|
Sanguineti: Semmai quello che
può essere interessante è non tanto l'inserirsi
di questo nuovo lessico o gergo, quanto le aperture metaforiche
che da esso nascono. Come il linguaggio tecnologico in
tutti i suoi altri aspetti ha già generato delle
metafore: l'espressione "partire in quarta"
non esisteva prima che esistessero le marce nelle automobili.
C'è, allora, un' immensa rete metaforica che deriva
dal computer e da Internet. E questo può essere
interessante. Probabilmente qui si ha uno sviluppo più
intenso di quanto sia accaduto con altre modalità
linguistiche precedenti. Ma bisogna aspettare e vedere.
Scarpa: C'è un altro
aspetto complementare a questo, quello della rivitalizzazione.
Ogni nuovo paesaggio tecnologico, o umano, antropologico,
politico, arriva con tutto il suo bel kit di vocabolario
e di linguaggio.. Bene, per esempio chi usava più
la parola "sito", era una parola ormai relegata
agli Hotel Belsito o a una poesia davvero fradicia di
cascami post romantici. "sito', come il nuovo senso
che riverbera sulla parola "scaricare" il senso
computeristico dello "scaricare dalla Rete".
Sanguineti: ...Già, Rete.
Scarpa: Sì, Rete. Sono
contento quando la lingua italiana riesce ad ampliarsi,
ad annettere significati. Senza arrivare allo sciovinismo
francese che, come sappiamo, non accetta computer, ma
ha ripescato "ordinateur" , non accetta software
ma dice "logiciel". Noi non diciamo "ordinatore"
né "logicale" , però siamo riusciti
ad annettere cose nuovi sensi e sfumature . Tra l'altro
sono questioni che hanno veramente millenni: era lo stesso
problema che aveva Cicerone quando doveva tradurre la
filosofia greca in latino.
Sanguineti: E anche quando la
parola rimane identica, inglese, " mouse" per
esempio, entra come una parola che aderisce al linguaggio
e si presta, poi, a dei giochi. Questo "topolino"...
|