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LUCA SCACCHETTI

 

BIOGRAFIA

ARCHITETTO E DESIGNER, NATO A MILANO NEL 1952, DISEGNA MOBILI (TECNO, POLTRONA FRAU, MATTEOGRASSI - PER LA QUALE HA CURATO RIEDIZIONI DI ULRICH), COMPLEMENTI D’ARREDO, E ARREDI PER ABITAZIONI PRIVATE. È ATTIVO ANCHE NELL’ARREDO URBANO E NEGLI ALLESTIMENTI DI MOSTRE (CURA LA SEZIONE CLASSICO IN OCCASIONE DI ABITARE IL TEMPO).

INTERVISTA


D: LEI SI CONSIDERA DI PIÙ UN ARCHITETTO O UN DESIGNER? O UN ARCHITETTO CHE FA DESIGN?

R: SICURAMENTE UNO DEGLI ELEMENTI CARATTERISTICI DEL MIO LAVORO È UNA SORTA DI CONFUSIONE O SOVRAPPOSIZIONE TRA IL CAMPO DELL'ARCHITETTURA E IL CAMPO DEL DESIGN. DI FATTO, HO SEMPRE SVILUPPATO QUESTI DUE SETTORI CONTEMPORANEAMENTE, PORTANDO AVANTI UN'UNICA RICERCA, UNA RICERCA SULLE FORME SOVRASTORICHE IN QUALCHE MODO, CHE PERMANGONO NEL TEMPO, E CHE RICOLLOCATE, RIDIMENSIONATE, RIPOSIZIONATE IN MODI SEMPRE DIFFERENTI COSTITUISCONO QUELLE CHE, SECONDO ME, COSTITUISCONO SIA LA NUOVA ARCHITETTURA CHE IL NUOVO DESIGN. NON CREDO MOLTO IN UNA SPECIFICITÀ DEL DESIGN, O VICEVERSA DELL'ARCHITETTURA, ANZI CREDO PROPRIO CHE UNO DEI CARATTERI INTERESSANTI DEL MONDO ITALIANO DEL PROGETTO SIA QUESTA SOVRAPPOSIZIONE CONTINUA DI CAMPI. O ALMENO QUESTO VALE PER ME.

D: COSA SIGNIFICA OPERARE DA PROGETTISTA IN UN CONTESTO TIPICAMENTE LOMBARDO O MILANESE NAZIONALE?

