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ADOLFO NATALINI

 

BIOGRAFIA

NATO A PISTOIA NEL 1941, ARCHITETTO E DESIGNER, PARTECIPA ALLA FONDAZIONE DI SUPERSTUDIO (ARCHITETTURA RADICALE E RADICAL DESIGN) NEL 1966. ALLO SCIOGLIMENTO DEL GRUPPO SI DEDICA ALLA PROGETTAZIONE ARCHITETONICA E DISEGNA MOBILI E OGGETTI ISPIRATI A FORME CLASSICHE.
HA LAVORATO, TRA L’ALTRO, PER SAWAYA & MORONI, ALEPH/DRIADE.

INTERVISTA


D: ALLORA, ARCHITETTO NATALINI PUÒ RACCONTARE LA SUA ESPERIENZA RELATIVA AL GRUPPO SUPER STUDIO A FIRENZE?


R: MA QUESTA È UNA DOMANDA CHE È DIVENTATA UN PO' OSSESSIVA, CHE ME LA FANNO MOLTO SPESSO, A DISTANZA DI TANTI ANNI SI RISCHIA SEMPRE DI CASCARE NEL PATETICO, NEL VOLER FARE UNA STORIA O FORSE NEL VOLER SOVRACCARICARE CERTI EVENTI DI SIGNIFICATO CHE FORSE NON AVEVANO.
È STATA UN ESPERIENZA PER ME MOLTO IMPORTANTE.
UNA VOLTA UN AMICO GIAPPONESE CHE SI CHIAMA HARATA ISOZAKI MI FECE NOTARE CHE IL 4 NOVEMBRE DEL 66 A FIRENZE AVVENNERO DUE CATASTROFI: UNA ERA L'INVASIONE DELL'ARNO E L'ALTRA LA MAFIA DEL SUPER STUDIO, È UNA COINCIDENZA CHE FORSE HA UN QUALCHE SIGNIFICATO. SE RIGUARDO A QUELL'ESPERIENZA E A QUEGLI ANNI, LA COSA PIÙ SEMPLICE DA DIRE È CHE ERA UN'ESPERIENZA MOVIMENTISTA, ERA UNA SPECIE DI SITUAZIONISMO, CIOÈ IL LAVORO DEL SUPER STUDIO ERA FONDAMENTALMENTE UN LAVORO CRITICO SU QUELLA CHE ERA LA SITUAZIONE ATTUALE. A METÀ DEGLI ANNI 60 IL NOSTRO LAVORO È STATO SÌ UN LAVORO CRITICO MA SOPRATTUTTO UN LAVORO IN UNA SPECIE DI TERRA DI NESSUNO, CHE ERA QUELLA CHE SI STENDEVA TRA L'ARTE E IL DESIGN, TRA LA POLITICA E L'UTOPIA, TRA LA FILOSOFIA E L'ANTROPOLOGIA, ERA UN TENTATIVO DI CRITICA RADICALE E DA QUI FORSE IL NOME DI ARCHITETTURA RADICALE, DI CRITICA RADICALE ALLA SOCIETÀ, INTESA NON TANTO E COSÌ SEMPLICEMENTE COME SOCIETÀ DEI CONSUMI, MA COME TUTTO IL CONTESTO NEL QUALE CI TROVAVAMO A LAVORARE. E QUINDI È STATO UN LAVORO - DICIAMO PURE - DI CARATTERE DISTRUTTIVO, ERA UN LAVORO ABBASTANZA ACIDO. ADESSO SE GUARDIAMO A QUELLE IMMAGINI COME LE TROVIAMO NEI LIBRI, HANNO UN ASPETTO MOLTO IRONICO, ALCUNE HANNO ANCHE UNA LORO PARTICOLARE BELLEZZA, PERCHÉ FORSE È RIMASTA SOLO UNA PATINA DOLCIASTRA ED È ANDATA VIA TUTTA L'ACIDITÀ CHE CONTENEVA.


D: QUESTO EPISODIO DEL SUPER STUDIO A FIRENZE, SUL PIANO NAZIONALE CHE RISONANZA EBBE E COME POI INTERAGÌ CON L'ESPERIENZA DI ‘GLOBAL TOOLS’?


