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CLETO MUNARI

 

BIOGRAFIA

NATO A GORIZIA NEL 1930, INDUSTRIALE DELL’OREFICERIA. È FIGURA ANOMALA DI COLLEZIONISTA, MECENATE, INVENTORE. CONOSCE CARLO SCARPA NEGLI ANNI ’70 E INIZIA A REALIZZARE OGGETTI PER LA CASA IN MATERIALI PREZIOSI. NEL 1985 DÀ VITA A UN LABORATORIO PER IL QUALE DISEGNANO VENTI TRA I MAGGIORI ARCHITETTI E DESIGNER DEL MONDO (AULENTI, CASTIGLIONI, SOTTSASS, DE LUCCHI, MAGISTRETTI, SCARPA); COMPLEMENTI D’ARREDO DI VARIE TIPOLOGIE, PRODOTTI DA ROSSI & ARCANDI. RECENTEMENTE UNA COLLEZIONE DI OROLOGI, SEMPRE DISEGANTA DAI GRANDI MAESTRI.

INTERVISTA

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R: HO INIZIATO ABBASTANZA CASUALMENTE ALL'ETÀ DI 40 ANNI, DOPO UN PRIMO PERIODO ALLA FIAT DI MILANO, RAPPORTI CON GIO PONTI, CON ETTORE SOTTSASS NEL 1970. LA SVOLTA DEFINITIVA E L'INIZIO DELLA MIA ATTIVITÀ NASCE NEL 1972. ALL'ETÀ - DICIAMO DELLA PENSIONE – HO PENSATO DI INIZIARE A LAVORARE E HO COMINCIATO A INTERESSARMI DI DESIGN.
TUTTO QUESTO SOPRATTUTTO PER DIVERTIMENTO E NON PER UNA QUESTIONE ECONOMICA.
DOVEVO GIRARE UN PO' IL MONDO E AFFRONTARE E CONOSCERE I GRANDI MAESTRI DELL'ARCHITETTURA E DEL DESIGN… ANDARE A VIENNA, IN DANIMARCA, DOVE NASCEVA AGLI INIZI DEL CINQUANTA IL PRIMO DESIGN SOPRATTUTTO NEL MOBILE, MA ANCHE IN FINLANDIA, SVEZIA E LÌ HO CONOSCIUTO QUELLI CHE POTEVANO ESSERE I PIÙ GRANDI DESIGNER DI ALLORA. SUCCESSIVAMENTE GLI STATI UNITI, IL SUD AMERICA, AUSTRALIA, GIAPPONE E CINA. PERCIÒ MI SONO FATTO TUTTI QUANTI CINQUE I CONTINENTI PER UNA CONOSCENZA DI BASE. PARTIVO SOLO O ACCOMPAGNATO DA QUALCHE D'UNO PER CONOSCERE PRATICAMENTE I GROSSI PERSONAGGI DEL MONDO DEL DESIGN. QUESTA È STATA LA MIA FORMAZIONE. INTANTO POI, COME RIENTRAVO, MI DIVERTIVO SEMPRE A SEGUIRE CARLO SCARPA, CHE POI È MORTO NEL '78, E A VEDERLO LAVORARE.


D: CHE COSA LE HA MOSTRATO CARLO SCARPA - LEI DICE CHE È STATO SUO MAESTRO - CHE COSA LE HA RIVELATO?