R: UNA DELLE QUESTIONI PIÙ DRAMMATICHE È PROPRIO QUELLA DI SUPERARE QUESTO STRANO RAPPORTO TRA INTERNAZIONALISMO E LUOGO, E QUINDI LUOGO INTESO COME REGIONE, COME STATO, COME INSIEME DI CARATTERISTICHE LOCALI CHE COSTITUISCONO POI UN CARATTERE, UN VOLTO DEGLI ITALIANI O PER LE SINGOLE REGIONI ITALIANE. È VERAMENTE DRAMMATICO PERCHÉ DA UNA PARTE, TUTTO CIÒ CHE È INTERNAZIONALE O CHE TENDE ALL'INTERNAZIONALISMO, SA DI MODERNITÀ, SA DI NUOVO, SA DI TELEVISIONE, SA DI CINEMA, E QUINDI È MOLTO CONTEMPORANEO; TUTTO CIÒ CHE È LEGATO AL LUOGO, ALLA TERRA, SA DI VECCHIO. IN QUESTO SENSO ALCUNI HANNO SCRITTO DI ME CHE IO SONO UN GIOVANE VECCHIO, NEL SENSO CHE HO SEMPRE CERCATO DI MANTENERE UN RAPPORTO LOCALISTICO MOLTO FORTE. OVVIAMENTE CON LA LOMBARDIA, QUALORA MI FOSSI TROVATO A LAVORARE IN LOMBARDIA E CON ALTRE REGIONI ITALIANE O ALTRI STATI STRANIERI, QUANDO IL LAVORO ERA POSIZIONATO ALTROVE. IL RAPPORTO CON IL LUOGO SECONDO ME È FONDAMENTALE PER L'ARCHITETTURA MA ANCHE PER IL DESIGN. PENSATE ALLE LAVORAZIONI SPECIALI DI ALCUNE REGIONI COME L'ALABASTRO A VOLTERRA, O IL VETRO A MURANO E COSÌ VIA, L'ARCHITETTURA E IL DESIGN SONO FIGLIE DEL LUOGO, NOI SIAMO SOLO DEI PADRINI, CHE AIUTANO QUESTI FIGLI A CRESCERE, MA OGNI DERIVAZIONE, SECONDO ME, È DALLA TERRA, DALLA TERRA D'ORIGINE. TUTTO CIÒ È IN CONTRASTO CON MOLTE TENDENZE IN ATTO, QUELLE PIÙ INTERNAZIONALI. MI È CAPITATO SPESSO DI LAVORARE NELL'ALBERGHIERO E AVERE DELLE GROSSE POLEMICHE CON GROSSI GRUPPI DI OPERATORI TURISTICI, CHE PRETENDEVANO CHE L'IMMAGINE DI UN ALBERGO IN SIRIA FOSSE UGUALE A QUELLA DI UN ALBERGO A MOSCA O UN ALBERGO A NAPOLI. IO INVECE PENSO CHE LA SPECIFICITÀ DELLE FORME SIA UNA QUESTIONE FONDAMENTALE. E SOGNO SEMPRE UN MONDO IN CUI TUTTI POSSANO VIAGGIARE, MA OGNUNO POSSA RICONOSCE IN OGNI MOMENTO DOVE SI TROVA.

D:QUINDI LA FORZA DEL GENIUS LOCI ESISTE?

R:LA FORZA DEL GENIUS LOCI È UNO DEGLI ELEMENTI STRUTTURANTI NEL BENE E NEL MALE, POI UNO PUÒ ANCHE NON ESSERE CAPACE, PER CARITÀ, MA IN OGNI MODO È UN ELEMENTO STRUTTURANTE NEL MIO LAVORO.

D:LE ETICHETTE NON SONO MAI BELLISSIME, PRIMA NE HA CITATA UNA. MA SICURAMENTE LE HANNO DATO ANCHE DEL POST-MODERNO?

