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ANGELO MANGIAROTTI

OSPITE DELLA PUNTATA N.16
L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA NELLE ABITAZIONI

 

BIOGRAFIA

NATO A MILANO, NEL 1921, ARCHITETTO, URBANISTA E DESIGNER.
SVOLGE FINO AL 1960 ATTIVITÀ PROFESSIONALE IN COLLABORAZIONE CON BRUNO MORASSUTTI. NEL 1953/54 È VISTING PROFESSOR ALL'ILLINOIS INSTITUTE OF TECHNOLOGY DI CHICAGO. ATTIVO NEI CAMPI DELL'URBANISTICA, DELL'ARCHITETTURA E DEL DESIGN, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLE PROBLEMATICHE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE E DELLA PREFABBRICAZIONE, È TRA I FONDATORI DELL'ASSOCIAZIONE PER IL DISEGNO INDUSTRIALE. HA OTTENUTO DIVERSI RICONSCIMENTI IN ITALIA E ALL'ESTERO. HA LAVORATO, TRA L'ALTRO, PER CASSINA, POLTRONOVA, SNAIDERO. NEL 1989 FONDA LA MANGIAROTTI & ASSOCIATI, CON SEDE A TOKYO.

INTERVISTA


D: ARCH. MANGIAROTTI: LEI HA LAVORATO CON TANTI MATERIALI E QUINDI NE CONOSCE LE CARATTERISTICHE. POTREBBE SPIEGARCI QUALI SONO STATI GLI INPUT E I CONDIZIONAMENTI DELLA QUALITÀ DEI MATERIALI NELLA SUA PROGETTAZIONE?


R: MA, SUI MATERIALI BISOGNA DIRE ANZITUTTO CHE MI INTERESSA LA MATERIA PIÙ DEI I MATERIALI. HO FATTO TRE MOSTRE, DELLE QUALI UNA A CHICAGO, IMPOSTATE PROPRIO SUI LINGUAGGI, SULL'IDIOMA DELLA MATERIA: HO FATTO, MI PARE, QUELLA DI FIRENZE, INTERESSANTE. SI CHIAMAVA ‘LA SEDUZIONE’: LA MATERIA, DA SEDUTTORE A SEDOTTA DICIAMO.
NON C'È DUBBIO CHE SIA MOLTO INTERESSATO SULLA MATERIA, AL PUNTO CHE MI HA VERAMENTE ENTUSIASMATO E UN PO' PREOCCUPATO IN UN CERTO SENSO DI QUESTO FATTO SCOPERTO A GINEVRA, CHE PER PERIODI MINIMI, PER QUANTITÀ MINIME, LA MATERIA HA UNA MEMORIA, CIOÈ DISTINGUE FRA UN PASSATO E UN PRESENTE; MI SEMBRA UNA COSA DI UN'IMPORTANZA ENORME. PER CUI, CREDO CHE DIVENTERÒ SEMPRE PIÙ MATERIALISTA IN QUESTO SENSO. È CHIARO CHE SUI MATERIALI C'È UN AIUTO, SE UNO LI CONOSCE, SE UNO LI AMA, SE UNO LI SA DOSARE, UN AIUTO ENORME PER IL DESIGNER. RIFIUTARE QUESTA CONNESSIONE FRA PROGETTISTA E MATERIA È PERDERE IL 50% DEL PRODOTTO, PERCHÉ LA MATERIA HA GIÀ IN SE STESSA UNA SUA STRUTTURA, SUGGERISCE, AIUTA. PER CUI HO SEMPRE PRESTATO INTERESSE A QUESTO TIPO DI ATTITUDINE. NATURALMENTE NELLA MIA VITA HO CONOSCIUTO TANTE MATERIE: DALL'ORO AL CARTONE, DALL'ARGENTO AL MARMO, DALLA PIETRA ALL'ACCIAIO E NON HO MAI AVUTO UNA PREFERENZA PARTICOLARE; MI INTERESSA ‘LA MATERIA’ ECCO, PIÙ CHE I MATERIALI. LA GENITRICE DEI MATERIALI. OLTRETUTTO È QUALCOSA CHE ESISTE DA MOLTO PRIMA DI NOI, PER CUI HA UNA CERTA ESPERIENZA.
QUELLO CHE MI HA AIUTATO SOPRATTUTTO NON È SOLO IL CONOSCERE E L'AMARE UNA MATERIA, MA SAPERE COME VA TRATTATA.
OCCORRE PENSARE A COME GESTIRE LA MATERIA COI MEZZI DEL TUO TEMPO. IO NON HO NIENTE IN CONTRARIO CHE CI SIA UNO CHE DÀ DELLE MARTELLATE A UN MARMO, PERÒ QUANDO HO UNO STRUMENTO PIÙ EFFICACE DELLA MARTELLATA, ADOPERO QUESTO STRUMENTO. CREDO DI AVERE UNA VOLTA INTERVISTATO, L'HO INCONTRATO PER CASO GIÙ A CARRARA, C'ERA HENRY MOORE CON IN MANO UN MARTELLO E GLI HO DETTO ‘SCUSI, MA LEI COSA FA CON IN MANO UN MARTELLO?’ E LUI M'HA DETTO ‘GUARDI, VOGLIONO UNA FOTOGRAFIA E LA FACCIO, ME LA FACCIANO PURE, MA IO NON HO MAI DATO UNA MARTELLATA AL MARMO’. E QUESTO FA UN PO' ARRABBIARE DICIAMO GLI ARTIGIANI VERSO I QUALI HO MOLTO RISPETTO. SE UNO SA DARE DELLE MARTELLATE LE DIA, PERÒ È CHIARO CHE È UN PO' UN PECCATO CHE IO PERDA LA POSSIBILITÀ DI ESEGUIRE DELLE COSE CHE PRIMA NON SI POTEVANO FARE.
IO OGGI HO LA POSSIBILITÀ, CONOSCENDO GLI STRUMENTI ATTUALI, DI FARE DELLE COSE CHE PRIMA ERA IMPENSABILE FARE, FISICAMENTE ERA IMPENSABILE.
D'ALTRA PARTE IO DICO CHE L'ARTIGIANO ETRUSCO QUANDO TORNIVA IL SUO VASO, ADOPERAVA IL TORNIO MIGLIORE CHE AVEVA, NON ANDAVA A PRENDERE QUELLO DELLE CIVILTÀ PRECEDENTI.
QUESTI MATERIALI SONO USATI IN TANTI MODI E GLI STRUMENTI NON SONO MAI FATTI DA ME O DA ALTRI ARCHITETTI, SONO IN GENERE DEI TECNICI CHE LI SVILUPPANO; E QUESTO SECONDO ME È UN DATO MOLTO IMPORTANTE PER L'ITALIA OGGI, PERCHÉ PER ESEMPIO, PARLANDO DEL MARMO, SIAMO SICURAMENTE ALL'AVANGUARDIA IN TUTTO IL MONDO. OGGI POSSIAMO FARE A CARRARA O DINTORNI DELLE COSE CHE NESSUNO PUÒ FARE, ECCO. QUESTO MI PARE UN DATO REALISTICO, NON È TANTO LA MIA CAPACITÀ CREATIVA CHE È IMPORTANTE: LÌ C'È QUALCOSA DI OGGETTIVO, DI REALE, DI VERO. MI PARE MOLTO IMPORTANTE QUESTO.


