀ, SERVONO PER ILLUMINARE, MA SONO SEMPRE SOLO UNA PARTE, NON IL TUTTO.


D: A QUESTO PUNTO SE LEI MI VUOLE RACCONTARE UN EPISODIO...


R: UN EPISODIO UN PO' SALIENTE NELLA MIA VITA CON I MOBILI DI PLASTICA, È MOLTO SEMPLICE. QUANDO SI È DECISO DI FARE MOBILI, ARTEMIDE FACEVA LAMPADE, A QUEI TEMPI AVEVO UN SOCIO, L'ARCHITETTO SERGIO MAZZA. LUI ARCHITETTO, IO INGEGNERE, E SI È TRATTATO DI SVILUPPARE LA FABBRICA. LA FABBRICA NECESSITAVA DI GROSSI INVESTIMENTI. BISOGNAVA INIZIARE UNA GRANDE STRUTTURA INDUSTRIALE PER RIUSCIRE A FARE QUESTO. ECCO CI SIAMO LASCIATI COME SOCI, PERCHÉ IO COME INGEGNERE VOLEVO INVESTIRE, E INVECE IL MIO SOCIO PREFERIVA UNA VITA PIÙ QUIETA, CON MENO RISCHI E QUINDI CI SIAMO DIVISI.
NON È DA RIDERE, MA NON FA NIENTE.


D: E LA LAMPADA ‘TIZIO’?