R:SÌ, MI È CAPITATO ALCUNE VOLTE DI ESSERE TACCIATO, MI PIACE DIRE TACCIATO PERCHÉ È PROPRIO UNA COSA CHE NON AMO, COME ARCHITETTO POST MODERNO. IO PENSO CHE L'EQUIVOCO SUL POST MODERNISMO IN ITALIA SIA STATO GRANDIOSO, COME TUTTI I FENOMENI UN PO' DI MODA, DI DERIVAZIONE D'OLTRALPE È STATO MAL USATO, MAL DIGERITO, E MAL INTERPRETATO DALLA CARTA STAMPATA SOSTANZIALMENTE, CHE NE HA DIFFUSO GLI ASPETTI NEGATIVI. NEL POST MODERNO C'ERANO DEGLI ASPETTI ASSOLUTAMENTE INVECE VITALI PER L'ARCHITETTURA, CHE POI SONO POI DEGLI ASPETTI DI SEMPRE, CHE SONO LA COSCIENZA DI UNA TRADIZIONE. QUINDI, OGNI SCELTA CHE NOI FACCIAMO, LA PIÙ CONTEMPORANEA O LA PIÙ MODERNA, IN OGNI MODO È UN MODO PER ESPRIMERSI NEI CONFRONTI DI QUELLO CHE C'ERA PRIMA. ANZI, DIREI CHE TUTTA LA STORIA DELL'UOMO È UN CONTINUO RIBADIRE O NEGARE, AFFERMARE O CONTRADDIRE IL GESTO DEI NOSTRI PADRI. QUESTO È L'ASPETTO INTERESSANTE DEL POST MODERNO, CHE RENDEVA QUESTO RAPPORTO CON LA TRADIZIONE COME UNO DEGLI ELEMENTI DELLA COMPOSIZIONE. MA È STATO TRAVISATO, È DIVENTATO L'AGGIUNTA DEL RICCIOLO DELLA COLONNA IN STILE ECCETERA, E QUINDI SI È COME CONSUMATO NEI SUOI ASPETTI PIÙ MODAIOLI, ESTERIORI E DI SUPERFICIE. ED È QUESTO L'ASPETTO CHE MI DÀ FASTIDIO, PER CUI QUANDO VENGO TACCIATO DI ESSERE IN QUALCHE MODO TOCCATO DAL POST MODERNISMO, MI DÀ FASTIDIO PERCHÉ NE LEGGO UNA SORTA DI VOLGARITÀ. POI GRAZIE A DIO QUESTE COSE DURANO POCO, OGGI NON NE PARLA GIÀ PIÙ NESSUNO, OGGI È TRADIZIONE. QUANDO UNO PARLA DI TRADIZIONE, GIÀ È DIVENTATO UN DISCORSO MOLTO PIÙ SERIO. GRANDI ARCHITETTI SICURAMENTE NON TACCIABILI DI AVER AVUTO CONTATTI CON IL POST MODERNISMO, PARLANO TRANQUILLAMENTE DI TRADIZIONE, DI RAPPORTO CON LA STORIA, DI RAPPORTO LE FORME NEL TEMPO E DELLA LORO EVOLUZIONE, SENZA GENERARE PIÙ QUESTI ASPETTI - COSÌ - SUPERFICIALI.

D: LEI UTILIZZA ANCHE MATERIALI DELLA TRADIZIONE ANTICA QUALI, MARMI, CERAMICHE, LEGNI? PUÒ RACCONTARE QUALCHE ESEMPIO DI DESIGN IN QUESTO SETTORE?