D:SE ANDASSIMO INDIETRO NEL TEMPO, NEGLI ANNI DEL DOPOGUERRA, '50, '60 FORSE, A UN DATO PUNTO SI SONO SCOPERTI MATERIALI E TECNOLOGIE NUOVE: LEI RIFERENDOSI AL SUO PASSATO HA QUALCHE OSSERVAZIONE DA FARE?


R: BEH, È CHIARO CHE HO SEMPRE USATO TUTTI I MATERIALI, NUOVI E VECCHI. NATURALMENTE HO TENDENZA A USARE I MATERIALI NUOVI, PERCHÉ SONO DEL MIO TEMPO, PERÒ USO ED È IMPORTANTE SECONDO ME USARE ANCHE IL MARMO, CHE È UN MATERIALE PIUTTOSTO VECCHIO, PUR CON STRUMENTI NUOVI. QUESTA È LA DIFFERENZA. PARLANDO AD ESEMPIO DEL CUB-OTTO, CHE È UN ESEMPIO DICIAMO ABBASTANZA INTERESSANTE: SOSTITUISCE IN UN CERTO MOMENTO LA CONNESSIONE DI PARTI DI MOBILI, CHE IN QUESTO CASO SONO ARMADI, CON CONNESSIONI DICIAMO IN MATERIALE PLASTICO, CHE HANNO TUTTA UNA CARATTERISTICA BEN DIVERSA DA QUELLA DELLA VITE E DEL CHIODO. CIOÈ MANTENGONO QUESTA POSSIBILITÀ DI AVERE UNA CONNESSIONE MOLTO FORTE, SENZA RICORRERE AL CHIODO E ALLA VITE, NATURALMENTE CON CARATTERISTICHE DIVERSE. LA SPECIFICITÀ DEL MATERIALE SI MANTIENE, PERÒ OGNI MATERIALE HA I SUOI LIMITI. ECCO, QUESTA È UNA COSA CHE BISOGNA TENER PRESENTE. OGNI MATERIALE HA SICURAMENTE I SUOI LIMITI, PER FORTUNA, ECCO. PERÒ PROPRIO IN QUESTI LIMITI PUÒ AIUTARE IL DESIGNER. QUESTO ANDREBBE UN PO' FATTO CAPIRE AL DESIGNER CHE IN GENERE SI SENTE UN PO' AL DI LÀ O AL DI FUORI O AL DI SOPRA DEL MATERIALE CHE USA, MI SEMBRA UN PO' BUFFO ECCO, QUESTO.


D:QUESTO CUB-8 ERA ALTAMENTE INNOVATIVO, CIOÈ RISPONDEVA A DELLE ESIGENZE REALI, CONCRETE.


R:SÌ, SÌ, CERTO, MA CREDO CHE LO USINO ANCORA.
CUB-8 VUOL DIRE 8 CUBI, CIOÈ È UN MOBILE CON UN GIUNTO SOLO, UNICO, CHE È DI UNA SEMPLICITÀ ESTREMA, PERCHÉ È - DICIAMO - UNA SPECIE DI C APERTA, DOVE SI INFILA DENTRO UN GIUNTO. CON QUESTO TIPO DI GIUNTO UNICO LEI PUÒ FARE NELLO SPAZIO GLI 8 CUBI, CHE È IL MASSIMO DELLA COMPENETRAZIONE CHE PUÒ FARE. ERA FATTO PER ARMADI, IN FONDO ANDAVA ANCHE AL DI LÀ DELL'ARMADIO. FATTI GLI 8 CUBI IO POSSO COMINCIARE AD AGGIUNGERNE DEGLI ALTRI, SEMPRE CON LO STESSO TIPO DI GIUNTO, SEMPRE CON LO STESSO TIPO DI CONNESSIONE…, IO SULLE CONNESSIONI HO MOLTO CREDUTO E CREDO ANCORA. C'È UN MANIFESTO NORVEGESE CHE MOLTO CORTESEMENTE, QUANDO ABBIAMO FATTO UNA MOSTRA, RECA IN FONDO UN GIUNTO, CHE NON È IL CUB-8 MA È UNO SIMILARE; POI CI SONO DUE BAMBINI, UNA FOTO CHE HO FATTO IO PER CASO A BARI. SONO DUE BAMBINI CHE SI ABBRACCIANO, E QUI LORO DICONO ‘VEDI? QUESTI BAMBINI SI ABBRACCIANO COME I TUOI GIUNTI’. C'È UN FATTO FISICO E UN FATTO EMOTIVO, IO HO LA PRESUNZIONE ATTRAVERSO DUE FORME CHE SONO - DICIAMO - CHE VANNO D'ACCORDO, DI TRASMETTERE UN PO' DI CONNESSIONE ANCHE UMANA, ECCO. È UNA PRESUNZIONE, PERÒ COMUNQUE LA STRADA È QUELLA ECCO. DEVO DIRE LE CONNESSIONI SONO PER ME MOLTO IMPORTANTI, QUESTO È VERO, PROPRIO IL RISPETTO DI UNA FORMA CON QUELLA CHE STA VICINO, CHE DEVONO ANDARE D'ACCORDO, C'È L'ESEMPIO TIPICO DEI TAVOLI DI MARMO IN EROS, CHE È LA CONNESSIONE FORSE PIÙ INDOVINATA CHE ABBIAMO MAI AVUTO INSOMMA. PERÒ HO SFRUTTATO QUELLO PER FAR VEDERE CHE DUE PEZZI DI MARMO, SAGOMATI IN UN MODO CHE SIANO ADATTI A QUESTO TIPO DI RAPPORTO, FINISCONO PER DARE UN RISULTATO.


D:LEI CON QUESTO CUB-8 PARTECIPÒ ALLA MOSTRA DI NEW YORK NEL '72 AL MOMA; CHE REAZIONE EBBE IL SUO PROGETTO?


