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PHILIPPE STARCK

 

BIOGRAFIA

NATO A PARIGI, 1949, DESIGNER E ARCHITETTO.
TRA I DESIGNER PIÙ IN VOGA DEL MOMENTO PER ORIGINALITÀ E FECONDITÀ, SVOLGE DA ALCUNI ANNI ANCHE ATTIVITÀ DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA. NEL 1968 FONDA LA QUASAR PER LA PRODUZIONE DI OGGETTI GONFIABILI. DAL 1971 A 1972 È DIRETTORE ARTISTICO DELLA PIERRE CARDIN; NEL 1979 APRE LO STUDIO DI DESIGN A MONFORT L'AMAURY. CREA UNA PROPRIA AZIENDA DI PRODUZIONE. L'OCCASIONE DI BALZARE ALLE CRONACHE GIUNGE DALLA COMMITTENZA DI FRANÇOIS MITTERAND PER ARREDI DELL'ELISEO, 1984. AUTORE DI NUMEROSI LOCALI PARIGINI NEWYORKESI E A TOKYO, VINCITORE DI IMPORTANTI PREMI QUALI IL GRAND PRIX NATIONAL DE LA CRÉATION INDUSTRIELLE (1988) E L'HONOR AWARD DELL'AMERICAN INSTITUTE OF ARCHITETCTS, 1992, PER IL PARAMOUNT HOTEL DI NEW YORK, TITOLARE DI UN'IMPORTANTE ATTIVITÀ DIDATTICA, SPAZIA A 360° NEL MONDO DELLA PROGETTAZIONE, COLLABORANDO CON LE PIÙ PRESTIGIOSE FIRME DEL MONDO DELL'ARREDO, DEL COMPLEMENTO E DEI VEICOLI.

INTERVISTA



R: HO RICEVUTO UNA PICCOLA EREDITÀ, UNA PICCOLA EREDITÀ INTELLETTUALE: MIO PADRE ERA UN INVENTORE, DISEGNAVA AEREI E LA SOLA EREDITÀ CHE MI HA LASCIATO NON È STATA UNA GRANDE SOMMA DI DANARO, COME GENERALMENTE AVVIENE CON L’AVIAZIONE - PER ME È STATO IL CONTRARIO - MA MI HA LASCIATO L’IDEA CHE UNO DEI MESTIERI PIÙ BELLI CHE SI POSSA FARE È UN MESTIERE CREATIVO. CON LA CREAZIONE SI PUÒ EFFETTUARE UNA RICERCA INTERIORE E LAVORARE SU SÉ STESSI. E CREANDO DEGLI AEREI, MI HA INSEGNATO DELLE COSE PREZIOSE: PER FAR VOLARE UN AEREO OCCORRE CREARLO, MA PER NON FARLO CADERE OCCORRE ESSERE RIGOROSI. QUESTO È SEMPRE STATO IL PRINCIPIO AL QUALE MI SONO ATTENUTO: CREATIVITÀ E RIGORE. IN SEGUITO HO ARRICCHITO O SMINUITO UN PO’ LA MIA SITUAZIONE. PER ME ERA DEL TUTTO NATURALE FARE SEMPRE SCHIZZI A MATITA, SOGNARE TUTTO IL TEMPO. SONO UN SOGNATORE. SIN DA GIOVANE HO VISSUTO DELLA MIA CREAZIONE. A SCUOLA ERO MOLTO, MOLTO, MOLTO, MOLTO CATTIVO, MA NON CATTIVO COME SI PUÒ NORMALMENTE IMMAGINARE. HO PERÒ SEMPRE FATTO DEI DISEGNI ECCELLENTI, E INFATTI TUTTI GLI ANNI, IN TUTTE LE CLASSI, VENDEVO I MIEI DISEGNI AI PROFESSORI IN CAMBIO DELLA TRANQUILLITÀ. SE DAVO LORO I MIEI DISEGNI MI ACCAPARRAVO IL DIRITTO A NON FARE NIENTE; IN PRATICA ERO SOGGETTO A UN RACKET ESERCITATO DAI PROFESSORI. COSÌ COMINCIAI A FARE DISEGNI DI ARCHITETTURA, AVENDO COME SCOPO PRINCIPALE QUELLO DI TORTURARE I PROFESSORI. COMINCIAI A DISEGNARE DELLE MACCHINE PER DIVERSI USI. ERA MOLTO INTERESSANTE, IMPARAVO COME UTILIZZARE LO SPAZIO, PERCHÉ PER RAGIONI CHE ORA MI SFUGGONO, VOLEVO CHE QUELLE MACCHINE PER TORTURARE I PROFESSORI FOSSERO PICCOLE. E DOPO AVER TORTURATO I PROFESSORI SI PASSA A TORTURARE POCO A POCO IL RESTO DEL MONDO. E CI SONO RIUSCITO BENE.


