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DE MASI Sul piano dell’ubiquità
sì, la novità è grossa. Immaginiamo cosa intendevamo
per "comunicazione telefonica" fino a qualche
anno fa, in assenza dei cellulari. Se chiamavo una persona
a casa sua, perché solo questo era il modo di telefonare,
allo squillo del telefono sapevo che, se mi rispondeva,
era lì, a casa sua. Oggi non solo chi riceve una
telefonata può dire a chi lo chiama "Dove ti
trovi?", ma anche chi telefona può dire a chi
risponde "Dove ti trovi?". Capita spesso che la
persona che ci chiama e che noi ci aspettiamo sia a Roma,
ci dica, magari, "Sono a New York". Questo sì,
dà una completa sensazione di ubiquità. Sul piano
auditivo ormai siamo ubiqui.
Ieri ho telefonato a un mio collega ed era nel deserto del
Sahara, mentre io ero convinto che, invece, fosse nel
quartiere Prati dove abita normalmente. Un’ubiquità
auditiva che poi, in parte, con Internet diventa ubiquità
visiva: possiamo ascoltare da qualunque punto qualunque
persona che si trova in qualsiasi altro punto e possiamo
vedere da qualunque punto persone che si trovano in
qualsiasi altro punto del pianeta. E questo non era mai
avvenuto.
Era avvenuto, sì, nella mitologia: gli dei dell’Olimpo
potevano fare tutto questo. In parte era avvenuto anche
nella geografia della santità cristiana e cattolica: ci
sono santi bilocabili, San Giovanni Bosco, Sant’Antonio
nella loro vita hanno dato luogo a delle bilocazioni,
stando contemporaneamente in due punti. Ma oggi lo
possiamo fare tutti, senza essere dei santi.
ANTINUCCI Sono d’accordo con tutto
quanto hai detto. Posso aggiungere che c’è una
prospettiva ancora più interessante che riguarda la
presenza non solo passiva, sia visiva che auditiva. Quella
auditiva già l’abbiamo, quella visiva è lì per
arrivare: non appena si allargherà la banda delle
comunicazioni non sarà un problema trasmettere e ricevere
immagini. Ma c’è un ulteriore prospettiva: l’ubiquità
dell’azione.
Queste tecnologie possono sostenere, per ora solo su scala
locale, il fatto che io agisca a distanza e agisca su
tutti i fronti. E questo è, probabilmente, un cambiamento
che, una volta avvenuto, sarà molto incisivo...
DE MASI Posso accendere, per esempio,
la caldaia per il riscaldamento di casa stando a centinaia
di chilometri di distanza...
ANTINUCCI Sarà possibile,
probabilmente, lavorare nel senso letterale: non solo nell’accezione
metaforica del telelavoro, ma nell’accezione concreta,
fisica del lavoro.
DE MASI E’ chiaro che la nuova
frontiera sarà probabilmente l’ubiquità dei corpi
nella loro interezza. Se ci immaginassimo di vivere in
altre epoche, per esempio nel Cinquecento, e immaginassimo
per noi un futuro, credo che non riusciremmo a immaginare
cose strabilianti come il telefono o la radio. E allora,
in vista del 2500, dovremmo fare l’esercizio di
chiederci: "Cosa avverrà di altrettanto
strabiliante"?
Se ci si pensa, i due campi in cui probabilmente avremo
grandissime sorprese saranno, appunto, la trasportabilità,
quasi l’ubiquità dei corpi, e la longevità.
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