R: CARLO SCARPA AVEVA SECONDO ME UNA QUALITÀ UNICA, MI DICEVA: "TU NE CAPISCI NIENTE, MA C'HAI IL SENSO DELLE PROPORZIONI", E IL SENSO DELLE PROPORZIONI CREDO PER IL MONDO DEL DESIGN SIA TUTTO QUANTO. E DA LÌ CREDO DI AVER AVUTO… ACQUISITO RILEVANZA SUL MERCATO INTERNAZIONALE, DI ESSERE QUALCUNO, SOLAMENTE GRAZIE A CARLO SCARPA.
IO FORSE SONO STATO UN BUON ALLIEVO, UN BUON ALUNNO, HO IMPARATO PRATICAMENTE QUELLO CHE POTEVA ESSERE POI IL SENSO DELLE PROPORZIONI, IL DISEGNO, LE TECNICHE, LE FINITURE, QUESTE COSE IN QUESTA MANIERA, ANCHE SE IO TUTTO SOMMATO NON SONO UN DESIGNER, SONO UN AUTODIDATTA. ALLORA ANDAVO DA ETTORE SOTTSASS E IN QUALCHE MANIERA DECIDEVO DI FARE GLI OGGETTI, MA SICCOME DOVEVO METTERE PER FORZA QUALCOSA DI MIO, PERCHÉ I DESIGNER, A PARTE SOTTSASS (CHE HA LAVORATO ALL'OLIVETTI IN LABORATORIO), NON CONOSCEVANO IL MATERIALE DA LAVORARE, DOVEVO MODIFICARE.
CARLO SCARPA HA SEMPRE AFFIANCATO AL TAVOLO DA DISEGNO CON LA MATITA LA FREQUENTAZIONE DEI LABORATORI, CONOSCENDO LE ESIGENZE DEI MATERIALI; PASSANDO DALL'ORO, ALL'ARGENTO, ALL'ACCIAIO, CAMBIA PRATICAMENTE SISTEMA DI LAVORAZIONE.


D: UNA COSA ANCORA SU CARLO SCARPA. CHE COSA AMMIRAVA DI PIÙ DI CARLO SCARPA, COSA LA COLPÌ DI PIÙ?


R: NON HO PIANTO LA MORTE DI MIO PADRE, MA HO PIANTO LA MORTE DI CARLO SCARPA. CARLO PER ME ERA TUTTO QUANTO.


D: DUNQUE LEI TORNA DA QUESTO VIAGGIO E COMINCIA A SEGUIRE CARLO SCARPA, QUINDI COSA SUCCEDE?


R: SUCCEDE CHE MI INVENTO DI COMINCIARE A DISEGNARE ANCH'IO QUALCOSA, FAR DISEGNARE QUALCOSA, METTERE SU QUESTI OGGETTI, CHE VENGONO SPESSO PUBBLICATI DALLE RIVISTE CON LE QUALI AVEVO STABILITO UN RAPPORTO, CHE SONO RIVISTE DI ARCHITETTURA. POI MI VENGONO RICHIESTI DAI MUSEI, DAL METROPOLITAN, MUSEO D'ARTE MODERNA E COSÌ È COMINCIATO PRATICAMENTE IL TUTTO. SONO PRESENTE IN 100-120 MUSEI DEL MONDO CON TUTTI I MIEI OGGETTI, DISEGNATI IN PARTE DA QUESTI ARCHITETTI, E IN PARTE CI HO MESSO LE MANI IO IN QUALCHE MANIERA E QUALCHE PEZZO È ANCHE MIO.


D: CHE ANNI ERANO E CON QUALI IDEE HA CERCATO I SUOI COLLABORATORI, DESIGNER?


R: UN PO' COSÌ, UN PO' COME UN CANE DA TARTUFI. ERAVAMO ALLA FINE DEGLI ANNI SETTANTA.


D: ECCO, A QUESTO PUNTO SI COMINCIA A PARLARE, ALMENO NELLA STORIA DEL DESIGN, SI COMINCIA A PARLARE DI POST MODERNO. COSA NE PENSA DI QUESTO TERMINE E COSA SIGNIFICA PER LEI?


R: MA CREDO CHE SIA ABBASTANZA DIFFICILE RISPONDERE. È STATO UN MOVIMENTO... PAOLO PORTOGHESI È STATO IL FONDATORE…


D: PUÒ RACCONTARE UN ANEDDOTO SU SCARPA?