R: LA LAMPADA ‘TIZIO’ È NATA DA UN OTTIMO RAPPORTO CON RICHARD SAPPER, UN DESIGNER CHE HA SEMPRE VISSUTO IN ITALIA PERÒ È TEDESCO, DI STOCCARDA, HA AVUTO QUESTA IDEA. VOLEVAMO UNA LAMPADA UN PO' SPECIALE, TECNICAMENTE AVANZATA. E LUI È ARRIVATO UN GIORNO CON UN PROTOTIPO FATTO CON DEI DISCHI DI FERRO, DEI PEZZI DI LEGNO, DELLE COSE, PERÒ COME IN TUTTE LE COSE SE L'IDEA C'È, LA SI VEDE ANCHE QUANDO SONO SOLAMENTE DEI PEZZETTI. SI È CAPITO SUBITO, LA PRIMA INNOVAZIONE È LA LAMPADINA, LA LAMPADINA ERA UNA LAMPADINA DA AUTOMOBILE, DA 12 VOLT E 50 WATT CHE NON VENIVA MAI USATA NELL'ILLUMINAZIONE, E LUI HA AVUTO L'IDEA, UNA LAMPADINA PICCOLISSIMA, GRANDE COME UN'UNGHIA, CHE HA CONSENTITO DI COSTRUIRE UNA PICCOLA TESTA PER LA ‘TIZIO’. L'ALTRA IDEA IMPORTANTISSIMA, INNOVAZIONE, È CHE NON CI SONO FILI. QUESTA LAMPADA, MAGICAMENTE, NON HA UN FILO ELETTRICO PER PORTARE LA CORRENTE DALLA BASE, DOVE C'È IL TRASFORMATORE, FINO ALLA TESTA DOVE C'È LA LAMPADINA, PUR AVENDO MOVIMENTI IN TUTTE LE DIREZIONI E IN TUTTI I MODI. NON CI SONO FILI, CI SONO SOLO DELLE BACCHETTE DI ALLUMINIO CHE PORTANO CORRENTE EVIDENTEMENTE, E DEI BOTTONI AUTOMATICI, QUELLI CHE SI USANO NEI VESTITI.
È ESTREMAMENTE RAZIONALE, È DI UNA BELLEZZA, COME DIRE, INFINITA, PERCHÉ SI CAPISCE CHE È UN PEZZO DI GRANDISSIMO DESIGN, ASSUME TANTISSIME FORME, PUÒ ASSUMERE TANTISSIME FORME, MA NON SOLO DAL PUNTO DI VISTA FUNZIONALE, ANCHE PROPRIO DAL PUNTO DI VISTA ESTETICO, QUASI DIVENTA UNA SCULTURA, QUINDI MOLTE VOLTE È UN PIACERE AVERLA PROPRIO COME OGGETTO, E POI HA QUESTO PREGIO STRAORDINARIO, UN OGGETTO BELLISSIMO CHE ANCHE FUNZIONA PERFETTAMENTE, DICIAMO È QUASI UN MIRACOLO. TANTO GRANDE, COME MIRACOLO CHE DAL '72 AD OGGI ABBIAMO VENDUTO PIÙ DI DUE MILIONI DI TIZIO; È LA LAMPADA PIÙ DIFFUSA IN TUTTO IL MONDO, È PRESENTE PRATICAMENTE IN TUTTI I MUSEI DOVE C'È ARTE MODERNA, DOVE C'È DESIGN E NOI SIAMO BEN FELICI CHIARAMENTE DI CONTINUARE.
LE VENDITE CONTINUANO, SA PERCHÉ? QUANDO CI SONO QUESTI ARCHETIPI, QUESTE LAMPADE PRIME, LA LORO VITA È LUNGHISSIMA, CONTINUANO NEGLI ANNI, ANCHE SE IL SUCCESSO NON PUÒ ESSERE ESATTAMENTE QUELLO DEGLI ANNI PASSATI.
(…)
SAPPER È UNO DEI GRANDI DESIGNER DI ARTEMIDE, MA UN ALTRO DESIGNER CHE HA SEGNATO VERAMENTE LA VITA DI ARTEMIDE È ENZO MARI, CON CUI ABBIAMO AVUTO UNA SPLENDIDA COLLABORAZIONE, COLLABORAZIONE CHE CONTINUA. HA DISEGNATO IL SISTEMA AGGREGATO, IL SISTEMA CHE DAL PUNTO DI VISTA PROGETTUALE, DAL PUNTO DI VISTA DEL DESIGN È UN PEZZO ECCEZIONALE. PROVO A DESCRIVERVELO.
LA LAMPADA ‘AGGREGATO’ DI MARI È UN ALTRO PEZZO DI ALTISSIMO DESIGN. HA GIÀ TANTI ANNI, È DEGLI ANNI '70 ANCHE L'AGGREGATO; MALGRADO QUESTO CONTINUA A TENERE MOLTO BENE IL MERCATO, A ESSERE MOLTO APPREZZATA. PERCHÉ? PERCHÉ MARI HA FATTO UN RAGIONAMENTO DA VERO DESIGNER, MOLTO SEMPLICE. HA DETTO: LE PARTI MECCANICHE VANNO FATTE IN UN MATERIALE CHE MECCANICAMENTE RESISTA BENE, E QUINDI HA USATO UN ESTRUSO DI ALLUMINIO. LE PARTI CHE DEVONO CONTENERE IL FILO ELETTRICO, DEBBONO ESSERE FATTE CON UNA PLASTICA LA PIÙ SEMPLICE POSSIBILE: LE PARTI MECCANICHE CHE SERVONO A TENERE LA TESTA E DETERMINARE I MOVIMENTI, DEVONO ESSERE FATTE IN UN MATERIALE RESISTENTE, BANALMENTE, IL FERRO. LE PARTI ILLUMINANTI DEVONO POTER DIFFONDERE LA LUCE E QUINDI HA SCELTO FONDAMENTALMENTE DELLE MATERIE PLASTICHE CHE CONSENTISSERO DI FILTRARE LA LUCE, DI RENDERLA PIACEVOLE, DI POTERLA COLORARE, DI DIFFONDERLA, CHE NON FOSSE OFFENSIVA. ALLORA QUESTA LAMPADA È STRAORDINARIA, PERCHÉ HA LEGATO STRETTAMENTE LA FUNZIONE AL MATERIALE, CHE È UNA COSA ABBASTANZA RARA, COME FATTO. E QUINDI IL SISTEMA CONTINUA ANCHE OGGI AD ESSERE MOLTO APPREZZATO, QUINDI FA PARTE CON NOSTRA GRANDE GIOIA DEL CATALOGO DI ARTEMIDE.
