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L'OTELLO
di CARMELO BENE
Il
finale dell’Otello è quanto di più
lirico io abbia mai portato a teatro. (Carmelo
Bene)
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Nel 1979 la Rai registrò
l'Otello di Shakespeare secondo Carmelo
Bene, un'opera all'avanguardia per l'epoca, a
metà strada tra cinema e televisione. Per
problemi produttivi lo spettacolo non fu montato
e non andò mai in onda.
Finalmente, a distanza di 20 anni, Rai Educational
ha recuperato il girato e le indicazioni di montaggio
del Maestro; l'aiuto regista di allora, Marilena
Foglietti, ha montato l'opera.
Durante il montaggio Bene è più
volte intervenuto ed oltre a cambiamenti drastici
nel montaggio, ha richiesto anche un restauro
dell'audio, del video ed interventi sul colore
e sul contrasto delle riprese originali. La riscrittura
del 2001 può essere considerata un'opera
a sé stante.
Regia di montaggio
Marilena Fogliatti
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Capo Progetto
Marco Dedola |
Cura di
Laura Torre
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Ha collaborato Piergiorgio Giacché |
CPTV Torino
Capo commessa Ennio De Carlini, Assistente
ai programmi Franca Dotta |
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La Storia
Carmelo Bene, nella primavera
del 2001, prese l’iniziativa di telefonare al direttore
di Rai Educational per offrirgli, come segno di
apprezzamento per lo "spessore culturale" dei programmi
di Rai Educational, l’incarico di portare a compimento
la versione televisiva dell’Otello.
Otello venne girato nel 1979 negli studi
di Torino in versione televisiva, diversa da quella
teatrale dell'anno precedente. Carmelo Bene vi lavorò
usando tecniche di vera avanguardia e ideò un sistema
di riprese con cinque telecamere collegate
a video registratori, ai fini di un montaggio su
nastro a posteriori, piuttosto che in diretta come
era uso allora. Inoltre, adoperando con grande creatività
tutti gli strumenti e le tecniche possibili, congegnò
una serie di trucchi del tutto sorprendenti per
un lavoro televisivo. Poi, però, tutto il grande
materiale non venne utilizzato per le complicazioni
che comportava la sua lavorazione e per i pressanti
altri impegni di lavoro.
Bene si dedicò al montaggio, nel 1980 a Roma, proprio
vicino alla moviola di Michelangelo Antonioni
che stava lavorando all'edizione del suo "Il mistero
di Oberwald" televisivo. Dopo ore di lavoro Bene
andava dal maestro ferrarese osservando con curiosa
attenzione e rispetto, parlava a lungo con Antonioni
e poi tornava nel suo studio e montava e rismontava
tutto quel che aveva fatto prima.. E così non arrivò
mai a concludere questo lavoro di montaggio. Fino
a quando, un anno fa, mi telefonò già ammalato,
- ricorda Parascandolo -dicendo che voleva fare
un regalo a Rai Educational per la qualità culturale
dei suoi programmi, che seguiva a notte tarda,
anche perché era sofferente di insonnia.
Mi raccontò dell’Otello mai terminato, comunicandomi
il suo desiderio di finirlo, potendosi avvalere
del lavoro della sua ex aiuto regista, Mariella
Fogliatti, - ormai in pensione, ma tornata volentieri
in moviola per lavorare con lui -. Alla Fogliatti
il Maestro forniva indicazioni precise; con lei
discuteva, da lei si faceva duplicare in cassetta
il montato, che poi visionava e correggeva. Così
procedeva il lavoro".
Come ultimo colpo di scena di un grande attore:
oggi 18 marzo, giorno della commemorazione in suo
onore al Teatro Argentina e della messa in onda
di "Otello", via posta è arrivata a Parascandolo,
direttore di Rai Educational, una lettera datata
12 marzo firmata da Carmelo Bene il cui testo di
una solo riga dice:" Con la presente dichiaro
che il montaggio di Otello è da ritenersi concluso".
Ricorda Renato Parascandolo, che è stato accanto
a Carmelo Bene in quest’ultimo impegno: "Forse oggi
ho capito perché ha rimandato qualsiasi presentazione
a festival o tv di questo film: poiché desiderava
che questo fosse l'ultimo e unico messaggio finale:
una testimonianza di arte e vita al posto della
tradizionale cerimonia di commemorazione funebre.
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Cenni biografici
Carmelo Bene nasce a Campi Salentina in provincia
di Lecce, nel 1937. Dopo i primi studi classici
presso un collegio di gesuiti, si iscrive nel
1957 all'Accademia ma la lascia l'anno dopo per
la sua "inutilità". Debutta come
attore nel 1959 a Roma come protagonista del Caligola
di Albert Camus. Poi diventa regista di se stesso,
e inizia a compiere un'opera di manipolazione
e di "massacro" dei classici: sono le
sue "variazioni". Sono di questi anni
Lo strano caso del dottor Jekill e del signor
Hyde, Gregorio, Pinocchio, Salomè,
Amleto, Il rosa e il nero. Nel 1965
la casa editrice Sugar pubblica il suo romanzo
Nostra signora dei Turchi che l'anno dopo
metterà in scena al teatro Beat '62.