R: NEL 66 SI FORMARONO A FIRENZE DUE GRUPPI, CHE ERANO L'ARCHIZOOM E IL SUPER STUDIO, MA I NOSTRI RIFERIMENTI FORSE NON ERANO SEMPLICEMENTE QUELLI ITALIANI, ANCHE SE LAVORAVAMO, COME DICEVO PRIMA, SU UN CONTESTO NOSTRO, NATURALMENTE AVEVAMO TUTTA UNA SERIE DI COLLEGAMENTI A LIVELLO CULTURALE CON ALTRE SITUAZIONI. NOI GUARDAVAMO MOLTO CERTI ANALOGHI MOVIMENTI - DICIAMO PURE - ARTISTICI, CHE SI ERANO SVILUPPATI IN AUSTRIA. IO PERSONALMENTE ERO MOLTO AMICO DEGLI ARCHIGRAM INGLESI, E QUINDI QUESTO MOVIMENTO - SEPPUR NATO A FIRENZE, CHE È UN PO' LA PROVINCIA DELL'IMPERO - AVEVA DELLE RADICI EUROPEE MOLTO RAMIFICATE ED EBBE ANCHE UNA RISONANZA A LIVELLO EUROPEO MOLTO GROSSA, FINO AD ARRIVARE AD UNA SUA SPECIE DI STATUS QUASI PLANETARIO, GLORIFICATO UN PO' CON LA MOSTRA ‘ITALY THE NEW DOMESTIC LANDSCAPE’ AL MOMA DI NEW YORK NEL ’72; MA QUESTA MOSTRA IN UN CERTO SENSO SEGNAVA L'APICE DELL'ESPERIENZA, MA ANCHE, COME SEMPRE SUCCEDE, LA SUA FINE. PERSONALMENTE RITENGO CHE IL NOSTRO LAVORO ABBIA AVUTO UNA QUALCHE RILEVANZA E UNA QUALCHE IMPORTANZA PROPRIO IN QUESTI ANNI TRA IL ‘66 E IL ‘72 E DOPO CAMBIATO RADICALMENTE DIREZIONE.
DOPO LA MOSTRA DI NEW YORK, CERCAMMO DI CONSOLIDARE QUESTA SPECIE DI SITUAZIONE CHE ERA DIVENTATA, VI DICEVO PRIMA, INTERNAZIONALE, ATTRAVERSO LA FONDAZIONE DI UNA ORGANIZZAZIONE DIDATTICA CHE SI CHIAMAVA ‘GLOBAL TOOLS’, PER CUI IL SUPER STUDIO, L'ARCHIZOOM, SOTTSASS E TUTTA UN'ALTRA SERIE DI PERSONAGGI CHE FORMAVANO QUESTA VARIEGATA GALASSIA DEL RADICALE, SI RIUNIRONO PER FORMARE, PER DARE VITA A UNA SERIE DI LABORATORI DIDATTICI CHE DOVEVANO PORTARE A UNA DIFFUSIONE DELLE NOSTRE IDEE, MA DOVEVANO ESSERE DELLE COSE PIÙ SIMILI A UN'ESPERIENZA DI VITA E DI LAVORO CHE NON A UNA SITUAZIONE DIDATTICO SCOLASTICA.
LA GLOBAL TOOLS SI RIUNÌ DIVERSE VOLTE, CI FURONO DEGLI STRAORDINARI SEMINARI, MA IN UN CERTO SENSO NON RIUSCÌ MAI A NASCERE E DOPO, DAL ‘73 IN POI, TUTTI I VARI PERSONAGGI HANNO PRESO LE LORO STRADE. PERSONALMENTE NOI COME SUPER STUDIO E IO MI SONO INTERESSATO DI ALTRE COSE, CI SIAMO DEDICATI A UNA SPECIE DI RIFONDAZIONE ANTROPOLOGICA DELL'ARCHITETTURA, INDAGANDO QUELLE CHE ERANO LE CULTURE MATERIALI EXTRAURBANE, LAVORANDO SULL'ARCHITETTURA SENZA ARCHITETTI, SULLA CREATIVITÀ SPONTANEA ECCETERA E LENTAMENTE, ATTRAVERSO QUESTO LAVORO SUL TERRITORIO, QUESTO LAVORO DI MATRICE ANTROPOLOGICA, SONO SEMPRE VENUTO PIÙ AVVICINANDO QUELLE CHE ERANO LE PARTICOLARITÀ LOCALI, FINO A RICOMINCIARE IN UN CERTO SENSO UNA NUOVA CARRIERA DI ARCHITETTO E DI DESIGNER VERSO IL ‘79, OCCUPANDOMI FONDAMENTALMENTE DI QUELLE CHE ERANO LE SITUAZIONI PARTICOLARI, I LUOGHI. ADESSO È MOLTO DI MODA, ANZI È UN PO' PASSATO, MA PER DIVERSI ANNI È STATO MOLTO DI MODA PARLARE DELLE SPECIFICITÀ DEI LUOGHI, PARLARE DEL GENIUS LOCI, UTILIZZANDO QUESTO TERMINE. L'ARCHITETTURA