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Matematica, che paura o che passione?

Domanda 10



Domanda di Roberto Salvaggi: Si sa che durante la Seconda Guerra Mondiale gli americani combatterono i sommergibili tedeschi, gli U571, applicando la "teoria dei giochi". Cosa dice la teoria dei giochi? E in quanti e quali modi, oggi, viene usata praticamente?

Odifreddi: La "teoria dei giochi", nonostante il nome che rimanda in apparenza a qualcosa di divertente, è una cosa "deadly serious", come direbbero gli inglesi, mortalmente seria. E' il tentativo di formalizzare in maniera matematica le regole di comportamento. Si chiamano giochi, ma in realtà sono interazioni tra due o più persone. Ora, l'interazione più ovvia che si può immaginare, a parte la conversazione fra due persone, è precisamente quella di giochi tipo le carte, gli scacchi, il poker.

Giorello: Se non mi sbaglio il modello iniziale di Oskar Morgenstern fu il poker…

Odifreddi: Poi, piano piano, si cominciò a estendere questa teoria a interazioni di qualunque genere. Quindi, in particolare all'interazione tra due eserciti in guerra, ad esempio, oppure a gruppi di persone che vogliono agire contro altri gruppi di persone. E questo, già subito, dice che è una teoria piuttosto sensibile.

Giorello: Io direi appunto di importanza mortale. Si pensi a una situazione di conflitto come quella della "Tosca" di Puccini. Tosca e Scarpia trattano insieme, uno vuole le grazie di Tosca, Scarpia, mentre invece Tosca vuole la liberazione di Cavaradossi che è coinvolto in moti patriottici, ma nessuno dei due si fida del partner. E allora che cosa succede? Succede che si otterrà una soluzione sub-ottimale. Sarebbe stato meglio che i due si fidassero, ma siccome nessuno dei due si fida dell'altro, Tosca finisce col pugnalare Scarpia, mentre Scarpia ha già fatto fucilare il povero Cavaradossi. Un esito disastroso. Si dirà, ma è opera, è melodramma. Allora pensiamo al meccanismo per cui due superpotenze potrebbero benissimo cooperare e lavorare alla pace, ma non si fidano l'una dell'altra. E allora una manda i missili, ma anche l'altra non si fida e manda i missili: equilibrio sub ottimale su equilibrio sub ottimale, distruzione atomica garantita. Sono quelli che si chiamano in particolare il "dilemma del detenuto" perché c'è una versione anche "carceraria" di questi dilemmi che mostrano come, tante volte, l'essere molto razionali e molto sfiduciati nei confronti del prossimo può portare razionalmente a un esito distruttivo. Per questo io dico che la "teoria dei giochi" è tutt'altro che giocosa.

Odifreddi: L'idea è la stessa di quando si tratta di fare compravendita per corrispondenza: io devo mandare la merce a qualcuno e questo qualcuno mi deve mandare i quattrini. Ora, qual è il comportamento più sensato per tutti e due? Dal punto di vista della "teoria dei giochi" colui che deve mandare la merce non deve farlo, perché i casi sono solo due: o l'altro non paga e allora se lui manda la merce è un bel fesso, o l'altro paga e allora gli conviene non mandar la merce così ci guadagna il doppio. Naturalmente, l'altro fa lo stesso ragionamento. Dice: "Devo mandare i soldi, ma se questo non mi ha mandato la merce sarei fesso se lo pagassi. E se invece lui me l'ha mandata, io non gli mando i soldi e me la tengo". La "teoria dei giochi" dice che colui che compra non deve pagare e che colui che vende non deve mandare la merce. Ma allora è chiaro che la compravendita va poco lontano. Quindi questo significa che la razionalità a volte ha dei limiti, cosa che, d'altra parte, era appunto già stato messo in evidenza, per esempio, dal teorema di Gödel. La "teoria dei giochi" studia per l'appunto queste situazioni. Spesse volte in politica cercare di essere troppo razionali può provocare dei danni: non si riesce a superare l'impasse perché si seguono troppo rigidamente delle regole. In Italia, mi sembra che il nostro atteggiamento verso la politica sia poco scientifico, quindi probabilmente le decisioni politiche vengono più prese con l'I Ching, di cui dicevamo prima, tirando le monetine, che non attraverso gli esperti. Ma in America c'è un intero team di consiglieri del Presidente che studiano per l'appunto la teoria dei giochi…

Giorello: Fu usata per esempio nel caso della guerra in Vietnam, massicciamente, e con risultati non eccellenti, dal punto di vista statunitense.

Odifreddi: Gli americani persero la guerra. Forse è bene che continuino ad usarla, se questi sono gli effetti.


 

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