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Castronovo: Questi due piani
sono interconnessi l'uno all'altro. Io credo che l'Europa
debba procedere attraverso una forma di cooperazione rafforzata
. Ossia, in testa una sorta di avanguardia di alcuni Stati,
aperti poi all'apporto, lungo la strada, di altri Stati,
di altre forze. Una cooperazione rafforzata che spiani
la via al processo di integrazione su vari versanti: sociale,
culturale, che oggi vuol dire formazione e ricerca, vuol
dire informazione, e che spiani la strada all'allargamento
verso i paesi dell'Est.
Matvejevic: Io riscontro una
dinamica doppia: da una parte si vanno creando molto rapidamente
le istituzioni , si vanno risolvendo problemi pratici,
ma la presa di coscienza non segue con altrettanto dinamismo
. Sono contraddizioni che abbiamo notato in alcune domande
che ci sono state poste e a cui, credo, abbiamo risposto
con tutto il nostro dialogo.
Castronovo: La coscienza sta
all'opinione pubblica, sta a tutti noi, sta ai giovani
soprattutto. Ai giovani che negli anni Settanta, invece,
avevano dimenticato cosa fosse la causa dell'europeismo:
avevano abbracciato la causa della Cina, del Vietnam,
di Cuba, insomma di sistemi lontanissimi dal nostro, del
sistema del comunismo agrario, di sistemi di anarchia.
E oggi, negli ultimi anni, hanno acquisito finalmente
l'importanza della causa europeista. Quando si dice che
l'Europa non procede allo stesso ritmo sul versante culturale
è perché l'opinione pubblica, la scuola,
noi tutti insomma, in qualche modo, non ci adoperiamo
affinché la causa dell'europeismo si affermi e
si diffonda.
Matvejevic: Io spero in un'Europa
che non sia troppo eurocentrica, Questo sarebbe un ideale
fedele alle grandi tradizioni europee.
Castronovo: Alla grande tradizione,
grande vocazione europea di carattere universalistico.
Matvejevic: Per raggiungere
gli ideali illuministi…
Castronovo: La libertà,
l'uguaglianza.
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