|
Sanvitale: Direi proprio di
no. Spero che non sia necessario l'integralismo per dare
corpo alla letteratura: se lo troverà da sola, la
letteratura, il modo, lo troveranno da soli, gli
scrittori. Sì, Rushdie a suo modo è diventato un esempio
morale, ma non vedo comunque l'integralismo come uno
strumento plausibile per ottenere una reazione positiva
dalla letteratura.
Ferroni: E' vero che in certe
situazioni la letteratura è costretta dall'oppressione a
reagire e a essere più forte della letteratura che si
trova all'interno dell'orizzonte della democrazia e che ha
rapporti più semplici con la realtà. Storicamente è
accaduto spesso, la grande esperienza letteraria viene
fuori dalla sofferenza e quindi dalla necessità di
reagire al male. Ma questo non vuol dire che noi vogliamo
questo. In certe situazioni, certo, la forza etica è data
proprio dalla reazione a quello che per noi è il male,
anche se si presenta come il bene. E qui, allora, si
tratta di discutere sui valori, perché anche se
l'integralismo di qualsiasi religione o di qualsiasi
ideologia si presenta di per sé come il Bene, in realtà
il vero bene è in coloro che resistono, in nome di valori
universali.
Sanvitale: Però non è detto
che la resistenza abbia un valore letterario. Può anche
averlo, però non è detto che ce l'abbia.
Ferroni: A volte ci sono degli
equivoci, si crede che dicendo cose giuste si possa fare
automaticamente grande letteratura. Non è così.
Sanvitale: Sarebbe bello.
Comunque sarebbe meglio non avere integralismi addosso. Mi
è venuto in mente un nome, quello di Balzac, grandissimo
scrittore che non nasce affatto dall'integralismo, ma da
una società che dominata dalla corruzione e dal denaro.
Persino da questo vengono fuori grandi scrittori. Persino
dalla nostra epoca potrebbero venire fuori. E vengono
fuori, perché la narrativa non è debole ovunque, ha
cambiato posto….
Ferroni: Lo stesso Yehoshua è
un esempio di grande narratore…
Sanvitale: E' un grande. In
America, poi, ci sono attualmente almeno cinque o sei
scrittori grandissimi, in India, citiamo Rushdie, ma ce ne
sono altri straordinariamente importanti, anche giovani,
anche dall'Africa sta sorgendo una nuova letteratura.
Facciamo attenzione, perché a volte anche società nuove
possono generare nuove letterature. C'è questo, che tutte
le letterature che hanno in questo momento una forte
penetrazione e anche una forte ragion d'essere, hanno non
solo principi solidi da un punto di vista etico, ma anche
principi solidi dal punto di vista narrativo: hanno,
cioè, recuperato in pieno quella che si chiamava
narratività. E questo fa pensare all'Italia o comunque
all'Europa, dove lo sperimentalismo e anche il non senso
della letteratura hanno fatto troppo vittime.
Ferroni: Nei paesi dove sta
emergendo una forte letteratura, non c'è una perdita
così forte di prestigio della letteratura e della
narrazione scritta in quanto tale. Nelle nostre società,
invece, lo spazio della letteratura diventa sempre più
ridotto e marginale, proprio per l'invasione fortissima di
altri modelli, di altri media, di forme di comunicazione e
di trasmissione culturale che mettono ai margini la
letteratura. In quei paesi scrivere conta ancora, è
qualche cosa di determinante, è qualche cosa che ha,
anche, un relativo prestigio sociale. Cosa che da noi
sembra venuta quasi totalmente meno.
|