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Le passioni - domanda 9

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9) La domanda di Bianca Benedetti si rivolge invece proprio al soggetto delle passioni e le chiede: "Un pensiero appassionato è proprio di un soggetto forte o di un soggetto debole, disposto cioè a farsi attraversare da eventi e fenomeni destrutturanti quali sono probabilmente le passioni?"

"È senz'altro di un soggetto forte. Cioè chi è capace di farsi attraversare, perforare diciamo così, dalle passioni senza rimanerne vittima, cosa che capita ai soggetti deboli, è uno che arricchisce sé stesso. Il problema è quello di farsi attraversare da queste passioni, di provarle, di non tastarsi continuamente il polso per sapere ahimè se mi innamoro cosa mi succede, se divento geloso, che è una cosa brutta ma può capitare. Il problema è quello di saper articolare le proprie passioni e saperle gestire. Quindi le passioni sono un pericolo. Possono distruggere ma possono anche far crescere. Il problema è di saperle governare. Faccio un esempio nautico. Navigare di boline, come dicono gli inglesi, o di bolina, come dicono gli italiani, significa andando in barca a vela andare contro vento, a zig zag, sono ventotto gradi di inclinazione, e quindi noi possiamo governare il vento delle passioni, le tempeste delle passioni. Cicerone parlava di passioni, passio in latino voleva dire allora soltanto sofferenza, parlava di perturbationes animi, perturbazioni dell'animo, tempeste, è una metafora nautica. Quindi i venti delle passioni noi dobbiamo saperli gestire, anche quando sono passioni contrarie, brutte, e quindi navigando di bolina. Le nostre passioni noi possiamo attraversarle, senza diventare vittime. La cosa più brutta nel campo delle passioni - proprio come quando esisteva la navigazione a vela e basta - è la bonaccia. Uno muore, sta la nell'oceano per giorni, fa a tempo a morir di fame o di scorbuto".


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