R: SÌ, IL RAPPORTO TRA IL DESIGN E I MATERIALI DICIAMO CHE È DUPLICE. DA UNA PARTE UN PATRIMONIO LEGATO ALL'AVANZAMENTO, AL PROGRESSO, ALL'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA, CHE POI SI ESPORTA NEL MOBILE, ECCETERA, ECCETERA. SECONDO ME UN ASPETTO MOLTO INTERESSANTE CHE C'È DA SEMPRE E CHE CI SARÀ SEMPRE, UN RAPPORTO TRA I MATERIALI INNOVATIVI, LA FIBRA DI CARBONIO, PIUTTOSTO CHE CERTE TECNOLOGIE LEGATE ALLA PRESSOFUSIONE, ALL'ACCIAIO, ECCETERA. DALL’ALTRA C'È UN ALTRO ASPETTO CHE È IL RECUPERO NEL DESIGN DEL MATERIALE DESUETO, CHE FINO A POCO FA ERA COME ABBANDONATO IN BOTTEGHE CHE RIPETEVANO SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ LE STESSE FORME ANTICHE, E CHE SOSTANZIALMENTE SONO TUTTI QUEI MATERIALI STRAORDINARI LEGATI ANCHE AL SOUVENIR ITALIANO. PENSATE ALLA CERAMICA, ALL'ALABASTRO, AL VETRO DI MURANO. IL VETRO DI MURANO È UN ESEMPIO ABBASTANZA LAMPANTE DI COME UNA TRADIZIONE STRAORDINARIA DI LAVORO ARTIGIANALE, VENGA COME CONSUMATA IN UNA REITERAZIONE DI FORME ORMAI INUTILI, GLI ARLECCHINETTI O I CAGNOLINI. MENTRE POI DI FATTO, SI POSSONO FARE E PER ESEMPIO HO FATTO, MA NON SOLO IO OVVIAMENTE, DELLE COSE PENSO MOLTO MODERNE, ABBASTANZA STRAORDINARIE, PROPRIO PARTENDO DALLE FORNACI E DAL VETRO SOFFIATO, ECCETERA. PENSATE ALL'ALABASTRO E AL SUO NON CONSUMO DA PARTE DEL DESIGN, È UN MATERIALE ORMAI LEGATO AI VASI DEL '500, MENTRE È UN MATERIALE CHE PERMETTE DI FARE DELLE COSE STRAORDINARIE. E IN QUESTO SENSO, NEL RAPPORTO FRA DESIGN E MATERIALE, ENTRA ANCHE IL RAPPORTO CON LA SCUOLA. A VOLTERRA C'È UNA SCUOLA PER LA LAVORAZIONE DELL'ALABASTRO DOVE QUESTI POVERI RAGAZZI CONTINUANO A FARE DEGLI ESEMPI STORICI, IN CONTINUAZIONE, QUINDI ANCHE CON DEGLI ASPETTI DI NOIA E DI IMPRESSIONE DI DISTACCO DRAMMATICO DALLA REALTÀ ESTERNA, DEL MONDO DELLE FORME. ECCO, M'È CAPITATO DI ANDARE A VOLTERRA A PARLARE CON INSEGNATI DELLA SCUOLA, PROPORRE TUTTA UNA SERIE DI FORME NUOVE, E SONO STATE REALIZZATE, IN PICCOLE TIRATURE ECCETERA, DAGLI STUDENTI E CHE IN OGNI MODO HANNO GIRATO TUTTO IL MONDO, HANNO RILANCIATO IN QUALCHE MODO LA TRADIZIONE DELL'ALABASTRO. QUI NE VEDETE UN ESEMPIO, CHE NEL BENE O NEL MALE RAPPRESENTA UN TENTATIVO DI RECUPERARE QUALCOSA CHE ALTRIMENTI ERA PERSO, IN UNA TRADIZIONE ORMAI CHE SI ERA COME ESAURITA DI FORME E DI MERCATO. FARE UNA COSA NE SUGGERISCE SEMPRE UN'ALTRA, COSÌ A VOLTE INCONTRARE UN MATERIALE DESUETO, LA PIETRA LECCESE, O LA CERAMICA O IL COTTO FIORENTINO, SUGGERISCE NUOVI UTILIZZI, NUOVE TECNOLOGIE. A VOLTE È IL DESIGN CHE DÀ UN CONTRIBUTO ALL'AZIENDA REINVENTANDO CERTI METODI DI LAVORAZIONE. CHIARO, SONO I CASI PIÙ FORTUNATI. IN OGNI MODO È IMPRESCINDIBILE UN RAPPORTO ANCHE CON QUESTI MATERIALI, ‘DESUETI’ O STORICI.

D: LEI PENSA CHE QUESTO SIA UN CASO UNICO O LA DIDATTICA IN QUALCHE MODO PUÒ INTERVENIRE?

