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INTERVISTA IMPOSSIBILE
PUNTATA N.7

 

IL RAZIONALISMO IN ITALIA


GIOVANNI (GIÒ) PONTI

GREGORETTI - ARCHITETTO PONTI, LEI È UNA FIGURA MOLTO SINGOLARE MA ANCHE MOLTO DISCUSSA NELLA STORIA DELL'ARCHITETTURA E DEL DESIGN ITALIANO.

GIÒ PONTI - E BASTA

GREGORETTI - LEI HA PRATICAMENTE ATTRAVERSATO TUTTE LE EPOCHE E GLI STILI LASCIANDO SEMPRE UN SEGNO MOLTO PERSONALE ...

GIÒ PONTI - CERTAMENTE

GREGORETTI - ... SENZA IDENTIFICARSI COMPLETAMENTE CON UNA TENDENZA, NONOSTANTE PERÒ LEI ABBIA IMMAGINATO OGGETTI MOLTO RIGOROSI COME LE FAMOSE LAMPADE DEGLI ANNI TRENTA, NON È CONSIDERATO UN MAESTRO DEL RAZIONALISMO. COME MAI?

GIÒ PONTI - LA CRITICA CERCA SEMPRE DEI PUNTI DI RIFERIMENTO, DEI RIMANDI STORICI, DEGLI ACCORPAMENTI. IO CREDO NELL'UNICITÀ DELLA PERSONA, CONSIDERATA NEI DIVERSI MOMENTI DELLA SUA VITA. UN UOMO, UN ARCHITETTO, DOPO DIECI ANNI È UN ALTRO UOMO, UN ALTRO ARCHITETTO, ANCHE SE È COERENTE, ANZI È COERENTE SE CAMBIA.

FORME CHIUSE, CRISTALLI, ESAGONI SONO, METAFORE ESPRESSIVE DI IMPULSI CREATIVI BEN DELINEATI NEL TEMPO COME L'ITER PROGETTUALE CHE MI HA PORTATO DAL CONSIDERARE IL VOLUME ALLA SUPERFICIE, DALLE MATERIE IN USO ALLE NUOVE POSSIBILITÀ DELLE PLASTICHE.

GREGORETTI - LEI HA CREATO PARTICOLARI LOCUZIONI CHE, COME ISTANTANEE, RITRAGGONO IL SUO PROCEDERE TEORICO E PROGETTUALE: ''CASA ALL'ITALIANA', 'CASA ESATTA', 'FORMA FINITA', 'CASA ADATTA'...

GIÒ PONTI - QUESTI SLOGAN HANNO SIGNIFICATO UN CONTINUO PROCESSO DI RIDEFINIZIONE DELL' 'EXISTENS MINIMUM' RAZIONALISTA NELLA PIÙ ALTA ESPRESSIONE DI VIVIBILITÀ. MI SPIEGO.

GREGORETTI - ECCO, MEGLIO!

GIÒ PONTI - PERCHÉ DOVREMMO ADATTARCI AD UNA CASA GENERICA? E' LA CASA CHE DEVE SEGUIRE LA NOSTRA ESPRESSIONE INDIVIDUALE DI VITA E DI CULTURA NEGLI INTERNI DELLA SUA MODERNA ARCHITETTURA. QUESTO NON VUOL DIRE CHE SI DEBBA RINUNCIARE ALLE RISORSE DELL'INDUSTRIA E DELLA PRODUZIONE DI SERIE, MA CON UNA TECNICA PIÙ UMANA CHE PERMETTA AL NOSTRO DESIGNER DI ISPIRARSI AI VALORI DELL'ESISTENZA QUOTIDIANA.

GREGORETTI - LEI È STATO DEFINITO UN ARTISTA ELITARIO, UN ARREDATORE DI LUSSO..

GIÒ PONTI - ANCHE LEI RICOMINCIA, BASTA

GREGORETTI - ... UN CREATORE DI BELLISSIMI MA COSTOSISSIMI ARREDAMENTI, PEZZI UNICI PIÙ CHE OGGETTI DI PRODUZIONE SERIALE. COME SI CONCILIA TUTTO CIÒ CON LE CARATTERISTICHE DEL SUO PIÙ CONOSCIUTO MANUFATTO, LA SEDIA SUPERLEGGERA?

GIÒ PONTI - HO PENSATO A UNA 'SEDIA-SEDIA', ALLA 'SEDIA DI SEMPRE'... A UNA SEDIA CHE ESISTEVA GIÀ. HO PENSATO AD UN'AZIENDA CON UNA PRODUZIONE TRADIZIONALE PER FARE UNA SEDIA LEGGERA, FORTE, DI FRASSINO 'NAZIONALE', CONVENIENTE; UNA SEDIA 'SENZA AGGETTIVI', FRUTTO DI UN PROCESSO MIGLIORATIVO DAL PESANTE AL LEGGERO, DALL'OPACO AL TRASPARENTE, DAL COSTOSO AL CONVENIENTE.

GREGORETTI - E' VERO CHE LEI HA RICERCATO SEMPRE FORME PERFETTE (COME LA SEZIONE DELLE GAMBE DI QUESTA SEDIA, LA PIANTA DEL GRATTACIELO PIRELLI, I PIANI INTERSECANTI DEI MOBILI, DEI COMPLEMENTI D'ARREDO) INDIPENDENTEMENTE DALLA FUNZIONE?

GIÒ PONTI - MA NO, MAI, ANCHE SE IO, CREDO AL DESIGN COME 'VALORE AGGIUNTO' AL PRODOTTO INDUSTRIALE; PERTANTO QUEL MODO DI DIRE ' LA FORMA SEGUE LA FUNZIONE' VA SUPERATO, POICHÉ È SOLO NEI PROCESSI DELLA NOSTRA MENTE CHE LA FUNZIONE CONDIZIONA LA FORMA. ANCHE LE COSE MENO BELLE, FUNZIONANO ALTRETTANTO BENE, MA IO PREFERISCO CHE SIANO ANCHE BELLE...

GREGORETTI - LEI A OTTANT'ANNI DICEVA DI AVERE QUATTRO VOLTE VENT'ANNI. IN QUESTA CONTINUA GIOVINEZZA CREATIVA, IN QUESTO CONTINUO VIVERE TRA PASSATO E PRESENTE, COME IMMAGINA LO STILE DEL FUTURO?

GIÒ PONTI - ALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MI SONO BATTUTO PER AFFERMARE UNO STILE PIÙ LEGGERO, TRASPARENTE, COLLEGATO A UN MODO DI VIVERE PIÙ SEMPLICE, MA NON AUTARCHICO, NON PROVINCIALE APERTO ALLE INFLUENZE E AL CONFRONTO CON QUANTO AVVENIVA NEGLI ALTRI PAESI. CREDO ANCORA IN QUESTA SCELTA.


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