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Castronovo: Io credo che questa
domanda non abbia ragion d'essere. Mi sembra che non stia
prevalendo una prospettiva così semplicistica,
riduttiva, burocratica. L'Europa è andata avanti
attraverso degli accordi intergovernativi fra gli Stati,
l'Europa è andata avanti grazie a questi apparati,
sì, diciamo burocratici che, in qualche modo, hanno
però cercato di uniformare leggi, norme, di stabilire
dei rapporti di convergenza fra i vari paesi. Insomma,
non si può fare l'Europa dall'oggi al domani, è
una costruzione complessa ,date le differenze storiche,
di lingue, di costumi, di cui abbiamo già detto.Dunque
,perché questo euroscetticismo, questo europessimismo?
Non è vero, poi, che questi ideali dell'Europa
non siano sentiti. Il nostro paese, l'Italia, è
il paese più euroconvinto: finora è andato
a votare il 70-80% degli elettori alle elezioni per il
Parlamento europeo, l'Italia ha dato i natali ad alcuni
padri fondatori dell'Europa, Luigi Einaudi per primo,
poi Altiero Spinelli, poi De Gasperi e poi Carlo Sforza,
il movimento federalista. È vero, ci sono paesi
in cui questi ideali europei sono meno sentiti: in Inghilterra,
perché ha una tradizione insulare....
Matvejevic: Aggiungerei alla
lista Prodi e Ciampi.
Castronovo: Sì, abbiamo
Prodi, Ciampi. E, soprattutto, i grandi ideali hanno bisogno
di concretizzarsi, altrimenti rimangono astrazioni senza
riferimenti concreti.
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