|
Torna all'elenco
delle domande
9
Rai Educational: "Riferendosi a un esempio
molto recente, quello della notte elettorale del
13 maggio, si è assistito alla solita corsa,
che questa volta si è rivelata particolarmente
sovraeccitata forse proprio perché c'era
stato il divieto di poter divulgare gli exit poll
e le prime proiezioni dato il ritardo che si era
verificato alle urne. In un mondo della comunicazione
sempre più velocizzato e in cui, ovviamente,
è fondamentale arrivare primi, quali possibilità
di controllo esistono? La velocità è
un elemento che gioca a sfavore della possibilità
di controllo o no?".
"Gioca senza dubbio a sfavore, soprattutto
se i proprietari, o comunque le emittenti di comunicazione,
pongono quella come una qualità della comunicazione
stessa. Se si pensa che arrivare primi sia il
pregio di un atto comunicativo, è evidente
che questo è il prezzo di qualcosa che
si lascia per strada. La gatta frettolosa fa i
gattini ciechi, questo vale anche per la comunicazione,
anche per le nuove tecnologie. La sera della consultazione
elettorale, abbiamo visto infatti qualcosa di
poco gradevole per coloro che fanno comunicazione,
onestamente. Questa poca gradevolezza, per esempio,
consisteva nel dire immediatamente, da parte di
due, tre personaggi, che loro sapevano già
com'era andata. È inutile mettersi d'accordo
sul fatto che non si trasmetta nulla, se poi tu
dai in premessa che sei uno che sa già
tutto. Poi qualcuno ha cominciato a fare qualche
giochetto e ha cominciato a chiamare ipocrisia
il fatto che non si dessero i dati. Questo è
proprio un senso di narcisismo privatistico francamente
inaccettabile insomma. E devo dire che da questo
punto di vista il fatto che poi i primi exit poll
siano stati così clamorosamente smentiti
-ma è la terza volta in Italia ed è
almeno la sesta, settima nel mondo- dovrebbe far
pensare, forse, che contare fino a dieci è
sempre abbastanza prudente."
|