R: LA DIDATTICA IN ITALIA È UNA COSA UN PO' STRANA, COME MOLTE COSE ITALIANE È UN MOSTRO, CON TUTTE LE CARATTERISTICHE DEI MOSTRI MEDIOEVALI, DI ESSERE STUPENDI E UNICI, MA ANCHE DI ESSERE APPUNTO DELLE DEFORMAZIONI ORGANICHE DRAMMATICHE. LA SCUOLA, LA SCUOLA DI PROGETTAZIONE COMPLESSIVAMENTE IN ITALIA È UN DISASTRO; È UN DISASTRO AL 90% ED È STRAORDINARIA AL 10%, COME SPESSO SUCCEDE NELLE COSE ITALIANE. UNO DEGLI ASPETTI PIÙ INTERESSANTI DEI RECENTI ANNI, È PROPRIO L'APERTURA ANCHE DELLA SCUOLA VERSO IL LAVORO ESTERNO, QUINDI VERSO L'ARTIGIANATO, VERSO L'INDUSTRIA, VERSO I MATERIALI. CIOÈ SI È PASSATI DA UNA VISIONE MOLTO TEORICA A UNA VISIONE PIÙ PRAGMATICA E PIÙ LEGATA AL MESTIERE. QUESTO È L'ELEMENTO FORSE PIÙ INTERESSANTE, QUEST'ASPETTO DEL MESTIERE, NON È TANTO L'OCCUPARSI DEI MATERIALI, CHE RENDE LA SCUOLA ITALIANA IN QUALCHE MODO ORIGINALE, È QUESTO TENTARE DI RICONFIGURARE IL LAVORO DEL DESIGNER O DELL'ARCHITETTO COME UN MESTIERE, QUINDI CON TECNICHE, CON MATERIALI, CON TEMPI, CON USI E COSTUMI. EVITANDO ANCHE TUTTI GLI ASPETTI DI GENIALITÀ, CHE POI HANNO ANCHE UN PO' STANCATO. ANCORA OGGI FACCIAMO TUTTA UNA STORIA DELL'ARCHITETTURA E DEL DESIGN SUL PERSONAGGIO GENIALE, FRANCESE O ITALIANO CHE OGNI 10 ANNI VIENE FUORI, CHE POI È INTERESSANTISSIMO, MA NON È L'ASPETTO NORMALE O IN OGNI MODO QUELLO CHE DEVE RIGUARDARE LA SCUOLA. LA SCUOLA DEVE RIPORTARE UNA BUONA EDUCAZIONE, UN LIVELLO MEDIO E QUINDI LA SOSTANZA STESSA DEL MESTIERE. QUALCOSA DEL GENERE INCOMINCIA A VENIR FUORI.

D: LEI FACEVA RIFERIMENTO AL FRANCESE DI TURNO, ECCO NOI FAREMO UNA PUNTATA PROPRIO SUL MITO DEL DESIGN PHILIPPE STARCK. PUÒ ESISTERE IL MITO DEL DESIGNER? O IL DESIGN È MITO?

R: SEMPRE DI PIÙ SÌ, ASSISTIAMO A DEI FENOMENI DI MITIZZAZIONE DEI PERSONAGGI. ORMAI DA UN PO' LA CULTURA ITALIANA MA NON SOLO ITALIANA, SI STA COME PERSONALIZZANDO. NON IMPORTANO PIÙ LE CORRENTI, LE SCUOLE DI PENSIERO, PROBABILMENTE QUANTO PIÙ QUEL CHE DICE O SOSTIENE UN PERSONAGGIO. NEL DESIGN, CERTO CHE PUÒ ESSERCI UN MITO, E SONO COSE ANCHE DIVERTENTI PERCHÉ NO? DICO CHE RIGUARDANO IL NOSTRO PIACERE DI STARE AL MONDO ECCO, È DIVERTENTE INVENTARE PERSONAGGI STRAORDINARI CHE GIRANO COME DELLE ROCK STAR, FANNO UNA PENNA O UN FRULLINO DA CUCINA E - MIO DIO - NON HANNO FATTO PROPRIO UN BEL NIENTE. IO CREDO MOLTO DI PIÙ IN UN MESTIERE PAZIENTE, UN LAVORO QUOTIDIANO, IN UNO SFUGGIRE AL MITO, FARE BENE LE SCARPE, COME BENE LE FAREBBE UN CALZOLAIO CHE DA ANNI E ANNI HA STUDIATO PER FARE LE SUOLE GIUSTE, CUCIRE IN MODO CORRETTO IL CUOIO, ECCETERA. CI PUÒ ESSERE IL COLPO DI GENIO OGNI TANTO, MA NON PUÒ ESSERE SEMPRE, NON CI SI PUÒ ALZARE TUTTE LE MATTINE E AVERE UNA IDEA GENIALE. ALCUNI PERSONAGGI VOGLIONO FAR CREDERE CHE SIA COSÌ, È DIVERTENTE, VA BENE, SONO SCIOCCHEZZE.

