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Italia 2000,
quale dialogo tra laici e cattolici?

Domanda 9



Massimo De Angelis ritorna su Marx. Chiede: "Non credete che il dialogo debba oggi, nel mondo occidentale, passare dal primato della questione sociale al primato della questione della persona, questo in relazione non solo alla bioetica, ma a tutte le nuove tecnologie, a cominciare da quelle comunicative? Porre al centro insomma la formazione dell'individuo - nascita, famiglia, scuola - rispetto alla centralità del lavoro? Non si recupererebbe così anche, sia pure con ampia riforma, il vecchio tema dell'alienazione in Marx?".

Asor Rosa: Io sono uno che continua a pensare che il tema della formazione dell'individuo e della persona sia profondamente intrecciato al tema del lavoro. Naturalmente qui ci si richiama a una fase del dibattito ideologico-culturale in campo marxista, contraddistinto dalla nozione di centralità del lavoro. Ecco, credo che la centralità del lavoro sia superata. Ma non credo che sia superato l'intreccio tra formazione dell'individuo e della persona e il lavoro o forse, sarebbe il caso di dire oggi, “i” lavori. In questo senso, proprio perché c'è questo intreccio, il vecchio tema dell'alienazione in Marx, che ha, come è noto, una serie di varianti possibili, dagli studi filosofici giovanili a Il capitale, credo possa essere recuperato nel suo versante liberatorio. Marx sul terreno dell'utopia, prescindendo dalle realizzazioni che, in nome della dottrina marxista, sono state fatte di questi modelli ideologici, poneva un grande tema, che è ancora attuale. Forse, uno dei temi su cui il confronto e l'accumulo delle diverse esperienze potrebbe essere più utile è il tema della liberazione umana, liberazione dal bisogno: Noi finora abbiamo parlato fra noi, anche approfonditamente, di una situazione che è quella dell'Europa occidentale, dell'Occidente, ma se allargassimo lo sguardo altrove, come non vedere che il tema della liberazione dell'uomo dal bisogno, a livello mondiale, è ancora un tema ...

Scoppola: Che interessa la maggior parte dell'umanità.

Asor Rosa: Appunto. Ed è anche il tema della liberazione da quell'insieme di condizionamenti sociali, psicologici, di potere, da cui la nostra società è contraddistinta. Personalmente penso che su questa tematica sarebbe quanto mai opportuna la ripresa di una rielaborazione in grande.

Scoppola: Sono d'accordo. Quando si ragiona su queste questioni ci si rende conto poi, che esigenze analoghe sono state espresse con linguaggi diversi, legati a culture e tradizioni culturali diverse. Questo mi convince sempre di più che se si vuole, anche sul piano politico, creare le premesse di una possibile collaborazione, perché poi oggi siamo premuti da questa urgenza

Asor Rosa: Certo.

Scoppola: Se si vogliono trovare le basi di una collaborazione che non sia solo un fatto elettoralistico, ma che sia fondata su tradizioni e su sedimentazioni di culture popolari profonde esistenti nel nostro paese e nel nostro popolo, ecco, i contenuti poi, in realtà, sono molto più vicini di quanto non siano le parole, che hanno questi stessi contenuti dentro tradizioni diverse. C'è un altro aspetto che è molto interessante: il lavoro come condizione della realizzazione della persona. La centralità del lavoro significa che non si può considerare il lavoro fuori dell'uomo. Questo è un tema fortissimo nella tradizione cattolica, a partire da Leone XIII addirittura. Quando Giolitti teorizzava “il lavoro è una merce, quindi libertà nel confronto fra domanda e offerta”, faceva un passo avanti all’inizio del secolo, perché si dissociava dall’idea del vecchio stato liberale che doveva parteggiare per i padroni.


Asor Rosa: Era la ripresa di una parola d'ordine marxista, in qualche modo.

Scoppola: Comunque, segnava un progresso. Leone XIII nella Rerum novarum di dieci anni prima - perché c'erano proprio dieci anni - aveva detto: "Il lavoro non è una merce, nel senso che è un fatto umano". Ecco noi abbiamo la possibilità di riprendere questi discorsi, al di là del legame, e della chiusura nelle rispettive tradizioni culturali. o mi lascia veramente indifferente.


 
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