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NAGUIB
MAHFOUZ
2001-1901, UN SECOLO DA NOBEL
Viaggio a ritroso
nel Premio che compie cento anni
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5 giugno
2001
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In
questa pagina, attingendo al patrimonio documentario
di Rai Educational, vi invitiamo a conoscere studiosi,
artisti, uomini e donne di pace, che sono stati
protagonisti della storia del Novecento e hanno
ricevuto il premio della Fondazione svedese.
NAGUIB MAHFOUZ, premio
Nobel per la Letteratura nel 1988. Uno scrittore
che, dice la motivazione,
"attraverso opere ricche di sfumature, ora
limpidamente realistiche, ora evocativamente ambigue,
ha creato un'arte narrativa araba che parla all'intera
umanità".
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Mahfouz è il primo scrittore
egiziano, ma anche il primo scrittore di lingua
araba, insignito del riconoscimento. Nato al Cairo
nel 1911, ha attraversato la storia dell'Egitto
del Novecento: da protettorato inglese, a monarchia
indipendente, a stato repubblicano.
Ha cominciato a scrivere a 17
anni: nel 1988 aveva già all'attivo mezzo
secolo di attività letteraria, fatta di
romanzi e racconti. È uno scrittore prolifico:
ha pubblicato una trentina di romanzi e un centinaio
di racconti. Fatti salvi alcuni anni che seguirono
la rivoluzione egiziana del 1952, durante i quali
non pubblicò nuovi testi.
Ha lavorato fino alla pensione nella pubblica
amministrazione: come impiegato, poi come direttore
della Commissione per la censura, direttore della
Commissione per l'aiuto al cinema e, infine, come
consulente del ministero della Cultura. Ogni suo
scritto ha avuto echi in tutta la società
colta egiziana e araba. Ma al momento della consegna
del Nobel si è fatto avanti con con modestia:
"So che molti di voi non sanno neppure chi
io sia. Perciò mi presento...".
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"Abbiamo detto qualcosa
di numerosi scrittori di letteratura e se avessimo
potuto, ne avremmo aggiunti altri ancora.
Ciascuno di loro è specificamente diverso,
ognuno ha il suo stile diverso dall'altro, tuttavia
quel che li lega fra loro [...] è il
diletto, il piacere finissimo che vi troviamo
e, in secondo luogo, l'espressione dell'umanità.
Cosí alla fine sai di te stesso e dell'uomo
più di quel che si sapeva prima di averli
letti. Ti danno la conoscenza, una preziosa
conoscenza, con un piacere senza pari".
(dall'intervista a
Naguib Mahfuz realizzata da Mondo3).
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Ha esordito con alcuni romanzi
storici ambientati nell'antico Egitto dei faraoni,
scritti, però, con un occhio rivolto al
presente. Ma la sua vena migliore, di grande artista
del "realismo sociale", affiora nel
dopoguerra: con "Vicolo del mortaio",
romanzo del 1947, comincia a dipingere l'umanità
pittoresca e multiforme delle popolose vie del
Cairo.
La stessa che esplora nella trilogia composta
tra il 1946 e il 1952: "Tra i due palazzi",
"Il palazzo del desiderio" e "La
via dello zucchero". E che ritornerà
con "Il nostro quartiere", del 1975.
Il romanzo breve "Il ladro e i cani",
del 1961, esplora una narrazione più sperimentale,
con l'uso del monologo e del flash-back.
Nel 1959, con i "Figli di Gebelawi",
Mahfouz allestisce una singolare "operetta
morale" allegorica, al cui centro, benché
in mentite spoglie, c'è la figura di Dio:
il romanzo viene censurato in Egitto e apparirà
solo all'estero. In vecchiaia, dopo il cosiddetto
"periodo mistico-metafisico" torna a
uno stile documentaristico.
"Sono figlio di due civiltà:
quella dei Faraoni e quella islamica" ha
detto di se stesso. E, nel corso di un'intervista,
ha spiegato: "Se l'urgenza di scrivere un
giorno mi abbandonasse, vorrei che quello fosse
il mio ultimo giorno".
La sua lettura in occasione
del Nobel è avvenuta in due lingue: oltreché
in inglese, in arabo. "Parlo in una lingua
sconosciuta a molti di voi. Ma è essa la
vera vincitrice del premio" ha spiegato.
"E le sue melodie galleggeranno per la prima
volta nella vostra oasi di cultura e civiltà.
Spero che non sia l'ultima".
Nel
1997 Naguib Mahfouz è stato intervistato
da Mondo 3, il progetto di Rai Educational che
prevede la creazione di un museo virtuale contenente
400 opere fondamentali della Storia dell'umanità.
La realizzazione di questo "museo
virtuale" ha coinvolto circa 40 intellettuali
e artisti provenienti da diverse parti del mondo
e da differenti contesti culturali.
A ciascuno è stato chiesto di indicare
una serie di opere particolarmente significative
per il loro valore artistico e culturale.
Il nome di questo progetto deriva
da una definizione di Karl Popper: "Mondo
3" è il campo degli oggetti culturali
prodotti dall'ingegno umano, distinto da quello
degli oggetti materiali (Mondo 1) e da quello
dei processi mentali (Mondo 2).
Ecco il testo dell'intervista
in cui Mahfouz presenta le opere da lui
selezionate.
Una
vita al Cairo
Un'intervista del
1992 a Mahfuz.
Lo scrittore racconta dei suoi esordi artistici,
del suo legame con il Cairo, dell'influenza delle
letterature straniere sul suo pensiero.
Il filmato fa parte del catalogo online di Mosaico,
la Mediateca per le scuole.
I documenti richiesti possono essere richiesti
via Internet per la trasmissione sul Rai Educational
Sat.
alto.
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Da
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delle scoperte scientifiche dell'ultimo secolo
Così nacque
il premio Nobel
L'ambiente scientifico all'inizio del
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Un
secolo di Nobel: i laureati italiani
Tutti i Nobel attribuiti all'Italia: da Camillo
Golgi e Giosué Carducci (1906, Medicina
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