E IL DESIGN HANNO INDAGATO QUELLE CHE ERANO LE PARTICOLARITÀ, NON SOLO GEOGRAFICHE, DEI VARI LUOGHI, CERCANDO DI PRODURRE OGGETTI O ARCHITETTURE IL PIÙ RISPONDENTI POSSIBILI A QUELLO CHE IL LUOGO VOLEVA ESSERE, METTENDO IN PIEDI QUELLA SPECIE DI POETICA DELL'ASCOLTO DI CUI PARLAVA PORTOGHESI O SEMPLICEMENTE CERCANDO DI RISPONDERE ALLA DOMANDA METAFISICA CHE LUIS KAHN FACEVA PRONUNCIARE AL LUOGO - ‘COSA POSSO ESSERE, COSA VOGLIO, COSA DEBBO ESSERE’ - E QUESTO, A LIVELLO DI DESIGN, MI HA PORTATO PER DIVERSI ANNI A INDAGARE DELLE REALTÀ LOCALI LAVORANDO SUI MATERIALI, LAVORANDO SULLA TRADIZIONE. AD ESEMPIO SONO STATO IMPEGNATO INSIEME AD AMICI, TRA CUI UGO LA PIETRA, IN UNA SERIE DI MOSTRE A VERONA ‘ABITARE IL TEMPO’, NELLE QUALI CERCAVAMO DI COSTRUIRE UN NUOVO RAPPORTO NON PIÙ TANTO CON L'INDUSTRIA MA CON L'ARTIGIANATO, VISTO PROPRIO COME UNA GRANDE REALTÀ RAMIFICATA E PRESENTE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E A LIVELLO DI ARCHITETTURA HO COMINCIATO A LAVORARE NEL MONDO REALE CON UN'OTTICA - DICIAMO - DIAMETRALMENTE OPPOSTA A QUELLA CHE ERA STATA QUELLA DEGLI ANNI DELL'ARCHITETTURA RADICALE DEL SUPER STUDIO. ALL'INIZIO PARLAVO DI QUESTA ESPERIENZA COME UN'ESPERIENZA CRITICA, FONDAMENTALMENTE TESA A DISTRUGGERE UN INSIEME, TESA A DISTRUGGERE DELLE SPECIE DI IDEE CORRENTI CHE CONSIDERAVAMO BISOGNOSE DI DISTRUZIONE, MA ‘C'È UN TEMPO PER DISTRUGGERE E UN TEMPO PER COSTRUIRE’ E QUINDI VERSO IL 1979 HO COMINCIATO A LAVORARE IN UNA DIREZIONE DIVERSA CHE ERA QUELLA DELLA COSTRUZIONE DEI LUOGHI, DEGLI AMBIENTI E NON SOLO DEGLI OGGETTI E DEGLI AMBIENTI DOMESTICI. DA ALLORA MI SONO OCCUPATO FONDAMENTALMENTE DI RICOSTRUZIONE DI CITTÀ STORICHE IN ITALIA E NEL NORD DELL'EUROPA, LAVORANDO IN LUOGHI MOLTO DIVERSI, DALLA GERMANIA ALL'OLANDA.
CERTO, SE RIGUARDO INDIETRO A QUESTE ESPERIENZE DEGLI ANNI ‘60, DEVO DIRE CHE È STATA UN'ESPERIENZA ENTUSIASMANTE, UN'ESPERIENZA PIENA DI GRANDI SPERANZE E UN'ESPERIENZA CHE HA VISTO COINVOLTI DEI TALENTI STRAORDINARI. MOLTI DEGLI AMICI DELLA MIA GENERAZIONE ERANO DOTATI DI UNA STRAORDINARIA SENSIBILITÀ E DI UNA INCREDIBILE CAPACITÀ DI CAPIRE LE COSE E ANTICIPARE I TEMPI, POI LE FACCENDE MAGARI SONO ANDATE IN MANIERA DIVERSA DA QUELLO CHE NOI PENSAVAMO E QUINDI ADESSO IL FENOMENO DELL'ARCHITETTURA RADICALE VIENE DI TANTO IN TANTO RISPOLVERATO IN MOSTRE, È OGGETTO DI TESI DI LAUREE E DI RICERCHE, MA SE ANDIAMO A VEDERE QUELLA CHE È STATA LA SUA REALE INCIDENZA SUL MONDO REALE, POSSIAMO MAGARI AVERE ANCHE DEI DUBBI. CERTO HA AVUTO UNA STRAORDINARIA INCIDENZA NEL TRASFORMARE IL MONDO DELLE IDEE DEL DESIGN E DELL’ARCHITETTURA, E COME DICEVA APPUNTO HARATA ISOZAKI, NELLO STESSO MODO CHE FIRENZE NON È STATA PIÙ LA STESSA DOPO L'ALLUVIONE, COSÌ NON LO È STATO NEANCHE IL MONDO DEL DESIGN DOPO IL ‘66.


