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MATTEO THUN

 

BIOGRAFIA

NATO A BOLZANO NEL 1952, ARCHITETTO E DESIGNER. SOCIO FONDATORE DELLO STUDIO SOTTSASS ASSOCIATI E DEL GRUPPO MEMPHIS, SI COLLOCA TRA GOOD DESIGN E NUOVO DESIGN.
HA DISEGNATO PER ALESSI, MEMPHIS APPUNTO, TIFFANY, MA ANCHE SU LARGA SCALA PER AEG, CAMPARI, SWATCH. CONQUISTA TRE ‘COMPASSO D’ORO’ (1987, 1989, 1991).
ULTIMAMENTE HA ACCENTRATO L’ATTENZIONE ANCHE SUL MONDO CONTRACT E L’ECO DESIGN

INTERVISTA


R: SU QUESTO TAVOLINO DA CAFFÈ CI SONO TRE OGGETTI, MOLTO MOLTO DIVERSI UNO DALL'ALTRO: LA LAMPADA È UN TIPICO PRODOTTO DI BEL DESIGN, OVVERO DI QUELLA FORMULA CHE ORMAI NOI TUTTI DESIGNER ITALIANI CONOSCIAMO MOLTO BENE FIN DAGLI ANNI 70, CHE È QUELLA DI FARE DELLE BELLE FORME, SINONIMO ANCHE DELL'AZIENDA CHE LE PRODUCE; SICURAMENTE L'AZIENDA CHE HA PIÙ STORIA NEL DESIGN, UN'AZIENDA CHE HA COSTRUITO LA SUA FORTUNA SUL BEL DESIGN. LA TAZZINA PICCOLA È INVECE, COME SWATCH; OGGI HO PORTATO UNO DEI MIEI PRIMI SWATCH CHE HO FATTO NELL'87/88, CHE SI CHIAMA MADAME POMPADOUR. È UN OROLOGIO MOLTO, MOLTO KITCH E SONO MOLTO AFFEZIONATO A QUESTO OGGETTO. QUAL È LA DIFFERENZA TRA UNO SWATCH E UNA TAZZINA ILLY? LA DIFFERENZA NON SUSSISTE, IN QUANTO LA FORMULA DI AVERE UN ARCHETIPO, UNA FORMA MOLTO, MOLTO SEMPLICE, SULLA QUALE SI POSSONO RACCONTARE VARIE STORIE, I VARI VESTITI, LA VESTIZIONE E LA FORMULA DELLA VESTIZIONE SONO IL TEMA CHE PER TANTI ANNI MI HA AFFASCINATO E MI SONO COSTRUITO UN POCHINO UN MIO METODO PROGETTUALE, CHE È APPUNTO LA ‘SWATCHIZZAZIONE’ IN QUESTO CASO DELLA TAZZINA ILLY.
L'ALTRO OGGETTO È UNA CAFFETTIERA APPENA USCITA. QUESTA CAFFETTIERA APPARTIENE AD UN METODO DI PROGETTAZIONE CHE MI È MOLTO VICINO, ANZI DIREI CHE È CONGRUO AL MIO VERO MODO DI ESSERE: È IL ‘NO DESIGN’, OVVERO RINUNCIARE A UNA FORMA PERSONALE, A UN LINGUAGGIO CHE TRAE LO SPUNTO DA UN ARCHETIPO. IN QUESTO CASO LA TAZZINA ROSSA LAVAZZA, L'HO RIPRESA PARI, PARI E L'HO MESSA SU UNA CALDAINA DI ALLUMINIO. NE ESCE UN OGGETTO CHE CREDO RIPRENDE UN POCHINO QUELLA POPOLARITÀ CHE ABBIAMO CONOSCIUTO NEL MONDO LAVAZZA DEGLI ANNI ‘60 CON I FAMOSI TESTIMONIAL DEL CINEMA ITALIANO.


D: PUÒ CONFRONTARE LA SUA GENERAZIONE CON QUELLA DEI PROGETTISTI PRECEDENTI? INSOMMA, SA CHE LEI È ANCORA UN GIOVANE DESIGNER?