R:MA QUESTO NON MI RICORDO PIÙ TANTO IN EFFETTI, SO CHE È STATO LÌ, MA È STATO IN DIVERSE PARTI, VOGLIO DIRE, LA COSA CHE MI FA PIACERE È CHE ANCORA OGGI SE PRENDO UNO STUDENTE DI DESIGN, ANCHE QUI A MILANO OPPURE IN NORVEGIA, LO CONOSCONO TUTTI. VOGLIO DIRE, È TALMENTE - DICIAMO - ANONIMO NEL SENSO GIUSTO, INTERESSA L'OGGETTO IN SÉ NON PERCHÉ È DISEGNATO DA ME. QUESTO, SECONDO ME, DOVREBBE ESSERE UNA CARATTERISTICA CHE IL DESIGN DOVREBBE AVERE, STARE UN PO' DIETRO ALL'OGGETTO, DIETRO IL SUO RISULTATO, PER ASSICURARSI UNA VITA MOLTO PIÙ LUNGA, ECCO. QUESTO MI PARE UN PO' LA QUALITÀ CHE HA IL TIPO DI LAVORO DEL CUB-8 O DELL'IN-OUT O DI ALTRI GIUNTI CHE ABBIAMO FATTO. NOI SUI GIUNTI ABBIAMO MOLTO INSISTITO IN ARCHITETTURA, NEL DESIGN E ANCHE ADESSO ANCHE NELLA SCULTURA.
(…)
IO TROVO CHE LE COSE PIÙ RIUSCITE SONO QUELLE NON FIRMATE, ECCO, PER ESSERE MOLTO SEMPLICE, COME NON SONO FIRMATE LE GRANDI COSE. CERTO ESISTONO TANTE RAGIONI CHE ESALTANO L’IMPORTANZA DELLA FIRMA, PER IDENTIFICARTI CON L'OGGETTO. MA L'UTENZA, LA FRUIZIONE, HA BISOGNO DI ESSERE MOLTO SOSTENUTA, MOLTO AIUTATA NELLA FRUIZIONE: PERÒ NON MI INTERESSA NIENTE CHE SIA FIRMATO DA ME O DA UN ALTRO, ALMENO SPERO DI NO. E DEVO DIRE IL CUB-8 IN QUESTO SENSO FUNZIONA MOLTO BENE, PERCHÉ NESSUNO HA MAI COMPERATO L'ARMADIO DI QUEL TIPO PERCHÉ L'AVESSI FIRMATO IO, PERCHÉ NON SI VEDEVA, CIOÈ ERA UN GIUNTO NASCOSTO, PER CUI ERA LA QUALITÀ DEL DESIGN CHE DAVA UN CERTO RISULTATO DI FRUIZIONE MOLTO LARGA.


D: PUÒ RACCONTARCI QUALCOSA CHE RIGUARDA UN PO' LA SUA STORIA?


R: MA, LA MACCHINA DA CUCIRE. AVEVAMO CERCATO DI COINVOLGERE PER LA PRIMA VOLTA UN'INDUSTRIA IRI NEL DESIGN, ERA IL PRIMO ESEMPIO, SI TRATTAVA DI UNA MACCHINA PORTATILE, PER CUI ANDAVA NATURALMENTE PENSATO UN VOLUME IL MINIMO POSSIBILE, IL PIÙ LEGGERO POSSIBILE E UNA FORMA CHE AVESSE IL MAGGIORE CONTENUTO DI MECCANISMI. ABBIAMO FATTO UN LAVORO MOLTO FORTE CON LA SALMOIRAGHI. NATURALMENTE IN QUEL MOMENTO USCIRE CON UNA MACCHINA CHE ERA MOLTO PULITA, FORSE TROPPO PULITA, MOLTO SCHEMATICA ERA RISCHIOSO; IN QUEL MOMENTO PERÒ SI USAVANO MOLTO DELLE COSE PIÙ SCULTOREE, PER CUI È STATO VERAMENTE UN PO AZZARDATO… ADESSO NATURALMENTE È AL MUSEO.

((TERZO MILLENNIO))

D:E COME VEDE, A QUESTO PROPOSITO, IL FUTURO DEL DESIGN IN ITALIA IN RAPPORTO ANCHE A QUELLO CHE SUCCEDE NEL MONDO?


R:BEH, È UN MESTIERE CHE ANDRÀ AVANTI ANCORA, NON C'È DUBBIO. DIREI BISOGNA PERÒ CHE SIA, SECONDO ME, MANTENUTO IN LIMITI PIÙ CORRETTI. IL DESIGN HA UN SUO MONDO IN CUI PUÒ AGIRE E CE NE È ANCORA TANTO DA FARE. CERTO, USCIRE DA QUESTO CONTORNO TEORICO E PRATICO, FINISCE PER DARE - COSÌ - DELLE ESPRESSIONI UN PO' STRANE, CHE NON DURANO TANTO IN EFFETTI. HO SCRITTO ADESSO PROPRIO UN ARTICOLO PER UNA RIVISTA GIAPPONESE E HO DETTO ‘ATTENZIONE, ATTENZIONE ALLE COSE DANNOSE E INUTILI’. ALLORA SE CI METTIAMO A FARE DELLE COSE COMPLETAMENTE INUTILI, A PARTE CHE È MOLTO DIFFICILE, FARE L'INUTILE È MOLTO DIFFICILE, MA CI METTIAMO SU UN ALTRO PIANO, DICIAMO NESSUNO HA BISOGNO DI EMOZIONI QUANDO TAGLIA UNA FETTA DI PANE O DICIAMO... È PROPRIO L'ESIGENZA CONCRETA DELL'UTENZA CHE HA IL SUO LIMITE PER FORTUNA. CIOÈ NOI VOGLIAMO USCIRE DA QUESTI LIMITI E CI INVENTIAMO DELLE ESPRESSIONI UN PO' STRANE, COME È SUCCESSO IN QUESTI ULTIMI 30-40 ANNI, CHE POI DURANO POCHINO, CHE PERÒ HANNO ANCHE QUALCHE SUCCESSO, LO RICONOSCO. SI FINISCE PER FARE UN ALTRO MESTIERE, ECCO. DIREI CHE QUESTO SUCCEDE ANCHE IN ARCHITETTURA. QUANDO UNO FA DELLE COSE DOVE L'ARCHITETTURA NON C'ENTRA NIENTE, MAGARI FA DELLA STUPENDA - E NON CREDO - SCENOGRAFIA, MA NON È PIÙ ARCHITETTURA. QUANDO SI FANNO DEGLI OGGETTI DEI QUALI LA RAGIONE, LA LORO ESISTENZA NON STA PIÙ IN PIEDI, SI DICE: ‘MA QUESTA È UN'OPERA D'ARTE’. PUÒ ANCHE DARSI, IO NON CREDO A QUESTI CONNUBI, ECCO, PERCHÉ SONO CONNESSIONI CHE NON SONO VERE. CERTO, LE CONNESSIONI CI POSSONO ESSERE E INTERESSANTI, IO VADO DALL'INGEGNERIA ALLA SCULTURA, PER CUI SONO UNO CHE DOVREBBE ACCETTARLE. PERÒ PROPRIO PERCHÉ LO FACCIO, CERCO DI RIDARE AD OGNI LINGUAGGIO LA SUA PROPRIETÀ, IL SUO SAPORE, TUTTO LÌ.

