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Sanguineti: Di ciarlatani, a
vendere prodigi, ce ne sono sempre stati. Può essere
utile insegnare l'ortografia, la sintassi. Si può
fare una tradizionale lezione insegnando "guardate
Joyce come è bravo, guardate Petrarca come è
efficace in questo e quello". Non si insegna a scrivere,
si possono fare analisi di testo. E tutto l'apparato editoriale
non fa che insegnare scrittura creativa, abbiamo degli
apparati che sono lì, penna rossa e blu. Alcuni
hanno fatto in maniera geniale l'editing, Vittorini è
un buon esempio, con tutti i rischi della cosa. Al di
fuori di questo intervento d'autorità non c'è
nessuno che sappia insegnare a scrivere né c'è
nessuno che impari da qualcun altro.
Scarpa: E' la tradizione ci
insegna a scrivere.
Sanguineti: Ecco.
Scarpa: C'è un po' di
ipocrisia quando si dice "ma non si può insegnare
a scrivere". Se non si insegna, si può insegnare
quanto meno a leggere.
Sanguineti: Io sono ancora più
radicale. Io dico, non si può insegnare niente,
nemmeno il greco. Se vuoi imparare, il professore è
uno strumento come il vocabolario, il resto sono rapporti
umani, psicologici. E' chiaro che uno può giovare
a qualcun altro, ma non bisogna dire "io ho avuto
un buon maestro che mi ha insegnato questo e quello",
no, sei tu che sei stato un buon scolaro e hai imparato.
Scarpa: Io qualche piccolo corso
di scrittura l'ho anche fatto anche fatto. Trovo che ci
sia molta ipocrisia, non c'è nulla di male, alla
fine è una sorta di corso di letteratura dove,
come hai esordito tu, si presentano degli ottimi exempla:
guarda come scrive bene... E non lo si fa scolasticamente,
anziché dire "guarda come Pirandello e Svevo
rappresentano la condizione di crisi dell'uomo moderno
alle soglie del nuovo secolo", si dice "guarda,
accipicchia, come Philip Roth rappresenta una lite coniugale,
se vuoi descrivere un litigio prendi esempio da Moravia,
da Roth, da Ionesco, perché guarda che bravi che
sono a rappresentare moglie e marito che si prendono a
schiaffoni con le parole".
Sanguineti: Che la cosa sia
destinata a far capire come si legge un testo o a fabbricare
testi, non cambia, in realtà si insegna a leggere.
Scarpa: Sì, sono scuole
di lettura, bisognerebbe chiamarle "creative reading".
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