R: MAMMA MIA, IO FRA TRE ANNI SICURAMENTE ANDRÒ IN PENSIONE PERCHÉ SONO SPOMPATO DA UN RITMO CHE DA VENT'ANNI MI SPOSTA DA UNA PARTE ALL'ALTRA DEL MONDO, E GIÀ QUESTO MI DISTINGUE CHIARAMENTE DA QUELLA FORMIDABILE RAZZA, GIÀ BIOLOGICAMENTE SUPERIORE ALLA MIA, DA UN CASTIGLIONI DI OLTRE OTTANT’ANNI ANNI, SICURAMENTE CRESCIUTO E VISSUTO PIÙ SANO, CON DEI RITMI PIÙ INTELLIGENTI, E CON METODO PROGETTUALE PIÙ CONTROLLATO DEL MIO. QUINDI, MIO MALGRADO, DEVO DIRE CHE PER QUANTO RIGUARDA LA NOSTRA GENERAZIONE DEI GIOVANI, NON POSSIAMO ESSERE PARAGONATI A QUELLA FORMIDABILE, STUPENDA GENERAZIONE CHE VERAMENTE HA SCRITTO LA STORIA DEL DESIGN ITALIANO.

D: SECONDO LEI CI SONO NUOVI GIOVANI?

R: CI SONO NUOVI GIOVANI, MA IO NON CREDO CHE VANNO RICERCATI NELLA CATEGORIA PROFESSIONALE COSIDDETTA DESIGN, VANNO RICERCATI NEL COSIDDETTO ‘HOLISTIC APPROACH’, TERMINE DIFFICILMENTE TRADUCIBILE IN ITALIANO, OVVERO I ‘PIRATI DEL MESTIERE’, RAGAZZI SUI 20, 25 ANNI CHE NON HANNO MAI STUDIATO DESIGN, PERÒ CON UNA NUOVA FORZA E UN NUOVO CONCETTO ASSAI PIÙ VIVO, CHE COMBINA HARD E SOFTWARE KNOW HOW, CON UN ATTEGGIAMENTO CULTURALE DEL TUTTO NUOVO E DIVERSO DELLA MIA GENERAZIONE. HO MOLTA FIDUCIA NELLA GENERAZIONE DEI DESIGNER CHE NON HANNO A CHE FARE CON IL DESIGN.

((MESTIERE))

D: ESISTE IL MESTIERE DI DESIGNER?

R: NO, NON CREDO AFFATTO, È UN TERMINE FINTO, È NATO CON LA PROBLEMATICA DELLA RIPRODUZIONE DI OGGETTI INDUSTRIALI E ORMAI CHE SIAMO ALLA FINE DI QUESTO PERIODO MECCANICISTICO, E SIAMO - FORTUNA NOSTRA - ENTRATI IN UN'AREA, IN UN PERIODO PIÙ RILASSATO, DOVE IL SOFTWARE CI PERMETTE DI VELOCIZZARE CERTI PROCESSI, CREDO CHE IL DESIGN SARÀ DI NUOVO SOSTITUITO, DA UN APPROCCIO, CHE FORSE PUÒ IN PICCOLA PARTE ESSERE COPERTO DAGLI ARCHITETTI.

D: PER MOLTI ANNI LEI HA AFFIANCATO, AL LAVORO DI DESIGNER, ANCHE QUELLO DI ARTIGIANO, REALIZZANDO OGGETTI IN PICCOLA SERIE, COME RIESCE A UNIRE QUESTI DUE ASPETTI DEL LAVORO?

R: PURTROPPO NON PIÙ, SONO NATO IN UNA FAMIGLIA DI CERAMISTI, MIO PADRE HA UNA FABBRICA DI PORCELLANE E CERAMICHE E FIN DA BAMBINO MI SONO COSTRUITO I MIEI GIOCATTOLI, CON LA CERAMICA, CON LA TERRA, E FINO ALL'ETÀ DI TRENT'ANNI CIRCA RIUSCIVO A FARE DELLE COSE, RIUSCIVO A FARE ANCHE I MIEI OGGETTI MEMPHIS CON LE MIE MANI, PURTROPPO QUESTO NON RIESCO PIÙ A FARLO.
((NUOVI MATERIALI))

D: MOLTI NUOVI MATERIALI SONO STAI INVENTATI NEGLI ULTIMI ANNI, LEI INVECE HA INIZIATO A PRODURRE ANCHE DEGLI OGGETTI DI CARTONE, COME SPIEGA QUESTA SUA SCELTA?

R: RIENTRA SEMPRE NELLA FILOSOFIA DEL ‘NO DESIGN’, OVVERO DI AZZERARE LINGUAGGI A FAVORE DI NUOVE PERFORMANCE, IN QUESTO CASO I MOBILI IN CARTONE SONO OGGETTI, CHE HANNO UNA DURATA DI TEMPO LIMITATA, MA UN RAPPORTO PREZZO E FUNZIONE FANTASTICO.