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LA MATERIA PLASTICA NOI LA ABBIAMO UTILIZZATA MOLTISSIMO NEL FARE I MOBILI. I MOBILI SONO COMPLETAMENTE DI PLASTICA, PIÙ O MENO CARA, PIÙ O MENO SOLIDA, PIÙ O MENO VISCIDA. NEGLI APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE LA PLASTICA È SOLAMENTE E SEMPRE UNA PARTE, UNO DEI COMPONENTI CHE DEVE ESSERE SCELTO E UTILIZZATO IN FUNZIONE DI QUELLA CHE È LA SUA CAPACITÀ, E QUINDI L'UTILIZZO DI QUEL DETERMINATO MATERIALE. SICCOME OGGI NON È UN MOBILE QUELLO CHE COSTRUIAMO, MA È UNA LAMPADA, RISULTA CHE PRATICAMENTE, PIÙ O MENO DELL'8% DEI MATERIALI CHE ABBIAMO USATO SONO MATERIALI PLASTICI, IL RESTO SONO TUTTI METALLI DI TIPO DIVERSO.
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MEMPHIS È STATO IL FENOMENO PIÙ ECLATANTE DEGLI ANNI '80. HA INIZIATO NEL SETTEMBRE DELL'81, È PROPRIO UN PASSAGGIO, SI È VIRATA UNA BOA, PERCHÉ SI È PASSATI DA UN PANORAMA DI MOBILI GRIGI, RETTANGOLARI, UNIFORMI, DICIAMO QUASI UN PO' TEDESCHI, QUINDI DA UN RIGORE CHE ERA DIVENTATO ANCHE UN PO' OSSESSIVO, A PROPOSTE TOTALMENTE NUOVE. LA SQUADRA DI MEMPHIS, CAPEGGIATA DA SOTTSASS E A CUI EVIDENTEMENTE IO HO PARTECIPATO COME IMPRENDITORE HA ROTTO GLI SCHEMI, HA DETTO CHE IL COLORE FACEVA PARTE INTEGRANTE DELLA VITA, CHE CIÒ CHE UNO VEDE INTORNO, NEI VARI PAESI CHE VISITA, NELLE VARIE ETNIE, CIÒ CHE C'È DI BELLO, CE LO POSSIAMO PORTARE A CASA, PURCHÉ APPLICHIAMO IL NOSTRO GUSTO NEL CAPIRE SE UN PRODOTTO È DEGNO DI FAR PARTE DEL NOSTRO MONDO. AGGIUNGA A QUESTO FATTO LA RIVOLUZIONE DELLA FORMA. PARTENDO DAL TAVOLO TRADIZIONALE, CHE NE SO, A QUATTRO GAMBE, HA FATTO TAVOLI A TRE GAMBE IMPOSSIBILI, MOBILI STUPENDI, HA ROTTO COMPLETAMENTE I DUE SCHEMI: LO SCHEMA DEL NON COLORE E LO SCHEMA DELLA FORMA, SALVANDO, NEI LIMITI DEL POSSIBILE, LA FUNZIONE. MEMPHIS VUOL DIRE ‘FACCIAMO GLI ARTISTI’, PERCHÉ È L'UNICA VOLTA CHE È SUCCESSO, CREDO, A QUESTO MONDO, DOVE A COMANDARE CHE COSA AVREBBE PRODOTTO UNA SOCIETÀ, ERANO I DESIGNER E NON GLI ADDETTI AI LAVORI, CIOÈ I RESPONSABILI DELL'AZIENDA; NON ERA L'AMMINISTRATORE DELEGATO A DIRE SI FA COSÌ, MA ERANO I DESIGNER, LIBERI. VENIVANO DA TUTTO IL MONDO, DAL GIAPPONE, DALL'AMERICA, DALL'ITALIA, DALLA GERMANIA, DA TUTTI QUESTI PAESI, DALLA FRANCIA, CON PEZZI BELLISSIMI, ASSOLUTAMENTE FUORI, COSÌ DIROMPENTI CHE QUANDO C'È STATA QUESTA INAUGURAZIONE MERAVIGLIOSA NELL'81, A SETTEMBRE, TUTTA LA STRADA DI C.SO EUROPA PIENA, È VENUTA LA POLIZIA, PIÙ DI 2000 GIOVANI CHE AVEVANO BLOCCATO TUTTO IL TRAFFICO PER VEDERE QUESTO FENOMENO, MI SI SONO AVVICINATI DEGLI AMICI INDUSTRIALI E MI HANNO DETTO: ‘MA ERNESTO, TU SEI MATTO, CON QUESTO NUOVO DESIGN TU UCCIDI IL TUO VECCHIO DESIGN, FAI FALLIRE ARTEMIDE’. GLI HO DETTO: ‘NON VI PREOCCUPATE, SO QUEL CHE FACCIO. STO CERCANDO INSIEME A SOTTSASS E INSIEME AGLI AMICI DI MEMPHIS UNA NUOVA STRADA. COME POTER RINNOVARE L'IMMAGINE, COME POTER ANDARE OLTRE ED ENTRARE IN UN MONDO CHE FOSSE PIÙ ALLEGRO, DIVERSO, COLORATO, DOVE CI SI POTESSE MUOVERE CON MENO IMPEGNO E PIÙ SPREGIUDICATEZZA’.
(…)
TUTTI SI IMMAGINANO CHE GESTIRE UN'AZIENDA SIA FARE DELLE AZIONI STRATEGICHE, PENSARE A CHISSÀ CHE COSA, INVECE GESTIRE UN'AZIENDA VUOL DIRE SEMPLICEMENTE AVERE TANTE ROGNE, DOVER DISCUTERE DI TANTE PICCOLE COSE, DOVER VEDERE TANTI PROBLEMI, E QUAL ERA LA PARTE, QUAL È LA PARTE, IN DEFINITIVA, PIÙ VALIDA, SI PUÒ DIRE SIMPATICA DELLA VITA DI UN'AZIENDA COME ARTEMIDE? DI QUESTE DITTE, DI QUESTE AZIENDE DOVE IL DESIGN È IMPORTANTE? È DISEGNARE GLI OGGETTI. È LA PARTE CREATIVA, CHE È MOLTO PIÙ, NON DICO RIPOSANTE, PERCHÉ È DIFFICILISSIMA, È COSÌ, MOLTO PIÙ APERTA, SI PUÒ FARE MOLTO DI PIÙ, SI USA LA FANTASIA, E ALLORA VISTO CHE IO POTEVO FARLO HO DECISO DI FARE ANCHE IL DESIGNER, E QUINDI MI SONO DIVERTITO A DISEGNARE UN PO' DI PEZZI ANCH'IO.
INIZIALMENTE USAVO UNO PSEUDONIMO, E. HALLOWEEN PERCHÉ MI VERGOGNAVO, CHISSÀ CHE COSA DICONO? GISMONDI CHE È IL PATRON DI ARTEMIDE, SI METTE A DISEGNARE DIRETTAMENTE. PER CUI HO USATO QUESTO PSEUDONIMO, E POI LA MOSSA SUCCESSIVA È STATA ‘MA CHI SE NE FREGA? TANTO SE SONO BELLI PIACCIONO, SE NON VALGONO LI RIGETTANO E LA BRUTTA FIGURA LA FACCIO LO STESSO.’ E QUINDI HO CONTINUATO A DISEGNARE, DEVO DIRE ALCUNE VOLTE CON SUCCESSO, ALTRE VOLTE CON MENO SUCCESSO, COME TUTTI I PRODOTTI IN GENERE.
