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ERNST RUSKA
2001-1901, UN SECOLO DA NOBEL
Viaggio a ritroso
nel Premio che compie cento anni
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16 luglio
2001
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In
questa pagina, attingendo al patrimonio documentario
di Rai Educational, vi invitiamo a conoscere studiosi,
artisti, uomini e donne di pace, che sono stati
protagonisti della storia del Novecento e hanno
ricevuto il premio della Fondazione svedese.
ERNST RUSKA, premio Nobel
per la Fisica nel 1986.
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Ernst Ruska nasce il 25 dicembre
1906 a Heidelberg, in Germania in un ambiente
famigliare decisamente orientato verso gli studi
scientifici. Suo padre, Julius Ruska, insegna
Storia della Scienza presso la locale università.
Lo zio, Max Wolf, è astronomo nella stessa
università.
Il primo contatto con la scienza
ottica è rappresentato dal microscopio
Zeiss conservato in una teca dello studio del
padre. Oggetto che al giovane Ernst è
assolutamente proibito toccare per non danneggiarne
i delicati
ingranaggi.
All'università il rapporto
tra Ernst e i microscopi diventa più
costruttivo.
Verso la fine degli anni '20 si trasferisce
all'Università Tecnica di Berlino per
studiare ingegneria elettrotecnica nonostante
il parere del padre che avrebbe preferito un
orientamento più teorico.
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A Berlino viene chiamato a collaborare nell'équipe
di Max Knoll per la realizzazione di un oscilloscopio
a raggi catodici. Comincia quindi il suo coinvolgimento
nella progettazione di apparecchiature di misurazione
ad alta
precisione, che lo porterà all'ideazione
del microscopio elettronico.
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Una foto
pubblicitaria del "Super Microscopio
Siemens"
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Il suo insegnante di fisica, già al
liceo, lo aveva istruito sul limite imposto
dalla natura alla capacità di ingrandimento
dei microscopi convenzionali.
L'invenzione del microscopio aveva rappresentato
un grande progresso per le
scienze, in particolare biologia e medicina.
Ma, con lo sviluppo di microscopi sempre più
potenti, ci si era resi conto che esisteva un
limite naturale che non poteva essere superato.
Questo limite era costituito dalla lunghezza
d'onda della luce visibile: dall'impossibilità,
cioè, di distinguere oggetti di dimensioni
inferiori all'ampiezza della lunghezza d'onda.
La risoluzione massima dei microscopi, intesa
come la distanza minima intercorrente tra due
dettagli distinguibili di un'immagine, era quindi
irremovibilmente fissata a 4.000 Angstrom.
Almeno finché le lenti dei microscopi
avessero continuato a sfruttare la luce visibile
come strumento di osservazione.
L'intuizione di Ruska fu quella di sostituire
le radiazioni luminose con un fascio di elettroni
e le lenti ottiche con bobine magnetiche.
L'oggetto da osservare viene irradiato con un
fascio di elettroni. Il raggio attraversa il
preparato e imprime l'immagine su una lastra
ai fosfori.
Dopo i primi tentativi nel 1933 Ruska realizza
un microscopico elettronico le cui capacità
sono chiaramente superiori a quelle dei microscopi
convenzionali.
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Ruska
alla cerimonia di premiazione del Nobel
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Nel '36, presso gli stabilimenti della Siemens,
si occupa della produzione in serie e commercializzazione
dell'apparecchio: il cosiddetto "Super
Microscopio Siemens".
Il resto della sua vita professionale trascorre
nel perfezionamento della sua creazione, sia
nella produzione industriale che nella ricerca
teorico scientifica.
Nel 1986 il Nobel riconosce, anche se tardivamente,
il contributo scientifico del microscopio elettronico.
La motivazione
del Nobel riconosce il profondo impatto
del microscopio di Ruska in tutti i settori
della scienza e lo definisce "come una
delle più importanti invenzioni del secolo".
Ernst Ruska muore due anni dopo, per un tumore
improvviso, nel maggio del 1986.
Ecco alcune sue parole: "Il microscopio
convenzionale ha schiuso il primo cancello del
microcosmo. Il microscopio elettronico ci ha
aperto il secondo cancello. Che cosa troveremo
una volta aperto il terzo cancello?"
alto.
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Da
Pulsar
Un programma
di 20 puntate alla scoperta della scienza e
della tecnica del XX secolo.
Così nacque
il premio Nobel
L'ambiente scientifico all'inizio del
secolo.
Un
secolo di Nobel: i laureati italiani
Tutti i Nobel attribuiti all'Italia: da Camillo
Golgi e Giosué Carducci (1906, Medicina
e Letteratura) a Dario Fo (1997, Letteratura). |
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