Odifreddi: Quello era l'ultimo teorema di Fermat,
quindi con lui si è chiusa la partita: Fermat aveva
dato una serie di suggerimenti, di cose da dimostrare
che poi furono dimostrate quasi tutte. E qualcuna era
anche sbagliata, Fermat non era infallibile. Nel caso
dell'ultimo teorema, effettivamente aveva ragione. Per
fortuna della matematica, Fermat non è stato l'unico
a proporre problemi. Prima abbiamo citato Ramanujan,
ed ecco, centinaia di formule che sono state proposte
da lui sono state già dimostrate.
Giorello: Ma alcune sono ancora congetture.
Odifreddi: Non solo. Una, per esempio,
è stata dimostrata recentemente. Credo che derivasse
dal lavoro di Pierre Deligne, un altro grande matematico
degli anni Ottanta, francese, è ancora vivo, e ha preso
la medaglia Fields, anche lui, quindi, è uno dei massimi
matematici. Uno dei risultati del suo lavoro molto astratto,
tra l'altro, è proprio la dimostrazione di queste formule
che sono invece molto concrete. Si pensa che una dimostrazione
di questa formula di Ramanujan, che non usasse questo
armamentario astratto, più o meno risulterebbe lunga
circa duemila pagine. Insomma, assolutamente inavvicinabile
così come Ramanujan l'aveva immaginata. Due altri grandi
problemi della matematica rimasti aperti sono: uno,
la cosiddetta ipotesi di Riemann, che ha a che fare
con la distribuzione dei numeri primi, quanti numeri
primi ci sono, come sono distribuiti ecc…; l'altro,
è la cosidetta congettura di Poincaré, un tentativo
di caratterizzare la sfera. La sfera a tre dimensioni
è uno degli oggetti matematici più semplici e la congettura
porta a cercare se certe proprietà che essa ha sono
sue proprie caratteristiche o se ci sono altri oggetti
che le hanno. Sono cose, anche, abbastanza semplici:
la sfera e i numeri primi sono alcuni degli oggetti
di cui già trattavano i greci duemilacinquecento anni
fa. In questo senso ha senso studiare la storia della
matematica, come dicevamo prima: vedere i collegamenti,
come le cose si trasmutano, e come magari, nel caso
degli alchimisti, diventano cose diverse. La matematica
ha mantenuto questo collegamento terra terra con le
sue origini. Ci sono, poi, tantissimi altri problemi.
Come si dice in quella metafora della conoscenza, più
l'isola della conoscenza allarga il suo territorio,
più il suo confine, il confine tra ciò che si sa e ciò
che non si sa, si allunga. Fortunatamente si allunga
in maniera diversa: l'isola si espande in maniera quadratica,
ma il confine è lineare. Però, man mano che la conoscenza
si espande, si espande anche il bordo di ciò che noi
non sappiamo. Quindi, di problemi ce ne saranno sempre
di più. Anzi, la conoscenza provoca nuovi problemi che
poi provocheranno nuova conoscenza e nuovi problemi.
E noi continueremo a parlarne all'infinito.
Giorello: Perfino in un campo che sembra apparentemente
dominabile, quello delle cosiddette 'matematiche combinatorie',
dove si studiano disposizioni di un numero finito di
oggetti, se il numero di questi oggetti è sufficientemente
alto e il tipo di combinazione abbastanza complesso,
hai voglia di fare le verifiche empiriche caso per caso…
Persino in questo terreno di una matematica finita,
combinatoria, lo spazio della congettura è immenso.
È proprio uno dei settori in cui lavorava un nostro
amico che abbiamo già citato, Giancarlo Rota. E questa
è una bella lezione: ci dice che persino nel campo del
finito, e non solo nel grande settore dell'infinito,
la matematica continuerà a riservarci delle sorprese.
Questo è anche un altro degli aspetti belli della matematica:
questo terreno di ricerca che alcuni dicono è nato dalle
mani dell'uomo, che è umano, è un prodotto della storia
umana, in realtà è così ricco di sfide contro cui anche
le migliori intelligenze vanno a cozzare. Si parlava
prima di Fermat, si faceva il caso di Ramanujan. Certo,
qualcuno intuisce delle cose, ma tra l'intuirlo e il
dimostrarlo, tra la conquista della verità e la prova
provata, per ritornare alla metafora giuridica, lo scarto
è grande. Ebbene, anche questo tipo di scarto ci fa
capire quanto la matematica, anche da questo punto di
vista, ci dia una lezione intellettuale.