(…)
‘METAMORFOSI’ È UN LAVORO NATO DA UN GRUPPO, UN GRUPPO DI LAVORO - LIGHT IN FIELD - COSTITUITO DA SOCIOLOGO, ARCHITETTO, AMBIENTALISTA, PSICOLOGO, MEDICI E COSÌ VIA, PERCHÉ VOLEVAMO CAPIRE MEGLIO COME ARTEMIDE, QUALE ERA E QUALE AVREBBE DOVUTO ESSERE IL RAPPORTO FRA LA LUCE E L'UOMO. UN RAPPORTO CHE È ABBASTANZA SCONOSCIUTO. SI CAPISCE ALLA FINE, PERCHÉ OGNUNO VIVE MA NON SI RENDE BEN CONTO DI QUANTO È IMPORTANTE LA LUCE, DI QUANTO È IMPORTANTE IL COLORE NELLA PROPRIA VITA. ALLORA, SICCOME NOI FACCIAMO APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE E QUINDI NON SIAMO PREOCCUPATI DEL SOLE, DI CHE COSA FA, SIAMO FONDAMENTALMENTE PREOCCUPATI DI CHE COSA BISOGNA FARE PER ESSERE INNOVATIVI.
LA NOSTRA INNOVAZIONE È CONSISTITA NEL DISCUTERE PER QUASI UN ANNO ED ARRIVARE A UNA CONCLUSIONE. LA CONCLUSIONE È: IL COLORE È IMPORTANTE PER L'UOMO, IL COLORE SEGNA LA VITA DELL'UOMO, NE DETERMINA L'UMORE, NE DETERMINA IL BENESSERE, NOI VOGLIAMO IL BENESSERE DELL'UOMO, SE RIUSCIAMO A REGOLARE, A MANIPOLARE LE LUCI IN MANIERA TALE, PER ESEMPIO, LA PIÙ SEMPLICE, FAR RICORDARE AD UNA PERSONA MENTRE È A CASA, DEI MOMENTI FELICI DELLA VITA, CHE NE SO, UN TRAMONTO SU UN'ISOLA BELLISSIMA, UN TRAMONTO IN SITUAZIONE SIDERALE, UN'OASI NEL DESERTO, CHE LUCE C'È IN QUEL POSTO, OPPURE SUL NILO CHE LUCE CI PUÒ ESSERE, CHE COSA MI PUÒ RICORDARE CHE MI RENDE FELICE? ABBIAMO COSTRUITO QUINDI QUESTA MACCHINA, CHE È COSÌ, È UNA MACCHINA ELETTRONICA, PERCHÉ C'È UN COMPUTER CHE SERVE A MISCELARE I COLORI, A FARE IL TUTTO, E A OTTENERE QUESTA LUCE CHE È TUTTA STRATIFICATA, CHE PUÒ ESSERE CAMBIATA, HA ADDIRITTURA 10 MILIONI DI POSSIBILI COMBINAZIONI DI COLORI, GRAZIE AL TELECOMANDO. PER CUI UNO STA COMODAMENTE SEDUTO IN POLTRONA E CAMBIA TUTTO L'AMBIENTE DELLA LUCE, NON È UNA LUCE MONOCROMATICA, SONO UN MIX DI LUCI PER RIAGGANCIARCI FONDAMENTALMENTE ALLA MEMORIA. IO SO CHE STO BENE CON QUEL QUALCOSA E CAMBIO LA SITUAZIONE FINCHÉ TROVO QUELLA CHE MI RENDE PIÙ FELICE, PIÙ SODDISFATTO.
UNA VOLTA MESSO A PUNTO DAL PUNTO DI VISTA, CHIAMIAMOLO INGEGNERISTICO, ARTEMIDE HA INCARICATO DIVERSI TRA I PIÙ IMPORTANTI DESIGNER CHE HANNO LAVORATO PER NOI, DI FARE CIASCUNO IL SUO SUPPORTO. PERCHÉ LA MACCHINA ERA COME FOSSE UNA LAMPADINA, SPECIALE, MA UNA LAMPADINA. ALLORA ABBIAMO INCARICATO ALDO ROSSI CHE HA FATTO IL ‘PROMETEO’, STUPENDO, MICHELE DE LUCCHI, PIERLUIGI NICOLIN, BRANZI E COSÌ VIA. HO INCARICATO ANCHE ME COME DESIGNER, GIÀ CHE C'ERO, HO DETTO PROVO ANCH'IO. CARLOTTA DE BEVILACQUA HA FATTO UN PROGETTO BELLISSIMO, E QUINDI ABBIAMO CREATO QUESTA SERIE DI OGGETTI CHE HANNO COMINCIATO A GIRARE PER IL MONDO CON MOSTRE, DOVE SPIEGAVAMO NEI VARI MUSEI NEGLI STATI UNITI, IN EUROPA, IN ASIA, IN ASIA VUOL DIRE IN GIAPPONE, SPIEGAVAMO PERCHÉ LA LUCE È IMPORTANTE, CHE COSA SUCCEDE ALL'UOMO, PERCHÉ PER ESEMPIO NEI RITI C'È SEMPRE IL COLORE, QUALUNQUE RITO RELIGIOSO, QUALUNQUE RITO DI VITA È SEMPRE CONDIZIONATO DAL COLORE, CHE HA DEI SIGNIFICATI BEN PRECISI PERCHÉ RICORDANO QUALCHE COSA O PERCHÉ A UN COLORE VENGONO ATTRIBUITE DELLE FUNZIONI EFFETTIVE DELL’OFFICIARE. ECCO, NOI QUESTO NOI L'ABBIAMO SPIEGATO A TANTI E DEVO DIRE IL SISTEMA HA AIUTATO ARTEMIDE A CRESCERE, A FAR CAPIRE CHE NON SI VIVE DI SOLE LAMPADINE, MA SI VIVE DI INNOVAZIONE, CHE NON È SOLAMENTE TECNOLOGICA, MA È SPECIALMENTE INNOVAZIONE DI PENSIERO, CIOÈ RIUSCIRE AD ANDARE OLTRE, TANT'È VERO CHE LA NOSTRA IMPOSTAZIONE CI È PIACIUTA COSÌ TANTO, ABBIAMO AVUTO COSÌ SUCCESSO, CHE LA NUOVA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DI TUTTO IL NUOVO LAVORO CHE STIAMO FACENDO SI CHIAMA: THE HUMAN LIGHT - LA LUCE UMANA, PERCHÉ QUESTO È IL NUOVO HEADLINE DI ARTEMIDE. NOI VOGLIAMO IL BENESSERE DELL'UOMO, FACCIAMO ANCHE LUCE, È VERO, PERCHÉ SE NON FACCIAMO LUCE NON SERVE A NIENTE QUELL'APPARECCHIO DI ILLUMINAZIONE, MA LA COSA PIÙ IMPORTANTE È CHE L'UOMO STIA BENE. E QUINDI IL MATRIMONIO TRA LA TECNOLOGIA, L'INFORMATICA, L'ELETTRONICA, IL CONTROLLO E COSÌ VIA.