((NASCITA DELL’ITALIAN DESIGN))

D:PARLIAMO DELLE QUALITÀ DEL DESIGN ITALIANO, CHE SONO STATE COSÌ APPREZZATE IN PASSATO, HANNO UN FUTURO?


R: BEH, PUÒ ANCHE DARSI. NON FACCIO MAI IL PROFETA IO, PERÒ VOGLIO DIRE, TUTTO SOMMATO CHE PER UN CERTO PERIODO, SOPRATTUTTO GLI ALTRI, SI SONO MOLTO TORMENTATI ECCO E NOI SIAMO STATI I PIÙ VIVACI, ABBIAMO AVUTO UNA CONDIZIONE - DICIAMO - SOCIO ECONOMICA FAVOREVOLE, ABBIAMO AVUTO DELLE POSSIBILITÀ DI SFRUTTARE UN ARTIGIANATO MOLTO RICETTIVO, ABBIAMO AVUTO LA POSSIBILITÀ DI AVERE IN CRESCITA IL LIVELLO DELLA NAZIONE, PER CUI FACEVA PIACERE CAMBIARE MAGARI INUTILMENTE, MA CAMBIARE TANTE VOLTE L'AUTOMOBILE PIUTTOSTO CHE IL FRIGORIFERO. OGGI È UN PO' MENO, VOGLIO DIRE QUESTE COSE VANNO UN PO' RIDIMENSIONATE, NON C'È DUBBIO CHE ABBIAMO PER FORTUNA SFRUTTATO UN MOMENTO ABBASTANZA INTERESSANTE, LEGATO ANCHE ALLA NOSTRA CAPACITÀ, QUESTO NON C'È DUBBIO, NON COSPARGIAMOCI DI CENERE. MA ANCHE PERCHÉ SOPRATTUTTO GLI ALTRI SI SONO UN PO' ADDORMENTATI. E IL GIORNO CHE GLI ALTRI COMINCERANNO A SVEGLIARSI ENTRERÀ LA COMPETIZIONE. MA IL CORRERE DA SOLI C'È SEMPRE, VOGLIO DIRE, ECCO, QUESTO È EVIDENTE.


D: PERCHÉ LEI HA APERTO UNO STUDIO A TOKIO, SENZA ENTRARE NEL PRIVATO, C'È UN RAPPORTO CON L'ALTRA CULTURA?


R: SONO QUASI 35 ANNI CHE HO I GIAPPONESI QUI IN STUDIO. INFATTI SONO STATI LORO A VENIRE IN ITALIA CON DELLA GENTE CHE ADESSO È PROFESSORE, CHE CREDO SIA GIÀ ANCHE IN PENSIONE, GLI ANNI PASSANO ANCHE PER LORO.
IL PRIMO LIBRO SU DI ME È STATO SCRITTO DA UN GIAPPONESE, IL QUALE DICE: ‘MA IN FONDO TU SEI IL PIÙ GIAPPONESE DEGLI ARCHITETTI ITALIANI’, PUÒ ANCHE DARSI, NON LO SO, PERÒ HO SEMPRE AVUTO E HO ANCORA IL FASCINO DI QUESTO DI QUESTA ARCHITETTURA DICIAMO SPONTANEA, CHE POI NON È SPONTANEA, È FATTA CON GROSSE QUALITÀ E CON L'ARTIGIANATO.
HO SEMPRE AVUTO QUESTO FASCINO DI QUESTA PRODUZIONE, DI QUESTA ATTENZIONE MANIACALE. IO SONO STATO A KIOTO DIVERSE VOLTE, SONO ORMAI 30 ANNI, E HO FATTO UNA GROSSA DISCUSSIONE CON GLI ARTIGIANI E UN SIGNORE, CHE TRA L'ALTRO ERA UN ORAFO, MI HA DETTO - QUESTO QUI AVEVA GIÀ UNA CINQUANTINA D'ANNI - E M'HA DETTO UNA COSA UN PO' TRISTE, M'HA DETTO ‘LEI RAGIONA COME MIO PADRE’.
IO NON HO MOLTA SIMPATIA PER LA METAFISICA, TUTTA LA PRODUZIONE - DICIAMO - ARTIGIANALE ORIENTALE NON È MAI METAFISICA, CIOÈ STA NEL MATERIALE SE VOGLIAMO. ANCHE LÌ LA VITA, INSOMMA, HA DELLE ALTRE PRESSIONI, PERÒ, INSOMMA, CI SONO ANCORA DEGLI OGGETTI DI DESIGN, C'È UN AFFARE PER APPOGGIARE LA TESTA CHE QUALCUNO MI AVEVA DATO E CHE IO CREDO SIA IL PIÙ BEL PEZZO DI DESIGN CHE POSSA ESISTERE, PERCHÉ È UN PEZZO SOLO, TAGLIATO IN MODO CHE DIVENTANO DUE. DA UN SEMPLICE PEZZO DI LEGNO NATURALE HANNO TIRATO FUORI UN OGGETTO CHE È DI UN'INTELLIGENZA STRAORDINARIA. IL MATERIALE È RISPETTATO, LA TECNICA ANCHE E SOPRATTUTTO C’È UNA POSIZIONE TEORICA ESATTA DELL'OGGETTO NEL DESIGN. QUEST'OGGETTO NON SARÀ MAI UN'OPERA D'ARTE, PERÒ È ESATTAMENTE QUELLO CHE È IL SUO DESTINO, INSOMMA.


D: PUÒ PARLARCI DELLA SUA ESPERIENZA DI PROGETTAZIONE CON IL CRISTALLO?