R: NEL 1972 MI SONO ROVESCIATO SONO ANDATO DA CARLO SCARPA CHE ERA VENUTO DA VICENZA E HO CHIESTO: "PROFESSORE, IO VORREI CHE LEI DISEGNASSE PER ME PERSONALMENTE DELLE POSATE PIÙ FUNZIONALI”. I DISEGNI LI HO AVUTI ALLA FINE DEL 77. FECE DELLE POSATE IN ORO MASSICCIO, ANCHE PERCHÉ DICEVA CHE NEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI, DEI MAYA, O IN EGITTO, A PARTE I COCCI IN TERRACOTTA NON SI TROVAVA PIÙ NIENTE, MENTRE LA ROBA D'ORO O D'ARGENTO, LE COSE PREZIOSE RIMANGONO. QUANDO RIUSCII AD AVERE QUESTI DISEGNI, MI MISI IN CORSA PER POTERE FARE I PROTOTIPI DI QUESTE POSATE, CHE ERA UNA COSA MOLTO DIFFICILE. POI GLI DISSI: "GUARDI, SE LEI NON MI FA QUESTI PROTOTIPI DI QUESTE POSATE, IO NON RIESCO A FARE LE POSATE IN QUESTA MANIERA".VECCHIO E ANCHE MOLTO MALATO, AVEVA LA PASSIONE DEL BERE GRAPPA, ALLORA GLI HO MANDATO 12 BOTTIGLIE DI GRAPPA LA SERA STESSA, LO COMMOSSI IN QUALCHE MANIERA E MI DISSE "SENTA, SIGNOR MUNARI, GLIELE FACCIO PERÒ NON MI DIA DEI TEMPI. GLIELE FACCIO NEL GIRO DI 3-4-5 MESI". IL GIORNO DOPO PARTII PER IL SUD AFRICA E STETTI VIA UN MESE. TUTTI I GIORNI UN TELEGRAMMA O UNA TELEFONATA GLIELA FACEVO. QUANDO SONO TORNATO DOPO UN MESE, MI DICEVA "GLI HO PREPARATO SOLAMENTE LA FORCHETTA" E IO ERO ANSIOSO DI VEDERE QUESTA FORCHETTA, E SONO ARRIVATO A VENEZIA CON L'AEROPLANO, MIA MOGLIE È TORNATA A VICENZA, SONO ANDATO A VENEZIA A VEDERE E MI AVEVA PREPARATO TUTTI QUANTI TRE I PEZZI.
(…)
IL PRIMO A RICHIEDERLE FU UMBERTO AGNELLI QUESTE POSATE, POI IL METROPOLITAN IL MUSEO D'ARTE MODERNA E PRATICAMENTE LE POSATE DI CARLO SCARPA GIRARONO IL MONDO.
POI MI TELEFONÒ VICO MAGISTRETTI.


D: COME VEDE OGGI IL DESIGN?


R: IO CREDO CHE CI SIA UN RITORNO...
COME VEDO IL DESIGN? NON LO SAPREI DIRE, PERÒ IO CONTINUO ANDARE AVANTI A LAVORARE, CONTINUO A FARE DELLE COSE INTERESSANTI, COINVOLGO PERSONAGGI GIOVANI PER FARE DELLE COSE CON ME, PER LAVORARE PER LA MOTOROLA, PER LAVORARE PER L'ILLUMINAZIONE.


D: ALLORA DICIAMO IN CHE DIREZIONE SI STA MUOVENDO? STA SEGUENDO UNA LINEA IN PARTICOLARE?


R: PER ME È SEMPRE STATA TUTTA LA MIA VITA IN QUALCHE MANIERA. UN GIOCO, UNA SFIDA. HO FATTO FORSE PIÙ PERCHÉ MI PIACE, MI DIVERTE, SONO ATTRATTO IN QUALCHE MANIERA, E DOPO 20 ANNI DI DESIGN, MI HANNO CHIAMATO UN GIORNO A VERONA, PER FARE L'AEROPORTO DI VERONA.
DA CIÒ SI È SVILUPPATA SUI GIORNALI, SULLE RIVISTE UNA SERIE DI ARTICOLI POSITIVI CHE HA PORTATO AL DISCORSO DELL'ARREDO URBANO DI NAPOLI.


D: UN'ULTIMA DOMANDA CHE RIGUARDA PORTOGHESI. SE MI PUÒ RACCONTARE DELL'ESPERIENZA CHE HA AVUTO PERSONALMENTE CON PORTOGHESI.


R: PORTOGHESI È STATO DISTACCATO IN QUALCHE MANIERA, ANCHE MOLTO AFFASCINANTE, IL PRIMO FORSE IL QUALE HA VOLUTO FARE CONTRATTO. POI ABBIAMO AVUTO RAPPORTI DI AMICIZIA. TUTTORA STIAMO LAVORANDO INSIEME, INFATTI PENSO, CREDO E SPERO DI POTERLO COINVOLGERE NEI MIEI PROGETTI PERCHÉ È BRAVO, È UN UOMO DI GRANDE CULTURA E DI GRANDE SENSIBILITÀ.

CLETO MUNARI

 

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