Home Torna alle puntate Oggetti Protagonisti Informazioni sui links Ricerca
PUNTATE
OGGETTI
PROTAGONISTI
INFORMAZIONI
RICERCA

TESTIMONI
Puntata n.8

 

ARCHETIPI E PROTOTIPI: L’INVENZIONE DELLA RADIO


ENRICO VAIME
AUTORE RADIOTELEVISIVO


AUTORE TELEVISIVO, TEATRALE E CRITICO PUNGENTE, ENRICO VAIME LO ABBIAMO INCONTRATO NEGLI STUDI RAI DELLA RADIO DOVE DA OLTRE 18 ANNI CONDUCE CON SUCCESSO LA TRASMISSIONE BLACK OUT. MA LE RIFLESSIONI DI VAIME QUESTA VOLTA SONO PIÙ RIVOLTE ALL’OGGETTO RADIO CHE NON AL PRODOTTO RADIOFONICO. L'OGGETTO RADIO, PER QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE SEMPRE, ERA QUALCOSA DI NON ANCORA COMPIUTO, IO RICORDO LE PRIME RADIO PORTATILI, NON ANCORA A TRANSISTOR, MA CON LE VALVOLE, ED ERANO ABBASTANZA IMPROPONIBILI, MENTRE QUELLE PRECEDENTI - E CIOÈ QUELLE DEGLI ANNI '40 - ERANO DEI MONUMENTI ALL'ORRORE TOTALE. RICORDO LE RADIO CON GLI ALTOPARLANTI COPERTI DA UN TESSUTO, DI SOLITO BEIGE, DELLE BRUTTISSIME MANOPOLE, INSOMMA L'OGGETTISTICA RADIOFONICA HA SUBITO DEI CAMBIAMENTI STRAORDINARI. GLI ULTIMI APPARECCHI RADIO SONO ASSOLUTAMENTE ESTETICAMENTE PERFETTI. LA RADIO PER LA MIA GENERAZIONE HA RAPPRESENTATO UN SOGNO, UN QUALCOSA DI AVVENIRISTICO, IL FUTURO COMUNICAZIONALE COMINCIAVA DA LÌ. NOI VENIVAMO DA ESPERIENZE PARTICOLARI, QUINDI LA RADIO ERA L'UNICO MEZZO COL QUALE RIUSCIVAMO A METTERCI IN CONTATTO CON IL RESTO DEL MONDO. LA GENERAZIONE PRECEDENTE INVECE AVEVA DELLA RADIO UNA VISIONE DICIAMO MAGICA, MOLTO PIÙ MISTERIOSA. MIO NONNO CON LA RADIO PARLAVA E MIO NONNO NON ERA PAZZO E NEANCHE INCOLTO. PER NOI ERA IL MEZZO DEL FUTURO E POI INVECE LE GENERAZIONI SUCCESSIVE L'HANNO CONSIDERATO UN SUPPORTO, DICIAMO RELATIVAMENTE MODERNO, GUARDANDO CON PIÙ ATTENZIONE ALLA VISUALIZZAZIONE DELLE COMUNICAZIONI, QUINDI PER I GIOVANI LA RADIO È - NIENTE - UNA COLONNA SONORA E POCO PIÙ. QUESTO MI DISPIACE PERCHÉ NON È QUESTA LA VERA NATURA DEL MEZZO, IL MEZZO È QUALCOSA DI PIÙ, È L'UNICO MEZZO VERAMENTE INTERATTIVO CHE ESISTA. IL RAPPORTO CON LA RADIO È CAMBIATO NEL TEMPO OVVIAMENTE, IL RAPPORTO DEI NOSTRI PADRI E DEI NOSTRI NONNI ERA UN RAPPORTO DI GRANDE RISPETTO GERARCHICO. MIO NONNO ERA CONVINTO CHE LA RADIO CONSUMASSE MOLTISSIMA ENERGIA ELETTRICA ED ERA CONVINTO CHE TENENDO BASSO IL VOLUME LA RADIO SAREBBE DURATA DI PIÙ. I MIEI GENITORI INVECE AVEVANO UN RAPPORTO CON LA RADIO DIVERSO, SI SEDEVANO DAVANTI ALLA RADIO E ADDIRITTURA CHIUDEVANO GLI OCCHI PER CONCENTRARSI MEGLIO. L'ASCOLTO RADIOFONICO DI OGGI È MOLTO CAMBIATO. E' UN ASCOLTO - DICIAMO - PIÙ DISTRATTO, SI FA SEMPRE QUALCHE ALTRA COSA ASCOLTANDO LA RADIO, QUINDI IL LINGUAGGIO DEVE CAMBIARE, CHI FA LA RADIO DEVE TENERE PRESENTE QUESTA POSSIBILE DISATTENZIONE, USARE LINGUAGGI MENO POMPOSI, MENO INVOLUTI, PARLARE BREVEMENTE E CON GRANDE CHIAREZZA, TENENDO PRESENTE APPUNTO CHE L'ASCOLTO PUÒ ESSERE DISTRATTO.


[HOME ][PUNTATE ][OGGETTI ][PROTAGONISTI ][INFORMAZIONI ][RICERCA]