D: L'INCONTRO CON CASTIGLIONI ALLA TRIENNALE, SEMBRAVA PIÙ CHE ALTRO UN CONCERTO ROCK…

R: SECONDO ME, ALLA FINE È COSÌ DIVERTENTE CHE CI SIA. MI RICORDO CHE ERO STATO AD UNA CONFERENZA A CHICAGO CON VARI PERSONAGGI DELLA CULTURA INTERNAZIONALE, AD UN CERTO PUNTO SI PRESENTA QUESTO AMERICANO DA NOI POCO CONOSCIUTO: SI È PRESENTATO CON DEI PANTALONI A ZAMPA D'ELEFANTE AZZURRI, CAPPELLO A COW BOY, GIACCA, ED È ENTRATO PROPRIO FACENDO L'INGRESSO DA COW BOY, CIOÈ, CON IL PUBBLICO IMPAZZITO… PRIMA DI LUI C'ERA UN GIAPPONESE SERISSIMO.

D: LE PIACEREBBE REALIZZARE QUALCOSA DI MOLTO MODERNO, SUL GENERE DEI COMPLESSI IPERTECNOLOGICI CHE VANNO DI MODA NELLE CAPITALI EUROPEE IN QUESTO FINE SECOLO?

R: PENSO CHE OGNI ARCHITETTO ABBIA COME SOGNO DI REALIZZARE UNO DI QUESTI EDIFICI MUSEALI O GRANDI STRUTTURE PUBBLICHE CHE BENE O MALE SI STANNO DISSEMINANDO UN PO' PER TUTTA EUROPA, IN QUESTA RIMESSA A PUNTO DEL VECCHIO CONTINENTE. CERTO, SAREI IMBARAZZATO POI NEL MOMENTO IN CUI MI DICESSERO NELL'INCARICARMI, CHE IL PROGETTO DEVE ESSERE IPER TECNOLOGICO O IPER MODERNO. LO FAREI BENE, PER COME SONO CAPACE, FAREI UN BUON EDIFICIO MODERNO, QUEL TANTO CHE DEVE ESSERE MODERNO, QUEL TANTO LEGATO AL LUOGO, QUEL TANTO LEGATO ALLA TRADIZIONE, NON RIUSCIREI FARE QUESTI GESTI D'ARTISTA, SRADICATI DAL MONDO, QUESTI MARZIANI. FAREI UN BUON EDIFICIO, QUESTO POSSO GARANTIRE AI GOVERNANTI DI EUROPA, PERÒ FORSE DIVERSO DA ALTRI RECENTI E MOLTO NOTI.

D: ABBIAMO UNA PUNTATA CHE È DEDICATA AL TERZO MILLENNIO, IN QUALCHE MODO AL FUTURO MA. LEI PENSA DI AVER ANNUNCIATO CON I SUOI PROGETTI LA FINE SECOLO, O COMUNQUE COME SI PONE DINNANZI A QUESTO EVENTO?