D: IL SUO DESIGN HA MODIFICATO L’IMMAGINE DEL DESIGN FRANCESE. SE N’È MAI RESO CONTO?


R: OCCORRE CAPIRE CHE NON SI È MAI, NON SI È MAI UN CREATORE UNICO. NON SI È MAI SOLI. UN CREATORE È SOLTANTO IL RAPPRESENTANTE DI UNA TRIBÙ, OVVERO AD UN CERTO MOMENTO SI FA QUALCOSA E LO SI MOSTRA AD UN AMICO, E QUESTO DICE. ‘OH È PROPRIO BELLO!’. QUESTO A SUA VOLTA LO DICE A UN ALTRO AMICO - ‘SAI HO VISTO UN TIZIO CHE FA UN BUON LAVORO’. E POCO A POCO LA TRIBÙ DIVENTA CONCORDE NEL DIRE CHE SEI TU IL RAPPRESENTANTE DI CERTE ATTIVITÀ DELLA TRIBÙ. È COME UN GRUPPO DI AMICI CHE HANNO LO STESSO GARAGISTA, UN GRUPPO DI AMICI CON LO STESSO MEDICO, UN GRUPPO DI AMICI CHE FREQUENTA LO STESSO CLUB. È ESATTAMENTE LA STESSA COSA: SEI IL RAPPRESENTANTE DI UNA TRIBÙ CHE TI SPINGE AD ANDARE AVANTI. PRIMA SI È IL RAPPRESENTANTE DELLA PICCOLA ‘TRIBÙ’ DI AMICI, POI DELLA PICCOLA TRIBÙ, DOPO SI DIVENTA IL RAPPRESENTANTE DI PARIGI, POI DI UN PAESE. A QUESTO PUNTO LA PERSONA STRANIERA CHE OPERA SCELTE A LIVELLO GLOBALE PUÒ CONTATTARTI PER CREARE OPERE IN GIAPPONE, IN AMERICA. E DIVENTI NOTO SULLA SCENA INTERNAZIONALE, DIVENTI IL RAPPRESENTANTE PER QUELLA SPECIFICA ATTIVITÀ NEL MONDO DI QUELLA TRIBÙ DALLE DIMENSIONI MAGGIORI. È SEMPLICEMENTE COSÌ. SE FOSSI UN IDRAULICO SAREBBE LA STESSA COSA. CREDO CHE LA MIA ATTIVITÀ SIA QUELLA DELLA LETTURA, COME INSEGNARE LA LETTURA DEI SEGNI ALLE PERSONE, ALLA MIA TRIBÙ. MOSTRO LORO DELLE COSE DICENDO: ‘QUESTO VA BENE, QUESTO NON VA BENE’. CREO DELLE COSE PER LORO, GLIELE PROPONGO, E LORO REAGISCONO DICENDO: ‘NO, QUESTO NON CI INTERESSA, O QUESTO CI INTERESSA’. MA OLTRE QUESTO ASPETTO, C’È SEMPRE L’INGENUITÀ E LA PRETESA DI VOLER DIRE ALLA GENTE: ‘POTREI PROPORVI UN MODO D’ESSERE? UN SEGNO, UN RIFERIMENTO, UN SIMBOLO CHE VI PERMETTANO FORSE DI AVERE UNA VITA MIGLIORE, E AVENDO UNA VITA MIGLIORE FORSE ANCHE UN MIGLIOR MODO DI PENSARE.’ QUESTO LAVORO FATTO PER RAGIONI PRETTAMENTE ESTETICHE O CULTURALI NON HA SENSO. LE BELLE SEDIE SI POSSONO TROVARE DOVUNQUE, LE BELLE LAMPADE SONO DOVUNQUE, I BEI TAVOLI SONO DOVUNQUE, CE NE SONO GIÀ ABBASTANZA. NON PUÒ ESSERE DIVERSAMENTE. OGGI TUTTO IL LAVORO ESTETICO E CULTURALE È DIVENUTO INUTILE, L’URGENZA DI AGIRE NON È PIÙ LÀ. OGGI L’URGENZA È DI TIPO POLITICO, OCCORRE LAVORARE SULLA RIDEFINIZIONE DELLA