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Matematica, che paura o che passione?

Domanda 09



Domanda di Giovanna Astolfi: Cina e Singapore, secondo una recente indagine internazionale, risultano i paesi dove i ragazzi se la cavano meglio con i numeri. L'India è il paese che rifornisce di informatici, i migliori al mondo, la Silicon Valley. Qual è il segreto dell'Oriente?

Giorello: Dopo tutto, le dieci cifre che usiamo nella scrittura dei numeri, e che alcuni chiamano 'arabe', sono in realtà una creazione dell'India. E l'India ha avuto soprattutto il buon gusto, la grande intelligenza di inventarsi addirittura un simbolo per il nulla, lo zero. Certi primati dell'Oriente hanno radici molto forti nel passato, hanno un'ombra lunga.

Odifreddi: La logica dei computer, il loro linguaggio, è tutto basato su circuiti che si aprono e si chiudono, quindi passaggio o non passaggio di correnti, che oggi viene codificato attraverso i numeri zero, uno. Quando guardiamo nel computer, questo non è più possibile vederlo, perchè oggi tutto è user friendly, come si dice, quindi si vedono icone, cestini ecc… Ma, se andassimo a vedere all'interno, verificheremmo che tutto quello che vediamo sullo schermo, in realtà, si riduce a enormi successioni di zero e uno. Ora, questa aritmetica binaria, il fatto di poter calcolare usando soltanto due simboli, è qualche cosa che risale a Leibniz, matematico e filosofo. E Leibniz mutuò questo sistema dagli I Ching, che sembrano l'esatto contrario della scienza: insomma, quella cosa che fanno le signore dell'alta borghesia, al mattino quando devono uscire di casa e consultano l'oracolo buttando le monetine. Leibniz era in contatto epistolare con i gesuiti che erano andati in Cina, e tra le tante cose che venne a sapere sulla Cina, una era appunto che c'era questo oracolo classico, taoista confuciano, che si chiamava appunto I Ching e si basava appunto sugli esagrammi, cioè su lineette intere o lineette spezzate, in misura di sei, per sessantaquattro possibilità che dovevano essere un po' l'architettura del mondo e del futuro. Quindi, davano la possibilità di leggere attraverso questi esagrammi la storia personale e anche quella dell'umanità. Ebbene, Leibniz da buon matematico capì subito che non era importante che ci fossero linee intere o spezzate, bensì che questo fatto riduceva, praticamente, la descrizione dei primi sessantaquattro numeri alla contrapposizione di due elementi che per i cinesi erano lo yin e lo yang, il bianco e il nero, il buono e il cattivo. E per noi erano lo zero e l'uno. E inventò questa aritmetica binaria. Arriva da lì. Allora, se oggi essa è alla base dei computer, ci sarà un motivo per cui indiani e cinesi sono così bravi. La domanda diceva anche, però,che l'India rifornisce la Silicon Valley di programmatori, in realtà non è così corretto: i programmatori stanno in India, l'India è diventata oggi il più grande produttore di software del mondo, più degli Stati Uniti, più del Giappone. Evidentemente in parte si tratta di sfruttamento industriale: così come una volta si andava nelle colonie e lì si coltivava il cotone e poi lo si rimandava indietro dopo averlo tessuto, ebbene, oggi la mano d'opera in India ovviamente costa molto meno di quella americana. Ma c'è anche l'aspetto invece culturale e scientifico: gli indiani hanno una grandissima tradizione matematica. Uno dei più grandi matematici del Novecento è per l'appunto indiano Ramanujan…

Giorello: Grande amico di Godfrey Hardy.

Odifreddi: Amico di Hardy. Prima parlavamo della bellezza: quando Hardy ricevette agli inizi del Novecento, da Ramanujan, una lettera di venti pagine coperta di formule, tra l'altro assolutamente incomprensibili, le guardò e disse: "Ma no, non è possibile, nessuno potrebbe scrivere formule del genere". Poi, per una giornata queste formule gli ronzarono per il cervello, e alla fine della giornata si disse: "Queste formule non si potevano inventare, formule di questa bellezza devono per forza essere vere". E passò una buona parte della sua vita a dimostrare queste formule che Ramanujan non aveva affatto dimostrato, perché lui diceva che gliele dava la dea Kalì: la vedeva e la signora gli dava questi regali. Hardy invitò poi Ramanujan in Inghilterra, Ramanujan non ci andò, si ammalò e morì presto, credo, morì sotto i quarant'anni. Quindi c'è questo strano aspetto, il misticismo della matematica, il mettersi in comunicazione col mondo dell'aldilà, il fatto di essere orientale e vedere formule che avevano questa bellezza sconvolgente.


 

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