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Italia 2001, cosa significa la parola "famiglia"?

Domanda 9



Furio Savoia: Prevale ancora, da noi, il cosiddetto modello di "famiglia mediterranea"? Oppure l'unificazione europea sta avvicinando paesi cattolici e paesi protestanti? Oltre che sul piano dei diritti, ci sta avvicinando anche sul piano della cultura familiare, per esempio sul piano dell'educazione dei figli?

Saraceno: Qui riprenderei una cosa che dicevi tu prima. Non è certamente l’unificazione europea il fenomeno che ha maggior impatto sulle trasformazioni della famiglia. Tanto più che a livello giuridico l’Unione Europea non ha alcun potere nel campo del diritto civile. Quindi non c’è nessuna indicazione, nessuna forzatura, nessuna imposizione che possa arrivare, nessun percorso di omogeneizzazione prevedibile. Nel migliore dei casi l’Unione Europea, nella misura in cui facilita gli scambi e i confronti, può avere un impatto vagamente culturale. Non l’Unione per sé, quanto il fenomeno più generale della maggiore esposizione di tutti noi all’esperienza, ai modi di essere, di fare, di altri Paesi, di altre culture.
Ciò detto, ‘famiglia mediterranea’: bisognerebbe sapere esattamente che cosa si intenda con questa espressione. Perché anche questa, come il ‘familismo amorale’, evoca molte cose. Qualcuno nell'idea di famiglia mediterranea mette l’idea di una famiglia matriarcale: così da un lato si dice che il Mediterraneo è il luogo in cui le donne sono maggiormente sottomesse, ma poi emerge un’immagine di famiglia in cui le mamme contano moltissimo. E anche questo è uno stereotipo, è un mito, più che realtà.
La cosa più seria è, forse, il fatto che tutte le analisi, anche dei modelli di stato sociale, hanno segnalato che esiste un modello mediterraneo in cui alla famiglia, anche allargata alla più estesa parentela, è affidato un ruolo molto rilevante. Gli stati sociali mediterranei sono stati sociali in cui gran parte dei bisogni di protezione sono assicurati non tramite la partecipazione al mercato del lavoro, e neppure tramite l’offerta di beni pubblici , di protezione pubblica, ma tramite l’appartenenza familiare. E, eventualmente, tramite il fatto che il capo famiglia, il lavoratore forte re-distribuisce insieme reddito e garanzie di protezione sociale.
Lo stato sociale mediterraneo si è affidato molto, qualcuno può dire troppo, a questo. Ci si potrebbe interrogare su quanto questo abbia rafforzato il ruolo della famiglia ma indebolito l’autonomia degli individui, cosa su cui oggi ci interroghiamo di nuovo, quando parliamo della scarsa mobilità dei giovani. Oppure quando ci interroghiamo sulle conseguenze che - anche in un paese come il nostro in cui la famiglia, non solo in quanto matrimonio ma anche in quanto solidarietà allargata tiene più a lungo - può avere il fatto che, per via di separazioni, divorzi ecc…, essa tiene un po’ di meno.
"Famiglia mediterranea", quindi: direi, piuttosto, famiglia nei paesi mediterranei. Che ha, sicuramente, come fondamento un modello di solidarietà allargata, durevole, un'attesa di continuità anche affettiva, anche bella. Gli studi sulla povertà ci dicono, per esempio, che i poveri in Italia sono meno isolati che negli altri paesi, perché possono contare su una rete più fissa, più salda.
Se, invece, per ‘famiglia mediterranea’ si intende un particolare modello o matriarcale o patriarcale, allora dovremmo fare dei grandissimi distinguo, sia rispetto agli stereotipi, sia rispetto al fatto che, comunque, il nostro è un paese lungo, in cui esistevano fortissime tradizioni regionali anche nel passato.
Uno studio di Santini ha mostrato, per esempio, come da cento anni i modelli di fecondità del Centro-nord e del Mezzogiorno fossero diversi. Così che la riduzione delle nascite è avvenuta, sì, in entrambe le aree, ma si potrebbe dire di più nel Mezzogiorno perché lì fecondità era più alta. Però i modelli rimangono tuttora abbastanza diversi, così come rimane diversa - ma non sappiamo se per un modello culturale o per un problema di struttura economica - la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, ad esempio. L’intreccio tra cultura e necessità non è chiarissimo. Però, certamente, sono modelli molto diversi tra loro già da moltissimo tempo, in parte rafforzati nella loro diversità a motivo del disuguale sviluppo economico del nostro Paese.