R: MI RICORDO CON L'ALABASTRO MI DICEVANO ‘FAMMI 5 OGGETTI’ E GLIENE HO FATTI 60. CON I CRISTALLI NE AVRÒ GIÙ IN MAGAZZINO, IN DEPOSITO, CIRCA 200 MODELLI, PERÒ UN CENTINAIO LI ABBIAMO ESEGUITI. ANCHE LÌ IL DISCORSO QUAL È? CAPIRE COS'È IL CRISTALLO, QUALI SONO I CONTORNI DEL CRISTALLO, LA DIFFERENZA CHE C'È FRA IL CRISTALLO E IL VETRO, QUAL È LA CARATTERISTICA CHE DEVI ADOPERARE, QUALI LE POSSIBILITÀ E DA LÌ POI VIENE QUASI SPONTANEO UN DISEGNO - DICIAMO - CHE CORRISPONDE ALLA PRODUZIONE DEL CRISTALLO. QUANDO LEI MODIFICA UN BICCHIERE, È CHIARO CHE CERCA DI FARE, OGGI COME OGGI, UN LAVORO UN POCHETTINO PIÙ SOFISTICATO: SI PUÒ BERE ANCHE IN UN CILINDRO, SU QUESTO NON C'È DUBBIO, PERÒ È CHIARO CHE ALLORA DIVENTANO DI PIÙ INTERESSE COME SI TOCCA, COME SI TIENE IN MANO, COME VA IMPUGNATO, DA CHE PARTE SI VERSA; SONO DELLE PICCOLE COSE SE VUOLE, CHE PERÒ DANNO UNA CARATTERISTICA - SCUSATE - OGGETTIVA ALLA COSA. SE DEVO VERSARE UN LIQUIDO DEVO SAPERE IN CHE DIREZIONE VA, È CHIARO CHE POSSO VERSARLO ANCHE CON UN CUBO, VOGLIO DIRE. MI RICORDO ALL'INIZIO AVEVO VISTO I BICCHIERI A FORMA CUBICA, NON SO BENE COME SI FACEVA A BERE, PERÒ LI HANNO VENDUTI E SI VEDE CHE FUNZIONAVA LO STESSO. NON HO MAI PENSATO DI FARE UNA SCULTURA PER BERE, ECCO, QUESTO VORREI CHE FOSSE MOLTO CHIARO. SECONDO ME UN BICCHIERE NON SARÀ MAI PER FORMALMENTE RICCO CHE SIA, PER INTERESSANTE CHE SIA, NON SARÀ MAI UNA SCULTURA PER BERE. QUESTA È UNA DISTINZIONE CHE ANDREBBE SOTTOLINEATA.
IL CRISTALLO È UN MATERIALE CHE NATURALMENTE, ANCHE DA NOI, HA UNA GRANDE STORIA, PERCHÉ C'È UNA MANODOPERA - DICIAMO - INSIEME ALL'ATTREZZATURA, INSIEME ALLA MODELLISTICA, MOLTO FORTE. QUESTA È UNA COSA CHE I DESIGNER DOVREBBERO RICONOSCERE DI PIÙ, CIOÈ L'HUMUS SU CUI UNA COSA NASCE. NON È CHE UNO ARRIVA E DICE ‘ADESSO VI FACCIO VEDERE IO COSA SI FA’, HO DEI DUBBI SU QUESTO. IL DESIGN HA BISOGNO DI ESSERE UMANAMENTE PIÙ GENEROSO. IL CONTRIBUTO CHE PORTA A UN PRODOTTO DEVE ESSERE PIÙ LARGO, NON SOLO LA BASE DELLA FIRMA.

((GENIUS LOCI))

D:OSSIA LEI DICEVA NEL DESIGN C'È A UN DATO PUNTO LA FORZA DEL GENIUS LOCI, IN QUALCHE MODO UN CONDIZIONAMENTO DELL’APPORTO ARTIGIANALE, CULTURALE?


R:BEH, SE C'È, CERTO CHE FA BENE. CERTO, POI QUI DIVENTA UN PO' UN VIZIETTO, COME È SUCCESSO IN ARCHITETTURA, È UN ALTRO DISCORSO. VOGLIO DIRE, È CHIARO CHE IL TEMPIO GRECO VA DALLA TURCHIA A TUTTA LA GRECIA, L'ITALIA, LA MAGNA GRECIA, È ARRIVATO IN SPAGNA, VOGLIO DIRE, NON È CHE UNA COSA SIA POI - COSÌ - BLOCCATA SU UN PEZZO DI TERRENO E BASTA. OGGI NATURALMENTE QUESTA COSA SI È ALLARGATA, PERCHÉ OGGI POSSO USARE - NON SO - QUESTA PENNA, NON SO SE È ITALIANA O NO, MA NON CAMBIA LO STESSO. VOGLIO DIRE, L'ADERENZA ALLO SFRUTTAMENTO DELLE QUALITÀ DEL SITO, SE CI SONO VA SEMPRE BENE. È CHIARO CHE IO PERÒ SE FACCIO UNA PIAZZA IN NORVEGIA - SONO STATO ADESSO CON 20 GRADI SOTTO ZERO - È UN TAGLIO CULTURALE PURAMENTE ASTRATTO: PORTARE IL GENIUS LOCI DELLA PIAZZA ITALIANA IN UN PAESE DOVE FA 20 GRADI SOTTO ZERO NON HA PIÙ SENSO. ECCO, QUESTI SONO GLI EQUIVOCI, PERÒ SE IO SFRUTTO IN TERMINI CORRETTI LA QUALITÀ CHE L'AMBIENTE MI DÀ È CORRETTO. DIAMO UN ESEMPIO FANTASTICO, BRUNELLESCHI HA FATTO QUELLO CHE HA FATTO - LO DICE ANCHE LUI - PERCHÉ AVEVA UN HUMUS DI CARPENTIERI, DI TECNICI, CHE L’HANNO PERMESSO, È CHIARO CHE SENZA BRUNELLESCHI NON SI FACEVA NEANCHE UNA CUPULA, MA NEANCHE SENZA TUTTA QUELLA GENTE LÌ SI RIUSCIVA. QUESTA È LA CONNESSIONE, QUANDO IO DICO UMANAMENTE PIÙ GENEROSA, È QUESTO IL TIPO DI APPORTO CHE È SICURAMENTE PIÙ RICCO DI QUELLO DI UNA PERSONA SOLA, PER GRANDE CHE SIA.


D: LEI PARLAVA DI UN'OPERA ARCHITETTONICA, LO STESSO DISCORSO LO POSSIAMO FARE ANCHE RIFERITO ALL'OGGETTO? OSSIA, PRENDIAMO UNA CASSETTIERA O UNA SEDIA CHE NASCE A TOKYO O A MILANO: HA UN RETROTERRA DIVERSO?