PRODUZIONE, SULLA RIDEFINIZIONE DEL RAPPORTO UOMO E MATERIA PERCHÉ L’UOMO POSSA RITROVARE IL PROPRIO SPAZIO SENZA ESSERE ATTANAGLIATO, ASFISSIATO, RICOPERTO DA UN MUCCHIO DI COSE FUTILI, GENERALMENTE PORTATRICI DI SIMBOLISMI ESTREMAMENTE DUBBI. SE GUARDATE PER STRADA, COME LAGGIÙ, VEDRETE CHE TUTTE LE MACCHINE, TUTTE LE AUTOMOBILI, TUTTO QUELLO CHE HA UN MOTORE, GLI SCOOTER, LE MOTO, DA QUALCHE TEMPO GLI SCOOTER UN PO’ MENO - E FORSE IN PARTE GRAZIE A ME - PORTANO SOLAMENTE SEGNI MASCHILI, DI MACHISMO, È RIDICOLO. PERCHÉ UNA MACCHINA DEVE AVERE I ‘COGLIONI’? NON HA SENSO. UNA MACCHINA È UN OGGETTO DI SERVIZIO CHE DOVREBBE ESSERE INTELLIGENTE. MA È PER QUESTO, L’UOMO NON POTENDO ESSERE PIÙ INTELLIGENTE CI RESTA MALE. L’INTELLIGENZA È FEMMINILE, L’INTELLIGENZA MODERNA È FEMMINILE, E LA MACCHINA NON È MODERNA, NON SARÀ MAI FEMMINILE. VEDETE QUINDI CHE È POSSIBILE LAVORARE CONTINUAMENTE SULLE DOMANDE: ‘QUESTO OGGETTO DEVE ESSERE MASCHILE O FEMMINILE? QUESTO OGGETTO MERITA D’ESISTERE O ESISTE SOLTANTO PER DIMOSTRARE AL PROPRIO VICINO CHE SI È PIENI DI SOLDI? O PER MOSTRARE CHE SI È PIÙ POTENTI?’ DIETRO E DAVANTI GLI OGGETTI ACQUISTATI CI SONO MOLTE BRUTTE COSE. LE CASE GENERALMENTE VENGONO COSTRUITE PER DIMOSTRARE CHE NELLA VITA SI È RAGGIUNTO IL SUCCESSO, PIUTTOSTO CHE PER VIVERE FELICI AL LORO INTERNO. CI SONO MIRIADI DI COSE COME QUESTE DA DECIFRARE. E QUESTO È UN PO’ IL MIO LAVORO. LO FACCIO IN VARI MODI CON UNA STRATEGIA DA FORMICA, CON UNA STRATEGIA UN PO’ VIZIOSA, CHE FA SÌ CHE NON MI OCCUPI MAI DELLE PERSONE ALLE QUALI PARLO. LO FACCIO PASSO DOPO PASSO, STEP BY STEP, DI QUA, DI LÀ, DI SU, DI GIÙ. E INFINE SI PUÒ CAPIRE DOVE STO PARANDO, PERCHÉ QUANDO PARLO ALLA MIA TRIBÙ, PRIMA DI TUTTO PARLO ANCHE A ME STESSO, PARLO A ME, A MIA FIGLIA, A MIO FIGLIO, A MIA MOGLIE, AGLI AMICI E A TUTTI QUELLI A CUI VOGLIO BENE. BISOGNA SEMPRE COMINCIARE DA LÀ. CHI DICE CHE PER PERSONE COME QUESTE BISOGNA FARE QUALCOSA NON CAPISCE. QUELLE PERSONE SONO IGNOBILI. DERUBANO LE PERSONE, DISPREZZANO LA GENTE E SOPRATTUTTO SONO MOLTO STUPIDE. SONO DESTINATE A SCOMPARIRE, PERCHÉ QUELLI CHE NON CAPISCONO CHE NOI SIAMO PER DEFINIZIONE INTELLIGENTI E IN CONTINUA EVOLUZIONE, IN CONTINUO PROGRESSO, QUELLI, QUELLI CHE DISPREZZANO SONO DESTINATI A SCOMPARIRE, E TANTO MEGLIO!