D: DOVE DOVREBBE ANDARE IL DESIGN, QUALI SONO LE PROSPETTIVE?


R: IL DESIGN VUOLE SOLAMENTE DIRE PROGETTARE, ECCO NOI CI PERMETTIAMO DI AGGIUNGERE ‘PROGETTARE PER L'UOMO’, NOI VOGLIAMO PROGETTARE PER IL BENESSERE DELL'UOMO, QUESTA È L'UNICA COSA CHE ABBIAMO MOLTO CHIARA, CIOÈ È MOLTO FACILE FARE DEGLI APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE, DELLE MACCHINE DA LUCE, È MOLTO PIÙ DIFFICILE RENDERE L'UOMO SODDISFATTO, CHE STIA BENE. MA DEVE STAR BENE NON SOLAMENTE IN CASA, QUANDO PIÙ O MENO SPEGNE LE LUCI O METTE LA LUCE DIETRO AL TELEVISORE, MA QUANDO LAVORA IN UFFICIO, QUANDO SI TROVA NELLE CONDIZIONI QUELLE PIÙ DURE DI TUTTO IL GIORNO, È LÌ DOVE NOI SIAMO PREOCCUPATI CHE AVVENGA EFFETTIVAMENTE LA REALIZZAZIONE DEL BENESSERE DELL'UOMO, PER QUESTO ABBIAMO CHIAMATO NORMAN FOSTER, CHE È UN GRANDISSIMO ARCHITETTO INGLESE, SIR NORMAN FOSTER, IL QUALE CI HA PRESENTATO QUESTO SISTEMA, CHE È TUTTO UN CONTROLLO DELLA LUCE IN TUTTI I MODI, QUESTA MISCELA TRA LUCE ESTERNA, LUCE NATURALE E LUCE COMANDATA, CREATA CON DIVERSE SORGENTI, FRA CUI METAMORFOSI, FRA CUI ANCHE LE LUCI COLORATE, E CHE HA COME CARATTERISTICA PRINCIPALE CHE VOLENDO RISOLVERE IL PROBLEMA DEL BENESSERE DELL'UOMO, DEVE ESSERE COSTRUITO, PRATICAMENTE, APPOSITAMENTE PER OGNI SOLUZIONE. COSA CHE SIAMO CAPACI DI FARE, DI REALIZZARE, E PER IL QUALE È NECESSARIO CONOSCERE I BISOGNI, E QUINDI CLASSIFICARLI, REGOLARLI E COSÌ VIA, E POI COSTRUIRE TUTTA UNA MACCHINA, CHE NON È COSÌ COMPLICATA. SEMBRA CHE IO STIA DICENDO CHE ANDIAMO SULLA LUNA, NULLA DI TUTTO QUESTO, È SEMPLICEMENTE PARTIRE DA UN RAGIONAMENTO: È L'UOMO CHE DEVE ESSERE MESSO IN CONDIZIONE DI STARE BENE, ANCHE SE QUESTO AVVIENE NELL'UFFICIO, ANCHE SE AVVIENE IN CONDIZIONI CHE SOLITAMENTE SONO NOIOSE.

