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La distruzione del patrimonio culturale - domanda 3

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3 - Rai Educational: "Tornando all'argomento che abbiamo proposto nella nostra rubrica, Lei come giudica, che interpretazione dà di questo gesto così offensivo verso un'altra cultura che è quella del buddismo da parte dei talebani".

"Guardi io non so se loro hanno voluto compiere un atto polemico verso la religione buddistica di cui credo abbiano una notizia molto fumosa. Non mi pare che questi talebani siano molto informati delle religioni dell'India antica, tanto più che il buddismo in India è scomparso da molto tempo; è presente nell'Asia orientale, a parte Ceylon. Ci sono dei dotti buddisti, ma non ci sono delle comunità buddiste. Quindi non so se loro abbiano voluto fare questo, perché poi ci sono anche altre opere d'arte buddistica, monumenti buddistici nell'Afghanistan, non è che quello sia tutto lì. Erano i più vistosi. Io mi domando se loro hanno voluto fare un'offesa alla religione buddistica o se abbiano voluto soltanto colpire questa presenza non islamica, perché si trattava di qualche cosa di idolatrico, Lei sa che la dottrina islamica, respinge il culto delle immagini, del resto abbiamo avuto anche l'iconoclastia nel mondo bizantino. Ma ad ogni modo questo è fondamentale nel mondo islamico e difatti nell'arte islamica, nel mondo arabo, lei trova difficilmente - a parte la Persia, ma perché c'è una tradizione più antica: la tradizione preislamica - nelle opere d'arte la figura umana. Sono molto decorative, sono molto belle, vede le figure, ma non c'è il ritratto e non c'è nessuna immagine di divinità. Quindi può essere che questa sia stata una affermazione di questa loro dottrina, contro quello che è il simbolo di una religione diversa dall'islamismo. Oppure può darsi anche che loro abbiano voluto in un certo senso ferire il mondo occidentale, perché in quel sito ci sono missioni archeologiche, studiano questi monumenti buddistici, studiano tutti i monumenti antichi dell'Afghanistan, come di tutta l'area. Lì si segue un po' la marcia di Alessandro verso l'India; può darsi quindi che non sia tanto un atto di offesa al buddismo. Può darsi che sia risposta dispettosa, violenta, al mondo occidentale. Lei sa che ci sono state delle pressioni, anche le Nazioni Unite sono intervenute. E questo è tipico dei fanatismi religiosi, del resto ce ne sono tanti. Quando ho saputo questo ho pensato invece all'atteggiamento di un grande sovrano buddista: Asoka, il sovrano di un grande impero nell'India del III secolo a.C. Asoka ha lasciato una quantità di editti sparsi per il suo impero, anche una parte dell'Afghanistan rientrava nel suo impero, e quindi c'erano sudditi persiani e anche sudditi parlanti greco, lui ha fatto pubblicare per tutto l'impero degli editti nei quali raccomanda tra l'altro il rispetto per tutte le religioni. E c'è questo bellissimo editto che dice: "Il re Piadassi caro agli dei rende onore a tutte le religioni, così a quelle di asceti come a quelle di laici, con liberalità e con varie forme di ossequio. Ma egli non dà tanto peso alla liberalità o agli onori, quanto al reale progresso che può compiersi in tutte le religioni. Il progresso reale ha forme diverse, ma la sua radice è la moderazione nell'esaltare la propria religione come nello sminuire l'altrui religione e ciò non avvenga senza argomenti e vi sia rispetto. Rispetto è dovuto alle altre religioni in ogni caso. Agendo in questo modo si esalta la propria religione e si giova alle altre. Agendo diversamente si fa ingiuria alla propria religione e alle altre". Ecco, quindi la moderazione nell'esaltare la propria religione come nello sminuire le altrui religioni. Quindi qui può darsi che ci sia stata questa esasperazione fanatica, è vero, ma a me è parsa una sfida al resto del mondo, specialmente al mondo organizzato, alle Nazioni Unite. Questo è tipico dei fanatici."