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Ma un best seller si fabbrica o si crea?

 

Vincenzo Cerami e Gian Arturo Ferrari
rispondono alle domande dei nostri utenti.



Ringraziamo tutti coloro che hanno inviato le loro domande.
Le domande degli utenti:
1 Prima domanda di "Rai Educational":

Per cominciare, qualche cifra. In Italia ogni anno si stampano quasi 50.000 titoli. Il 60% di questi titoli non vende neppure una copia. E tra il 1997 e il 1999 si è dimezzato il numero di titoli che vende più di ventimila copie. Insomma, il grosso del mercato non va a un prodotto medio, ma ai cosiddetti "best seller". Il 47,3% dei quali è straniero. L'incasso da best-seller si divide tra una ventina di editori, sui più di duemila che operano nel nostro mercato. Noi vogliamo capire se i best-seller siano "libri-vampiri", che succhiano quel poco di linfa, di consumo di libri,che circola nel nostro mercato. O se siano una manna. Se la loro presenza condizioni, o no, le logiche di chi crea. E che cos'è un best-seller per voi: uno, scrittore, l'altro, editore.

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2 Domanda di Celeste Iannetta:

Alcuni autori di best-seller hanno detto qualcosa sulla loro "formula". Wilbur Smith sostiene che il segreto di un best-seller è la sua "medietà": mentre scrive lui si rivolge a un pubblico ideale, "medio" appunto . Luciano De Crescenzo racconta di avere attivato nel suo computer un programma che lo avverte quando un periodo supera le 120 battute: la frase si fa troppo complessa, è l'ora di mettere un punto. Che cosa ne pensate? Lei, Cerami, quando scrive a cosa pensa?

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3 Domanda di Barabara Celli e Tonino Morra:

Il termine "fabbricare" evoca qualcosa di peggiorativo, il termine "creare" allude a qualcosa di nobile. Ma c'è davvero, tra le due cose, una differenza? E Vittorio Messori dice: il best-seller indigna chi non lo fa. Siete d'accordo?

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4 Domanda di Ettore Bevicini:

Lei, Cerami, ha scritto romanzi, racconti, testi teatrali, sceneggiature , fumetti. In che modo i diversi mercati cui sono destinate queste opere influenza la sua ispirazione e i suoi tempi di creazione? In che misura la influenza il rapporto con l'editore? Da questo punto di vista in che modo è nato "Fantasmi", suo ultimo romanzo?

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5 Domanda di Cecilia Gualdi:

Si dice che il best seller sia diventato di per sé un genere: può essere un rosa o un legal thriller, un noir o un giallo, ma è,soprattutto, un libro globalizzato, efficiente, nato per vincere. Tant'è che gli editori , in questo caso, non si preoccupano di differenziare le copertine: tutte vistose, vagamente tridimensionali, col nome dell'autore, il "vincitore", in lettere d'oro, che campeggia sul resto. Ferrari è d'accordo?

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6 Domanda di Pietro Liorni:

Con quale criterio si scelgono, per un titolo, tiratura, investimento pubblicitario, modalità di distribuzione? E in che misura un autore può contrattarle?


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7 Domanda di Fulvia Donadio:

Le classifiche editoriali pubblicate sui giornali mescolano libri che partono con una tiratura a cinque zeri e libri che partono con una tiratura a tre zeri. Mescolano Tom Clancy e l'italiano esordiente, Patricia Cornwell e la raccolta di racconti femminili che arriva da qualche periferia del mondo. Fa bene ai libri? Fa bene agli autori? Fa bene al mercato?

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8 Domanda di Paolina Dal Prato:

Gli scrittori si lamentano di essere usati come piazzisti di se stessi e di avere sempre meno tempo per creare. Un comparsata al Maurizio Costanzo Show vale cento volte di più di una buona recensione. Portare una comitiva di giornalisti "sul luogo" della trama del romanzo, siano le Alpi o Rio de Janeiro, insieme con l'autore, paga infinitamente più che ottenere critiche positive da critici di vaglia. Cerami ha da fare la stessa lamentela? E Ferrari conferma? Così va il marketing?

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9 Domanda di Ottavio Lastella:

André Schiffrin, editore di una casa editrice prestigiosa, la Pantheon Books, nel suo pamphlet "Editoria senza editori" uscito nel 1999 racconta che le progressive concentrazioni editoriali hanno imposto negli Stati Uniti una crescita del margine di guadagno dal 4% al 15%. E profetizza che ciò avverrà rapidissimamente anche in Europa. Il libro può reggere richieste di guadagno del genere?

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10 Domanda di Serafino Del Frate:

Dal libro al film. E dal film al libro. Lei, Cerami, ha sperimentato a distanza di qualche decade le due strade: "Un borghese piccolo piccolo", suo romanzo d'esordio uscito nel '76, è diventato l'anno dopo un film importante, con Alberto Sordi, per la regia di Mario Monicelli. La sceneggiatura della "Vita è bella" ha seguito il percorso al contrario: dopo gli Oscar, è diventata un libro per Einaudi. Questo le dice, ci dice, qualcosa sul mutamento, in questi venticinque anni, del rapporto tra immagine e parola scritta?

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Domanda di Emanuele Ghedini Ricci:

L'ultima domanda è da Emanuele Ghedini Ricci. In che misura la Rete, con le librerie virtuali, le nuove modalità di pubblicazione, l'emergere anarchico di un universo di aspiranti scrittori, può modificare le attuali leggi del mercato?

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