D: CI POTREBBE RACCONTARE LA STORIA DI QUESTA LAMPADA?

R: LA TIZIO È IL TIPICO ESEMPIO DI DUE AMICI E CHE PER POTER DISEGNARE QUALCHE COSA, POTER FARE UNA COSA BISOGNA ESSERE MOLTO AMICI. INFATTI, IO CONOSCEVO DA MOLTO TEMPO RICHARD SAPPER, COME COMPAGNO DI BARCA A VELA, COMPAGNO DI REGATE, ABBIAMO NAVIGATO TANTO ASSIEME E DURANTE QUESTE NAVIGATE GLI RACCONTAVO CHE AVEVAMO BISOGNO DI UNA LAMPADA DA LAVORO DI GRANDISSIMA DIFFUSIONE E SAPPER SI È MESSO, PENSA, PENSA, PENSA, UN BEL GIORNO CI HA PORTATO IL PROTOTIPO, UN MODELLO FATTO DI LEGNO, FERRO, TRASFORMATORE E FILI E HA PRESENTATO UNA DELLE PIÙ BELLE LAMPADE DEL MONDO.
LA LAMPADA PRESENTA QUESTA CARATTERISTICA DI ESSERE PERFETTAMENTE BILANCIATA, PERCHÉ IN QUALUNQUE POSIZIONE LA LAMPADA È IN EQUILIBRIO, PUÒ RUOTARE DOVUNQUE E QUESTO LA RENDE EFFETTIVAMENTE UNA LAMPADA DA LAVORO, CHE ERA QUELLO CHE CERCAVAMO.
IL MERCATO SI È ACCORTO DELLA ‘TIZIO’ NON SUBITO, NON QUANDO È NATA NEL '72; PER UN PO' DI ANNI LE VENDITE SONO STATE MOLTO PICCOLE, MOLTO BASSE, POI IMPROVVISAMENTE SONO DECOLLATE. LE VENDITE VERE SONO COMINCIATE VERSO IL '76 E SONO CRESCIUTE IN MANIERA - DICIAMO - VERTIGINOSA, AL MASSIMO DELL'APOGEO, DELLA VENDITA, ERAVAMO ARRIVATI A 200.000 PEZZI ALL'ANNO E SONO DEI BEI NUMERI PER ESSERE UN APPARECCHIO DI ILLUMINAZIONE, CERTAMENTE NON ECONOMICO, RAFFINATISSIMO.
PER LA VERITÀ IL NOME GLIEL'HO SUGGERITO IO, PERCHÉ VEDENDO L'IDEA DI QUESTA LAMPADA SPLENDIDA, HO PENSATO CHE FORSE RIUSCIVO A CONVINCERLO A FARE ‘TIZIO’, ‘CAIO’ E ‘SEMPRONIO’ E QUINDI POTER AVERE ANCORA DEGLI ALTRI PEZZI DI ALTRETTANTO SUCCESSO. NE ABBIAMO VENDUTI PIÙ DI DUE MILIONI DI QUESTI OGGETTI, SONO IN TUTTO IL MONDO, IN TUTTI I MUSEI DEL. È PRATICAMENTE DIVENTATO UN ARCHETIPO DELLE LAMPADE.
COL TEMPO ABBIAMO MESSO A POSTO DEI PARTICOLARI: PER ESEMPIO VEDE CHE QUI C'È UNA PICCOLISSIMA BACCHETTINA, UN PUNTINO ROSSO, QUESTO HA UN SIGNIFICATO PRECISO, SE LO SONO INVENTATO I DANESI CHE NON VOLEVANO DARCI LA POSSIBILITÀ DI DARLA IN DANIMARCA, PERCHÉ SE LA LAMPADA SCENDEVA SUL TAVOLO C'ERA PERICOLO CHE SUPERASSE I 60 GRADI IL PIANO DEL TAVOLO. CON QUESTO ELEMENTINO DI FERRO SEGNATO COSÌ, LA LAMPADINA NON PUÒ SCALDARE IL TAVOLO. UNA PICCOLA INNOVAZIONE.
UN'ALTRA INNOVAZIONE È CHE C'È UN PICCOLO VETRO DI PROTEZIONE, UN VETRO SPECIALE PERCHÉ I RAGGI ULTRAVIOLETTI DANNO FASTIDIO ALLA VISTA. L'INSIEME TUTTO COSTRUITO CON TECNICA, TECNICA SIGNIFICA LA POSSIBILITÀ DI FARE TANTI PEZZI IN SERIE.
NOI ABBIAMO DIFESO IL BREVETTO ‘TIZIO’ IN TUTTO IL MONDO, SPENDENDO DELLE CIFRE FAVOLOSE OVVIAMENTE, ABBIAMO SEMPRE VINTO PERCHÉ LA LAMPADA, COSÌ COM'È, È INTOCCABILE. PUÒ FARNE DELLE ALTRE, MA NON RIESCE A RIFARLA UGUALE, NON SOLO PER IL BREVETTO. E TUTTI QUELLI CHE HANNO PROVATO A RIFARLA, A MODIFICARLA, NON SONO RIUSCITI A FARLA PIÙ BELLA.
CON SAPPER POI ABBIAMO CONTINUATO EVIDENTEMENTE A LAVORARE, OLTRE CHE ANDARE IN BARCA, ABBIAMO CONTINUATO A LAVORARE E A FARE ALTRI MODELLI, POI OGNI TANTO FACCIAMO QUALCHE PICCOLO AGGIUSTAMENTO SULLA LAMPADA, SEMPRE DI TIPO TECNOLOGICO, CIOÈ CI SI AGGIORNA, SE SI POSSONO FARE MOLTO PIÙ SEMPLICEMENTE E VELOCEMENTE I COLLEGAMENTI, EVIDENTEMENTE LO FACCIAMO. E QUINDI LA PRODUZIONE È UNA PRODUZIONE DI SERIE.