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IO AMO L’INDUSTRIA, AMO LA GRANDE INDUSTRIA PERCHÉ È IL SOLO MEZZO PER PRODURRE OGGETTI DI ALTA COMPETENZA QUALITATIVA, DI UNA ALTA COMPETENZA SEMANTICA, QUANDO CREATE DA BRAVI INDUSTRIALI E QUANDO HANNO PREZZI ACCESSIBILI. L’INDUSTRIA RENDE POSSIBILE LA MOLTIPLICAZIONE DELLA QUALITÀ, FARE OGGETTI POPOLARI, E QUESTO MI AFFASCINA. IL MIO LAVORO SI È SEMPRE FONDATO SULL’IDEA VIZIOSA E PRESUNTUOSA, ANCORA UNA VOLTA, DI CERCARE DI DARE IL MEGLIO AL MAGGIOR NUMERO DI PERSONE, QUANDO POSSIBILE. QUANDO SI HA L’ONORE DI POTERSI ESPRIMERE, QUANDO SI HA LA FORTUNA DI AVERE UNA BUONA IDEA, SE NON LA SI DIFFONDE SI COMMETTE UN LADROCINIO. QUINDI AMO L’INDUSTRIA MA A CONDIZIONE CHE SIA GESTITA DA PERSONE CON SANI PRINCIPI MORALI, CON ESIGENZE BEN PRECISE CHE TENGANO CONTO DELL’ECOLOGIA, DEI COSTI, DEI PROFITTI, DEGLI INVESTIMENTI DEI QUALI ABBIAMO PARLATO, DI RIDEFINIZIONE POLITICA, SESSUALE, SOCIALE E COSÌ VIA. MA D’INTERESSANTE C’È SOLO QUESTO. L’ARTIGIANATO PUÒ PRODURRE SOLTANTO PICCOLI FRONZOLI, PICCOLE FANTASIE DEI QUALI SI HA UGUALMENTE BISOGNO, MA CHE NON CORRISPONDONO AL MIO MODO DI PENSARE NÉ AL MIO MODO DI LAVORARE. ORA CERCO DI LAVORARE SU OGGETTI A LUNGA DURATA DI VITA, DI ALTA QUALITÀ A OGNI LIVELLO. OGGETTI COME IL VESTITO NERO CHE LE SIGNORE TENGONO NEL LORO GUARDAROBA. E ALTRE PERSONE CREANO CON GRANDE TALENTO GIOIELLI CHE CAMBIERANNO OGNI SEI MESI O OGNI TRE MESI. NON CORRISPONDE AL MIO MODO DI PENSARE, OGNUNO FA QUEL CHE PUÒ.


D: COME SI DEFINISCE?
((ITALIA EUROPA))


R: È MOLTO SEMPLICE. SONO UN ARCHITETTO GIAPPONESE, UNO SCENOGRAFO AMERICANO, UN DESIGNER INDUSTRIALE TEDESCO, UN DIRETTORE ARTISTICO FRANCESE E SONO UN DESIGNER DI MOBILI ITALIANO. PERCHÉ SONO UN DESIGNER DI MOBILI ITALIANO? PERCHÉ SOLTANTO IN ITALIA ESISTONO PERSONE DEGNE DI QUESTO NOME. QUANDO PARLI A DEI FABBRICANTI DI MOBILI FRANCESI - GENERALMENTE LO EVITO - HAI DAVANTI DELLE PERSONE CHE FANNO: ‘ALLORA SIGNORE STARCK, ALLORA PARE CHE I SUOI DISEGNI RENDANO QUATTRINI. NON PUÒ DISEGNARMI QUALCHE MOBILE, MI PARE INTERESSANTE’. PAUSA. A QUEL PUNTO DICO LORO: ‘LO METTERETE A CASA VOSTRA?’ ‘AH NO, LA MIA VITA È LA MIA VITA E LA MIA INDUSTRIA È LA MIA INDUSTRIA’. LI SALUTO E ARRIVEDERCI. QUI IN ITALIA QUANDO SI PRESENTA UN PROGETTO A CLAUDIO LUTI DI KARTELL, A ENRICO ASTORI DI DRIADE, A PIERO GANDINI DI FLOS, A UMBERTO CASSINA DI CASSINA, È UN VERO PIACERE. AMANO IL PROGETTO, L’AMANO CON PASSIONE. QUANDO SI PORTA UN PROTOTIPO AD ALBERTO ALESSI - L’HO VISTO POCO FA - PER LUI È NATALE, È UN BEL REGALO. ED È PIÙ DI UN SEMPLICE PIACERE. CON LORO NON C’È BISOGNO DI SPIEGARE, NON C’È BISOGNO DI PARLARE. L’INDUSTRIALE ITALIANO HA SEGUITO QUESTO TIPO DI CULTURA. UNA COSA DEVE AVERE UNA DATA FORMA IN UN DATO MOMENTO; UN OGGETTO DEVE ESSERE FATTO IN UN DATO MOMENTO; ALCUNE COSE NON SONO DA FARE. È QUESTO L’ASPETTO STRAORDINARIO, È L’ARMONIA. IO HO LA FORTUNA DI AVERE UNA VITA LUSSUOSA, VIVO IN UN INCREDIBILE LUSSO. AVENDO LAVORATO BENE, HO OTTENUTO UN CERTO SUCCESSO. NON CONOSCO MOLTO BENE GLI EFFETTI DI QUESTO SUCCESSO, AD ECCEZIONE DI UNO: POSSO SCEGLIERE CON CHI LAVORARE E LA SCELTA È MOLTO IMPORTANTE PERCHÉ MI PERMETTE DI LAVORARE SOLTANTO CON LE PERSONE CHE MI PIACCIONO E A CUI PIACCIO. AMMIRO I MIEI EDITORI E LORO MI AMMIRANO. FINIAMO ANCHE PER SEMBRARE IDIOTI: CI ABBRACCIAMO TUTTA LA GIORNATA, È PERFINO RIDICOLO. NON PARLIAMO MAI DI LAVORO, BENSÌ DEL PROFONDO RAPPORTO DI AMICIZIA CHE CI LEGA. QUI SI FA SUCCESSO PERCHÉ IL SUCCESSO È FONDATO SULL’INTELLIGENZA, LA RAPIDITÀ, LA CULTURA, L’AMICIZIA E LA VOGLIA DI ARRECARE PIACERE. NON HO MAI SENTITO UN EDITORE ITALIANO - MI RIPETO - DIRE: ‘QUESTO FRUTTERÀ UN BEL PO’ DI QUATTRINI.’ HO SEMPRE SENTITO DIRE: ‘QUESTO PIACERÀ MOLTO.’ ED È COSÌ CHE DEVE ESSERE.
