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1 - Professore,
Gianna Folli è interessata a verificare le eventuali
differenze tra Oriente e Occidente e le rivolge
la seguente domanda: "Pensa che l'attitudine distruttiva
sia caratterizzante della cultura Orientale? E
se sì, quali sono le ragioni storiche e culturali
di questa tendenza?"
"Io non credo
che la cultura orientale abbia una particolare
inclinazione verso la distruzione o perlomeno
una indifferenza per la distruzione. Ma cosa si
intende per Oriente? Noi intendiamo come
Oriente anche l'Egitto. L'Egitto e tutta l'Asia
anteriore, l'Asia centrale, l'Asia orientale e
in parte anche l'Africa; questo va sotto la denominazione
generale di "Oriente", che è un po' vaga, perché
tutte queste zone hanno avuto esperienze culturali
diverse, grandi culture, millenarie. Quindi lascerei
stare questo tema - soprattutto se pensiamo a
tutte le distruzioni di opere d'arte che sono
state fatte in Occidente - perché non mi pare
che si possa indicare una profonda differenza
tra Oriente e Occidente. Certamente il progresso
tecnico in Occidente è maggiore, certamente la
conservazione, infatti sappiamo che sono intervenuti
in più casi esperti occidentali a conservare opere
d'arte antiche e certamente l'Oriente moderno
non ha avuto lo stesso progresso tecnico che hanno
avuto paesi dell'Occidente, particolarmente l'Europa
e poi l'America del nord che rientra nella cultura
occidentale. Quindi non direi; certamente oggi
c'è maggiore progresso, abbiamo grandi scuole
di restauro in Occidente, in America pure, ma
soprattutto in Italia, come Lei sa l'Istituto
del restauro è famoso in tutto il mondo, non so
se ci sia un equivalente nei paesi dell'Oriente.
Però non credo che si possa caratterizzare il
mondo orientale come quello che è meno attento
alla conservazione, perché a modo suo ha conservato
tanti oggetti degni per il valore artistico, magari
per il valore religioso, o per il valore storico,
o per altre ragioni. C'è da noi questa tradizione
di una contrapposizione tra Oriente e Occidente
e in un certo senso c'è, nel senso che in Occidente
si è verificata una certa unità culturale che
in Oriente non si è verificata, anche perché poi
vi sono differenze più profonde: anzitutto un
territorio molto più vasto, poi ci sono differenze
più profonde tra le varie nazioni, tra quelle
che chiamano "etnie", che è un termine che non
mi piace, perché "éthnos" è molto bello come termine
greco e significa "nazione". Poi ci sono esperienze
culturali molto diverse. In Europa è stato più
facile, non si deve dimenticare che l'Europa ha
avuto una grande forza unificatrice nell'Impero
Romano. Prima di tutto le comunicazioni intense
nel mondo Mediterraneo, insomma ha avuto esperienze
storiche unitarie che l'Asia non poteva avere,
per la presenza di numerosi popoli diversi, di
tradizioni culturali diverse. Quindi su questo
punto non avrei altro da dire".
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