D: BENISSIMO. PUÒ DESCRIVERE IL SUO INCONTRO CON ETTORE SOTTSASS E POI LA SUA ESPERIENZA IN MEMPHIS?
((MEMPHIS))

R: L'ESPERIENZA UMANA E PROFESSIONALE CON SOTTSASS E DI SEGUITO ANCHE L'ESPERIENZA MEMPHIS, È STATA FORSE UNO DEI MOMENTI CRUCIALI DELLA MIA VITA INSIEME A QUELLI DEL VOLO. HO AMATO E AMO TUTTORA IL VOLO, TANTO QUANTO IL RICORDO BELLISSIMO DI QUESTA GINNASTICA MENTALE, ED ESERCIZIO FORMALE CHE ERA IL PERIODO SOTTSIANO E MEMPHISIANO, OVVERO IL PERIODO DALL'80 ALL'84, DOPODICHÉ HO DECISO DI INIZIARE UN NUOVO PERIODO DELLA MIA VITA E SONO MOLTO FELICE ANCHE DI QUESTA DECISIONE RADICALE CHE HO PRESO.

D: SECONDO LEI, PERCHÉ È FINITA L'ESPERIENZA MEMPHIS?

R: L'ESPERIENZA MEMPHIS ERA PREVISTO CHE FINISSE IN UN PAIO D'ANNI. SOTTSASS STESSO HA VOLUTO CHE QUESTA ESPERIENZA FOSSE UN HAPPENING MOLTO INTENSO, E CON UN TEMPO BEN CIRCOSCRITTO. LA TEMPISTICA DI OGNI HAPPENING È LA QUALITÀ INTRINSECA DELL'HAPPENING STESSO. PURTROPPO L'HAPPENING POI A UN CERTO PUNTO È DEGENERATO PERCHÉ SI È VOLUTO CHE DURASSE PIÙ DI QUELLO CHE ERA PREVISTO.

D: HA INFLUENZATO IN QUALCHE MODO QUEL PERIODO DI LAVORO, IL SUO LAVORO SUCCESSIVO?

R: IL MIO LAVORO MEMPHIS, IN PRIMA BATTUTA HA INFLUENZATO MOLTO NEGATIVAMENTE IL MIO CONTATTO CON L'INDUSTRIA E CON LE VARIE AZIENDE PER LE QUALI LAVORO. PERCHÉ NEGATIVAMENTE? PERCHÉ PESAVANO CHE IO FOSSI UN ARTISTA E CHE IO FOSSI UNA PERSONA CHE AMA LINGUAGGI AVANZATI E RICERCHE FORMALI E CULTURALI, ANZICHÉ LAVORARE CHIARAMENTE SUL PLUSVALORE E SULL'UTILE DELL'AZIENDA, CHE IN FIN DEI CONTI CHE È QUELLO CHE CI SI CHIEDE DI FARE.


D: BENISSIMO. LEI SI È LAUREATO IN ARCHITETTURA E QUINDI È ARCHITETTO MA ANCHE APPUNTO DESIGNER. COME VIVE CULTURALMENTE ANCHE LA DIVISIONE TRA ARCHITETTURA E DESIGN, PENSA, COME MOLTI SOSTENGONO, CHE SI TRATTI VERAMENTE DELLO STESSO MODO DI PROGETTARE, O ALTRIMENTI QUALI SONO LE DIFFERENZE SOSTANZIALI TRA I DUE CAMPI?

R: LA PROBLEMATICA DI FARE ARCHITETTURA, DI FARE DESIGN, DI OCCUPARSI DI UNA SCALA PICCOLA, DEL CUCCHIAIO E DELLA SCALA GRANDE CHE È LA CITTÀ, COME DICEVA ERNESTO NATHAN ROGERS NEL MIO ANNO DI NASCITA. NEL 52 SOSTENEVA LA FATTIBILITÀ DELL'IPOTESI DAL CUCCHIAIO ALLA CITTÀ. È UN TENTATIVO CHE IO E ALTRI PERCORRIAMO, PERÒ CHE FATICA RAGAZZI, FACCIO OGNI GIORNO UNA FATICA BESTIALE PER TENTARE DI CONCILIARE QUESTO (SICURAMENTE ORMAI NON PIÙ NELLO STESSO STUDIO, PERCHÉ SONO FORMULE E SONO PERSONAGGI DIVERSI CHE VANNO PILOTATI IN MANIERA DIVERSA). CIÒ NON TOGLIE CHE PER ESEMPIO NEL PROGETTO PIÙ RECENTE CHE È UN GRANDE HOTEL A BERLINO E UNO AD AMBURGO, DOVE HO AVUTO L'INCARICO DI OCCUPARMI SIA DELL'ARCHITETTURA CHE DEGLI INTERNI, HO CERCATO DI SEGUIRE ERNESTO ROGERS IN UN'AVVENTURA CHE OGGI NON POSSO DIRE SE SARÀ... SE DARÀ RISULTATI POSITIVI O NEGATIVI.

