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Asor Rosa: Io sono uno che continua
a pensare che il tema della formazione dell'individuo
e della persona sia profondamente intrecciato al tema
del lavoro. Naturalmente qui ci si richiama a una fase
del dibattito ideologico-culturale in campo marxista,
contraddistinto dalla nozione di centralità del
lavoro. Ecco, credo che la centralità del lavoro
sia superata. Ma non credo che sia superato l'intreccio
tra formazione dell'individuo e della persona e il lavoro
o forse, sarebbe il caso di dire oggi, “i” lavori. In
questo senso, proprio perché c'è questo
intreccio, il vecchio tema dell'alienazione in Marx, che
ha, come è noto, una serie di varianti possibili,
dagli studi filosofici giovanili a Il capitale, credo
possa essere recuperato nel suo versante liberatorio.
Marx sul terreno dell'utopia, prescindendo dalle realizzazioni
che, in nome della dottrina marxista, sono state fatte
di questi modelli ideologici, poneva un grande tema, che
è ancora attuale. Forse, uno dei temi su cui il
confronto e l'accumulo delle diverse esperienze potrebbe
essere più utile è il tema della liberazione
umana, liberazione dal bisogno: Noi finora abbiamo parlato
fra noi, anche approfonditamente, di una situazione che
è quella dell'Europa occidentale, dell'Occidente,
ma se allargassimo lo sguardo altrove, come non vedere
che il tema della liberazione dell'uomo dal bisogno, a
livello mondiale, è ancora un tema ...
Scoppola: Che interessa la maggior
parte dell'umanità.
Asor Rosa: Appunto. Ed è
anche il tema della liberazione da quell'insieme di condizionamenti
sociali, psicologici, di potere, da cui la nostra società
è contraddistinta. Personalmente penso che su questa
tematica sarebbe quanto mai opportuna la ripresa di una
rielaborazione in grande.
Scoppola: Sono d'accordo. Quando
si ragiona su queste questioni ci si rende conto poi,
che esigenze analoghe sono state espresse con linguaggi
diversi, legati a culture e tradizioni culturali diverse.
Questo mi convince sempre di più che se si vuole,
anche sul piano politico, creare le premesse di una possibile
collaborazione, perché poi oggi siamo premuti da
questa urgenza
Asor Rosa: Certo.
Scoppola: Se si vogliono trovare
le basi di una collaborazione che non sia solo un fatto
elettoralistico, ma che sia fondata su tradizioni e su
sedimentazioni di culture popolari profonde esistenti
nel nostro paese e nel nostro popolo, ecco, i contenuti
poi, in realtà, sono molto più vicini di
quanto non siano le parole, che hanno questi stessi contenuti
dentro tradizioni diverse. C'è un altro aspetto
che è molto interessante: il lavoro come condizione
della realizzazione della persona. La centralità
del lavoro significa che non si può considerare
il lavoro fuori dell'uomo. Questo è un tema fortissimo
nella tradizione cattolica, a partire da Leone XIII addirittura.
Quando Giolitti teorizzava “il lavoro è una merce,
quindi libertà nel confronto fra domanda e offerta”,
faceva un passo avanti all’inizio del secolo, perché
si dissociava dall’idea del vecchio stato liberale che
doveva parteggiare per i padroni.
Asor Rosa: Era la ripresa di una parola d'ordine
marxista, in qualche modo.
Scoppola: Comunque, segnava
un progresso. Leone XIII nella Rerum novarum di dieci
anni prima - perché c'erano proprio dieci anni
- aveva detto: "Il lavoro non è una merce,
nel senso che è un fatto umano". Ecco noi
abbiamo la possibilità di riprendere questi discorsi,
al di là del legame, e della chiusura nelle rispettive
tradizioni culturali. o mi lascia veramente indifferente.
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