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IL DESIGN DI INTERNI È UN LAVORO INTERESSANTE, CREDEVO CHE NON MI INTERESSASSE PIÙ. TRE ANNI FA AVEVO DECISO DI SMETTERE, MA NON CI SONO RIUSCITO. GLI HOTEL HANNO UN TALE SUCCESSO CHE NON POTEVO MOLLARE, NON POTEVO LASCIARE PERDERE PERCHÉ CI SONO INDUSTRIALI LE CUI IMPRESE SONO FONDATE SU DI ME, E NON POSSO PIÙ ABBANDONARLI. HO COSÌ RICOMINCIATO AD INTERESSARMI AGLI INTERNI, E MI SONO RESO CONTO CHE È VERAMENTE APPASSIONANTE. È UN LAVORO DI RAPPRESENTAZIONE DELL’UMANO, È COME REGALARE UN MOMENTO ECCEZIONALE, COME RENDERE LE PERSONE PIÙ BELLE, COME FARE SOGNARE, COME APRIRE DELLE PORTE E CHIUDERNE ALTRE, COME INDICARE DELLE VIE DA SEGUIRE. E ADESSO HO UNA METODOLOGIA ABBASTANZA PRECISA CHE FUNZIONA MOLTO BENE. HO DEGLI STRUMENTI, UNO DEI PRINCIPALI È LO STRUMENTO DEL SURREALISMO. IL SURREALISMO È UN QUALCOSA CHE TUTTI POSSONO COMPRENDERE. LE PERSONE DOTTE VI VEDONO REALMENTE IL SURREALISMO, MENTRE LE PERSONE MENO COLTE VEDONO SEMPLICEMENTE DELLE COSE STRAORDINARIE, DELLE COSE CHE AMPLIANO GLI ORIZZONTI DELLA MENTE. IN ALTRE PAROLE NON MI INTERESSA CHE LE PERSONE DICANO: ‘MIO DIO COME È BELLO! OH STARCK CHE TALENTO, COME È BRAVO!’ ME NE INFISCHIO DI QUESTI COMMENTI, PERCHÉ SI TRATTA DI GUSTI, DI MODE, DI ‘NON-MODA’, DOPO POCO DIRANNO L’ESATTO CONTRARIO. NON MI INTERESSA PER NULLA. QUELLO CHE DESIDERO È CHE UNA PERSONA CHE SIA STATA IN UNO DEGLI INTERNI DA ME CREATI - HOTEL, RISTORANTI, EDIFICI - CHE ABBIA VISTO UN OGGETTO, DICA: ‘È INCREDIBILE, È STRAORDINARIO’ E POCO DOPO ‘È PAZZESCO, COME SI PUÒ FARE UNA COSA DEL GENERE?’ E ALLA FINE DELLA GIORNATA DOPO AVER VISTO UN EDIFICIO, UN RISTORANTE, UNO SPAZZOLINO DA DENTI, UN TELEVISORE, UNA MOTO - UNA PICCOLA VIBRAZIONE POETICA SEMPRE UN PO’ DIFFERENTE - TORNI A CASA DICENDO: ‘PERCHÉ NON IO? GUARDA, TUTTO QUESTO HA L’ARIA DI QUEL GRANDE STARCK. QUEL GRANDE STARCK NON SEMBRA ESSERE PIÙ FURBO DEGLI ALTRI, MA SEMBRA FARE DEGLI SFORZI PER RICREARE LA PROPRIA VITA, PER RICREARE LA PROPRIA VITA. PERCHÉ IO NON DEVO LAVORARE SULLA MIA VITA?’. E A QUESTO PUNTO VORREI CHE LE PERSONE COMINCIASSERO UN LAVORO PERSONALE; CON LE MIE OPERE CERCO DI TRASFORMARE LO SPETTATORE IN ATTORE. È PER QUESTO CHE POCO FA MI AVETE PARLATO DEGLI HOTEL, I MIEI HOTEL SONO COME IL PALCOSCENICO DI UN TEATRO. C’È SEMPRE UNA GRANDE SCALINATA, COSÌ LE PERSONE CHE SCENDONO POSSONO GUARDARE ED ESSERE VISTE. È PER QUESTO I PALCOSCENICI SONO MOLTO LUNGHI. PER ESSERE BELLI OCCORRE ESSERE CONSCI DEL PROPRIO VALORE, OCCORRE ESSERE PER UN MOMENTO SOTTO I RIFLETTORI. BISOGNA FARE USCIRE LE PERSONE DAL LORO ANONIMATO. OCCORRE DIRE: ‘NO NON SEI UN NUMERO, ESISTI, SEI BELLO, HAI UNA PERSONALITÀ E MOSTRATI AL MONDO.’ CREO AMBIENTI DIFFERENTI NON BASATI SUL GUSTO DI SAPERE SE IL GIALLO, IL NERO E IL GRIGIO VANNO BENE ASSIEME. ME NE INFISCHIO. NON NE HO LA MINIMA IDEA. QUELLO CHE MI INTERESSA È CHE LA GENTE POSSA FARE DELLE SCOPERTE, CHE LE PERSONE VIVANO MOMENTI FORTI, CHE POSSANO RICORDARSENE E CHE GLI ORIZZONTI DELLE LORO MENTI POSSANO ESPANDERSI. È, ANCORA UNA VOLTA, UN FAVORE FRA AMICI.
(…)
È VERO CHE ME NE INFISCHIO DEL PRODOTTO FINALE. PER ME SONO SOLTANTO DEI PRETESTI. PRESTO MOLTA ATTENZIONE, IL PIÙ POSSIBILE, SONO UN MANIACO. LAVORO 15 ANNI, A VOLTE VENT’ANNI SU UN’IDEA. I MIEI COLLEGHI SI ARRABBIANO MOLTO QUANDO DICO CHE CI IMPIEGO TRE MINUTI. MA È VERO, IMPIEGO TRE MINUTI PER DARE FORMA A UN’IDEA, MA DOPO VENT’ANNI DI LUNGHE RIFLESSIONI. ED È PER QUESTO CHE UNA VOLTA CHE HO TERMINATO PER ME È FATTA. NON M’INTERESSA PIÙ. SONO SEMPRE DELUSO DI QUEL CHE CREO. NON MI PIACE QUEL CHE CREO. LO TROVO DEBOLE, SCIATTO, SENZA IL MINIMO RIGORE, INESATTO. SONO DECISAMENTE GELOSO DELLE CREAZIONI DEGLI ALTRI DESIGNER - ACHILLE CASTIGLIONI, MEDA, MENDINI, MICHELE DE LUCCHI - LOGICAMENTE CE NE SONO TANTI ALTRI. TROVO CHE I LORO LAVORI SIANO MIGLIORI DEI MIEI, E PER DI PIÙ È VERO. MA IL MIO PROBLEMA NON È QUESTO. IL MIO PROBLEMA È CHE PARLO COME POSSO, DI QUELLO CHE POSSO E VOGLIO, E ALLE PERSONE ALLE QUALI VOGLIO PARLARE, E IL TUTTO PRENDE LA FORMA CHE PUÒ. È MOLTO INTERESSANTE, MI PENTO SEMPRE DI QUEL CHE FACCIO. È QUESTO CHE MI SPINGE A FARE ALTRE COSE. SE FOSSI STATO SODDISFATTO DELLE MIE CREAZIONI E DELLE INNUMEREVOLI COSE CHE FACCIO, AVREI SMESSO DA UN BEL PEZZO. MI DOMANDATE SE RIMPIANGO DI NON AVER FATTO ALCUNE COSE. NO, NO, POSSO RIMPIANGERE DI NON AVERLE FATTE BENE, MA NON RIMPIANGEREI MAI DI NON AVER FATTO QUALCOSA IN PARTICOLARE. SOPRATTUTTO OGGI CHE PENSO CHE NON SI DEBBA PIÙ FARE NULLA. PENSO CHE OGGI LA POSIZIONE MIGLIORE CHE UN PRODUTTORE DI IDEE COME ME POSSA AVERE SIA QUELLA DEL RIFIUTO. È QUELLA DI DIRE NO, E IN OGNI CASO DI INTERROGARSI. ‘È VERAMENTE UTILE? NON CREDETE CHE SAREBBE UN’ALTRA MERDA? PENSO CHE FORSE SI POTREBBE EVITARE DI FARLO.’ E SE LA PERSONA DAVANTI A ME È INTELLIGENTE, DIRÀ: ‘MA SI È VERO, NON SIAMO OBBLIGATI A FARLO. GRAZIE SIGNORE, QUANTO LE DEVO? GRAZIE SIGNORE DESIGNER, AVETE SVOLTO UN OTTIMO LAVORO DICENDOMI CHE NON BISOGNAVA FARLO.’ È QUESTA LA PRECISIONE DEL LAVORO. SE È VERAMENTE LEGITTIMO, SE È VERAMENTE OBBLIGATORIO FARLO, A QUEL PUNTO SI ESEGUE IL LAVORO O ATTRAVERSO LA ‘DEMATERIALIZZAZIONE’ - OVVERO SI CAMBIA LA FORMA DI ESPRESSIONE DELLA COSA PER CREARE UN OGGETTO CON UN’ALTRA TECNOLOGIA, IL CHE RENDE PIÙ PURO IL SERVIZIO RESO - OPPURE LO SI FA PASSARE ATTRAVERSO UNA SERIE DI ESIGENZE CHE FANNO SÌ CHE L’OGGETTO SIA GESTITO DA REGOLE MORALI CHE LO RENDANO PROFONDAMENTE MODERNO. LO RIPETO, L’ECOLOGIA, LA POLITICA, IL SESSO E COSÌ VIA. QUINDI NON RIUSCENDO MAI A RAGGIUNGERE LA PERFEZIONE TOTALE DI TUTTI I PARAMETRI, NON SONO MAI SODDISFATTO.
(…)
SE SI VUOLE CAPIRE QUEL CHE ACCADE OGGI E QUEL CHE ACCADRÀ DOMANI, OCCORRE ANDARE MOLTO INDIETRO NEL TEMPO. BISOGNA SAPERE CHE A UN DATO MOMENTO ERAVAMO DEI BATTERI, POI SIAMO DIVENTATI DELLE RANE E TUTTO FILAVA LISCIO. VIVEVAMO NELL’ACQUA. L’UOMO GETTAVA IL PROPRIO SEME, LA DONNA GETTAVA LE PROPRIE UOVA, E LA CORRENTE RACCOGLIEVA TUTTO. UN GIORNO L’UOMO E LA DONNA SALGONO SULLA TERRA. COME AL SOLITO LA DONNA GETTA IL PROPRIO UOVO, MA A QUEL PUNTO IL PROBLEMA È CHE L’UOVO RESTA PER TERRA. ACCADE QUALCOSA DI STRAORDINARIO, QUANDO L’UOVO RESTA LÀ PER TERRA LA DONNA SI INNAMORA FOLLEMENTE DELL’UOVO E SI ASSISTE ALL’INVENZIONE DELL’ESSENZA DELLA NOSTRA CIVILIZZAZIONE: L’AMORE. È L’AMORE MATERNO. PROTEGGE IL SUO UOVO, VUOLE PROTEGGERE IL SUO UOVO E SE POSSIBILE MIGLIORARLO. CHIAMA IL MARITO, LUI VEDE TANTE COSE; VA A CACCIA, QUINDI VEDE LA VITA, LA MORTE E I GRANDI SPAZI. HA PAURA DI TUTTO, NON CAPISCE, NON HA I MEZZI PER SVILUPPARSI, E OGNI VOLTA CHE NON CAPISCE APRE UNA PORTA NEL CIELO, COSÌ, E VI METTE TUTTO QUELLO CHE NON CAPISCE: LA VITA, LA MORTE E COSÌ VIA. E VIA VIA CHE VI INTRODUCE COSE INCREDIBILI, LA SCATOLA NEL CIELO DIVENTA SEMPRE PIÙ POTENTE. LA MOGLIE GLI DICE: ‘DIMMI MIO CARO COME POTREI PROTEGGERE, MIGLIORARE IL MIO UOVO?’, E LUI DICE ‘ASCOLTA, NON SO ANCORA IN CHE MODO. MA SO A COSA DEVE SOMIGLIARE.’ LEI HA APPENA INVENTATO L’AMORE, LUI HA APPENA INVENTATO DIO, E L’AMORE E DIO HANNO APPENA INVENTATO IL PROGRESSO. E IL PROGRESSO PASSERÀ ATTRAVERSO LA FABBRICAZIONE DI STRUMENTI CHE TENTERANNO DI DARCI UNA VITA MIGLIORE AFFINCHÉ LA NOSTRA DISCENDENZA POSSA ESSERE MIGLIORE, VIVERE PIÙ A LUNGO ED ESSERE PIÙ FELICE. FACCIAMO UN SALTO DI QUALCHE MILIONE D’ANNI E ARRIVIAMO A OGGI E VEDIAMO CHE TUTTI GLI STRUMENTI INVENTATI PER SERVIRCENE SI SERVONO DI NOI. IN PRATICA LA SITUAZIONE SI È CAPOVOLTA. E SE I NOSTRI POVERI ANTENATI, DOPO TUTTA LA LORO FATICA, CI VEDESSERO OGGI, SAREBBERO TRISTI PERCHÉ CI VEDREBBERO COME SCHIAVI DEGLI STRUMENTI DA LORO INVENTATI. OGGI LA PRIORITÀ È QUELLA DI RIMETTERE LE COSE AL LORO POSTO. STIAMO PER CAMBIARE MILLENNIO - AMIAMO LE DATE SIMBOLICHE - È DIVERTENTE, LA STAMPA NE PARLERÀ TANTO, APPROFITTIAMONE.