((NUOVE TECNOLOGIE))

D: QUANTO È CAMBIATO IL SUO LAVORO CON L’AVVENTO DEL COMPUTER E QUINDI DELLE NUOVE TECNOLOGIE ANCHE NELLA PROGETTAZIONE?

R: IL PROBLEMA DEL COMPUTER È UN PROBLEMA MOLTO COMPLESSO, SICURAMENTE OGGI, CON VENTI DIPENDENTI, CON VENTI COLLABORATORI, RIESCO A FARE LA QUANTITÀ DI LAVORO PER IL QUALE ANCORA TRE ANNI FA NECESSITAVANO CIRCA 60 PERSONE. QUINDI SE DA UN LATO RIESCO A VELOCIZZARE, SICURAMENTE QUESTA VELOCIZZAZIONE COMPORTA ANCHE DIFETTI PROGETTUALI, E DICIAMOLO PURE, UNA CERTA SUPERFICIALITÀ RISPETTO AL DETTAGLIO E RISPETTO A QUEL RAPPORTO CHE PER ESEMPIO UN CASTIGLIONI OGGI CI INSEGNA CHE NULL'ALTRO CHE LA MANO, LA MANUALITÀ, IL COMPASSO, IL FOGLIO SPORCO DI MATITA CI PUÒ DARE. QUINDI, NON POSSO DARE UNA RISPOSTA, SICURAMENTE ORMAI SIAMO TUTTI QUANTI VITTIME DI UN SOFTWARE SEMPRE PIÙ EVOLUTO E VELOCE, MA NELLO STESSO TEMPO MI RENDO CONTO CHE PERDIAMO MOLTE COSE.

D: PENSA CHE QUINDI CI SIA ANCHE UNA FORMA DI OMOLOGAZIONE VERSO UN SEGNO?

R: MOLTO DIFFICILE A RISPONDERE SE CI SARÀ UN'OMOLOGAZIONE DEL SEGNO, CREDO CHE PER QUANTO RIGUARDA IL MIO LAVORO, IL SEGNO, ORMAI DA UNA QUINDICINA D'ANNI, È PILOTATO, È MIRATO SU UNA REALTÀ AZIENDALE SU UN MARCHIO.

((TELELAVORO))

D: COME VEDE IL FUTURO DEL PROGETTO IN ITALIA E IN EUROPA IN GENERALE, LA CASA, GLI UFFICI, GLI SPAZI DELL'ABITARE COME POTREBBERO CAMBIARE O FORSE EVOLVERSI, CON IL TELELAVORO?

R: IO DISEGNO SEDIE PER UFFICI, MA PER AZIENDE TEDESCHE E PER AZIENDE AMERICANE, E MI OCCUPO QUASI GIORNALMENTE DI QUESTA PROBLEMATICA. SOPRATTUTTO NEGLI STATI UNITI IL TELELAVORO È DIVENTATO UNA REALTÀ, TANTO È VERO CHE ABBIAMO PROGETTATO ANCHE UNA SEDIA PER IL TELE LAVORO. IL PROBLEMA SOCIALE, IL PROBLEMA CULTURALE, LEGATO A QUESTO NUOVO - CHIAMEREI DEPAUPERAMENTO DEI RAPPORTI UMANI - È TUTTO DA VEDERSI, IN EUROPA SOPRATTUTTO IN ITALIA VIVIAMO IN QUESTO MOMENTO DELLE REALTÀ ANCORA MOLTO DIVERSE. È SPIACEVOLE PER ESEMPIO, NEL CASO DI SEDIE E UFFICIO CHE NON VI È UNA AZIENDA ITALIANA CHE ABBIA UNA DIMENSIONE SUFFICIENTE PER AFFRONTARE TECNOLOGICAMENTE INVESTIMENTI CHE SERVONO A DARE UN BUON PRODOTTO A QUESTA NUOVA CATEGORIA.