R: CREDO DI SÌ. IO OGNI TANTO VADO A MANZANO IN FRIULI DOVE C’È UNA PRODUZIONE TALMENTE RICCA DI APPORTI E DI ESPERIENZE, CHE È PIÙ FACILE TROVARE QUALCOSA DI NUOVO LÌ, O DISEGNARE QUALCOSA DI NUOVO LÌ CHE NON IN UN POSTO DOVE NON FANNO MAI SEDIE. L'ESIGENZA, LA CAPACITÀ DI TROVARE DEGLI HUMUS CORRETTI È MOLTO IMPORTANTE, È CHIARO. QUESTO È VERO, NON C'È DUBBIO, SE NO PARTO DA ZERO E IN GENERE NON SI PARTE MAI DA ZERO, ECCO. QUESTA È UNA COSA ANCHE DA DIRE. QUANDO UNO PENSA DI PARTIRE DA ZERO E DI FARE DELLE GRANDI INVENZIONI, MI FA VENIRE QUALCHE DUBBIO.

((CONTAMINAZIONI))

D: LA CONTAMINAZIONE DESIGN-MODA, COSA NE PENSA? CI SONO AD ESEMPIO GLI STILISTI CHE HANNO INTRODOTTO PER LA PROSSIMA STAGIONE L'USO DI MATERIALI DI METALLO NEI VESTITI, COME SE CHIEDESSERO SOCCORSO AL DESIGN, ALLA PROGETTAZIONE, COSA NE PENSA?


R:IO CREDO CHE SIA TUTTO UN PO' UN EQUIVOCO, NON È CHE RICORRENDO A DELLE FIBRE DI CARBONIO POSSA FARE UN VESTITO MIGLIORE CHE SE FOSSE FATTO IN UN ALTRO MODO. INSOMMA, LÌ CI SONO UN PO' DI GIOCHINI. D'ALTRA PARTE LA MODA È FATTA COSÌ, NON HO MOLTA ATTITUDINE, È CHIARO, È FATTA PER BRUCIARE SE STESSA, PER ESSERE TALMENTE - DICIAMO - EFFIMERA - PERCHÉ ALTRIMENTI NON È PIÙ MODA, PERÒ MI PARE CHE SIA UN PO' PERICOLOSO - E ADESSO MI PARE SIA GIÀ PASSATO. QUALCHE TEMPO FA C'ERA ANCHE FRA I DESIGNER DI FARE QUESTA SPECIE... DI AVERE QUESTO COMPLESSO DI INFERIORITÀ NEI CONFRONTI DEGLI STILISTI, ECCO. MA, DEVO DIRE GLI STILISTI SONO... HANNO DEGLI ALTRI MARGINI, INSOMMA SI PUÒ DIRE ADDIRITTURA CHE - NON SO - UN MODO PER FARE UN BICCHIERE È QUELLO DI NON FARLO, ECCO, MI PARE QUALCOSA DEL GENERE. È CHIARO UN MODO DI VESTIRE UNA PERSONA È QUELLO DI NON VESTIRLA; PERÒ SONO MODI CHE HANNO POCA AFFINITÀ COL DESIGN. CERTO, FA MOLTO GOLA VEDERE CHE HANNO QUESTO GROSSO SUCCESSO E SONO ANCHE BRAVI, NON C'È DUBBIO, PERÒ QUESTI ESCAMOTAGE UN PO' EQUIVOCI NON CREDO CHE IL GROSSO STILISTA NE ABBIA BISOGNO.


D: LEI NON TROVA CHE IL DESIGNER POSSA IN QUALCHE MODO CREARE DEI BISOGNI O IMPORRE DELLE ESIGENZE, DELLE MODE?


R:AH, NON C'È DUBBIO. OGGI ABBIAMO LA FORZA DI - DICIAMO - DI SOTTOMETTERE L'UTENZA A DELLE PRESSIONI TALI CHE RIUSCIAMO A CONVINCERLI A FARE DELLE COSE CHE NON HANNO BISOGNO. QUESTO È PROPRIO UN DATO... IO NON VOGLIO FARE IL MORALISTA, ME NE GUARDO BENE, PERÒ - VOGLIO DIRE - PROPRIO PERCHÉ NON VOGLIO FARE IL MORALISTA NON CREDO CHE QUESTI SIANO ATTEGGIAMENTI CORRETTI, ECCO. DIVENTANO DELLE SPECIE DI SETTE, ECCO, QUESTE QUI CHE IMPONGONO E DICONO ‘IO SO COSA HAI BISOGNO TU, ADESSO TE LO DICO IO, TU NON LO SAI PERCHÉ SEI UN PO' SCARSINO, MA IO TI DICO COSA HAI BISOGNO.’ E QUESTO LO DICEVI A LUI, CHE È UNA COSA VERAMENTE IMPENSABILE, VOGLIO DIRE, È CHIARO... È STRANO CHE L'UTENZA LO... OGGI È MOLTO PIÙ EVOLUTA, PERÒ È ANCHE PIÙ DISPONIBILE, ANCHE PERCHÉ LA PRESSIONE - DICIAMO - SULL'UTENZA È MOLTO FORTE. UNO RIESCE ATTRAVERSO TANTI SISTEMI, I MEDIA, A CONVINCERTI O A STANCARTI, PER CUI FINISCI PER USARE UNA COSA CHE TU NON HAI ASSOLUTAMENTE BISOGNO E NON TI INTERESSA NIENTE. DICEVO PRIMA, NON CREDO CHE CI SIA UNA FREQUENZA DI CAMBIARE... IL PIACERE DI CAMBIARE IL FRIGORIFERO COME ERA UNA VOLTA, ECCO, SE NE GUARDA BENE LA GENTE, PERCHÉ È UNA TALE NOIA E POI PIÙ O MENO VANNO BENE ABBASTANZA TUTTI, PER CUI IL PROBLEMA DEL FRIGORIFERO SI È UN PO' RIDIMENSIONATO, CORRETTAMENTE PER FORTUNA.