QUESTA È L'ULTIMA DELLE VERSIONI DELLA ‘TIZIO’. PRIMA CE NE ERA UN'ALTRA ABBASTANZA STRANA, RICHIESTA IN SVIZZERA E NEGLI STATI UNITI, ERA IL MODELLO COSIDDETTO ‘ROW’, CIOÈ GREZZO, CIOÈ COSÌ COME NASCE DALLA FABBRICA, SENZA ESSERE TUTTA ANODIZZATA, VERNICIATA, ESATTAMENTE COME VENGONO FUORI I PEZZI DALLE MACCHINE E C'ERANO DELLE PERSONE CHE ADORAVANO MOLTISSIMO VEDERE QUESTO GREZZO, COSÌ, CHE POI NON È MICA POI BELLISSIMO, PERCHÉ DOPO SI ARRUGGINISCE, QUALCHE COSA GLI SUCCEDE. QUINDI, ALLA FINE A QUASI GREZZO IN EFFETTI ERA PROTETTA UGUALMENTE ANCHE QUELLA. E LÌ È STATA UNA DELLE TANTE DISCUSSIONI CON SAPPER, PERCHÉ SAPPER DICEVA ‘LA LAMPADA NON SI TOCCA’. QUANDO ABBIAMO AVUTO QUEL PROBLEMA IN DANIMARCA, CHE IL GOVERNO DANESE HA DETTO ‘DOVETE MODIFICARE LA LAMPADA’, È STATA UNA DISCUSSIONE FEROCISSIMA CON SAPPER, PERCHÉ SAPPER HA DETTO ‘NEMMENO IL RE PUÒ CAMBIARE LA MIA LAMPADA. QUESTA È PROPRIETÀ MIA E IO L'HO DISEGNATA E QUINDI DEVE ESSERE FATTA COSÌ.’ POI, VISTO CHE PREVEDEVAMO MOLTE PIÙ VENDITE, VISTO CHE IN EFFETTI SALVARE UN PIANO DI LAVORO È UNA COSA CHE OGGI È APPLICATA IN TUTTO IL MONDO, I DANESI L'AVEVANO VISTA PER PRIMI, SI È CONVINTO ANCHE LUI E QUINDI ABBIAMO MODIFICATO L'APPARECCHIO.
L'ULTIMA INVENZIONE CHE ABBIAMO FATTO È LA TIPICA OPERAZIONE DI MARKETING: ERA DI PRESENTARE LA LAMPADA COLOR ARGENTO. I MATERIALI SONO TUTTI GLI STESSI, NON LI ABBIAMO CAMBIATI, E COLOR ARGENTO SIGNIFICA CHE HA UNA SUA RAFFINATEZZA. SONO NUMERATE, UNA PER UNA HA UN SUO NUMERO, SONO FIRMATE DA SAPPER E SI VEDE LA FIRMA SOPRA LA LAMPADA, OGNUNA DELLE LAMPADE VIENE VENDUTA CON UN LIBRICINO, UN LIBRO DOVE SPIEGA LA STORIA DELLA LAMPADA, CHI È SAPPER, CHE COSA HA DISEGNATO SAPPER, COME È NATA, COSA ABBIAMO FATTO, PERCHÉ E DICIAMO CHE È STATA UN'OTTIMA IDEA. PER CUI, LA LAMPADA VIVE DI VITA PROPRIA BENE, GIÀ PERCHÉ CONTINUA A TENERE SUI MERCATI E NELLO STESSO TEMPO NOI LA AIUTIAMO OGNI TANTO CON QUALCHE IDEA SPECIALE. ADESSO DOBBIAMO TROVARE UN'IDEA PER IL '99, SPERIAMO CHE FRA SAPPER E NOI SI RIESCA A INVENTARE QUALCHE COSA.
ABBIAMO FATTO ALTRE DUE VERSIONI, TRE PER L'ESATTEZZA. UNA SI CHIAMA ‘MINI’, ‘MINI’ VUOL DIRE CHE È FATTA TUTTA PIÙ PICCOLA, È IN SCALA PIÙ PICCOLA E A COSA SERVE? PER I COMODINI, PER UN TAVOLO DI UN BAMBINO O PER I GIAPPONESI, CHE HANNO TUTTO PICCOLO E QUINDI PER LORO LA ‘TIZIO’, QUESTA GRANDE È GIÀ TROPPO INGOMBRANTE. L'ALTRA VERSIONE È STATA QUELLA DI METTERE UN REGOLATORE DELLA LUCE, QUINDI NON AVERE SOLAMENTE DUE POSIZIONI DELLA LUCE - MEDIA E MASSIMA - MA POTER AVERE UN DIMER E QUINDI UN CAMBIO CONTINO DI LUCE. L'ALTRA È QUELLA DI RENDERE QUESTA TESTA ORIENTABILE, PER CUI IO POSSO TENERLA LÌ, MANDARE LA LUCE QUI E VICEVERSA. L'ABBIAMO CHIAMATA ‘TIZIO PLUS’ E ANCHE QUESTA TROVA UN SUO MERCATO. L'ALTRA IDEA ANCORA, NON DI ADESSO, DA TANTO TEMPO, È CHE È STATO COSTRUITO UN CILINDRO ESATTAMENTE DELLA STESSA DIMENSIONE DELLA BASE, CHE ARRIVA FINO A TERRA E QUINDI LA STESSA LAMPADA LA SI PUÒ USARE O APPOGGIATA SUL TAVOLO, COME IN QUESTO MOMENTO, OPPURE APPOGGIATA A TERRA E DI FIANCO AL TAVOLO O DI FIANCO A UNA POLTRONA. QUESTE SONO SEMPRE LE IDEE CHE UN'AZIENDA DEVE AVERE, PERCHÉ IL PRODOTTO CERTAMENTE È UNICO, L'IDEA È UNICA, PERÒ LE NECESSITÀ DEL NOSTRO CLIENTE, DEL CONSUMATORE, POSSONO ESSERE DIVERSE. LO STUDIO È SEMPRE QUELLO DI CERCARE DI, IN QUALCHE MODO, METTERE IN LUCE I BISOGNI CHE HA UN CONSUMATORE. NOI, STUDIANDO, RIUSCIAMO A FARE QUESTO TIPO DI OPERAZIONE.

