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Italia 2000, quale dialogo tra laici e cattolici?

 

Alberto Asor Rosa e Pietro Scoppola
rispondono alle domande dei nostri utenti.



Ringraziamo tutti coloro che hanno inviato le loro domande e l'Enciclopedia Treccani che ci ha concesso l'uso dei suoi locali per le riprese.
Le domande degli utenti:
1 Prima domanda di "Rai Educational":

La necessità di un dialogo tra laici e cattolici è, dal Risorgimento in poi, nel DNA del nostro Paese. A rimetterla in agenda, oggi, sono fenomeni diversi: le nuove frontiere della scienza e il bisogno di una morale nuova, la bioetica, il cosiddetto crollo delle ideologie, ma anche il modo inedito in cui Giovanni Paolo II ha interpretato il suo pontificato. Quali sono per voi le priorità sul tappeto? Lo chiedo anzitutto a lei, professor Scoppola

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2 Maria Bonafede (Vice moderatrice della Tavola Valdese):

Il titolo del dibattito sembra presentare laici e cattolici come due fronti contrapposti. Ma la laicità non va intesa piuttosto come il terreno democratico, lo spazio di libertà, uguale per tutti, in cui si confrontano in modo paritario tutte le culture, le visioni del mondo, le confessioni religiose?

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3 Domanda di Federico Pani:

I vertici vaticani si discostano dal variegato universo di molti credenti, così come tra i laici coesistono fasce di integralismo e fasce di apertura diverse. Insomma, esistono veramente un pensiero cattolico e un pensiero laico?

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4 Domanda di Elisabetta Foschini:

Il recente fenomeno dell'immigrazione islamica o comunque di fede diversa da quella cattolica, comincia ad alterare la dualità storica del confronto laici/cattolici, così come esso si è fin qui verificato in Italia. Cosa accadrà quando questo terzo polo acquisterà pari radicamento sociale e pari dignità?

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5 Domanda di Daniela Maniscalco:

Prima di professare una religione o appartenere a uno schieramento ideologico siamo tutti persone. Cosa impedisce di riscoprire il Vero Bene della persona in una visione antropologica dell'uomo, magari a partire da una riflessione sui diritti umani?

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6 Domanda di Emma Fattorini:

Oggi assistiamo a due estremi opposti: da un lato l'eccesso di protagonismo della Chiesa, dall'altra il ritorno a un anticlericalismo vecchio stile in forme estreme, in un contesto in cui, in più, la cultura laica è fortemente subalterna e acritica rispetto a quella religiosa. Non credete che il terreno dello scontro e del dialogo vada completamente spostato, che sia necessario uscire, cioè, dalle logiche di appartenenza di potere? Che sia necessario tornare allo spirito del pontificato giovanneo e trovare la vera motivazione del dialogo nella responsabilità comune verso un destino incerto? Dare voce, insomma solo e soltanto ai bisogni della persona, a un'etica comune fondata su onestà, responsabilità, efficacia, professionalità?

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7 Domanda di Franco Barbero (Comunità Cristiane di base):


Nell'anno del Giubileo giornali e televisioni straripano di cattolicesimo, ci piaccia o no. Ma come si spiega che, fatte rarissime eccezioni, gli intellettuali commentino i fatti religiosi che hanno una rilevanza dogmatica nei termini esatti del cattolicesimo della parrocchia più tradizionale? Come si spiega questa clericalizzazione del loro cervello? Hanno coscienza che il cattolicesimo si coniuga al plurale? Perché predicano solo la vulgata vincente?"

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8 Domanda di Giuseppe Bonfrati (responsabile della programmazione culturale della Residenza Universitaria di Villa Nazareth):

In questi ultimi anni c'è stata un'assimilaziane dei concetti 'evangelizzazione' e 'civilizzazione'. Si è assimilato in pratica il compito di annunciare il Vangelo e di chiedere alle persone di metterlo in pratica, al pensare che la civiltà non possa coincidere se non con ciò che la Chiesa stessa dice essere civiltà. Una distinzione che invece sembrava essere diventata un orientamento preciso con il magistero di Giovanni XXIII e con il Concilio Vaticano II. Si veda soprattutto la Gaudium et Spes. Questi autorevoli contributi avrebbero dovuto attenuare gradualmente la pretesa di una dottrina sociale ex autoritate. Avrebbero dovuto aiutare a discernere nell'uomo di oggi, credente o non credente, nei suoi sforzi e nelle sue capacità, dei punti di incontro con il Vangelo. Una cosa sarebbe fare questo, una cosa è, come sembra stia effettivamente accadendo, ritornare a dettagliare cosa sia vero o falso, buono o cattivo nella vita civile e morale di tutti. Come coordinare allora la laicità, cioè l'appello alla coscienza come ultima istanza per capire cosa sia bene comune, e la dottrina sociale della Chiesa?

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9 Domanda di Massimo De Angelis:

Non credete che il dialogo debba oggi, nel mondo occidentale, passare dal primato della questione sociale al primato della questione della persona, questo in relazione non solo alla bioetica, ma a tutte le nuove tecnologie, a cominciare da quelle comunicative? Porre al centro insomma la formazione dell'individuo - nascita, famiglia, scuola - rispetto alla centralità del lavoro? Non si recupererebbe così anche, sia pure con ampia riforma, il vecchio tema dell'alienazione in Marx?

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10 Domanda di Tommaso Caliò:

Internet rappresenta per molte associazioni, laiche come cristiane, la possibilità di costruire reti internazionali su progetti comuni. Per esempio campagne di pressione e di sensibilizzazione, consente di far circolare velocemente informazioni veicolate da canali alternativi. Ad esempio l'agenzia missionaria Misna, i numerosi siti dei movimenti pacifisti o delle ONG, Organizzazioni non governative. Il cosiddetto "popolo di Seattle" è appunto frutto di questa nuova forma di comunicazione. La difesa dell'ambiente e la lotta contro la preponderanza del potere economico sul potere politico possono essere un terreno di impegno comune a laici e cattolici

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11 Domanda di Giorgia Salatiello (docente di Antropologia filosofica, Metafisica e Filosofia della Religione presso la Pontificia Università Gregoriana):

Cosa intendono per risorse umane i professori Asor Rosa e Scoppola? Usano l'espressione nell'accezione che si riferisce alla formazione della persona oppure in quella che fa riferimento al mercato del lavoro? E cosa intendono per individuo e per persona?

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