È IL MOMENTO DI RIMETTERE LA MATERIA DOVE DEVE STARE, E GLI UOMINI DOVE DEVONO STARE. L’UOMO SAREBBE COSÌ PIÙ FELICE, VIVREBBE MEGLIO, E SE FOSSE PIÙ FELICE RITROVEREBBE UNA COSA CHE STA PER PERDERE, LA PIÙ BELLA COSA MAI INVENTATA - È L’AMORE. OGGI LA PRODUZIONE DEVE RICONSIDERARE LA PROPRIA LEGITTIMITÀ IN MODO DA POTERSI DIRE: ‘QUESTO OGGETTO DEVE ESISTERE? CI SERVE VERAMENTE? NON SIAMO FORSE NOI CHE VENIAMO USATI? È PORTATORE D’AMORE? CI PORTERÀ FELICITÀ?’. LA PRODUZIONE SARÀ COSÌ, È PER QUESTO CHE OGGI LAVORO SU QUELLO CHE CHIAMO IL ‘NON-PRODOTTO’ PER IL ‘NON-CONSUMATORE’ DEL MERCATO MORALE DEL TERZO MILLENNIO, OVVERO QUESTA SERA O DOMANI.
COLORO CHE NON HANNO COMPRESO QUESTA PROBLEMATICA DI RIDISCUSSIONE DEL RAPPORTO FRA UOMO E MATERIA, CREERANNO COSE OBSOLETE O PERICOLOSE. L’UOMO DEVE TORNARE AL PROPRIO POSTO, E L’AMORE DEVE NUOVAMENTE LEGARE LE PERSONE FRA LORO E NON DEVE ESSERE SINONIMO DI POSSESSO, DI MATERIALITÀ COME OGGI. QUELLO CHE OGGI VI DICO PUÒ SEMBRARE INCREDIBILE, EPPURE PUÒ MOLTO DIVERTENTE, PERCHÉ SE LO SI FA CON CREATIVITÀ PUÒ ENTUSIASMARE. E L’ENTUSIASMO È UNA COSA CHE HO VISTO SPARIRE. QUANDO ERO PICCOLO MI VEDEVO CON I MIEI COMPAGNI, CI SI DIVERTIVA, HO VISTO COSE ENTUSIASMANTI, E DA ALLORA PIÙ NIENTE, È TUTTO TRISTE. OCCORRE REINTRODURRE PAROLE CHE OGGI SONO FUORI MODA, CHE OGGI SONO RIDICOLE. LA PAROLA COMPASSIONE, CONFISCATA DALLA CHIESA; UNA BELLISSIMA PAROLA CHE SIGNIFICA DARE AMORE SENZA ASPETTARSI NIENTE IN CAMBIO. LA PAROLA CIVISMO, CONFISCATA DALLO STATO, OVVERO LE LEGGI PER VIVERE IN COMUNE. ESISTE COSA PIÙ BELLA DI QUESTA? ESISTONO PAROLE COME QUESTA ALLE QUALI OCCORRE DARE UN NUOVO VALORE PER DIVENTARE UNA SOCIETÀ UMANA, CIVILIZZATA, E RIPRENDERE LA NOSTRA EVOLUZIONE PER DIVENTARE PERSONE REALMENTE CIVILI.

PHILIPPE STARCK

 

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