D: COSA È CAMBIATO SECONDO LEI NEL GUSTO FRA QUELLA FASE DI PARTENZA, IN CUI LA LAMPADA HA AVUTO UNA CRESCITA LENTA, E QUEL MOMENTO IN CUI EVIDENTEMENTE CORRISPONDEVA A UN CAMBIAMENTO NEL GUSTO E NEL MODO DI ARREDARE DELLE PERSONE?

R: PURTROPPO LE DEBBO RISPONDERE IN MANIERA MOLTO SEMPLICE: IMPROVVISAMENTE IL PUBBLICO SI È RESO CONTO DEL PRODOTTO. È ANCHE VERO CHE NOI ABBIAMO FATTO FARE DIVERSE VETRINE, DEI MODI PER PRESENTARLA ECC., ABBIAMO AIUTATO LA LAMPADA A USCIRE SUL MERCATO, MA NON È NATO UN QUALCHE COSA, UNA SITUAZIONE TALE DI VITA, CIOÈ QUINDI MODO DI VIVERE CHE PORTASSE QUESTA LAMPADA AL SUCCESSO. SI SONO ACCORTI CHE ESISTEVA. NOI LI ABBIAMO AIUTATI AD ACCORGERSI EVIDENTEMENTE, NON SE NE SONO ACCORTI IMPROVVISAMENTE. E DA LÌ È DIVENTATO UN BEST SELLER. È STATO UN PERIODO BELLISSIMO, PERCHÉ SA CHE NOI VENDIAMO AD UNA FASCIA CHE È SEMPRE MEDIO-ALTA ANCHE ECONOMICAMENTE, MA DI CULTURA. IL PREZZO DA SOLO NON BASTA DI SICURO, DEVONO ESSERE PERSONE DI CULTURA. ECCO, QUESTE PERSONE HANNO VISTO IN QUEST'OGGETTO UN QUALCHE COSA EFFETTIVAMENTE A METÀ STRADA TRA UNA LAMPADA FUNZIONALE, TECNICAMENTE PERFETTA, E IN QUALCHE MODO UN'OPERA D'ARTE, PERCHÉ ASSUME TANTISSIME POSIZIONI. GUARDI, DELLE FORME COME QUESTE, SEMBRA QUASI UNA SCULTURA, CHE LEI LA MODIFICA E LA SISTEMA IN MANIERA DIVERSA. QUESTO È ANCHE IL BELLO DELLA LAMPADA.
(…)
È UNA LAMPADA CHE NON È DIFFICILE DA FARE, LA COSTRUIAMO TUTTA IN CASA FINO ALL'ULTIMO PARTICOLARE, COLLAUDATA IN MANIERA PERFETTA DA GARANTIRE, SECONDO LE NORME ISO 9001, CHE SIA PERFETTA. È UNO DEI BEI PRODOTTI DI ARTEMIDE.

D: C'È UN QUALCHE ANEDDOTO CHE RIGUARDA QUESTA LAMPADA CHE LE VIENE IMMEDIATAMENTE ALLA MENTE, ALLA MEMORIA, OLTRE A QUELLI CHE MI HA GIÀ RACCONTATO OVVIAMENTE?

R: NO, NON C'È L'HO. QUANDO HO UN QUALCHE DEBITO CON UNA PERSONA, DEBITO NON DI SOLDI, DEBITO MORALE PER UNA PERSONA DI UN CERTO LIVELLO, INTERVENGO REGALANDO UNA LAMPADA DI QUESTE. IMMEDIATAMENTE LA LAMPADA È COSÌ APPREZZATA E FA SEMPRE PIACERE AVERLA IN CASA, ANCHE UNA IN PIÙ, CHE SE CI SONO DIVERGENZE O PROBLEMI VANNO A POSTO. SE SI FA UN'OPERAZIONE ‘TIZIO’ E VA BENISSIMO.

ERNESTO GISMONDI

 

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