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CARLO RUBBIA

2001-1901, UN SECOLO DA NOBEL
Viaggio a ritroso nel Premio che compie cento anni

27 luglio 2001

In questa pagina, attingendo al patrimonio documentario di Rai Educational, vi invitiamo a conoscere studiosi, artisti, uomini e donne di pace, che sono stati protagonisti della storia del Novecento e hanno ricevuto il premio della Fondazione svedese.

CARLO RUBBIA, premio Nobel per la Fisica nel 1984, insieme a Simon Van der Meer.

Carlo Rubbia è nato a Gorizia nel 1934. Dopo aver concluso gli studi universitari presso l'Università di Pisa (1957), si è trasferito a New York, lavorando per circa un anno alla Columbia University.

Ha proseguito le sue ricerche in Italia, presso l'Università di Roma La Sapienza, divenendo nel 1960 ricercatore dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare, il CERN di Ginevra. Qui ha partecipato a esperimenti sulle interazioni deboli al sincrociclotrone, al protosincrotrone, al collisionatore di fasci protonici.

Dal 1971 al 1988 è stato professore di fisica alla Harvard University, nel Massachussetts. Dal 1990 al 1993 ha ricoperto la carica di direttore generale del CERN.

Nel 1994 ha assunto la direzione dell'International Center for Theoretical Physics di Trieste.

Attualmente insegna Complementi di fisica superiore a Pavia; dal 1999 è direttore dell'Enea.

 



L'ideazione del microscopio elettronico e i suoi importanti effetti sulla ricerca scientifica
(tratto dalla trasmissione televisiva Pulsar).


Carlo Rubbia, al centro della foto, in una posa giovanile

Tra i prestigiosi riconoscimenti ottenuti per le sue ricerche, Carlo Rubbia ha ricevuto nel 1984 anche il premio Nobel per la fisica, che ha condiviso con il collega olandese Simon van der Meer. Nella menzione ufficiale dell'Accademia svedese i due fisici vengono premiati "per il loro decisivo contributo al grande progetto che condusse alla scoperta delle particelle di campo W e Z, mediatrici dell'interazione debole". L'interazione debole è uno dei quattro fondamentali campi di forza dell'universo (la gravità, l'elettromagnetismo, l'interazione nucleare forte e l'interazione nucleare debole): opera nel profondo della materia, laddove risiedono quark e leptoni.

È una forza di tipo diverso dalle precedenti: non "lega" oggetti insieme e non devia la traiettoria di particelle; piuttosto, regola il modo in cui le particelle fondamentali si trasformano l'una nell'altra. In particolare l'interazione debole è responsabile dei processi di decadimento ß, ( per esempio la trasformazione di un neutrone in un protone) e la sua intensità risulta apprezzabile solo per distanze inferiori a 10-15 m.

La proposta di Rubbia di convertire il superprotosincrotrone del CERN in un anello di collisione per protoni e antiprotoni ha permesso di raggiungere energie sufficienti per osservare eventi in cui si producono i bosoni intermedi W e Z. La realizzazione dell'esperimento è stata resa possibile dall'invenzione, ad opera di Simon van der Meer, di un metodo elettronico per ottenere fasci densi e concentrati di antiprotoni.

La scoperta di queste particelle elementari, annunciata nel 1983, confermò l'unificazione delle forze elettromagnetiche e dell'interazione debole, costituendo un passo fondamentale nello sviluppo della fisica moderna.

L'attività di ricerca di Rubbia ha coperto diversi campi della fisica, quali lo studio dei neutrini cosmici, l'analisi della stabilità del protone, il progetto di una fusione nucleare controllata e il progetto di un reattore nucleare basato sull'utilizzo di torio come materiale radioattivo.


L'acceleratore lineare Alvarez per protoni in funzione al CERN di Ginevra

Lo strumento è intitolato al fisico statunitense Luis Walter Alvarez, che pensò di utilizzare una struttura a "tubi di drift", di diversa lunghezza, per accelerare le particelle.
Mentre un intenso campo elettrico oscillante riempie lo spazio interno al grosso tubo dell'acceleratore, le particelle scorrono al centro della struttura, passando attraverso i tubi più piccoli (tubi di drift): la funzione di questi ultimi è di schermare le particelle quando il campo, cambiando di fase, si opporrebbe al loro moto.
La corretta dimensionatura dei tubi di drift fa sì che, nel tempo impiegato dalle particelle a percorrere un tubo, il campo diventi nuovamente di segno favorevole al moto, dimodochè, all'emergere delle particelle da ciascun tubo, questo torni a imprimere una forza accelerante.

Da Pulsar
Un programma di 20 puntate alla scoperta della scienza e della tecnica del XX secolo.

Così nacque il premio Nobel
L'ambiente scientifico all'inizio del secolo.


Dall'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
Il progetto di Rai Educational per la valorizzazione e la diffusione del pensiero filosofico.

Un secolo di Nobel: i laureati italiani
Tutti i Nobel attribuiti all'Italia: da Camillo Golgi e Giosué Carducci (1906, Medicina e Letteratura) a Dario Fo (1997, Letteratura).