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13) Veniamo
ora a una passione forte direi. È quella
che propone Anna Mattei la quale le chiede: "Se
anche la fede può considerarsi una passione".
"Tecnicamente la fede non è una passione,
perché la fede è credere in qualcosa.
Però la fede si alimenta di passioni. Se
non ci fosse questa spinta, per esempio in campo
religioso, verso una felicità ultraterrena,
o se non ci fosse per converso un'altra grande
passione che è la paura, la paura dell'inferno,
la paura delle punizioni, la fede non potrebbe
resistere. Dobbiamo evitare di concepire la fede
come un puro atto intellettuale. Io credo in questo,
credo in un televisore perché l'ho visto,
credo in Dio anche se non l'ho visto, perché
c'è un'autorità che me lo dice.
Questo secondo tipo di fede: credere in qualche
cosa di invisibile, di intangibile, è alimentato
sostanzialmente da passioni. Senza passioni si
spegnerebbe, perché la fede è difficile.
Con la percezione dico: "questo libro è
giallo", amen, è finita perché
la cosa è incontrovertibile per chi non
è daltonico. Invece nella fede la necessità
di trovare sempre nuovi argomenti è di
carattere intellettuale, in un certo modo conoscitivo.
Però il carburante glielo danno le passioni".
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