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Scrittura elettronica & scrittura creativa

Domanda 4



Fulvia Baldini ricorda un'osservazione di Tullio De Mauro a proposito del "broken english", l'inglese giovanile e gergale che regna in Rete. E chiede: in che misura, secondo voi, il gergo internettista va cambiando il linguaggio quotidiano e quello artistico?

Sanguineti: Semmai quello che può essere interessante è non tanto l'inserirsi di questo nuovo lessico o gergo, quanto le aperture metaforiche che da esso nascono. Come il linguaggio tecnologico in tutti i suoi altri aspetti ha già generato delle metafore: l'espressione "partire in quarta" non esisteva prima che esistessero le marce nelle automobili. C'è, allora, un' immensa rete metaforica che deriva dal computer e da Internet. E questo può essere interessante. Probabilmente qui si ha uno sviluppo più intenso di quanto sia accaduto con altre modalità linguistiche precedenti. Ma bisogna aspettare e vedere.

Scarpa: C'è un altro aspetto complementare a questo, quello della rivitalizzazione. Ogni nuovo paesaggio tecnologico, o umano, antropologico, politico, arriva con tutto il suo bel kit di vocabolario e di linguaggio.. Bene, per esempio chi usava più la parola "sito", era una parola ormai relegata agli Hotel Belsito o a una poesia davvero fradicia di cascami post romantici. "sito', come il nuovo senso che riverbera sulla parola "scaricare" il senso computeristico dello "scaricare dalla Rete".

Sanguineti: ...Già, Rete.

Scarpa: Sì, Rete. Sono contento quando la lingua italiana riesce ad ampliarsi, ad annettere significati. Senza arrivare allo sciovinismo francese che, come sappiamo, non accetta computer, ma ha ripescato "ordinateur" , non accetta software ma dice "logiciel". Noi non diciamo "ordinatore" né "logicale" , però siamo riusciti ad annettere cose nuovi sensi e sfumature . Tra l'altro sono questioni che hanno veramente millenni: era lo stesso problema che aveva Cicerone quando doveva tradurre la filosofia greca in latino.

Sanguineti: E anche quando la parola rimane identica, inglese, " mouse" per esempio, entra come una parola che aderisce al linguaggio e si presta, poi, a dei giochi. Questo "topolino"...


 
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