R: IO, NON QUOTIDIANAMENTE PERCHÉ NE SAREI GIÀ USCITO PAZZO, MA IN OGNI MODO SPESSO MI PONGO IL PROBLEMA DI QUESTO PASSAGGIO DEL MILLENNIO, IN OGNI MODO PIÙ IN GENERALE IL PROBLEMA DELLA MODERNITÀ, DELLA CONTEMPORANEITÀ, COME POTER DARE UN CONTRIBUTO INNOVATIVO. E UNA RISPOSTA, ARRIVATO A UNA DISCRETA ETÀ ME LA SONO DATA. INSOMMA, IO PENSO CHE LA NUOVA ARCHITETTURA, IL NUOVO DESIGN, IL NUOVO MONDO DELLE FORME DEL NUOVO MILLENNIO, SIA SEMPLICEMENTE UN MONDO CHE DELLE FORME SE NE FREGA, IN CUI OGNUNO FA LE FORME CHE PIÙ VUOLE. È UN MONDO DELLA CONVIVENZA TRA FORME COMPLETAMENTE DIVERSE, TRA QUELLE PIÙ CLASSICHE E QUELLE PIÙ LEGATE ALL'AVANGUARDIA, ALLA GEOMETRIA PIÙ ASTRATTA O FRATTALE, PIUTTOSTO CHE A QUELLA EUCLIDEA. ORMAI È UN INSIEME ASSOLUTO DI TUTTO E LA NUOVA IDENTITÀ È LA NON IDENTITÀ, ECCO. FORSE QUESTO È L'ASPETTO PIÙ INTERESSANTE DEL NUOVO MONDO DELLE FORME, DELLA NUOVA ARCHITETTURA, IN QUESTO SENSO SI CAPISCE, SI PUÒ CAPIRE PERCHÉ C'È UN EDIFICIO IPERMODERNO VICINO A UN EDIFICIO MAGARI MIO CHE È COMPLETAMENTE DIVERSO. È PROPRIO NELLA MOLTEPLICITÀ DELLE DIFFERENZE. D'ALTRA PARTE QUESTO, SE LO PORTIAMO SU ALTRI CAMPI, LA LETTERATURA, IL CINEMA, LA TELEVISIONE STESSA, CONFERMA QUESTA MOLTEPLICITÀ DELLE DIFFERENZE. SEMPRE DI PIÙ ABBIAMO UN PROBLEMA DI IMMIGRAZIONE; L'IMMIGRAZIONE OGGI È UN PROBLEMA CONTINGENTE, MA È UN PROBLEMA ANCHE DI SCAMBIO CULTURALE, DI SOVRAPPOSIZIONE DI SIMBOLI COMPLETAMENTE DIVERSI E DI CONTINUO IN ACCELERAZIONE. PENSATE A QUESTA MACCHINA IN CUI SIAMO QUI ADESSO, LA TELEVISIONE. CON UN SEMPLICE GESTO SI PASSA DA UNA RIVISTA, A UN BALLETTO DI SIGNORINE, A GENTE SQUARCIATA DALLE BOMBE ECCETERA; QUESTA ACCELERAZIONE DI IMMAGINI IN SOVRAPPOSIZIONE È LA NUOVA CULTURA DOMINANTE, E COSÌ ANCHE NELL'ARCHITETTURA, FORME DIVERSE AFFIANCATE IN MODO LIBERO. IO PENSO CHE SIA QUESTO IL FUTURO.
((MESTIERE))

D: COSA CONSIGLIEREBBE AD UN GIOVANE CHE VUOLE SEGUIRE UN STRADA COME LA SUA?

R: DI RIPENSARCI. NON LO SO, NON LO SO. VERAMENTE È DIFFICILE, IN OGNI MODO IN QUESTO PAESE È MOLTO DIFFICILE. DI ABITUARSI INNANZITUTTO A PRENDERE GRANDI SBERLE IN FACCIA, ABITUARSI AL NON RISPETTO, ABITUARSI A ESSERE CONSIDERATO, IN UN PAESE CHE DOVREBBE ANDARE ORGOGLIOSO PER LA SUA CULTURA ARCHITETTONICA E CULTURA DI DESIGN, MENO CHE NULLA, ASSOLUTAMENTE NON È... NON È DI GRANDE SODDISFAZIONE, DOPODICHÉ VA BENE TUTTO, PERCHÉ PER CARITÀ, LA SOFFERENZA, LE DIFFICOLTÀ FANNO PARTE DI OGNI MESTIERE, NON BISOGNA LAMENTARSI PIÙ DI TANTO, PERÒ OGGETTIVAMENTE PIÙ POSSIBILITÀ CI SONO IN NUOVA ZELANDA CHE NON IN ITALIA.