((ADEGUAMENTO TECNOLOGICO))

D: OSSIA TUTTO QUELLO CHE ERANO LE ESIGENZE DI UN NUOVO MODO DI VIVERE SIA NELL'AMBITO DOMESTICO CHE NELL'AMBITO CITTADINO DEGLI ANNI '60, '50-60…


R: NON C'È DUBBIO CHE QUANDO ERA UN'ESIGENZA TALMENTE PRIMARIA, CHE POI NON ESISTEVA PRIMA, PERCHÉ A MILANO ANCORA SI ADOPERAVANO... GIRAVANO I CARRETTINI COL GHIACCIO, CIOÈ VENDEVANO PEZZI DI GHIACCIO NELLE CASE PER TENERE IN FRESCO LE COSE. NON È CHE SIANO DUE SECOLI FA, INSOMMA, SIAMO NEL 1920. ORA, TUTTO SOMMATO, QUESTO TIPO DI ESIGENZA È STATA RISOLTA MOLTO BENE CON QUESTA PRESENZA DELL'INDUSTRIA CHE HA DATO DEI PRODOTTI CHE FUNZIONAVANO E DI CUI SI AVEVA BISOGNO. POI C'È STATA UN'ENFASI FORSE UN PO' COSÌ... E IN UN CERTO SENSO È TIPICA, QUANDO UNA COSA NON HA PIÙ UNA FUNZIONE MOLTO PRECISA, VA A FINIRE SULLA DECORAZIONE, SULLA FORMA UN PO' STRANA. NOI ABBIAMO DISEGNATO, SEMPRE PER LA ELECTROLUX CREDO, DI CUI ERO CONSULENTE, ANDAVO IN SVEZIA PER LORO, UN FRIGORIFERO CHE AVEVA QUESTA SEZIONE A FORMA DEL BRACCIO CHE FREQUENTA - DICIAMO - L'OGGETTO. CREDO CHE ADESSO È UNA COSA CHE HO VISTO FATTA DALLA REX CREDO, UN POCHINO PIÙ FORMALE, MA COMUNQUE È LA STESSA COSA. IO DEVO DIRE CHE TUTTO SOMMATO QUANDO UNA COSA LA GENTE LA CHIEDE, È MEGLIO DARGLIELA IL MEGLIO POSSIBILE, QUESTO È EVIDENTE, NON SONO TANTO D'ACCORDO QUANDO LA GENTE NON LA CHIEDE E LA FORZI A CHIEDERLA, ECCO. QUESTO È IL PUNTO SUL QUALE INSISTO CHE ANDREBBE UN PO' RIGUARDATO, PERCHÉ POI ANCHE PER L'INDUSTRIA STESSA, CIOÈ CONTINUARE A PRODURRE LE COSE INUTILI E NON TANTO UTILI E FORSE ANCHE PER LA STESSA INDUSTRIA DANNOSE, FINISCE PER AVERE UN PLAFOND PIUTTOSTO LIMITATO. CERTO, PERÒ È CHIARO CHE CAPISCO BENE CHE LE INDUSTRIE... IO MI SONO SENTITO DIRE TANTE VOLTE ‘MA LEI VUOLE CHIUDERE LA FABBRICA?’, NO, NON VOGLIO CHIUDERE LA FABBRICA, VOGLIO CHE PERÒ QUALCOSA SI FACCIA - DICIAMO - SEGUENDO LE ESIGENZE NUOVE. QUESTO PER FORTUNA - DICIAMO - IL FATTO TECNOLOGICO È SEMPRE APERTO, PERCHÉ CI SONO SICURAMENTE E CONTINUAMENTE DELLE MIGLIORIE, ANCHE NEI FRIGORIFERI STESSI, I DANNI CHE FACEVANO I PRIMI FRIGORIFERI ADESSO NON LI FANNO PIÙ, PER LA SALUTE, PER CUI QUESTO È SICURAMENTE UNA COSA CHE NON C'ENTRA NIENTE CON IL DESIGN IN UN CERTO SENSO.
(…)
NON C'È DUBBIO CHE QUESTE COSE HANNO SICURAMENTE UNA LORO STORIA, CHE VA PERÒ RESA - DICIAMO - REALE, VERA, CIOÈ LEI COME UTENTE DEVE AVER BISOGNO, AVER PIACERE DI AVERE QUESTA COSA QUI, SE INVECE LEI NON HA NESSUN PIACERE PERÒ GLIELA FANNO COMPERARE O BERE PER FORZA, ALLORA DIVENTA UN PO' MENO SIMPATICA, TUTTO LÌ.


D: QUINDI LEI AVEVA PROGETTATO UN MODO DIVERSO DI COSTRUIRE UN FRIGORIFERO GIÀ ALLORA?


R: SÌ, DI USARLO, CIOÈ DI AVERE UNA FUNZIONE... SONO TUTTE COSE AL LIMITE O QUASI UN PO' INUTILE. È CHIARO CHE SE IO DEVO PRENDERE UN OGGETTO A QUEST'ALTEZZA QUI STO DRITTO, SE DEVO PRENDERLA QUI SOTTO DEVO ANDARE A CHINARMI, PERCHÉ È CONTROMANO, DICIAMO. SE IO FACCIO UNA SEZIONE DI QUESTO TIPO EVIDENTEMENTE ESPONGO LA MERCE PIÙ FACILMENTE ALLA MIA PRESA. QUESTA È UNA COSA MOLTO NORMALE, NON È QUESTIONE DI GUSTO, È UNA QUESTIONE DI CORRETTEZZA. E ADESSO HO VISTO QUESTA COSA NEI GIORNALI ...


D: QUINDI, DICIAMO, LEI AVEVA ANALIZZATO QUELLA CHE ERA LA FUNZIONALITÀ DI UN OGGETTO GIÀ ALLORA.


R: SÌ, CHE POI NATURALMENTE SI TRADUCEVA IN UNA FORMA, NON C'È DUBBIO, QUANDO IO METTO UN SEGNALE SU UN BICCHIERE PERCHÉ C'È DENTRO IL GHIACCIO E VOGLIO CHE QUESTO GHIACCIO NON MI VENGA IN BOCCA BEVENDOLO, È CHIARO CHE FACCIO UNA POSIZIONE CORRETTA, ERGONOMICA, PER IL POLLICE E POI IMPEDISCO AL GHIACCIO CHE MI VENGA IN BOCCA. CIOÈ, SONO TUTTE PICCOLE COSE, CHE PERÒ DEVO DIRE STANNO SEMPRE NEL CORRETTO RAPPORTO DI DESIGN, NON SONO DELLE GRANDI COSE, NON SI PUÒ FARE DELLE GRANDI COSE, MI PARE UN PO' ESAGERATO. PERÒ IN QUESTE PICCOLE ATTENZIONI, IL DESIGN HA MOLTO SPAZIO, POI PERÒ C'È TUTTO UN ALTRO DISCORSO, DI TECNOLOGIE DIVERSE, DI IMPIEGHI DI STRUMENTI DIVERSI, DI ANALISI DICIAMO DEI PRODOTTI DIVERSE, LÌ È TUTTO UN FUTURO MOLTO APERTO. NON È TANTO SUL FATTO DELL'INVENZIONE CREATIVA. CITO SPESSO QUESTA FRASE: ‘LA CREDIBILITÀ È COME LA MARMELLATA, SE NON LA METTI SU UN PEZZO DI PANE UN PO' DURO NON HA FORMA’.
È VERO, QUESTA CREATIVITÀ VA MESSA SU QUALCOSA DI MOLTO PIÙ OGGETTIVO, ECCO, PER CUI VA BENE, ALTRIMENTI NON HA FORMA COME LA MARMELLATA.