Barbagli: Certo, è difficile definire che cosa è la 'famiglia mediterranea'. Ma è vero che esistono forti differenze tra nord e sud d’Italia, ma anche tra nord e sud della Spagna. E che ci sono ancora differenze chiare tra i paesi del Mediterraneo e i paesi dell’Europa centro-settentrionale. Alcune le abbiamo già ricordate: i giovani in Italia, in Spagna, in Grecia, in Portogallo, escono più tardi di casa di quanto avvenga in Gran Bretagna o in Francia o in Germania; ci sono differenze nella tenuta del matrimonio, i divorzi sono più frequenti nell’Europa centro-settentrionale; le famiglie di fatto eterosessuali sono meno frequenti nell’Europa mediterranea.
In effetti ci sono dei motivi storici per i quali le famiglie del sud dell’Europa erano e restano ancora parzialmente diverse dalle famiglie dell’Europa centro-settentrionale. Da un lato ci sono le tradizioni religiose, lo dicevamo prima: i protestanti hanno accettato il divorzio prima dei cattolici. L’altro motivo è proprio una diversa storia della famiglia e una diversa storia sociale, naturalmente con tutte le differenze tra il nord e il sud dell’Italia o della Spagna. La cosa più importante è che nel Sud mancava l’uso, che c’era invece nel nord della Francia e in Inghilterra nel Cinquecento, nel Seicento, nel Settecento, di trascorrere una parte della propria vita andando a servizio presso un'altra famiglia. Nei paesi del Nord, l’uscita dalla famiglia non coincideva con il matrimonio.
Tipico caso, l’Inghilterra, dove nel Cinquecento e nel Seicento si andava a lavorare presso un’ altra famiglia, si mettevano così da parte delle risorse e poi in età avanzata, a trent’anni per gli uomini, ci si sposava. In Italia, dove pure in alcune regioni gli uomini si sposavano tardi, ci si sposava però uscendo dalla famiglia dei genitori. O, talvolta, anzi, portando la moglie nella famiglia.
Quindi, il sistema di formazione della famiglia era diverso nel passato e questo, in parte, insieme a molti altri fattori, ci aiuta a capire perché anche ora il sistema della famiglia resti diverso. Detto questo, la tendenza in corso, credo che non ci siano dubbi, è verso una diminuzione delle differenze. Le differenze ci colpiscono, ma, se guardiamo quello che è successo negli ultimi trent’anni, vediamo che le differenze stanno diminuendo, appunto
Abbiamo detto che in Italia, in Spagna, in Portogallo, c’è il divorzio che una volta non c’era, che in Italia, in Spagna e Portogallo sta crescendo il numero delle famiglie di fatto come sta crescendo il numero dei matrimoni che si rompono. Non perché è in corso l’unificazione europea, ma perché ci sono processi sociali simili ovunque, che influiscono. Poi, anche da punto legislativo, e ripeto, come ricordavi tu, non perché ci siano vincoli dell’Unione europea, ma perché le esigenze spesso sono le stesse e lo sono anche se le condizioni politiche congiunturali, le leggi si somiglieranno verosimilmente sempre di più, perché i problemi si assomigliano sempre di più.
Quindi, in sostanza, resta un modello di famiglia mediterranea che tuttavia ci rimanda al passato e che è destinato ad attenuarsi sempre più, nei prossimi dieci o venti anni.

Saraceno: Dal punto di vista legislativo restano differenze notevoli. Non tanto per quanto riguarda la famiglia nucleare, quanto rispetto al Welfare, al modello dello stato sociale. I Paesi mediterranei, e forse tra questi l'Italia più di tutti, sono quelli che hanno, nel diritto civile, definizioni di obblighi familiari, allargati alla parentela, più estesi e più duraturi che tutti gli altri. In tutti i Paesi all’inizio del secolo i nipoti erano responsabili per i propri nonni, nel caso avessero bisogno. Ma quello che, per esempio, colpisce lo studioso straniero è vedere che noi abbiamo delle leggi in cui si dice che in caso di bisogno un genero deve mantenere una suocera.

Barbagli: Ma lo studioso straniero è anche colpito dal fatto che i figli aiutano i genitori, gli stanno vicini anche quando sono ormai usciti da casa. Sì, restano delle differenze nella solidità dei rapporti di parentela tra le famiglie mediterranee e quelle del centro e nord Europa. Ma queste differenze stanno diminuendo.


 
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