D: PERCHÉ ANCORA NON ESISTE UN MUSEO DEL DESIGN, CREDE IN QUESTA FUNZIONE?

R:PER UNA FORMA DI DISATTENZIONE DA PARTE DEL PUBBLICO, DELLE ISTITUZIONI NEI CONFRONTI DEL PROGETTO COMPLESSIVAMENTE, SIA ESSO DESIGN O ARCHITETTURA. NON ESISTE ANCORA OGGI UN ENTE REFERENTE COME IL MUSEO DEL DESIGN. QUESTO È UN SEGNO, NON È UN FATTO DRAMMATICO. NON È UN DRAMMA CHE NON ESISTA UN MUSEO DEL DESIGN, VA BENISSIMO ANDARSI A CERCARE GLI ESEMPI STORICI SU DEI ‘CASABELLA’ DEGLI ANNI SESSANTA, NON È IMPORTANTISSIMO, È SEGNO DI UN DISASTRO, DI UN DISASTRO CHE C'È DIETRO, DI UN DISAMORE, DI UNA DISATTENZIONE, DISAFFEZIONE PER UNO DEGLI ELEMENTI IN REALTÀ VINCENTI DELLA NOSTRA CULTURA, RICONOSCIUTA PERALTRO IN TUTTO IL MONDO. C'È PIÙ ATTENZIONE IN GIAPPONE PER IL NOSTRO LAVORO CHE NON IN ITALIA. C'È PIÙ AFFETTO PER UNA RIVISTA DEGLI ANNI TRENTA IN AMERICA CHE NON DA NOI, UNA RIVISTA DI SETTORE PARLO, È VERAMENTE UNA SITUAZIONE DISPERATA. OGNI TANTO SEMBRA CHE CI SIANO DEI SEGNALI DI GRANDE CAMBIAMENTO, PERÒ IO ORMAI MI SONO ABITUATO SIA ALL'ACCENDERSI DI QUESTI SEGNALI CHE ALLO SPEGNERSI, AL MOMENTO CHE SI SONO CONSUMATI SULLE PAGINE DEI GIORNALI.

D: COME LO VORREBBE?

R: MANIACALE. MI PIACEREBBE MOLTO CHE UN MUSEO DI DESIGN, AVESSE UN ASPETTO MANIACALE, CIOÈ CHE NON RIUSCISSE, NON SO CON QUALI SISTEMI, MA L'INFORMATICA IN QUESTO AIUTA MOLTO, PROPRIO A CONTENERE TUTTO IL DESIGN FATTO, NON SOLO QUELLO DEI MAESTRI. C'È UN BELLISSIMO RACCONTO SU UN CARTOGRAFO, DI BORGES, E RACCONTA COME QUESTO CARTOGRAFO FACESSE QUESTA CARTA DELLA SPAGNA, MA SEMPRE UNA SCALA MAGGIORE MA SEMPRE INSODDISFATTO DELL'IMPRECISIONE, A CONTENERE TUTTE LE NOTIZIE CHE IN REALTÀ IN SPAGNA CI SONO, FIN QUANDO ALLA FINE DELLA SUA VITA RIUSCÌ A DISEGNARE UNA CARTA CHE SOVRAPPONENDOLA ALLA SPAGNA CORRISPONDEVA ESATTAMENTE, CIOÈ AVEVA DISEGNATO UNA CARTA GEOGRAFICA CHE ERA GRANDE COME LA SPAGNA. COSÌ MI PIACEREBBE CHE FOSSE UN MUSEO DEL DESIGN.

    OGGETTI:

  • VASO BABELE
 

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