D: QUESTA ESPERIENZA SULL'ARTIGIANATO, IL NUOVO ARTIGIANATO, SECONDO LEI IN PROSPETTIVA HA UN FUTURO ANCHE NELLO SVILUPPO ITALIANO ECCETERA? SECONDO LEI È GIUSTO RIGENERARE UN CERTO TIPO DI ARTIGIANATO CON LE RISORSE LOCALI O AIUTARE LO SVILUPPO LOCALE ATTRAVERSO UN NUOVO ARTIGIANATO?


R: IL LAVORO SULL'ARTIGIANATO E SULLE RISORSE LOCALI MI SEMBRA UN LAVORO DI STRAORDINARIA IMPORTANZA, PERCHÉ VUOL DIRE RISALVARE INSIEME DEI SAPERI CHE NEGLI ULTIMI ANNI SONO STATI DRAMMATICAMENTE DIVISI E QUINDI SE NOI GUARDIAMO AD ESEMPIO AL MONDO DEL MOBILE, IN ITALIA È SUCCESSO UN FENOMENO ABBASTANZA CURIOSO: DA UNA PARTE C'ERA UNA ENORME QUANTITÀ DI IDEE E DI PROGETTUALITÀ CON UNA PRODUZIONE LIMITATISSIMA. SE NOI GUARDIAMO A QUELLO CHE ERA IL BUON DESIGN, IL DESIGN DELLE RIVISTE, POI ANDIAMO A VEDERE COSA INCIDEVA IN TERMINI DI MERCATO ERA UN'INCIDENZA BASSISSIMA. DALL'ALTRA PARTE C'ERA UNA ENORME PRODUZIONE DI MOBILI E DI OGGETTI, QUELLI CHE ARREDANO LA VITA DI TUTTI I GIORNI DEGLI ITALIANI, DIETRO I QUALI NON C'ERA ASSOLUTAMENTE PROGETTUALITÀ E C'ERA SOLO UNA RICERCA MINIMALE FATTA SOPRATTUTTO DI TRADIZIONE E DI COPIE DI SCARSA MEMORIA DI MODELLI CLASSICI. ECCO, IO RITENGO CHE IL TENTATIVO DI RISALDARE QUESTI DUE SAPERI - LA PROGETTUALITÀ E LA STRAORDINARIA MANUALITÀ, LO STRAORDINARIO SAPERE DELL'ARTIGIANATO ITALIANO - SIA APPUNTO UNA COSA DA TENTARE IN TUTTI I MODI, PERCHÉ VUOL DIRE RICOSTRUIRE UN'UNITÀ DA TROPPO TEMPO SCOMPARSA E VUOL DIRE INDIVIDUARE ANCHE VIE DIVERSE ALLA PRODUZIONE CHE NON SONO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE QUELLE DELLA GRANDE PRODUZIONE DI SERIE.

 

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