D:E QUESTO VALE PER IL DESIGN E PER LA PROGETTAZIONE?


R:SENZ'ALTRO, SENZ'ALTRO. IO SONO UNO CHE DISEGNA MOLTO, PERÒ SO BENISSIMO CHE QUESTE COSE ORMAI DEVONO ESSERE FRUTTO DI MOLTE COMPONENTI, IN ARCHITETTURA ANCHE. NON PUÒ ESSERE SOLO UN GESTO DI UNA PERSONA, PERCHÉ SE ANDIAMO BENE A VEDERE, ANCHE NEL PASSATO QUESTE GRANDI PERSONE AVEVANO TUTTE - COME DICEVAMO PRIMA - QUESTE RELAZIONI, QUESTE MANODOPERE MOLTO SPECIALIZZATE, QUESTI AIUTI CHE ERANO GIÀ A UN LIVELLO MOLTO ALTO, PER CUI POTEVANO NATURALMENTE DARE UN ALTRO TOCCO, DICIAMO IN UN ALTRO LIVELLO. PERÒ SENZA UN ARTIGIANO BRAVO NON RIESCO A FAR NIENTE SE FACCIO UNA COSA ARTIGIANALE, C'È POCO DA FARE, VENGONO FUORI DELLE COSE TUTTE MALFATTE. CIOÈ IL DESIGNER HA BISOGNO, AVRÀ SEMPRE BISOGNO - CHECCHÉ SE NE DICA - DI QUESTO APPORTO - IO DICO - UMANAMENTE PIÙ RICCO, DI GENTE, DI PERSONE CHE SIANO - DICIAMO - RELAZIONATE CON IL SUO TIPO DI LAVORO, MA CHE SONO PER LUI MOLTO IMPORTANTI, SONO DEGLI AIUTI, UN PO' COME DICEVAMO IL MATERIALE. SENZA IL MATERIALE NON FAI NIENTE, FAI DELLE COSE CHE NON ESISTONO, PERÒ IL MATERIALE IN SÉ NON TI DICE NIENTE, SE NON LO SAI USARE, CONOSCERE. BISOGNA METTERSI IN SINTONIA CON QUESTI ... CHE SIANO L'ARTIGIANO, CHE SIA IL MATERIALE, PER CUI C'È UNA CONNESSIONE CHE DÀ NATURALMENTE AL DESIGNER UN AIUTO ENORME E GLI DÀ DEI FRUTTI MOLTO INTERESSANTI. PARLAVO PRIMA DEL CUB-8, IL CUB-8: AVRÀ 40 ANNI. ADESSO MI HANNO DATO QUESTA COPERTINA E IO SCHERZOSAMENTE HO DETTO: ‘SÌ, MA VOI SIETE IN RITARDO DI 40 ANNI, PERCHÉ AVETE MESSO SULLA COPERTINA, SUL CATALOGO, LA STRUTTURA DEL '64-65 O '66…’, MI RISPONDONO ‘MA VA MOLTO BENE’; SÌ PERÒ... VOGLIO DIRE, ‘ANDAVA BENE ANCHE 40 ANNI FA’.


D: COSA MODIFICHEREBBE LEI DEL CUB-8 OGGI?


R:CREDO CHE SIA UN PO' DIFFICILE, MA IO HO FATTO, DOPO IL CUB-8, UN GIUNTO CHE SIA CHIAMA ‘IN-OUT’, DENTRO-FUORI. IL CUB-8 È UN PROFILO DI PVC CON UN PANNELLO IN TRUCIOLARE, ALLORA È RIMASTO IL PVC NEL GIUNTO, E INVECE DI AVERE IL PANNELLO TRUCIOLARE È DIVENTATO ANCHE QUELLO DI PLASTICA. PER CUI IL CONCETTO È IDENTICO, SOLO CHE IN EFFETTI IL MATERIALE È UN PO' CAMBIATO, IL MATERIALE MI HA DATO UN'ALTRA FORMA, È EVIDENTE, PERÒ IL CONCETTO È IDENTICO, CIOÈ AVERE UNA COSA CHE ANCHE LÌ NON SI VEDEVA MAI, PERCHÉ INSOMMA, LEI QUANDO COMPRA UN ARMADIO VEDE UNO SPIGOLO E NELLO SPIGOLO C'È DENTRO QUALCOSA DI MOLTO INTERESSANTE PERÒ LEI NON VEDE.


D:HA QUALCHE OSSERVAZIONE DA FARE PER DEFINIRSI?


R:MA, CREDO CHE CI SAREBBERO TANTE COSE DA DIRE. L'IMPORTANTE SECONDO ME È AVERE INTERESSE ALLA REALTÀ, DELLA QUALE NOI SIAMO COMPONENTI, CIOÈ NON INVENTARE DELLE COSE CHE SONO DEI FUMI, ECCO, NON FARE DELLE SETTE PER IL GUSTO DI FARE. POI NATURALMENTE PASSANO DI MODA IN UN CERTO SENSO, E ANCHE UN PO' TROPPO.
IN QUESTI ULTIMI 10 O 15 O 20 ANNI HO VISTO TANTI MOVIMENTI NASCERE E SPARIRE, IL ‘TIRAMISU’ L'AVETE PRESO IN ITALIA E LO MANGIATE ANCORA, VUOL DIRE CHE IL ‘TIRAMISU’ TEORICAMENTE DÀ PIÙ FORZA NEL TEMPO CHE NON I MOVIMENTI DI ARCHITETTURA E DI DESIGN. QUESTO È ABBASTANZA INTERESSANTE, PERCHÉ? PERCHÉ IL ‘TIRAMISU’ PER QUANTO SIA UNA COSA STRANA, MA FUNZIONA, NON È UN'INVENZIONE ASTRATTA, MENTRE INVECE QUESTE ESPRESSIONI DICIAMO UN PO' DEVIATE, SONO UN PO', SECONDO ME, NON TANTO IN BUONA FEDE E ALLORA NON DURANO, PERÒ HANNO AVUTO UN GRAN SUCCESSO. È VERO, OGGI SI VEDONO COSE UN PO' INUTILI. DIREI CHE QUESTO FA PARTE DEI CONTRASTI DELLA VITA ATTUALE.

ANGELO MANGIAROTTI

 

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