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Scrittura elettronica & scrittura creativa

Domanda 9



Anna Maria Zollo, insegnante, rileva che mentre fra gli studenti la scrittura elettronica è diffusa, i docenti spesso la ignorano, o la percepiscono come invadenza tecnologica nel campo umanistico. E chiede: è giusto percepirla come tale? E come avvicinare docenti e studenti?

Sanguineti: Docenti conservatori ce ne sono sempre stati. E anche studenti conservatori. Probabilmente, però, ci avviciniamo al momento in cui, per incitamento delle Supreme Autorità che reggono le sorti della scuola, avremo dei docenti ipertecnologici che guarderanno malissimo lo studente che non lavora col computer. Le cose tenderanno a rovesciarsi, ne sono convinto. Perché c'è un fanatismo riguardo al metodo ultratecnologico, un metodo al momento gestito in maniera sciolta, divertita dai giovani, ma quando questo passerà nelle mani della Autorità Suprema, diventerà coazione a.... Non hai il sospetto che avremo professori molti più computerofili di quanto non lo siano oggi gli studenti?

Scarpa: Bisogna vedere cosa vuol dire computerofili: dentro un computer uno ci può fare tante cose, ci può passare la notte a collegarsi a siti scollacciati o a giocare ai video giochi o a scrivere la nuova "Divina Commedia"...

Sanguineti: Credo che saranno più feticisti, il feticismo del mezzo passerà agli adulti, un poco come è avvenuto per la televisione: i giovani la guardano meno degli adulti ormai, hanno altri modi di divertirsi. Il modello televisivo è stato imposto molto più da genitori che bloccavano i figli davanti alla televisione, dicendo "divertiti figlio mio". E i poverini hanno cominciato a seccarsi, magari gli piaceva di più andare a giocare a bocce.


 
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