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Le passioni - domanda 14

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14) Rai Educational: "Ecco, parlando di fede giustamente è stato introdotto il concetto, un'idea di trascendenza. Mi ha molto colpito un articolo letto recentemente a firma di Anita Desai, la scrittrice indiana, su Ghandi. La Desai traccia un profilo di Ghandi e aggiunge forse diversi elementi di conoscenza nuovi su questa immensa figura del secolo appena passato. E in particolare la Desai si concentra sul valore dell'idea di corpo in Ghandi affermando che in lui, come del resto nella tradizione induista, è nel corpo che si realizza l'idea stessa della trascendenza. Siamo di fronte a una trascendenza immanente in qualche modo, se possiamo così dire. Cosa le suggerisce questa immagine? Possiamo commentarla insieme?

"Si, anche perché ho letto il testo della Desai. È interessante la differenza tra la nostra percezione del corpo e quella della tradizione indiana che lei rappresenta. Perché mentre da noi in Occidente ad esempio lo yoga viene inteso come una specie di ginnastica e quindi è ridotto a corpo, ma a corpo diciamo povero, yoga - che in indiano vuol dire (è la stessa radice indoeuropea di gioco) vuol dire disciplina - è una disciplina in cui il corpo e l'anima non vengono separati. È tutto legato all'idea di una purificazione del corpo attraverso esercizi spirituali e corporei. Sono forme di purificazione e di preghiera che passano attraverso il corpo. Ad esempio i monaci del monte Athos o delle Meteore immaginano, secondo tradizioni che hanno quasi millecinquecento anni di trovare nel cuore, in senso fisico, il rapporto con Dio, una preghiera con Dio. Perché gli Atti degli Apostoli dicono tu non devi mai dimenticare il Signore, ma come si fa perché uno ha cento preoccupazioni. Allora i monaci hanno elaborato una tecnica per cui, pensando che il respiro entra e poi finisce nel cuore, là nel cuore si crea una zona di preghiera perpetua per cui anche di notte si svegliano eD è come se fosse una preghiera. In Ghandi questo elemento di purificazione, come dice giustamente la Desai, assume quelle forme che per noi sono strane. Noi intendiamo il digiuno suo, quello che è stato fatto per protesta anche in altri Paesi, come un atto politico diretto. Invece è un atto politico, ma indiretto perché il digiuno non è altro che una forma di purificazione del corpo, punto e basta. E la purificazione da cosa? Questa è la cosa strana per noi. Nel tempo in cui Ghandi combatteva l'impero inglese era il contagio impuro della dominazione ingiusta degli inglesi. Quindi il corpo come strumento politico è una novità, una novità che si diffonde anche nella nostra cultura moderna. Se noi pensiamo a quella che viene chiamata la biopolitica: il governo dei corpi, che comincia col controllo della popolazione dalla fine del Settecento in poi, con i campi di concentramento in forma terribile, con il nazismo, con i gulag; oppure il controllo della sessualità, anche oggi attraverso suggestioni, la negazione per esempio, il divieto della sessualità - questa sessualità che dice sempre sì, come diceva Foucault - sono tutti controlli politici del corpo che naturalmente hanno delle scansioni diverse in Occidente o in altre culture come l'Oriente. Sarebbe interessante vedere come le arti marziali giapponesi o cinesi - in cui il controllo del corpo è tutto e altre arti marziali che vengono fatte dai monaci in senso non offensivo - consistono nel far perdere l'equilibrio per esempio agli altri. E quindi è tutto un gioco di controllo della corporeità che noi appunto, tranne gli spadaccini o altri, ci sogniamo".




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