Comincia negli stessi anni la sua parentesi cinematografica,
prima come attore nel film di Pasolini Edipo
Re, poi come regista del film Nostra signora
dei Turchi. Il film vince il premio speciale
della giuria a Venezia e rimane un caso unico
nell'ambito della sperimentazione cinematografica.
Poi ancora due film Capricci (1969) e Don
Giovanni (1970), del 1972 è L'occhio
mancante, libro edito da Feltrinelli e rivolto
polemicamente ai suoi critici. Con Salomè
(1972) e Un Amleto in meno (1973) si chiude
la sua esperienza cinematografica, ripresa solo
nel 1979 con l'Otello, girato per la televisione
e montato solo in tempi recenti.
Torna al teatro con La cena delle beffe
(1974) e con S.A.D.E. (1974) e ancora con
Amleto (1975). Seguono numerose opere,
ma molto rilevante è la sua cosidetta "svolta
concertistica": rappresenta infatti Manfred
(1980), un poema sinfonico con musiche di Schumann,
che raccoglierà successi di pubblico e
critica. Nel 1981 dalla Torre degli Asinelli a
Bologna recita la Lectura Dantis, poi negli
anni '80 Pinocchio (1981), Adelchi
(1984), Hommelette for Hamlet (1987), Lorenzaccio
(1989) e L'Achilleide N. 1 e N. 2
(1989-1990). Dal 1990 al 1994 la lunga assenza
dalle scene, durante la quale, come dirà
lui stesso, "si disoccuperà di sé".
Nel 1995 era tornato sotto i riflettori e in particolare
nelle librerie con la sua opera "omnia"
nella collana dei Classici Bompiani, cui aveva
fatto seguito nel 2000 il poemetto 'l mal de'
fiori.
Muore il 16 marzo 2002, nella sua casa romana.
Aveva 64 anni.
"Non può essere morto chi ha sempre
dichiarato di non essere nato" ha detto alla
notizia della sua scomparsa Enrico Ghezzi, che
con Carmelo Bene aveva firmato il volume Discorso
su due piedi (il calcio).
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Dalla rete
Angelo
barocco e violento di Osvaldo Guerrieri
("La Stampa", 17 marzo 2002)
E´ stato un grande artista, l´ultimo
grande artista del Novecento, amato e anche detestato,
un uomo che negli ultimi anni, almeno da quando
ha pubblicato da Bompiani la propria opera omnia,
si definiva orgogliosamente un «classico
in vita». Carmelo Bene è stato un
caso speciale, un attore di meravigliose modulazioni
sonore, un drammaturgo oltraggioso e distruttivo,
un regista in guerra aperta con la messa in scena,
un teorico di se stesso, un narratore, un poeta...
Un «artefice», ha compendiato lui
stesso ripristinando la formula dannunziana...
Il
cinema di Carmelo Bene di Cosetta Saba
(Fucine Mute)
Non si può che stare in "ascolto":
il tentativo stesso di "pensare" il
cinema di Carmelo Bene mette in una condizione
di anomia, di cortocircuito del linguaggio, di
bianco, di silenzio. Questa "leggibilità"
sbiancata corrisponde al cortocircuito audiovisivo
dell’opus di Bene in cui l’ascolto-visto diviene
immagine udita ed equivale al massimo del blow
up ottico-acustico; è come chiudere gli
occhi del tutto sulla visibilità dell’immagine...
'l
mal de' fiori autointervista di Carmelo
Bene (Café Letterario, 16 maggio 2000)
Prima di questo 'l mal de' fiori non mi ero mai
imbattuto in una nostalgia delle cose che non
furono mai in nessuna produzione artistica (letteratura,
poesia, musica). Sono da sempre stato privo d'ogni
vocazione poetica intesa come mimesi elegiaca
della vita come ricordo, rimpianto degli affetti-paesaggi,
mai scaldato dalla 'povertà dell'amore',
sempre nei versi del poema ridimensionato nella
sua funzione di 'amor facchino', cortese o no.
Riscattato dall'o-sceno demotivato, divino, svuotato
una volta per tutte dell'affanno erotico nel suo
ossessivo ripetersi senza ritorno...
Carmelo
Bene - Emma RaisatZoom
Bibliografia
Carmelo Bene, 'l mal de' fiori poema, Bompiani
pp. 176 L. 49.000
Dino Campana, Carmelo Bene, Canti orfici. Con
CD, Bompiani 1999, L. 20.000
Cosetta G. Saba, Carmelo Bene, Il Castoro 1999,
L. 16.000
Carmelo Bene, Enrico Ghezzi, Discorso
su due piedi (il calcio), Bompiani, L.
10.000
Carmelo Bene, Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo
Bene, Bompiani 1998, L. 42.000
Piergiorgio Giacchè, Carmelo Bene. Antropologia
di una macchina attoriale, Bompiani 1997, L. 28.000
Enrico Baiardo, Fulvio De Lucis, Moralità
dei sette veli. La Salomè di Carmelo Bene,
ERGA 1997, L. 15.000
Emilio Villa, Letania per Carmelo Bene, All'
Insegna del Pesce d'Oro 1996, L. 25.000
Enrico Baiardo, Roberto Trovato, Classico del
rifacimento. Gli Amleto di Carmelo Bene, ERGA
1996, L. 18.000
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