D: MA PENSA CHE CAMBIERANNO PROPRIO ANCHE GLI SPAZI FISICI ALL'INTERNO APPUNTO DELLE ABITAZIONI, CHE NON SARANNO PIÙ ABITAZIONI E GLI UFFICI NON SARANNO PIÙ UFFICI?

R: MA VIVIAMO GIÀ IN UNA SITUAZIONE DI IBRIDO, DOVE IL PRIVATO DIVENTA PIÙ PUBBLICO, E IL PUBBLICO DIVENTA PIÙ PRIVATO, IO CREDO CHE LA GENERAZIONE CHE ADESSO STA VENENDO SU, I VENTENNI, CI DARANNO DELLE SORPRESE CULTURALMENTE MOLTO POSITIVE. HO MOLTA FIDUCIA CHE QUESTA GENERAZIONE NON SI OCCUPI PIÙ DEL DESIGN BUY, MA CHE VUOLE DELLE CHIARE RISPOSTE FUNZIONALI, LEGATE AD UNA STRUTTURA DI PREZZO INTELLIGENTE, LO VIVIAMO IN QUESTO MOMENTO NELLA MODA, DOVE ABBIAMO UN RIBALTAMENTO RISPETTO AI VALORI E AI MARCHI DEL PASSATO, CHE STANNO VELOCEMENTE SPARENDO A FAVORE DI NUOVE REALTÀ.

((MESTIERE))

D: COSA CONSIGLIEREBBE AD UN GIOVANE CHE VOLESSE SEGUIRE UNA STRADA SIMILE ALLA SUA?

R: IO CREDO CHE LA MIA STRADA ERA LEGATA A TANTI CASI, CASI DELLA VITA NON PILOTABILI, SE UNO VERAMENTE VUOLE AFFRONTARE IL PROBLEMA DI DARE FORMA AGLI OGGETTI, GLI DIREI PRIMA DI TUTTO DI EVITARE OGNI SCUOLA, DOVE SI FINGE DI INSEGNARE QUESTO MESTIERE, IO STESSO HO INSEGNATO PER 15 ANNI ALL'UNIVERSITÀ DI VIENNA DESIGN E DA QUESTA ESPERIENZA ESCO CON ASSOLUTA CERTEZZA DI EVITARE PERLOMENO, VORREI CHE EVITASSERO I MIEI FIGLI, DI PERDERE TEMPO ALL'INTERNO DI STRUTTURE OBSOLETE, DOVE LA STRUTTURA DI INSEGNAMENTO E GLI INSEGNATI STESSI SONO FUORI TEMPO MASSIMO.

((SCUOLA))

D: LEI PENSA CHE LA SCUOLA SIA SEMPRE IN RITARDO RISPETTO AI TEMPI REALI?

R: ABBIAMO UN DISTINGUO SICURAMENTE TRA IL PRIMO PERIODO, DICIAMO I PRIMI 18 ANNI DI INSEGNAMENTO, DOVE CREDO CHE UNA FORMULA RIVISITATA DEL LICEO CLASSICO, POSSA SENZ'ALTRO CORRISPONDERE ALLE ESIGENZE DEL XXI SECOLO E QUINDI SONO ASSAI PROPENSO CHE IN EUROPA POSSIAMO FARCELA FINO ALLA MATURITÀ. QUELLO CHE SEGUE, OVVERO LE STRUTTURE UNIVERSITARIE, LE RITENGO TUTTE, NESSUNA ESCLUSA, EVENTUALMENTE SI PUÒ ESCLUDERE LA MEDICINA E LA GIURISPRUDENZA, MA LE ALTRE FACOLTÀ ORMAI HANNO UN TALE DISTACCO RISPETTO AI CONTENUTI, PER ESEMPIO D'INSEGNAMENTO NEGLI STATI UNITI, CHE CONSIGLIO VIVAMENTE AI GIOVANI QUINDICENNI DI CERCARE IMMEDIATAMENTE QUANTO PRIMA UNA POSSIBILITÀ DI FINANZIARSI GLI STUDI NEGLI STATI UNITI.

((GENIUS LOCI))

D: VORREI RICOLLEGARMI A QUEL DISCORSO CHE FACEVAMO PRIMA ANCHE DELL'ARTIGIANATO. SECONDO LEI È POSSIBILE CHE CI SIA UNA RIVALUTAZIONE DELL'ALTO ARTIGIANATO, O COMUNQUE DI UN MONDO CHE ERA STATO QUASI COMPLETAMENTE DIMENTICATO: PUÒ ESISTE UN'INTERAZIONE?

