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Le passioni - domanda 1

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1) Cominciamo con l'affrontare l'argomento di oggi, le passioni nella società attuale, con la domanda di Miriam Ballerini la quale le chiede: "Mi sembra che la duplicazione platonica tra realtà e apparenza abbia dato luogo alla secolare distinzione tra mente e corpo, che è poi diventata il tratto distintivo del pensiero occidentale. Sta qui l'origine dell'impoverimento passionale del nostro pensiero? E se si tratta di un elemento fondante, potremo mai noi occidentali articolare un pensiero capace di non rimuovere la sua componente passionale?"

"Platone non è responsabile solitario di questa separazione tra anima e corpo. È vero che lui ha detto che il corpo è prigione dell'anima, ma poi c'è anche una tradizione cristiana in cui però bisogna fare delle distinzioni. Quando per esempio san Paolo parla di peccati della carne non intende quella che sta attorno alle ossa, perché la carne nella traduzione del termine ebraico significa ribellione, tant'è vero che Satana, che è puro spirito, rappresenta colui che tenta la carne e in questo senso la carne si ribella. Per quanto riguarda la scoperta del momento delle passioni del corpo non è una cosa di oggi, anche se oggi ci siamo abituati a sapere che noi non abbiamo soltanto un corpo, ma siamo un corpo. C'è una vecchia tradizione che risale allo stoicismo greco e romano secondo cui tutto è corporeità, però la materia è animata e vivente. Quindi non si può fare la separazione tra corpo e anima. Anzi, se mi permette una battuta, è un po' come quegli impermeabili, cappotti double-face, da una parte c'è il corpo e dall'altra c'è l'anima. Oppure, per fare un altro esempio, è sbagliato dire che il sorriso è soltanto una contrazione di muscoli: è una contrazione di muscoli se gli togliamo però quell'elemento di carattere culturale e umano che fa del sorriso qualcosa di più di una contrazione di muscoli, allora non capiamo niente. D'altra parte non possiamo nemmeno dire come Alice nel paese delle meraviglie che c'è il sorriso del gatto senza il gatto, per cui noi dobbiamo considerare anima e corpo come un insieme ed è quello che appunto in età recente si sta riscoprendo perché il nostro sangue circola, gli ormoni vengono secreti dalle ghiandole, i nostri globuli bianchi si immolano a milioni per guarirci da qualche infezione e tutto questo senza che noi ce ne rendiamo conto. Tant'è vero che un filosofo come Nietzsche ha potuto dire che il corpo è la grande ragione e quella che noi chiamiamo ragione è la piccola ragione. Si è un po' esagerato in questo perché si è ridotto tutto a funzioni fisiologiche. Ecco dobbiamo imparare a comprendere il corpo con le sue passioni, nel senso del patire e nel senso della passione nostra dell'agire come qualcosa di unico che dobbiamo saper controllare, dimenticando in parte la tradizione platonica e cristiana ma ricordandola per quello che riguarda un antidoto cioè di non considerare il corpo un semplice organismo biologico".
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