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La guerra può essere giusta?

Domanda 8



Giovanni Palmieri chiede: "Chi decide quando è necessario l'intervento umanitario e secondo quali criteri? Chi comanda in un pianeta globalizzato, chi comanda in un pianeta dove, secondo la stessa Onu, fra le prime cento potenze mondiali cinquanta sono compagnie multinazionali?"

Ingrao: Qui conta molto la differenza ideologica, io do una risposta di un certo tipo a queste questioni e penso che De Rosa ne dia un'altra. Questo è nella competizione delle idee, poi si stabilisce chi decide. Ci deve essere una struttura istituzionale e costituzionale che fissa i modi e poi, dopo, la decisione avviene nel confronto, nel conflitto e nel dialogo.

De Rosa: Certo.

Ingrao: Chi comanda in qualche modo deve essere, come dire, "costituzionalizzato". Cioè deve essere reso chiaro, per iscritto, quali sono le regole, poi di volta in volta, dalla tensione, dal conflitto, dal confronto delle idee, si vedrà chi decide, i bianchi, i rossi, i verdi, i viola. Insomma ecco, vorrei aggiungere, io sono stato fortemente contro la guerra nei Balcani, per il modo in cui è stata condotta. Però da questo non ricavo che allora, beh, è tutto fatto, non se ne sa più nulla. Penso, invece, che bisogna lottare per definire meglio i principi che sono vigenti in una nazione, come l'Italia, oggi, nel contesto europeo. Io dico addirittura nel contesto mondiale.
Per esempio sono molto avvilito e scontento per la maniera in cui è entrata in crisi l'Onu in quanto speranza di un organismo mondiale e sovranazionale che potesse essere arbitro, anche, dei conflitti nel mondo.

De Rosa: Tutti speriamo, appunto, che l'Onu si adegui veramente alla globalizzazione, a queste nuove realtà che stanno emergendo, a queste situazioni nuove dove, appunto, anche i concetti di guerra, di intervento eccetera, subiscono nuovi confronti. Quando si entra nelle realtà così come nascono, così come si impongono alla nostra attenzione e alla nostra coscienza, è il momento in cui ci si deve mettere attorno a un tavolo e ridiscutere. Ricominciare daccapo e trovare le leggi giuste, le leggi equanimi che soddisfino l'esigenza di sicurezza, di tranquillità, di costruzione della pace che c'è nel mondo.
Ogni giorno ci svegliamo con problemi enormi. Chiudono Chernobyl ma, poi, scopriamo che ancora ci sono tali quantità di residui nelle fondamenta delle sue strutture che fanno paura. Tornano i problemi dell'atomica, tornano i problemi che riguardano la genetica, la tutela della persona, dell'uomo ...

Ingrao: ...Il cibo...

De Rosa: ...della vita, dei popoli, dell'emergenza di queste nuova società che si affacciano sul Mediterraneo e che desiderano, anche loro, sicurezza, tranquillità. Insomma, stiamo attraversando un momento veramente imponente, grandioso, di svolta, nella storia dell'umanità.
Tante cose che abbiamo passato, bisogna misurarle anche con l'entità delle grandi trasformazioni che sono avvenute, che sono in atto e che, per ora, non hanno ancora termine.


 
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