R: IO CREDO SENZ'ALTRO CHE GRAZIE ALL'EVOLUZIONE DEL SOFTWARE, ANCHE IN EUROPA QUELLO CHE NEGLI ANNI 80 SI PROFILAVA COME MERO ARTIGIANATO, CON UNA FORMULA PURTROPPO PIENA DI VIRUS DI DESIGN, POSSA CAMBIARE. ADESSO STIAMO PASSANDO AD UNA RIVISITAZIONE DEL VERO ARTIGIANATO E DEI VECCHI MESTIERI CHE PROPONGONO OGGETTI DI GRANDE DURABILITÀ. HO LA SENSAZIONE CHE IL FUTURO APPARTERRÀ SEMPRE DI PIÙ DA UN LATO AD OGGETTI DI GRANDE DURABILITÀ, QUINDI OGGETTI CHE NON POSSONO CHE VENIRE FUORI DALLA MANO DEL BRAVO ARTIGIANO, E DALL'ALTRO A PROGETTI HI-TECH CHE SONO RISULTATO DI UNA ROBOTTIZZAZIONE AVANZATA.

((III MILLENNIO))

D: LEI PENSA DI AVER ANNUNCIATO CON I SUOI PROGETTI ANCHE UN CLIMA DI FINE SECOLO? O COMUNQUE SI SENTE VICINO AL FINE MILLENNIO?

R: NON MI SONO MAI POSTO IL PROBLEMA DI FINE MILLENNIO, IN QUANTO COME ARCHITETTO E DESIGNER, LAVORO SU CANTIERI E SU PROGETTI DI DESIGN CHE SARANNO INTRODOTTI DAL 2005 IN POI E QUINDI MI PONGO SEMMAI IL PROBLEMA DI COME IMPOSTARE CULTURALMENTE CORRETTO I PROGETTI PER IL XXI SECOLO. QUESTO MILLENNIO ORMAI APPARTIENE UN POCHINO ALLA PREISTORIA DEL PENSIERO DI UN ARCHITETTO E PROGETTISTA.
IL DESIGN È NATO PER ESIGENZE, DICIAMO, MECCANICHE DI MOLTIPLICAZIONE E ORMAI SI È ESTINTO. C'È UNA NUOVA SINTESI TRA PICCOLA E GRANDE SCALA.

D: LEI SCENDE E SALE IN CONTINUAZIONE DI SCALA, DA OGGETTI MOLTO PICCOLI A OGGETTI MOLTO GRANDI. FRA GLI OGGETTI GRANDI CI SONO ANCHE CASE PREFABBRICATE, COME MAI?

R: LA STORIA DELLE CASE PREFABBRICATE HA UN INIZIO CON GROPIUS, CON LA SCUOLA DEL BAUHAUS, DOVE SI PENSAVA DI POTER DARE UN TETTO ALLE FASCE MENO BENESTANTI. CREDO CHE QUESTO TEMA NEGLI ULTIMI 10 ANNI, GRAZIE A TECNOLOGIE EVOLUTE SOPRATTUTTO NELL'UTILIZZO DEL LEGNO, MI HA PORTATO IN UN MONDO NUOVO CHE MI INCANTA TANTISSIMO. LA POSSIBILITÀ DI COSTRUIRE MODULI DI CASE, NON DELLE CASE COME FACEVA GROPIUS, MA UNA MODULARITÀ CHE PUÒ CORRISPONDERE ALLE POSSIBILITÀ ECONOMICHE, E ANCHE, DICIAMO, ESTETICHE, VOLUMETRICHE, DI UNA FAMIGLIA, DI UN SINGOLO, O ANCHE DI GRUPPI DI PERSONE, DOVE ALL'INTERNO RIESCO DI NUOVO AD APPLICARE CON MENO FINZIONE, CON PIÙ REALTÀ, CON PIÙ DETERMINAZIONE LINGUISTICA OGGETTI FINO ALLA PIÙ PICCOLA SCALA, CHE SONO LE POSATE, I BICCHIERI E ALLA TAVOLA APPARECCHIATA. TROVO IN QUESTO APPROCCIO OLISTICO, UNA PICCOLA VIA DI USCITA DAL DILEMMA DEL DESIGN IN ESTINZIONE.

MATTEO THUN

 

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