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Lo Human Genome Project (HGP),
il consorzio di ricerca pubblico internazionale
e la società privata Celera Genomics, hanno annunciato
l'imminente pubblicazione dei primi risultati
del progetto di mappatura del
DNA umano
(da Mosaico).
I dati presentati dai due istituti
sono consultabili rispettivamente sui siti delle
riviste scientifiche Nature
e Science.
Le pubblicazioni cartacee sono previste per il
15 e 16 febbraio.
Si conclude idealmente una ricerca
avviata nel 1953 con la scoperta da parte di James
Watson e Francis Crick della struttura
a doppia elica del DNA (da
Mosaico), smentendo la
tesi di Linus Pauling di un DNA a tre eliche.
Per studiare la struttura del
DNA i ricercatori si basarono in gran parte su
dati ricavati mediante il procedimento
di diffrazione dei raggi X (da
Mosaico).
Nel 1965 viene assegnato il
premio Nobel per la medicina a François Jacob
e Jacques Monod, autori di fondamentali studi
sul meccanismo
di replicazione del DNA (da
Mosaico).
Nel 1972 Paul Berg riproduce
per la prima volta in laboratorio una molecola
di DNA, il cosidetto DNA
ricombinante (da
Mosaico).
Nel 1990, infine, viene ufficialmente
avviato il Progetto
Genoma (da
Mosaico), con l'intento
di disegnare l'intera mappa del patrimonio genetico
umano. Al progetto aderiscono circa 60 tra università,
centri di ricerca e istituzioni scientifiche di
ogni parte del mondo.
Tra i promotori il premio Nobel
Renato Dulbecco: in un articolo del 1986 il ricercatore
italiano, basandosi sui suoi studi sulle cellule
cancerogene, invitava ad uno
sforzo organizzato per la mappatura dei geni umani
(da EMSF).
Non tutti sono convinti dell'utilità
del Progetto Genoma nella cura di gravi malattie:
secondo il genetista evoluzionista Richard Lewontin
la conoscenza del DNA umano difficilmente avrà
ricadute positive in campo medico. Per Lewontin
la ricerca genetica è viziata dal falso assunto
ideologico secondo cui "le
differenze tra gli individui umani sono riconducibili
a differenze esistenti nel loro DNA"
(da EMSF).
Nonostante la mappatura del DNA
non sia stata del tutto completata, i primi dati
presentati da HGP e Celera, sembrano indicare che il
numero di geni presenti nei cromosomi umani siano
30.000 e non 100.000 come ipotizzato inizialmente.
Si tratta di numero di
informazioni genetiche non molto superiore a quello
di creature estremamente più semplici, come il
lombrico (19.900 geni) e il moscerino della frutta
(13.600).
Questo dato sembrerebbe
confermare che la complessità di attributi che
caratterizza gli esseri umani non sia riconducibile
ai soli dati genetici.

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Da Mosaico
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conducono alle schede informative presenti sul
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Dalle schede informative è possibile ricavare
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